Da lunedì Alexander Kolarov sarà un giocatore del Manchester City. A meno di clamorosi colpi di scena, infatti, il terzino serbo lascerà la Lazio per andare a rinforzare il reparto arretrato del club inglese allenato da Roberto Mancini. Nel tardo pomeriggio sono arrivate anche le firme sui contratti in un incontro fra la Lazio e il club inglese svoltosi dal presidente Lotito a Villa San Sebastiano.
Dopo il fine settimana, Kolarov si recherà in Inghilterra per sostenere le visite mediche, quindi prenderà il primo volo per gli Stati Uniti dove raggiungerà i nuovi compagni impegnati in una tournee oltreoceano. Per la cessione del serbo, Claudio Lotito incasserà 18 mln di euro da reinvestire sul mercato. Non ci saranno infatti contropartite tecniche da parte dei Citizens (smentita la voce di un possibile inserimento nella trattativa dello spagnolo Garredo).




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Fino ad un mese fa sembrava vicinissimo al trasferimento al Real Madrid. Invece Aleksandar Kolarov, a meno di colpi di scena dell’ultima ora, si accaserà al Manchester City di Roberto Mancini. L’intesa tra la Lazio e il club inglese è stata raggiunta su una cifra che si aggira intorno ai 18 milioni, ma al momento della stesura dei contratti pare che la Lazio abbia cercato di alzare la posta. I dirigenti dei Citizens non sono intenzionati ad alzare l’offerta e probabilmente la trattativa si chiuderà a quella cifra. Reja, tecnico biancoceleste, conferma la fase avanzata della trattativa:
“Il trasferimento di Kolarov al Manchester City è in dirittura d’arrivo - ha spiegato ai microfoni del Tg3 - Chi arriverà alla Lazio? Dovrà essere senza dubbio un giocatore importante. C’è qualche giocatore in uscita che verrà adeguatamente sostituito. Gli obiettivi? Una squadra come la Lazio deve posizionarsi fra le prime otto della classifica - ha detto Reja - Poi dovremo anche riconquistare l’affetto dei nostri tifosi. Ce la metteremo tutta”.




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Il Manchester City fallisce il suo secondo obiettivo stagionale, la FA Cup, proprio contro la squadra con la quale aveva esordito vincendo Roberto Mancini. Questa volta lo Stoke City non ha portato fortuna allo jesino, la squadra allenata da Tony Pulis ha avuto la meglio sui Citizens nel rematch, il primo incontro a Manchester fini con il risultato di 1-1. Lo stesso risultato dei tempi regolamentari della seconda sfida, ai supplementari però lo Stoke ha dilagato mettendo la palla in rete altre due volte.
I padroni di casa erano passati in vantaggio grazie alla rete di Kitson al 79′, il City ha reagito immediatamente e ha pareggiato i conti con Bellamy appena due minuti dopo. Ancora un paio di giri della lancetta dei secondi e accade un episodio che cambia il volto dell’incontro: Emmanuel Adebayor viene espulso a causa di una manata forse giudicata con eccessiva severità dall’arbitro, il City in dieci perde lucidità e approda ai supplementari in una situazione evidentemente complicata.
La capolista Liverpool si conferma squadra cinica e concreta come mai era accaduto negli ultimi anni e rimane da sola in vetta alla classifica, dopo la vittoria di misura ottenuta ad Anfield sull’ostico Portsmouth con un gol di capitan Gerrard. Sempre a tre punti di distanza il Chelsea, vittorioso in maniera più facile del previsto sul terreno della rivelazione Hull. Suicidio dell’Arsenal, che si fa rimontare due reti nei minuti di recupero dagli odiati rivali del Tottenham e deve accontentarsi del pari, al termine di un rocambolesco derby, conclusosi sul 4-4.
Una doppietta di Cristiano Ronaldo (dato per favoritissimo dai bookmaker per la conquista del “tris” Scarpa d’Oro-Pallone d’Oro-Fifa World Player) permette ai campioni in carica del Manchester United di piegare il West Ham di Gianfranco Zola. Continua invece il rendimento altalenante dei “cugini” del Manchester City, nettamente battuti nella trasferta di Middlesbrough. Vince anche l’Aston Villa, dopo un incontro assai combattuto con il Blackburn. Torna a sorridere anche il Newcastle, che esce per il momento dai bassifondi della classifica, piegando di misura il West Bromwich.

