
Campedelli, Marin, Minotti: sono questi i cognomi dei tre moschettieri del Cesena, presidente, direttore sportivo e direttore tecnico che stanno lavorando alacremente per portare in Romagna buoni giocatori e tanta più tranquillità. La stagione passata non è stata tutta rose e fiori per i bianconeri, salvatisi sul filo di lana e oggetto anche di pesanti contestazioni da parte della tifoseria; merito della società quella di non scomporsi mai, tanto nel mercato estivo quanto in quello di riparazione, fino alla madre di tutte le scelte azzeccate: rimanere, fino alla fine, con Ficcadenti. Ora sulla panchina del Cesena c’è Marco Giampaolo, tipino esigente, e dalle parti del Manuzzi c’è la convinzione di fare un campionato ancor migliore del precedente.
Anche in questo senso stanno lavorando gli uomini di mercato del club romagnolo, gli acquisti di Adrian Mutu e di Eder sono molto molto esplicativi in questo senso. Se a loro due si aggiunge Giaccherini, la qualità e i piedi buoni di certo non mancano; a mancare è forse la prima punta, l’attaccante di peso: va bene Bogdani (ma occhio allo Spezia), vanno bene Malonga e il neo arrivato Vincenzo Rennella, però… In ogni modo Maurizio Marin, ds del club, è ottimista e così parla ai microfoni di tuttomercatoweb:
“Nessuno può dire quello che succederà l’anno prossimo. Vorremmo allestire una squadra per soffrire molto meno rispetto all’anno scorso. La serie A non perdona, è un campionato selettivo e noi dobbiamo farci trovare pronti. Abbiamo delle direttive da parte dell’allenatore, con cui siamo sempre in contatto, e cerchiamo di andargli incontro. Puntiamo molto sulla qualità”.
E se si parla di qualità, non si può non parlare di Adrian Mutu:
“Mutu è un ragazzo straordinario, che ha sposato in pieno il progetto del Cesena. Per noi è un calciatore importantissimo, forse il più importante che vestirà e ha vestito questa maglia. Sarà il giocatore simbolo e un grande trascinatore. Lo abbiamo preso perché è un leader, un grande uomo e un grande professionista. Lui ha sposato il nostro progetto. È ovvio che è un giocatore importante e va al di là dei soliti parametri. Però su di lui puntiamo tantissimo. Non dobbiamo comunque perdere le qualità che ci hanno contraddistinto l’anno scorso, ovvero determinazione, umiltà e voglia di lottare”.
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La Juve conferma quanto di buono fatto otto giorni fa a San Siro e inanella il sesto risultato utile consecutivo in campionato: 3-1 al Cesena al termine di una partita ricca di spunti sia a livello di singoli che di squadra, con i romagnoli ben più che semplici comparse. Per la squadra di Ficcadenti un ko tutto sommato meritato ma condizionato dal pomeriggio nero dello stopper Pellegrino: coi suoi compagni in vantaggio di una rete, ha prima causato il rigore del pari, quindi ha collezionato il secondo giallo e ha lasciato gli ospiti in dieci per un’ora. Ovvio che a quel punto per la Juve è stata un’altra partita, col sorpasso sul finire di primo tempo con Quagliarella e definitivo tris nella ripresa, in gol Iaquinta.
Ma come accennato i cesenati avevano cominciato col giusto piglio: pressing, possesso palla, corsa e discreta tecnica, con tanto di gol del vantaggio di Jimenez, bravo a correggere in rete una torre perfetta di Schelotto su cross di Giaccherini. I padroni di casa si rialzano e iniziano a ruminare calcio, il pareggio arriva grazie a Del Piero che dal dischetto realizza un rigore guadagnato da Bonucci. E in 11 contro 10 arriva il 2-1: cross di Marchisio e inserimento perfetto di Quagliarella, di testa. Nella ripresa la squadra di Delneri gestisce alla meno peggio, pur non affondando il colpo; alla fine però ci pensa Iaquinta a chiudere i conti con un bel tiro al volo su cross di Salihamidzic.
