
La standing ovation riservata ad Alessandro Del Piero a pochi minuti dalla fine della sfida con il Brescia, a intervallare il suono continuo e assordante dei fischi dell’Olimpico, è il simbolo di questa ennesima stagione sventurata della Juventus. La bandiera bianconera ha risolto a modo suo la complicata partita con i lombardi, inventandosi un gol da tre punti dopo essersi fatto mezzo campo con la palla al piede, manco avesse vent’anni, quando invece la sua carta d’identità racconta che ne ha quasi il doppio.
A fine partita Delneri ha parlato di un Alex “ritrovato”, commentando la sua prestazione al termine della seconda partita consecutiva che il numero dieci ha giocato da titolare. L’allenatore juventino gli aveva preferito Toni o addirittura Martinez nelle sfide nobili contro Inter e Milan, il capitano di lungo corso è rimasto in panchina senza un mugugno, pensando soltanto a tenersi pronto quando gli sarebbe stato chiesto di trainare ancora una volta la rattoppata carretta bianconera.
Normale quindi che in sala stampa si presentasse con la serenità stampata in volto di chi sa che ancora una volta ha dimostrato il suo valore umano oltre che tecnico. Nessuna polemica ma una frecciatina in risposta alle parole del suo mister sì, a chi gli chiedeva di commentare le parole del tecnico friulano ha risposto semplicemente: “Ritrovato? Veramente, non mi sembra di essermi mai perso”. Semplice, lineare, con lo stile e la pacatezza che da sempre hanno distinto la carriera di questo calciatore.
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Dopo tre sconfitte consecutive la Juventus trova solo un pareggio, che non sposta gli equilibri, in trasferta contro il Cesena. A livello di gioco i bianconeri hanno fatto un grosso passo in avanti rispetto alle prestazioni in stile “morti viventi” delle ultime partite, ma questo non è bastato per portare a casa i tre punti. Dopo l’espulsione di Marco Motta al 43′ minuto di gioco la squadra ha totalmente rinunciato a giocare, anche a causa delle scelte scellerate di Delneri che ha fatto di tutto per peggiorare la situazione. A fine primo tempo ha sostituito Krasic, unico contropiedista della squadra, e poi ha tolto anche Del Piero per inserire Martinez, il peggiore in campo contro il Milan, rinunciando così all’unico giocatore in grado far salire la squadra. I tifosi juventini allo stadio non hanno per nulla apprezzato le scelte del mister che invece si è mostrato (insensatamente) molto sicuro di se:
I fischi fanno parte del gioco, è una consuetudine fischiare, lasciamoli fischiare, applaudiranno più avanti. La squadra ha giocato una buona partita, sotto tutti i punti di vista, tutti i 90 minuti. Ha giocato quasi 60 minuti in dieci, di nuovo. Però, ho visto la squadra più spigliata, più manovriera, ha creato diverse situazioni da gol importanti, ha anche rischiato qualcosa, ma mi sembra in questo momento giusto che la squadra faccia giocare i Traoré, che hanno 20 anni, tutti i ragazzi che possono avere le caratteristiche per poter affondare ogni tanto e aiutare un po’ il reparto avanzato.
Secondo Delneri la sua squadra ha fatto comunque un passo in avanti rispetto alle precedenti partite: “Se considerate che noi possiamo giocare in inferiorità numerica, va bene, possiamo difendere meglio in dieci, se si considera questo. La squadra ha lavorato ben avevamo dei giocatori di qualità davanti, Del Piero ha giocato benissimo. Nel secondo tempo abbiamo sofferto, ma è giusto, abbiamo cercato di riprendere in mano la partita, la squadra ha avuto anche una palla gol al 90esimo, ha subito gol su un calcio di punizione su un rigore, poteva subirli prima, ma poteva anche farli. Quindi, mi sembra che la partita sia andata sul 2-2 e, con un po’ di fortuna e con un po’ di abilità, magari anche di attenzione, si potevano portare a casa i tre punti. Rispetto alle partite con Bologna e Lecce, mi sembra che la squadra oggi abbia prodotto un buon calcio. Andiamo avanti per la nostra strada.”
