
Affonda la Germania, inaspettatamente dopo le fanfare della vigilia che la individuavano (e la individuano, per carità) fra le favorite per il raggiungimento come minimo della finale di Vienna, complice l’assurda mancata inversione del tabellone, dopo la vittoria sulla Polonia nella gara d’esordio arriva una sconfitta con la Croazia che mette a repentaglio il primo posto nel girone. Appare confusa la formazione di Löw, con tutti i limiti già evidenziati in passato (un gioco offensivo troppo basato sulle prestazioni di giocatori “umorali” come Ballack, una difesa oggettivamente lenta e poco reattiva) che tornano ad essere evidenti. (Foto - Video)
La Croazia è invece l’autentica sorpresa dopo la prestazione deludente contro l’Austria all’esordio, che aveva fatto pensare ad una squadra in disarmo e spaesata ora che il suo miglior realizzatore, il brasiliano naturalizzato Edoardo, si sta ancora riprendendo dalla brutta frattura rimediata con l’Arsenal, la sua squadra di club. Il gioco è veloce, le geometrie efficaci, la difesa solida: si è rivista in campo la squadra che nel girone di qualificazione ha eliminato l’Inghilterra dagli Europei.
A sbloccare il risultato è Dario Srna, già segnalato da noi come migliore in campo contro i padroni di casa austriaci. L’esterno dello Shakhtar Donetsk è una spina nel fianco per la difesa tedesca e si trova a perfezione con il collega di fascia, quel Corluka che bene ha fatto durante la prima stagione al Manchester City. Il gol è frutto di una combinazione Rakitic (la novità schierata da Bilic al posto del deludente Petric) e Pranjic, il cross è teso, Srna è rapido nell’anticipare il lento Jansen.
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Un tedesco di origini polacche stende la Polonia e trascina la Germania al primo posto del girone B. La partita è stata preceduta dalle solite frecciate lanciate dalla stampa dei due paesi (stavolta sono stati i polacchi a cominciare) ma in campo, se si eccettua un paio di fallacci, non si sono viste scaramucce poco lecite. Stesso discorso per le due tifoserie, divise equamente a livello numerico, che allo stadio sono state corrette, colorate e solo rumorose. A vigilare l’ordine pubblico della città di Klagenfurt, capoluogo della Carinzia, c’erano circa 2000 agenti che prima della partita hanno dovuto sedare un paio di risse tra sostenitori tedeschi e polacchi fermando 17 persone e hanno arrestato oltre 100 tifosi tedeschi per cori nazisti e offese razziste verso i polacchi.
Il match: dopo 4 minuti l’attaccante tedesco di origini spagnole Mario Gomez non arriva per un soffio a depositare il pallone in rete dopo l’assist di Klose. I polacchi, allenati dal vecchio volpone Leo Beenhakker non demeritano per organizzazione di gioco e fraseggi ma dimostrano carenze in fatto di tattica del fuorigioco. Ed è proprio un’avanzata della difesa venuta male al 19esimo minuto (ad onor del vero sembra fuorigioco millimetrico) a liberare Klose che serve un liberissimo Podolski che a porta vuota insacca. (Fotogallery - Video)
La Polonia non sembra affranta a prova a riorganizzarsi. Al 35esimo Zurawski, servito al al limite dell’area di rigore mette i brividi ai tedeschi spedendo un rasoterra di poco a lato della porta difesa da Lehmann. Risponde la Germania con Gomez imbeccato da Fritz che spara fuori. E’ ancora la Polonia a farsi vedere dalle parti di Lehmann con un tiro da fuori di Lewandowski. Al 39esimo viene ammonito Smolarek per fallo da dietro, non succede più nulla e si va al riposo.
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Joachim “Jogi” Löw è molto apprezzato in patria: da vice di Klinsmann a selezionatore della nazionale tedesca, il passo è sembrato naturale a Theo Zwanziger, numero 1 della Federcalcio teutonica, che lo ha già confermato anche per i mondiali sudafricani. Fervente credente nel 4-4-2 e nei giovani, in realtà non ha apportato sostanziali modifiche alla squadra che dunque cercherà, pochi chilometri più a sud da casa, di ripetere il buon Mondiale casalingo. Il terzo posto di due anni fa, tuttavia, brucia ancora, e l’obiettivo imprescindibile è vincere la competizione, un torneo già fatto proprio nel ‘72, nell’80 e nel ‘96, l’unico da Germania unita. In Inghilterra, la Germania eliminò l’Italia nel girone, quindi la Croazia, i padroni di casa e la Repubblica Ceca in finale, 2-1 con doppietta di Bierhoff.
Nelle ultime due edizioni, però, la squadra è sempre stata eliminata al primo turno, non vincendo una partita proprio da quella finale londinese. In Portogallo, 4 anni fa, Olanda e Lettonia la costrinsero al pari, mentre i cechi addirittura li batterono per 2-1. A maggior ragione la voglia di riscatto è grande, dimostrata anche dal fatto che la Germania è stata la prima Nazionale a qualificarsi per questi Europei: memorabile lo 0-13 a San Marino, ma ottima anche la vittoria a Praga grazie alla doppietta di Kuranyi. Tre volte campioni del Mondo, anche grazie a un sorteggio abbastanza fortunato la Germania è sbarcata in Austria da gran favorita: vediamo chi saranno i 23 calciatori che tenteranno di portare a casa il titolo (Fotogallery).