
La battaglia in atto tra i tifosi del Manchester United e il proprietario americano della società Malcolm Glazer si fa sempre più dura. I sostenitori dei Red Devils hanno messo in scena una delle più grandi contestazioni di tutti i tempi proprio nella sera del trionfale passaggio del turno contro il Milan: il centenario Old Trafford era completamente colorato di giallo e verde, i colori storici dello United che sono diventati il simbolo della protesta dei tifosi contro l’odiato padrone.
La società però intende reagire a queste contestazioni e lo fa con il pugno duro. Proprio in occasione della partita di Champions League un dipendente di un chiosco all’interno dello stadio è stato licenziato per il semplice fatto di avere al collo una delle sciarpe tanto odiate da Glazer. Jerry Vyse, questo il suo nome, è uno studente al primo anno di antropologia che, per arrotondare le sue entrate, prestava servizio nello stadio del Manchester United. Nel corso della partita di mercoledì scorso è stato convocato dal suo superiore che gli ha intimato di togliersi la sciarpa, non perché il capo di abbigliamento fosse vietato a prescindere, semplicemente a causa dei colori proprio graditi. Il ragazzo si è rifiutato e ha così perso il suo lavoro part time.
I tifosi del Manchester United in gialloverde per le strade di Milano



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Non sono bastate la recente conquista della Carling Cup ai danni dell’Aston Villa e l’ottimo risultato ottenuto nell’andata degli ottavi di Champions League contro il Milan per placare l’ira dei tifosi del Manchester United contro lo statunitense Malcolm Glazer, proprietario del club inglese dal 2005. In sole ventiquattro ore infatti, sono saliti da trentaseimila a settantaseimila (ma gli organizzatori puntano a superare quota centomila) i tifosi dei Red Devils che hanno aderito all’iniziativa del Manchester United Supporters Trust, nata per costringere l’imprenditore americano a cedere la maggioranza delle azioni della società, sulla quale graverebbero quasi ottocento milioni di euro di debiti.
Il combattivo gruppo avrebbe anche trovato un possibile acquirente, un gruppo di facoltosi tifosi della città, soprannominati Red Knights, i quali sarebbero disposti a mettere sul piatto un’offerta da quasi un miliardo di euro per rilevare la squadra. Il direttore generale dello United, David Gill, ha però escluso categoricamente che il club sia in vendita, confermando la proprio determinazione a non cedere alle pressioni della tifoseria e sottolineando l’impegno economico della proprietà per risolvere la grave situazione finanziaria, dimostrato a suo parere dalla recente emissione di obbligazioni per il valore di cinquecentocinquanta milioni di euro, allo scopo di scongiurare la possibile bancarotta.
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I tifosi del Milan che stasera si presenteranno sulle gradinate di San Siro per assistere alla sfida con il Manchester United, guardando verso il settore ospiti, si troveranno di fronte ad una curiosa novità cromatica. In Inghilterra è buona abitudine di ogni buon fedelissimo supporter quella di comprare ogni stagione la maglietta della propria squadra, per questo gli impianti inglesi spesso riescono a presentare un meraviglioso colpo d’occhio, soprattutto per chi non è abituato come nel caso di noi italiani.
Chi però si aspetta di vedere una distesa di rosso formata dai sostenitori dello United rimarrà in parte deluso. Per contestare la società di proprietà dell’americano Malcolm Glazer i tifosi hanno infatti deciso di non indossare le loro abituali casacche rosse, preferendo piuttosto indumenti gialli e verdi, che siano essi capi di vestiario qualsiasi o divise celebrative del passato. I due colori infatti sono quelli dello United delle origini, quando neanche il nome era lo stesso, i Red Devils allora erano conosciuti come Newton Heat.





Della bufera finanziaria che sta travolgendo il Manchester United ne abbiamo parlato appena una settimana fa. La società inglese, a lungo ammirata come brillante esempio di gestione economica di un club di calcio, è in realtà sommersa dai debiti. Dalle casse dei Red Devils mancano circa 700 milioni di sterline, cifra che impone un’attenta riflessione con l’obiettivo di ricercare le contromosse migliori. La cessione dei migliori giocatori era una delle strategie passate al vaglio e si era fatto addirittura il nome di Wayne Rooney, un campione da immolare per la patria, peccato che con il suo seppur prezioso cartellino si riesca a racimolare poco più di un decimo del disavanzo.
Malcolm Glazer, diventato padrone dell’intera società nel 2005, allora ha avuto un’altra idea. Secondo la notizia riportata dal Sun, il patron americano avrebbe individuato proprio nei suoi dipendenti, calciatori e non, la fonte dalla quale attingere per colmare l’enorme buco. Glazer avrebbe proposto l’acquisto di pacchetti di obbligazioni della società dal costo di 50.000 sterline che garantirebbero una rendita annua del 7%, inutile dire che i calciatori di fronte a questa “offerta” sono rimasti a dir poco sorpresi, in negativo ovviamente. Sebbene molti di loro siano esperti di investimenti, non sembrano essere interessati a scommettere sul loro stesso datore di lavoro.

Il Manchester United è sommerso dai debiti, questa notizia sicuramente coglie di sorpresa la maggior parte di noi ma è la pura verità. La società inglese, che dal 2005 è totalmente nelle mani dell’americano Malcolm Glazer, ha chiuso il 2009 con un profitto netto di 48,2 milioni di sterline ma soltanto grazie alla cessione di Cristiano Ronaldo che ha portato nelle casse dei Red Devils ben 80 milioni di sterline. La maggior parte dei ricavi in ogni caso sono andati in fumo in interessi pagati agli istituti di credito che hanno concesso prestiti alla società in questi anni.
Nel frattempo il debito, ad oggi pari a oltre 700 milioni di sterline, continua a crescere tanto che la società in questi ultimi giorni è stata costretta a chiedere un ulteriore finanziamento pari a 75 milioni di sterline. Sono numeri che oggettivamente fanno rabbrividire e forse nessuno poteva immaginare una situazione di questo tipo. Quello che è peggio per i tifosi, che spesso pur di avere campioni e trionfi dimenticano l’aspetto economico, è che lo United sarà quasi certamente costretto a cedere ancora qualche pezzo pregiato della propria rosa e il Sun prova ad immaginare già di chi si potrebbe trattare. Il giocatore più rappresentativo e quello maggiormente in grado di fruttare è ovviamente Wayne Rooney.