Sugli episodi chiave a livello disciplinare l’allenatore ha concordato con l’arbitro Bergonzi giudicando giusto il giallo per Buffon in occasione del rigore e altrettanto giusto il secondo giallo ricevuto da Marco Motta: “Non lo so. Su Buffon, la palla stava uscendo dalla linea di porta, mi sembra corretto ed è chiaro che lì c’è l’ammonizione. Anche l’ammonizione di Motta è corretta, perché mi sembra che la gamba tesa ci fosse. Probabilmente, non c’era l’ammonizione prima di Motta. E’ stata battuta una punizione 25 metri avanti. Dovrebbero fare una cosa, dire se c’è fallo che esca o che entri. Invece, creano dei problemi che, poi, subentrano in queste discussioni. Il calcio è già abbastanza complicato. Anzi, è semplice, siamo noi che lo complichiamo.”




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Dopo la terza sconfitta consecutiva in campionato, arrivata ieri sera contro la capolista Milan, il direttore generale della Juventus, Beppe Marotta, è costretto a prendere la parola per difendere l’operato del tecnico Gigi Delneri, contestatissimo dai supporters bianconeri, per il quale le voci di un possibile esonero per salvare quello che resta della fallimentare stagione del club di Corso Galileo Ferraris si fanno sempre più insistenti:
“Non abbiamo mai tirato in porta? Può essere, ma anche il Milan non ha creato molto. E’ stata una partita brutta secondo me. Loro si sono dimostrati più forti di noi. Ma rispetto alle uiltime due sconfitte, questa sera c’era grande determinazione da parte nostra. Abbiamo avuto più difficoltà sul piano del gioco e il Milan ne ha apporfittato. E’ un momentaccio. La società deve fare un’analisi obiettiva e capire se l’allenatore è colpevole di questa situazione. Le responsabilità vanno suddivise tra tutti. Non si può mettere solo Delneri sul banco degli imputati, quindi andiamo avanti con questa soluzione.”
Il dirigente juventino aggiunge poi: “Ora l’importante è ridare tranquillità al gruppo e poi speriamo anche di recuperare dei giocatori che per noi sono importanti. Sicuramente alcuni dei nostri nuovi non hanno la carriera alle spalle che invece avevano stasera molti giocatori del Milan. Per questo nel prossimo mercato oltre alla qualità punteremo anche sll’esperienza internazionale. Purtroppo quest’anno non pensavamo di incappare in una situazione così negativa. Rivoluzione? No, noi abbiamo creato una base e poi interverremo con altri elementi.”
Sul tecnico di Aquileia sembra però incombere sempre più minacciosa l’ombra di Gianluca Vialli, invocato a più riprese dai cori della tifoseria nel corso del match di ieri sera. Possibili “traghettatori” per questo finale di stagione sarebbero anche altri due nomi illustri del passato della Vecchia Signora: Claudio Gentile e Pierluigi Casiraghi. Nei giorni scorsi si era fatto anche il nome di Pavel Nedved, attualmente membro del consiglio di amministrazione del club torinese, il quale aveva aveva però smentito categoricamente per bocca del suo procuratore Mino Raiola.
All’indomani dell’ennesima prestazione disastrosa della stagione, che pregiudica forse in maniera definitiva le possibilità della Juventus di conquistare un posto in Champions League, il direttore generale bianconero Beppe Marotta non punta il dito esclusivamente contro il tecnico Gigi Delneri, molto contestato dai tifosi torinesi al termine dell’incontro. Il dirigente parla infatti in maniera esplicita di responsabilità collettive, non negando però che l’allenatore di origini friulane sia sotto esame:
“Se di colpe dobbiamo parlare dobbiamo essere inseriti tutti. L’allenatore non è l’imputato maggiore, in campo i vanno i giocatori e stavolta giocavano contro il Bologna, con tutto il rispetto. Dobbiamo venirne fuori tutti insieme e la squadra sta con l’allenatore. Del Neri è confermato ma in questa situazione è sotto esame, come tutti noi.”
Esclusa invece per il momento la possibilità di mandare la squadra in ritiro: “Ritiro? Di solito si fa per punizione o per trovare concentrazione. Ma non è la scelta giusta adesso.” Riguardo alla prossima sfida, che vedrà i bianconeri ospitare la capolista Milan e agli obiettivi della squadra da qui al termine della stagione, queste le parole di Marotta: “Ben venga il Milan, ci spronerà. Dobbiamo riconquistare credibilità nei confronti dei tifosi che meritano rispetti. Ormai non possiamo puntare a grandi traguardi, ma dobbiamo onorare le prossime undici partite.”