Non ci sono più i capitani di una volta. Ero ancora piccolo, ma ricordo bene quei giocatori con la fascia al braccio che in campo erano dei generali e che nessuno si sognava mai di contraddire, figuriamoci litigarsi il pallone per un rigore o una punizione come accade oggi.
Ho ancora bene in mente le immagini di Bulgaria – Germania di Usa 94: Ivanov e Kostadinov si stavano contendendo un calcio di punizione, dopo pochi attimi si avvicina Hristo Stoichkov, afferra il pallone, lo mette a terra e con le mani fa un chiaro segno ai compagni di “togliersi dalle scatole”. Fischio, rincorsa e goal. Bulgaria in semifinale contro l’Italia. Oppure il romeno George Hagi, anche lui un leader nato, con un sinistro da fare invidia al mondo.
Non si possono dimenticare nemmeno i due ex capitani del Manchester United, Eric Cantona e Roy Keane esempi non certo ottimi fuori dal campo, ma quando erano sull’erba dell’Old Trafford incutevano timore e rispetto solo a guardarli.
Questa sera, a Manchester dove, nel 2003, fu disputata la storica finale tutta tricolore della Champions League tra Milan e Juventus, si assegnerà la ben meno fascinosa Coppa Uefa. A contendersi il trofeo povero d’Europa, Zenit S. Pietroburgo e Rangers Glasgow. Lo stadio però, non è il celebre Old Trafford bensì, il City of Manchester.
La sempre meno appetibile manifestazione, arriva all’atto finale con le comparse in vece degli attori principali. Fino a pochi giorni fa, tutta Europa era pronta a scommettere su una finalissima Bayern Monaco-Fiorentina, probabilmente le due formazioni più forti e meritevoli, che avrebbero sicuramente dato maggior prestigio ad un trofeo che in passato ha dato molte soddifazioni ai club italiani.
Invece, in semifinale è accaduto l’imponderabile: i panzer tedeschi del capocannoniere Luca Toni (al pari di Pavel Pogrebnyak dello Zenit, squalificato questa sera) sono stati massacrati in terra russa con un umiliante 4-0 che fa della formaizone dell’Est la favorita per la vittoria finale. Il giorno prima, la Viola veniva malamente e ingiustamente estromessa ai calci di rigore da un Rangers catenacciaro come non mai.
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Oggi Wayne Rooney (clicca qui per la sua galleria) compie 22 anni e il regalo che ha ricevuto dalla sua ragazza, Coleen McLoughlin, non deve essergli piaciuto più di tanto.
Di cosa si tratta? Lo scoprirete cliccando qui, ma raccontiamo la storia dall’inizio.
Il Sun ci riferisce che la bella Coleen, ben conoscendo i gusti musicali del suo Wayne, ha pensato ad un regalo originale che potesse stupirlo. Ha scritto una lettera all’etichetta musicale degli Oasis, uno dei gruppi preferiti dall’attaccante dei Red Devils, chiedendo se il chitarrista Noel Gallagher poteva autografare per il suo fidanzato una chitarra.
Il musicista, noto tifoso dell’altra squadra di Manchester, in un primo momento ha pensato si trattasse di uno scherzo, anche i muri sanno dell’odio che c’è tra il City e lo United, poi però avendo appurato che la richiesta era reale ha pensato bene di divertirsi un po’.
L’idea è stata quella di personalizzare un po’ lo strumento colorandolo con i colori del Manchester City e lasciando sullo stesso una speciale dedica: Happy Birthday Fatboy!