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Agosto, tempo di vacanze per la maggior parte dei lavoratori; non per i calciatori che in quel periodo sono alle prese con la preparazione atletica in vista del campionato. E con i traslochi. Durante una ventennale carriera, i lavoratori del pallone spesso si accollano decine di trasferimenti, per sei mesi o per un anno, in Italia o all’estero, valigia sempre pronta e capacità di sapersi ambientare. Moglie e figli al seguito sbarcano nelle nuove città e all’inizio si piazzano in albergo, poi villetta in una zona verdeggiante e tranquilla della periferia cittadina, il tempo di sistemarsi per bene… e cambiano di nuovo maglia. Ma non cambierà mai il modo in cui si presentano ai tifosi, spesso accattivandoseli con mera ipocrisia. Negli ultimi giorni di mercato abbiamo scoperto cose interessanti.
Marco Borriello dice di aver coronato il sogno della sua vita vestendo il giallorosso della Roma, c’è chi però sostiene che l’approdo nella capitale sia stato dettato dalla voglia di avvicinarsi a Belen Rodriguez, sua ex fidanzata che ora vive proprio nella città eterna. Zlatan Ibrahimovic invece ha aizzato il popolo rossonero con un folkloristico “vinciamo tutto” di fronte agli occhi lucidi di Galliani e allo sguardo soddisfatto di Berlusconi: quando arrivò all’Inter sostenne di averne sempre fatto il tifo, il Barcellona invece era “il club più importante del mondo“. E sentite Diego Perez, centrocampista della Nazionale uruguaiana (titolare ai Mondiali), nuovo acquisto del Bologna: “Avevo promesso che mi sarei mosso da Monaco solo per il Bologna e sono stato di parola“.
E poi c’è Yohan Benalouane, scartato all’ultimo dalla Juve e alla fine diventato giocatore del Cesena: “Sono approdato a Cesena perché è stata come ‘una chiamata’” ha asserito solennemente il franco tunisino. Peccato che lui era in Italia per firmare con la Juve, rimasto “a piedi” è andato col procuratore all’Ataquark Hotel e ha cercato un contratto bussando ai box delle varie squadre. Ma c’è anche chi se ne esce con sparate sui generis, che tradiscono una disarmante sincerità: rimanendo in tema di Cesena, non hanno certo fatto piacere le parole d’esordio di Luis Jimenez: “Non è certo il club dei sogni, ma mi permette di giocare in Serie A e hanno pagato quanto chiedeva la Ternana“. E Camoranesi allo Stoccarda ha fatto ancora meglio.
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All’apertura delle buste per risolvere le comproprietà spinose, circa un mese fa Luis Jimenez scoprì di esser stato riscattato dalla Ternana: già, proprio la squadra che dal 2002 lo tiene in qualche modo legato a doppi nodi con la città di Terni, ove giunse dopo l’esperienza in patria nel Palestino. Dopo quattro stagioni con molte luci in Umbria, il cileno ha iniziato a girare per l’Italia e non solo: in prestito a Fiorentina e Lazio, poi l’Inter che se ne accaparrò la metà, quindi West Ham e Parma. Col cartellino ancora in bilico tra nerazzurri e neroverdi, a fine giugno l’amara scoperta: era stata la società di Lega Pro ad offrire di più, battendo i Campioni d’Europa.
Ma come vive questa situazione Jimenez? Si sta allenando col club ternano? Cosa c’è dietro a questa storia? Un’intervista esclusiva a tuttomercatoweb rivela sensazioni e umore del talentuoso trequartista sudamericano: “Sto per andare in ritiro con la Ternana, anche se l’idea era che non andassi neppure in ritiro, almeno così eravamo rimasti all’apertura delle buste. Abbiamo deciso di collaborare e ci siamo detti che l’idea era quella di trovare una squadra prima di iniziare il ritiro. Ho già perso la prima parte del ritiro e ora ovunque andrò sarò comunque in ritardo. Sto andando a fare il ritiro a Terni, spero di incontrare la società con il mio agente per vedere come stanno le cose“.
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Diciotto gol in diciotto partite, media perfetta quella dell’attaccante del Grosseto, il cileno Mauricio Pinilla. Una storia strana la sua, fatta di alti e bassi nel giro di mezza stagione; ora può godersi lo stato di grazia e sognare insieme a tutto il Grosseto, terzo in classifica e voglioso come non mai di salire per la prima storica volta in Serie A. Può un giocatore passare dall’Apollon Limossol, prima serie cipriota, al calcio italiano divenendo da meteora nel mediteranneo a oggetto del desiderio di squadre del calibro di Fiorentina, Palermo e Roma?