Squadra che vince non si cambia. Dettame applicato alla lettera da Luigi Delneri che dopo la brillante vittoria della Juve contro l’Inter per la prima volta in stagione aveva proposto a Lecce lo stesso identico undici. Ma è vero il contrario? Se così fosse squadra che perde (e malissimo) si cambia eccome e allora bastano 90 minuti in Salento per sgretolare tutte le convinzioni delneriane. Perché gli stessi giocatori che sette giorni prima avevano fornito una brillantissima prestazione contro la temibile Inter, al cospetto dei giallorossi pugliesi si sono fatti trucidare nonostante giocassero contro una squadra senza quattro titolari? Questione di testa, s’è detto, lo ha confermato il tecnico juventino stesso, lo ha grassettato il presidente Andrea Agnelli.
Ma allora perché non credere ancora in Chiellini terzino, ben disimpegnato contro Cagliari, Germania e Inter, ma opaco (come tutta la squadra) al Via del Mare? Nella settimana del definitivo tracollo italiano in Europa, la Juve ha avuto tutta una settimana per preparare la riscossa col Bologna, eppure alla vigilia dell’anticipo di domani sera contro i felsinei, il tecnico friulano ha deciso di mischiare ancora le carte, non ricordando forse neanche lui stesso la loro posizione originaria. Almeno da quanto trapelato negli ultimi giorni da Vinovo. Come detto, il Chiello torna a sinistra. Vero Delneri? Nella conferenza stampa di oggi il timoniere della Vecchia Signora gioca a coprirle e a scoprirle, le suddette carte:
“Rivoluzione? Speriamo mentale. Che sia una squadra diversa mentalmente da quella che si è vista nella gara di Lecce, che è stata dimenticata, ma non è stata lasciata in disparte perché bisogna analizzare bene le cose; analizzare anche che pochi giorni prima la stessa squadra ha prodotto un calcio aggressivo, un calcio importante contro l’Inter. Una battuta a vuoto inaspettata che però nel mondo del calcio ci può anche stare. L’importante è che ci sia una consapevolezza che si possa fare molto meglio di quello che si è fatto, oppure di essere la squadra che ha affrontato le ultime partite - a parte quella di Lecce - con un piglio diverso”.
E ancora:
“Chi guida una squadra di calcio non deve essere volubile settimanalmente, altrimenti diventerebbe illogico quello che sta facendo, quello che ha prodotto anche dei buoni risultati. Vediamo le condizioni dei giocatori. Io penso che questa squadra possa attuare diverse soluzioni durante la partita e saranno adottate a seconda del risultato. Chiellini torna a sinistra? Dipende da come stanno coloro che spingono sulle fasce, da come stanno davanti certi tipi di giocatori, dipende da una verifica molto più ampia che non quella di spostare un uomo, anche se non posso discutere ad esempio che con l’Inter Chiellini ha fatto una buona gara; e l’ha fatta anche a Cagliari”.
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Tira un sospiro di sollievo Luigi Delneri e con lui tutti i tifosi juventini, l’infortunio subito da Alessandro Matri nelle fasi finale della vittoriosa sfida contro l’Inter non è niente di grave. In questo momento della stagione sarebbe stato troppo grave rinunciare all’attaccante ex Cagliari che, da quando è arrivato in bianconero, ha già regalato sei punti alla sua nuova squadra. Eppure il timore che il dolore al costato avvertito ieri sera potesse essere qualcosa di serio c’era stato, tanto che il giocatore si era era recato in ospedale per accertamenti subito dopo il fischio finale.
A rassicurare tutti ci pensa il bollettino medico diffuso dalla stessa società bianconera che parla di un piccolo infortunio recuperabile in settimana: “Alessandro Matri è stato sottoposto ieri sera ad accertamenti radiologici a seguito del dolore costale lamentato durante la gara con l’Inter. La radiografia e l’ecografia hanno dimostrato che si è trattato di una lieve distrazione di un piccolo muscolo intercostale, recuperabile in settimana”.
Delneri potrà quindi schierarlo regolarmente al centro dell’attacco in occasione della prossima importante trasferta. La Juventus sarà infatti impegnata domenica prossima nell’anticipo dell’ora di pranzo, l’avversario di turno sarà il Lecce di De Canio che, dopo la sconfitta di Catania, vorrà a tutti i costi provare a riscattarsi. D’altra parte i bianconeri devono cercare una vittoria, la terza di fila, che ridarebbe slancio alla rincorsa verso le zone alte della classifica. Farlo con il Matri di questi tempi in campo sarà certamente un compito meno difficile.
