
L’immagine che vedete è già storia: il tempo di indossare la maglia della Lazio per le foto di rito, ed ecco che Eyan Golasa non è già più un giocatore biancoceleste. Puntava molto sul gioiellino israeliano Claudio Lotito, che in un’intervista a un quotidiano di Tel Aviv così si pronunciava appena due giorni fa: “Mi spiace per come l’ha presa il Maccabi ma da parte nostra non c’era la minima intenzione di scippare un talento. Eyal ha firmato un regolare contratto da professionista con la Lazio, quello che aveva con il Maccabi era solo morale, niente di più. Sono mesi che lo seguiamo dopo averlo visionato bene in Champions, abbiamo deciso di rompere gli indugi e di ingaggiarlo. Eyal presto diventerà una stella di fama internazionale e anche grazie a lui risaliremo in classifica. Per noi rappresenta il modello di centrocampista che stavano cercando: bravo con la palla tra i piedi e nella visione del gioco. In più, nonostante sembri gracile, ha potenza fisica“.
Il presidente laziale però, alle prese in questi giorni anche con altre grane (da Ledesma a Bonetto, da Eguren a Barreto), alla fine ha dovuto cedere: il Maccabi Haifa, squadra in cui Golasa giocava e giocherà, aveva prima presentato ricorso alla Federazione locale, poi alla Fifa ed era pronta a chiamare in causa l’Alta Corte Europea. Motivo dell’arrabbiatura? Secondo il club israeliano, il ragazzo aveva già firmato un contratto da professionista fino al 2011 e non già solo un accordo verbale (per cui la Lazio aveva potuto prelevarlo a costo zero). I punti del ricorso del club erano principalmente tre: danno d’immagine al Maccabi, danno economico (Golasa è valutato dieci milioni) e danno per le conseguenze dell’accaduto sugli altri giovani del club.
Video: Highlights Sky Tutti i gol della Champions League 8 Dicembre 2009

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Clamoroso crollo della Juventus, che dice addio alla Champions League incassando un sonoro poker casalingo dal Bayern Monaco. I torinesi si piazzano così terzi nel girone A, dominato dal Bordeaux anche oggi vittorioso sul terreno del Maccabi Haifa, e vengono “retrocessi” in Europa League. Si salva invece il Milan, piazzatosi secondo nel girone C dietro al Real Madrid. Gli uomini di Leonardo devono però ringraziare gli spagnoli, che grazie alla vittoria a Marsiglia, permettono ai rossoneri di staccare il biglietto per gli ottavi, nonostante il deludente pari ottenuto a Zurigo. (Il Video dei Gol)
Nel girone B si qualificano Manchester United e Cska Mosca: gli inglesi passano largamente a Wolfsburg, trascinati da una tripletta del redivivo Owen ed estromettono così i campioni di Germania a vantaggio dei russi, vittoriosi allo scadere sul Besiktas. Meno interessante il girone D, dove il discorso qualificazione era già chiuso e si assegnava solo la terza posizione, conquistata dall’Atletico Madrid nonostante il crollo casalingo contro il Porto, all’Apoel Nicosia infatti non è riuscita l’impresa di battere la capolista Chelsea a Stamford Bridge dal quale i ciprioti sono usciti soltanto con un pari.









A Bordeaux prestazione assai deludente per la Juventus battuta nettamente dai padroni di casa che conquistano così contro ogni pronostico la prima posizione del girone A. Per gli uomini di Ferrara tutto rimandato all’ultima giornata, quando affronteranno in casa il Bayern Monaco (oggi vittorioso di misura sul Maccabi Haifa) potendo comunque accontentarsi di un pari.
Male anche il Milan, riuscito però a conquistare un prezioso pareggio interno contro il Marsiglia che dovrebbe garantirgli un posto negli ottavi a meno di una prestazione disastrosa nell’ultima sfida contro lo Zurigo, questa sera battuto di misura al Santiago Bernabeu dal Real Madrid, quasi certi grazie a questo risultati della leadership del girone C.
Nel girone B si complica inutilmente le cose il Manchester United, che cede incredibilmente in casa ai turchi del Besiktas e sarà ora costretto a strappare un pari nell’ultima sfida sul terreno del Wolfsburg, battuto nel match disputato nel tardo pomeriggio dal Cska Mosca. Verdetti già arrivati nel girone D dove il Chelsea passa sul terreno del Porto con una rete di Anelka, lasciando comunque ai portoghesi la seconda posizione nel raggruppamento.