Pinilla può. Contro il Modena ha ribadito la vetta nella classifica marcatori, ma soprattutto ha eguagliato un record del calcio italiano: dopo 15 anni Gabriel Omar Batistuta non è più solo, 11 partite consecutive in gol, superato Ezio Pascutti del Bologna. Quest’anno Matri aveva accarezzato il sogno di raggiungere questo obiettivo, ma si è fermato a otto partite. Va bene, è Serie B, ma andare in rete per undici sabati di fila è roba mica male: ora c’è la gara casalinga contro il Crotone, occasione ghiottissima per arrivare a quota 12.
“L’esultanza me la tengo per guando segnerò un gol nella finale del Mondiale…”, ha esclamato Balotelli a fine partita dai microfoni di Sky. La nuova moda lanciata dall’attaccante interista è la non esultanza, già sperimentata in occasione del confronto di coppa Italia contro la Juve. Il goal del pareggio siglato a Parma, nel recupero di campionato, dall’interista permette all’Inter di incrementare il vantaggio in classifica sulla Roma. Ora sono ben 9 i punti di distacco, anche se resta un pizzico di amaro in bocca in casa interista per non aver sfruttato appieno l’occasione: in caso di tre punti poteva materializzarsi un finale di stagione ancor più tranquillo per l’Inter. (Foto)
Un buon Parma visto al Tardini: i gialloblù sono passati in vantaggio con Bojinov ad inizio secondo tempo, ma sono stati raggiunti immediatamente grazie a una zampata di Balotelli, appena mandato nella mischia da Mourinho. Alla mezz’ora della ripresa gli emiliani rimangono in 10: Valiani, fin lì positivo, si fa espellere per doppia ammonizione. La squadra di Guidolin (cinque sconfitte e un pareggio negli ultimi sei turni) non china la testa e prova a resistere. Ce la fa, favorita anche dall’infortunio di Materazzi, costretto a rimanere in campo perché Mourinho aveva esaurito le sostituzioni.


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L’Inter ha ufficializzato l’acquisto di McDonand Mariga, centrocampista keniano proveniente dal Parma. Il giocatore, 22 anni, è stato acquistato dal club nerazzurro con la formula della comproprietà (5 milioni di euro). Mariga ha firmato con l’Inter fino al 30 giugno 2014 e vestirà la maglia n.17. L’Inter ha inoltre ceduto al Parma, sempre in comproprietà, l’attaccante Jonathan Ludovic Biabiany, classe 1988, già al club emiliano con la formula del prestito con diritto di riscatto della compartecipazione, esercitato nell’occasione. Rientrato dal prestito al West Ham, passa al Parma, con la stessa formula temporanea, il centrocampista Luis Antonio Jimenez.
Scambio di portieri tra Palermo e Livorno: In amaranto sbarca Rubinho, mentre approda in Sicilia Benussi. La formula e’ quella del prestito secco fino a giugno. Rubinho contendera’ la maglia di titolare a De Lucia. Spinelli ha respinto l’assalto all’attaccante Tavano da parte di Fiorentina e Brescia. Il Chievo Verona ha ufficializzato l’arrivo dal Piacenza del centrocampista classe ‘88 Tommaso Bianchi. Il giocatore arriva alla corte di Mimmo Di Carlo con la formula del prestito con diritto di riscatto per la metà del cartellino.

Mancano ancora un paio di ore alla chiusura della finestra invernale di calciomercato: non c’erano in canna botti clamorosi, eppure il Milan ha piazzato un colpo controverso che farà discutere. Dall’Inter arriva in prestito, con diritto di riscatto della comproprietà fissato a 6 milioni di euro, il brasiliano Amantino Mancini. L’ex romanista non ha mai convinto con la casacca nerazzurra, vedremo cosa combinerà da quest’altra parte dei Navigli. Rifiuta il passaggio ai cugini Marek Jankulovski: chiamato ieri anche da Mourinho, il laterale ceco non se l’è sentito di tradire i tifosi. Lotito cerca di accontentare mister Ballardini: dopo i colpi di ieri, alla Lazio arriva Biava dal Genoa. Il difensore inspiegabilmente non rientrava più nei piani della società ligure.