Juventus - Inter 1-0 - Seconda vittoria consecutiva per i bianconeri che provano a rilanciarsi per ottenere la qualificazione in Champions League. A fine partita Gigi Delneri è soddisfatto dalla prova della sua squadra: “Abbiamo vinto una partita importante, contro una squadra che è in salute ed ha tanta qualità. Abbiamo dimostrato di essere forti a livello psicologico e morale, inoltre gli arrivi di Matri, Toni e Barzagli hanno dato energie ad una squadra che ha speso molto. Andiamo avanti di domenica in domenica, voglio una squadra che sappia sempre soffrire come oggi e portare a casa un risultato meritato“.
Finalmente Delneri è tornato ad avere un’ampia possibilità di scelta in attacco ed oggi ha optato per una coppia di peso formata da Matri e Toni : “Avevamo perso tutti i giocatori d’area ed era impossibile sviluppare un calcio normale. Ora abbiamo una squadra che propone calcio. Non è la prima volta per me schierare due prime punte: al Chievo avevo Corradi e Cossato. Ma Matri e Toni sono complementari: Luca fa salire la squadra, Alex attacca lo spazio. E con tanta fisicità in mezzo all’area le cose vanno benissimo.”
Una vittoria non solo per la classifica, ma anche per tutti i tifosi della Juventus: “Mi onoro di guidare la Juve e voglio fare il massimo per la società ed i tifosi, è questo il mio compito. Il nervosismo di Iaquinta? Va capito, è rientrato dopo un lungo periodo di infortunio e voleva fare grandi cose, senza riuscirvi. Questo ci può stare quando, a causa di infortuni, si hanno alti e bassi, l’importante è che non si sfoci in cose pericolose. Per noi è un giocatore importante e tornerà ai suoi livelli“.




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Oggi a Coverciano non c’è stato solo il raduno della nazionale di Cesare Prandelli, è stato anche il giorno dedicato alla Panchina d’Oro 2010, il riconoscimento che premia il miglior allenatore in Italia nell’ultimo anno solare. L’anno scorso se l’era aggiudicata Massimiliano Allegri, beffando il favoritissimo José Mourihno, i risultati ottenuti con il suo Cagliari impressionarono di più dei successi nerazzurri. Ma con un triplete nessuno può competere, così il portoghese con un anno di ritardo ha conquistato l’ambito trofeo, i trionfi in Italia e nel mondo con l’Inter hanno convinto i suoi colleghi a votarlo.
Dietro di lui è finito Luigi Delneri, l’attuale allenatore della Juventus ha visto riconosciuti i grandi risultati ottenuti con la Sampdoria di Cassano e Pazzini, i blucerchiati l’anno scorso sono arrivati quarti in campionato, conquistando il diritto di partecipare ai preliminari di Champions League. Al terzo posto finisce l’eterno rivale dello Special One, ci riferiamo ovviamente a Claudio Ranieri, con la sua Roma ha provato fino all’ultimo a spezzare il predominio interista battagliando con onore tanto in campionato quanto in Coppa Italia.
Nella giornata sono stati premiati anche gli allenatori delle categoria inferiori. Il miglior tecnico della serie cadetta è stato Pierpaolo Bisoli, artefice della sorprendente promozione in Serie A del Cesena. Il migliore della Prima Divisione è stato Giuseppe Sannino, allenatore del Varese che sta confermando quanto di buono fatto anche in Serie B, in Seconda Divisione è stato scelto invece Giancarlo Favarin, anche lui protagonista di una promozione, quella della Lucchese.
Quest’anno infine è stato istituito un premio straordinario che è andato ad Alberto Zaccheroni, la Figc ha voluto così premiare l’allenatore di Cesenatico che alla guida del Giappone è addirittura riuscito a conquistare la Coppa d’Asia. Un riconoscimento che Zac ha quindi meritato in pieno e che sottolinea la grande professionalità di un uomo che non ha mai alzato la voce, preferendo rispondere con il lavoro e con i risultati alle critiche che via via ha ricevuto nel corso della sua carriera.