Sei - tre - due: non è l’ennesima pazzia da alchimista tattico di Ciro Ferrara, è il ruolino di marcia della Juve in questo avvio di campionato. Sei vittorie, tre pareggi, due sconfitte. Come l’anno scorso, come due anni fa, come la Juve di Ranieri insomma, esattamente come lei; e come dodici mesi orsono le due sconfitte, una casalinga una in trasferta, sono arrivate contro Napoli e Palermo. Per dire, campagna acquisti abbastanza importante, cambio di allenatore (e di presidente) e proclami vari, cambiando gli ordini degli addendi però il risultato non cambia. Anche Ranieri aveva un piede e mezzo negli ottavi di Champions dopo 4 turni (ma dopo due esaltanti vittorie contro il Real, non contro il Maccabi) e l’anno scorso la tanto vituperata difesa altissima aveva subito 7 gol, non 11 (numero di reti incassate sia quest’anno che due anni fa dopo 11 turni). E anche quest’anno, con Legrottaglie la Vecchia Signora subisce meno (!).
C’è di che essere ottimisti o sembra l’incipit di un film già visto? Cannavaro - Chiellini, la difesa della Nazionale e della Juve, sembrano sereni e carichi, almeno a sentire le loro parole. “Contro il Maccabi abbiamo conquistato tre punti fondamentali, ma a Bergamo con l’Atalanta sarà ancora più difficile. Abbiamo attraversato un periodo così così: bene contro la Samp, bene nel primo tempo contro il Napoli. Nel secondo tempo invece non abbiamo giocato, per puntare al massimo dobbiamo avere più continuità. L’Inter? Sette punti sono tanti, lo sappiamo. Ma io sono fiducioso, manca ancora tanto alla fine del campionato e abbiamo l’obbligo di continuare a puntare al primo posto. Meglio in Champions che in campionato? Puntiamo a entrambi i traguardi, non vogliamo mollare niente” parole di Cannavaro.
Di questi tempi e a pochi giorni di distanza dall’harakiri vissuto sabato, contro il Napoli, si bada al sodo e ai tre punti. Un bottino pesante quello guadagnato dalla Juve in Israele (Foto - Video - Cronaca della partita). I bianconeri non hanno incantato ma portano a casa tre punti e staccano, forse in maniera decisiva, il Bayern Monaco, battuto a sorpresa in casa dal Bordeaux. I girondini restano in testa alla classifica con 10 punti, seguiti a due lunghezze dalla Juventus. E proprio i bianconeri saranno i prossimi avversari dei francesi. Ferrara, ammette di aver visto una Juve poco brillante in Israele, ma vorrebbe chiudere subito il discorso qualificazione:
“Ora la nostra classifica è buona, ma le prossime due partite saranno decisive. Andremo a Bordeaux per vincere e qualificarci con un turno di anticipo. Questa sera è arrivata la vittoria, anche se non siamo stati entusiasmanti, ma in certe situazioni è facile cadere preda dei condizionamenti. In ogni caso, fra il bel gioco e i tre punti, preferisco sempre i secondi. Chi i migliori? Camoranesi e Diego, ma anche Caceres, hanno fatto molto bene”.
La Cronaca della partita. Le Foto della partita.
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La seconda parte dopo il continua…
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La Juve mette mezzo piede sulla qualificazione agli ottavi di finale di Champions League: la vittoria in Baviera del Bordeaux facilita il lavoro dei piemontesi che conquistano sei punti su sei contro i modesti israeliani del Maccabi Haifa e ora gli occorrerà non perdere contro i tedeschi a Torino nell’ultima partita del Girone A. A Tel Aviv si assiste a una partita non bella, neanche così brutta, dove i bianconeri soffrono il minimo e ottengono il massimo grazie a un gol di Mauro German Camoranesi sul finale di primo tempo; la prima frazione è stata la più bella, dove gli ospiti hanno sfiorato più volte i gol ma anche i padroni di casa hanno rischiato di mettere in difficoltà Buffon e soci. Poi il gol dell’oriundo e una ripresa oscena, alla fine vince la formazione italiana che riscatta così la sconfitta col Napoli. (Le Foto della partita - Il Video)
Si blocca Giovinco, al suo posto Tiago; solito centrocampo a due, tre uomini dietro l’unica punta Amauri, in difesa Caceres e Legrottaglie preferiti a Grygera e Cannavaro. Il tecnico degli israeliani Levi opta per un più audace (rispetto alla partita d’andata) 4-3-1-2, con Dvalishvili vera unica punta e solita difesa agonistica (fin troppo) e accorta all’inverosimile. La Juve parte bene, è convinta dei suoi mezzi ed è affamata di vittoria; nel primo quarto d’ora Diego scalda due volte i guantoni di Davidovich, Amauri stoppa male e sciupa una ghiotta occasione. I bianconeri ci sono, benché macchinosi, e nonostante Tiago a destra nei tre del centrocampo avanzato non si adatti al meglio. Ma i verdi padroni di casa dimostrano di esser vivi e fanno male su calcio d’angolo al 29° con la punta georgiana Dvalishvili, miracoloso Buffon.
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