Saluta l’Italia Martin Jorgensen, la Fiorentina accontenta il danese che da qualche giorno chiedeva di tornare in patria. S’accasa all’Aarhus, club da cui fu acquistato dall’Udinese: in Serie A ben 44 marcature. Sfumato Ledesma, l’Inter sembra sia alle strette finali per McDonald Mariga, centrocampista del Parma che sembrava promesso sposo del Manchester City. I ducali, dal canto loro, dopo Valiani sono a un passo da Jimenez, ex interista già ai ferri corti col West Ham. Come confermato in diretta tv ieri pomeriggio da Spinelli, scambio di portieri tra Livorno e Palermo: in Sicilia se ne va Benussi, Rubinho invece vestirà amaranto. Il portiere brasiliano ha voluto ringraziare comunque Palermo e i suoi tifosi.
La Lazio ha chiuso per Sebastian Eguren, centrocampista del Villarreal. A confermarlo è l’agente del giocatore, Josè Tarraga: “E’ fatta la Lazio ha chiamato il Villarreal ed ha chiuso l’accordo. Il giocatore è della Lazio. Domani firmiamo le carte e in mattinata Sebastian sbarcherà a Roma per giocare nella con la maglia biancoceleste. L’accordo prevede un cessione in prestito con diritto di riscatto ha dichiarato Tarraga Sebastian verrà a Roma sino a giugno e poi la Lazio deciderà se esercitare o no l’opzione di riscatto“.
Fronte Bologna: Succi è rossoblu. Il comunicato del sito ufficiale: “Il Bologna FC 1909 comunica di aver raggiunto l’accordo con l’US Palermo per il trasferimento in rossoblù dell’attaccante Davide Succi a titolo temporaneo con diritto di riscatto. Nato a Bologna l’11 ottobre 1981, Succi ha vestito anche le maglie di Chievo, Padova, Como, Spal, Lucchese e Ravenna”.
Contini, difensore del Napoli, è ormai ad un passo dal Saragozza. Riccardo Bigon, direttore sportivo della società partenopea, spiega: “Matteo Contini è vicino al trasferimento in Spagna. Manca qualche dettaglio, tra oggi e domani dovrebbe concludersi la trattativa, ma aspettiamo l’ufficialità. Abbiamo fatto questa scelta perché abbiamo sette difensori per tre posti. Non arriverà, dunque, alcun sostituto, altrimenti non avremmo risolto il problema“. Il difensore si sottoporrà mercoledì alle visite mediche prima di firmare per il Real Saragozza, squadra per cui giocherà in prestito fino a giugno.
Con la Champions alle porte, il popolo pallonaro italiano pensa a Ibra e Gourcuff, a Ben Harfa e Lisandro Lopez (prossimi euro avversari delle nostre italiane) piuttosto che a una botta e risposta tra una soubrette cilena e un giornalista belloccio di nome Alberto Brandi. Certo è che la vicenda ha fatto parlare e, per di più, sembra che dietro alla sostituzione della “valletta” di Controcampo Maria José Lopez non ci sia il famigerato ritorno di fiamma della bionda per l’ex marito Luis Jimenez. La modella, infatti, afferma che Mediaset abbia pensato di darle in benservito per la troppa esuberanza (Le foto di Maria José Lopez).
Ieri Brandi, in apertura di trasmissione, per presentare la nuova valletta, la fidanzata di Bobo Vieri Melissa Satta, aveva per l’appunto spiegato che la bella cilena era ritornata a Londra, dove il marito (o ex, chi lo sa) lavora in quanto gioca nel West Ham. Ma dal Cile, dove si trova, la Lopez smentisce: “L’allontanamento dal programma è una questione che ancora devo capire, ma smentisco che c’entrino questioni sentimentali, ora tornerò a vivere in Cile. Possiedo una catena di ristoranti e riesco a mantenermi senza lavorare nella tv italiana. C’era un po’ di premeditazione ma mi sembra di non aver ucciso nessuno. Nemmeno in Cile sono così morbosi“. A chi credere?
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