La Juventus è tornata alla vittoria sul campo del Cagliari dopo 3 sconfitte e un pareggio tra campionato e Coppa Italia. Soddisfatto il tecnico Delneri, in modo particolare delle prestazioni dei due acquisti di gennaio Matri e Toni che hanno dato sostanza al reparto offensivo: “La Juventus in questo mese ha pagato dazio perché non aveva giocatori di ruolo. Ed è evidente che la finalizzazione è data sempre da chi sta davanti e ha le qualità d’area di rigore. Ci sono state tante polemiche però penso che io e la società siamo stati sempre onesti con noi stessi perché sapevamo che quando sarebbero tornate le punte di ruolo avremmo potuto fare meglio e infatti stasera è stato così“. (Il Video dei gol)
Buona prova anche del resto della squadra che dopo un black out fisico lungo quanto tutto il mese di Gennaio: “La squadra in generale ha retto molto bene, è stata capace di soffrire, vincere a Cagliari non è semplice come si pensi, tutti hanno faticato molto per portare via dei punti da qui. Questa vittoria ci da molta fiducia per il futuro anche se sappiamo che bisogna rimanere molto con i piedi per terra e andare avanti domenica dopo domenica per non ricreare intorno a noi quello che poi ci ha impedito tante volte di esprimerci con più tranquillità“.
Domenica per i bianconeri c’è la prova di maturità contro l’Inter ma al tecnico bianconero interessano più i 3 punti che le rivalità: “Questo non c’interessa molto, a dire la verità. Posso giocare con qualsiasi avversario, non m’interessa, sono fuori da questi giochi, so che dobbiamo giocare una partita importante, ma chi l’ha detto che sia più difficile giocare contro l’Inter che contro il Cagliari? Non si può dire mai nel calcio attuale quello che può capitare domenica dopo domenica. Mi aspetto una partita difficile com’era molto difficile quella di stasera contro il Cagliari“.
C’è anche spazio per una piccola rivincita personale di Luca Toni che si sente ancora un giocatore importante: “Sono felice perché tornavo da un infortunio e sono riuscito a segnare, chiudendo una partita che per noi era troppo importante vincere. La Juventus deve tornare in alto: sono molto contento e orgoglioso di aver festeggiato il mio centesimo gol con questa maglia. Se mi tolgo qualche sassolino dalla scarpa? Sarebbe troppo facile oggi: sono 4-5 anni che dicono che sono finito, poi vai a vedere un po’ di numeri e faccio sempre gol“.




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Furibonda la Juventus. La direzione di Morganti a Palermo ha fatto imbestialire allenatori e dirigenti bianconeri e a fine partita sono volate parole di fuoco dai microfoni della varie emittenti. Le parole di Del Neri rilasciate a Sky: “O non si vede o non si vuole dare. Oggi ci sono stati episodi pazzeschi, dei calci di rigore di un’evidenza sconvolgente. Vogliamo rispetto, non ci devono dare tutti i rigori del mondo, ma quando una cosa è evidente Morganti non può dire che non ha visto, perché altrimenti ci prende in giro è meglio che cambi mestiere. A Napoli ci ha annullato il gol buono di Toni, poi magari perdiamo 4-1 ma quello era il gol del pari e andava dato. Spero che Zamparini non si lamenti anche stasera”.
L’allenatore bianconero ha poi rincarato la dose davanti alle telecamere di Mediaset Premium spostando il discorso su Calciopoli: “Combattiamo sempre con situazioni pazzesche, certe cose non si vedono o non si vogliono vedere. Non ci stiamo, continuiamo a giocare, ma ci mancano dei punti per queste cose e poi a pagare sono allenatori e dirigenti, mi dispiace anche per i ragazzi che sono molto amareggiati. Bisogna farla finita. Calciopoli, se c’è stata, è finita 4-5 anni fa. Morganti va fermato, ha frenato la nostra corsa. Vada a fare un solarium…”.
Non è da meno Marotta che ha attaccato duramente l’arbitro ascolano: “Lo stato d’animo dei ragazzi è di grande amarezza. Non sono qui ad accampare delle scuse, ma sono qui ad esprimere questo sentimento di critica molto decisa nei confronti della classe arbitrale. Non vorrei che quella che negli anni novanta era definita sudditanza diventi quasi arroganza. Quello di oggi (Morganti, ndr) è lo stesso arbitro che ha annullato un goal a Toni in Napoli-Juventus: io voglio solo richiamare la classe arbitrale verso il rispetto al club”.
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