
Dopo la sconfitta rimediata dall’Inghilterra contro il Brasile (Il Video di Inghilterra - Brasile), Fabio Capello ha elogiato le doti dell’avversario sudamericano non esitandolo a definire la squadra più forte al mondo in questo momento, superiore anche ai campioni d’Europa della Spagna. Questa affermazione non è piaciuta agli spagnoli che considerano la loro nazionale la migliore in circolazione in questi ultimi anni, forti del successo continentale ma anche di una serie positiva di risultati impressionante tra cui l’ultimo successo contro l’Argentina (Il Video di Spagna - Argentina), il tutto condito da un gioco a tratti davvero esaltante.
Di certo c’è l’incontestabile soggettività di opinioni del genere, il commissario tecnico di Pieris conosce bene il calcio spagnolo, i suoi pregi e i suoi difetti, il suo giudizio avrà quindi delle valide motivazioni alla base. Per provare a fargli cambiare idea però gli spagnoli hanno abbandonato il piano della soggettività per approdare a quello più freddo dell’oggettività e cosa c’è di più freddo ma incontestabile dei numeri? Dati alla mano quindi hanno provato a confutare il pensiero dell’italiano che aveva appunto sentenziato: “La Spagna è molto forte tecnicamente, ma i suoi giocatori non sono così bravi né difendono così bene come i brasiliani”.
I tifosi del Real Madrid sono stufi, non il è caso di Manuel Pellegrini, allenatore cileno, che ancora predica pazienza: la sconfitta del Real Madrid, 4-0 per opera dell’Alcorcon, non ha scalfito l’autostima dell’ex allenatore del Villarreal, convinto com’è della forza della squadra. Passi l’assenza di Cristiano Ronaldo, ma il pesante ko in Coppa di Lega, unita alla debacle interna contro il Milan in Champions League, hanno fatto alzare i malumori nella capitale spagnola e il conduttore sudamericano è già sulla “lista nera” di Florentino Perez. Va bene, ma chi al suo posto? I nomi come ovvio si sprecano. Un sondaggio sul prestigioso quotidiano Marca ha proclamato come mister delle merenguers Michael Laudrup, già tecnico dell’Alaves. (La Galleria Fotografica di Roberto Mancini)
Dopo di lui il Campione d’Europa Luis Aragones, ma anche Jorge Valdano: la situazione è incerta, d’altra parte Pellegrini è sicuro che i suoi ragazzi rifileranno cinque gol ai rivali dell’Alcorcon e batteranno il Milan a San Siro. Fatto sta che il cileno è in bilico e nonostante gli auguri di un Ronaldo titolare o di una squadra in campo con la cattiveria necessaria, contro gli avversari di Serie C i bianchi di Madrid si giocheranno una fetta di credibilità. La tensione nella capitale spagnola è piuttosto alta. Tra tanti nomi per la successione di Pellegrini, ecco due italiani: meno quotato Luciano Spalletti, più chanche per Roberto Mancini, in pensione dorata da un anno e mezzo e che ha da poco rescisso il contratto che lo legava all’Inter.
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Italia eliminata ai quarti di finale di Euro 2008, battuta ai rigori dalla Spagna dopo una gara molto intensa, ma povera di emozioni. Donadoni sceglie una formazione simile a quella scesa in campo contro la Francia, sostituendo gli squalificati Pirlo e Gattuso con Aquilani e Ambrosini. Gli spagnoli tengono in mano le redini del gioco per quasi tutto l’incontro, ma non riescono a creare grandi occasioni da rete, grazie all’ottima prestazione della difesa azzurra, stasera attentissima. (Fotogallery - Video)
Nella prima frazione Chiellini e Panucci annullano la temutissima coppia di attaccanti delle Furie Rosse, formata dal Niño Torres e da David Villa, mattatore della prima fase del torneo, ma anche Zambrotta e Grosso non commettono errori, pur spingendo poco in fase offensiva. L’unico a rendersi pericoloso per gli spagnoli è Silva, una vera spina nel fianco per i nostri, che sfiora anche il gol al 38°.
Maluccio invece gli altri reparti: il centrocampo per tre quarti romanista scelto da Donadoni non brilla; De Rossi e Aquilani fanno una gara di grande sacrificio, limitandosi al contenimento, senza riuscire a impensierire il reparto centrale spagnolo, guidato da un instancabile Senna. In attacco Cassano è pimpante ma fumoso e Toni è solo l’ombra del grande attaccante ammirato nel corso della stagione con il Bayern Monaco. Il primo tempo si chiude con gli spagnoli che recriminano per alcuni episodi arbitrali, in realtà non particolarmente rilevanti.
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Gli spagnoli, nonostante siano i favoriti contro l’Italia, almeno per quanto visto sino a questo momento, non l’hanno presa molto bene. Avrebbero preferito incontrare la Romania ai quarti. O forse mettono solamente le mani avanti nell’attesa di cancellare in un solo colpo la tradizione negativa contro gli azzurri. Marca, in un articolo tra il preoccupato e il sarcastico, titola “La stella dell’Italia non ha fine“, mentre As ricorda i dolorosi precedenti per le furie rosse (uno su tutti, il mondiale americano del 1994, quarti di finale, 2-1 per l’Italia con gomitata di Tassotti a Luis Enrique non vista dall’arbitro).
Complessivamente i precedenti sono 27: il bilancio e’ di 9 vittorie azzurre, 10 pareggi e 8 successi spagnoli. La Spagna non ha mai battuto l’Italia in una competizione ufficiale, se si eccettuano le Olimpiadi del 1920. As indica l’Italia come una vera e propria bestia nera e spera che il maleficio verrà spezzato anche per vendicare le lacrime di Luis Enrique, sanguinante dopo la gomitata di Tassotti. Il ct spagnolo Aragones non si fida degli azzurri:
“E’ campione del mondo e sappiamo tutti. E’ una rivale molto complicata da affrontare, ma in questa fase, chiunque è difficile. L’Italia è un team che sa fare grandi cose in cattivi momenti. E’ un accoppiamento che alla maggior parte degli spagnoli non è piaciuto, ma da adesso in poi chiunque può battere chiunque. Li abbiamo battuti in amichevole 3 mesi fa? Io non faccio riferimento alla partita di Elche. In questo Europeo, sembravano ormai morti, ma alla fine si sono qualificati”
Ci prova ancora la Spagna. Il leit motiv che vede le Furie Rosse arrivare alle grandi competizioni fra le favorite, magari anche partire bene, per poi capitolare clamorosamente prima di entrare nel vivo delle fasi finali è un incubo costante per i tifosi spagnoli. Un quarto posto nel 1950 al Mondiale e l’unico successo nell’Europeo del 1964, questo è tutto il palmares di una nazionale che rappresenta un popolo “matto” non meno di quello italiano o di quello inglese.
Luis Aragones, il tecnico della Spagna, è in sella sin dal 2004 e si gioca con tutta probabilità l’ultima chance di entrare nella storia. Ancora una volta, probabilmente più delle altre, la Selección arriva al grande appuntamento con grandi aspettative. L’ultimo anno è stato segnato da ottimi risultati, la qualificazione è arrivata con sostanziale facilità grazie ad una ripresa nel gioco e nella convinzione del gruppo che a fine 2006 era in piena crisi, ancora stordito dall’eliminazione agli ottavi di finale del Mondiale tedesco.
Questo Europeo 2008 sarà il primo senza Raúl, storico capitano e simbolo del Real Madrid che, dopo 44 gol in 102 presenze, non è stato convocato da Aragones. Coerenza con la scelta che vede la sua esclusione dai convocati sin dal 6 settembre del 2006, ma comunque una scelta molto coraggiosa dopo l’ottima stagione vissuta in Liga, vinta per la seconda volta consecutiva dal Real anche grazie ai 18 gol del suo capitano. Il girone nel quale è inserita la Spagna non sembra essere dei più semplici, al contrario, ma l’obiettivo dichiarato delle Furie Rosse è quello di arrivare almeno alla semifinale. Anche stavolta si punta in alto. (Fotogallery)
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Vola basso con la sua Spagna Luis Aragones a poche ore da una delle due amichevoli clou di mercoledì 26 marzo (l’altra è Francia-Inghilterra). Diversamente dalle opinioni non proprio benevole di molti giornalisti spagnoli sul calcio italiano, il commissario tecnico delle furie rosse loda senza mezzi termini il movimento calcistico della penisola. Non crede ad una Spagna favorita per i prossimi europei e include, tra i suoi giocatori preferiti, alcuni giocatori allenati da Donadoni:
Le favorite per la vittoria finale sono sempre le stesse, Italia e Francia. La Spagna ha vinto pochissimo e per questo non può essere favorita; giocando al 100% possiamo toglierci qualche soddisfazione. Nella nazionale italiana giocano centrocampisti fortissimi dal calibro di Pirlo e De Rossi e nonostante l’assenza di gente come Totti, Inzaghi e Del Piero, l’Italia dispone di calciatori molto fisici e dotati di grande intelligenza. Chi scelgo tra Casillas e Buffon? Iker è il mio miglior giocatore ma Buffon ha già dimostrato di che pasta è fatto…
Quindi Aragones passa alla piccola tiratina di orecchie verso i denigratori del calcio italiano:

Spagna
Portieri: Iker Casillas (Real Madrid), Pepe Reina (Liverpool).
Difensori: Sergio Ramos (Real Madrid), Joan Capdevila (Villarreal), Raul Albiol (Valencia), Carles Puyol (Barcellona), Carlos Marchena (Valencia), Fernando Navarro (Maiorca), Alvaro Arbeloa (Liverpool), Juanito (Real Betis).
Centrocampisti: Cesc Fabregas (Arsenal), Andres Iniesta (Barcellona), Xavi (Barcellona), David Silva (Valencia), Albert Riera (Espanyol), Xabi Alonso (Liverpool), Ruben de la Red (Getafe), Marcos Senna (Villarreal).
Attaccanti: David Villa (Valencia), Daniel Guiza (Maiorca), Luis Garcia (Espanyol), Fernando Torres (Liverpool).
Italia
Portieri: Buffon (Juventus), Amelia (Livorno).
Difensori: Barzagli (Palermo), Cannavaro (Real Madrid), Grosso (Lione), Materazzi (Inter), Panucci (Roma), Oddo (Milan), Zambrotta (Barcellona).
Centrocampisti: Ambrosini (Milan), Aquilani (Roma), Camoranesi (Juventus), De Rossi (Roma), Gattuso (Milan), Perrotta (Roma), Pirlo (Milan).
Attaccanti: Borriello (Genoa), Di Natale (Udinese), Iaquinta (Juventus), Quagliarella (Udinese), Toni (Bayern Monaco).
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