
Ricardo Kakà tornerà a indossare la maglia della Seleção. L’ultima apparizione in verdeoro risale al mondiale del 2010, quando sulla panchina del Brasile sedeva ancora Carlos Dunga. Il calciatore del Real Madrid è nella lista dei convocati di Menezes per le amichevoli con il Gabon, il 10 novembre a Libreville, e con l’Egitto del 14 dello stesso mese a Doha, in Qatar. Tra i giocatori che militano nel nostro campionato Julio Cesar non farà parte della comitiva: il portiere, infortunato, viene lasciato a riposo e al suo posto è stato convocato Neto della Fiorentina.
Convocati anche il milanista Thiago Silva ed il laziale Hernanes. Restano in ritiro con i propri club i giocatori del Brasileirão (il campionato non si ferma), tra cui Ronaldinho del Flamengo e Neymar del Santose. La lista dei convocati:
Portieri: Neto (Fiorentina), Diego Alves (Valencia);.
Difensori: Daniel Alves (Barcellona), Fabio da Silva (Manchester United),Thiago Silva (Milan), David Luiz (Chelsea), Luisão (Benfica), Marcelo (Real Madrid), Adriano (Barcelona), Alex Sandro (Porto).
Centrocampisti: Lucas Leiva (Liverpool), Sandro (Tottenham), Fernandinho (Shakhtar Donetsk), Elias (Sporting Lisbona), Hernanes (Lazio), Luiz Gustavo (Bayern), Kaká (Real Madrid), Dudu (Dínamo Kiev), Bruno César (Benfica), Willian (Shahtar Donetsk).
Attaccanti: Hulk (Porto), Jonas (Valencia), Kléber (Porto).
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Quattro giocatori del campionato italiano sono stati convocati dal ct del Brasile, Mano Menezes, per le amichevoli con Costa Rica e Messico, in programma rispettivamente il 7 e 11 ottobre a San José e Torrein. Si tratta di Hernanes, Julio Cesar, Thiago Silva e Neto. Per Hernanes è un ritorno dopo sette mesi in nazionale: l’ultima apparizione è datata 9 febbraio 2011, quando nell’amichevole contro la Francia il brasiliano fu espulso per un intervento scomposto su Benzema. Fuori dalle convocazioni, oltre a Lucio, gli infortunati Pato e Robinho.
La lista completa dei convocati
Portieri: Julio Cesar (Inter), Neto (Fiorentina) e Jefferson (Botafogo).
Difensori: Daniel Alves (Barcellona), Fabio (Manchester United), Marcelo (Real Madrid), Adriano (Barcellona), Dedè (Vasco), Thiago Silva (Milan), Rever (Atletico Mineiro) e David Luiz (Chelsea).
Centrocampisti: Lucas Leiva (Liverpool), Elias (Sporting) Sandro (Tottenham), Luiz Gustavo (Bayern Monaco), Hernanes (Lazio), Fernandinho (Shakhtar Donetsk), Lucas (San Paolo) e Oscar (Internacional di Porto Alegre).
Attaccanti: Neymar (Santos), Hulk (Porto), Ronaldinho Gaucho (Flamengo), Fred (Fluminense), Kleber (Porto) e Jonas (Valencia).

Da quando Mano Menezes nel 2010 è stato nominato l’allenatore del Brasile, Alexandre Pato è diventato ancora di più un punto fermo delle nazionale verdeoro nonostante i diversi infortuni che lo hanno molto limitato negli ultimi due anni. Il tre luglio prossimo il Brasile farà il suo esordio in Coppa America contro il Venezuela ed il papero, salvo imprevisti con la spalla malandata, scenderà in campo da titolare in coppia con l’altro baby fenomeno Neymar.
Il suo allenatore punta forte sul milanista ed ha chiesto ai tifosi di avere maggiore pazienza con lui:
“Si parla tanto di Neymar, ma Pato ha tutti i numeri per essere un attaccante decisivo per noi. I tifosi vorrebbero che Pato fosse subito un Ronaldo o un Romario, ma io chiedo un po’ di calma perché credo abbia le caratteristiche giuste per poterlo diventare. Il ragazzo ha già giocato 12 partite in nazionale ma questa è una grande opportunità di giocare in una grande serie di partite in Nazionale. Potrà essere decisivo”.





Il ct del Brasile Mano Menezes ha diramato le convocazioni per le amichevoli del 4 giugno a Goiania contro l’Olanda e dell’8 giugno a San Paolo contro la Romania. E’ una prima lista di 28 giocatori che verrà successivamente ridotta a 22 prima dell’inizio della Coppa America che si terrà in Argentina a luglio.
Contro la Romania il Fenomeno, Ronaldo, giocherà una parte del primo tempo come match di addio alla Seleçao. Nell’elenco dei giocatori convocati figurano 6 tesserati del campionato italiano, ma non c’è il laziale Hernanes, autore di 11 gol al suo primo anno in Serie A.
I Convocati
Portieri - Julio Cesar (Inter/Ita), Jefferson (Botafogo), Victor (Gremio) e Fabio (Cruzeiro)
Laterali - Daniel Alves ed Adriano (Barcellona/Spa), Maicon (Inter/Ita), André Santos (Fenerbahçe/Tur)
Difensori centrali - Lucio (Inter/Ita), Thiago Silva (Milan/Ita), David Luiz (Chelsea/Ing), Luisao (Benfica/Por)
Centrocampisti - Lucas Leiva (Liverpool/Ing), Ramires (Chelsea/Ing), Sandro (Tottenham/Ing), Henrique (Cruzeiro) Anderson (Manchester United/Ing), Elano (Santos), Elias (Atletico Madrid/Spa), Lucas (San Paolo), Thiago Neves (Flamengo), Jadson (Shakhtar Donetsk/Ucr)
Attaccanti - Robinho e Pato (Milan/Ita), Neymar (Santos), Fred (Fluminense), Leandro Damiao (Internacional), Nilmar (Villarreal/Spa)

Tempo di fare le valigie di nuovo a tornare nella fredda Torino, per Felipe Melo le giornate spensierate al caldo dell’estate brasiliana sono volte al termine; poco male, il numero 4 della Juve non vede l’ora di riassaggiare il campo, lui che non lo calpesta dall’inutile sfida infrasettimanale contro il Manchester City in Europa League. Squalificato in campionato e quindi già in Brasile quando i compagni hanno impattato contro il Chievo, il mediano carioca è pronto a dare il suo contributo sin dal 6 gennaio prossimo, quando i bianconeri saranno impegnati a ora di pranzo di fronte al loro pubblico, contro il Parma. A sentire le dichiarazione rilasciate da Melo a Globo Esporte, alla vigilia di Natale, pare proprio che l’umore del centrocampista sia alle stelle.
“La scorsa stagione è stata molto difficile e io non volevo ritornare a vestire il bianconero, soprattutto dopo il Mondiale e dopo la stagione negativa che avevamo appena terminato. Però avevo un contratto e grazie alla mia famiglia decisi di rimanere anche perché la Juventus è un grandissimo club, abituato a vincere come ad essere sotto pressione. Ora sono felice di aver vinto la mia sfida e di essere diventato un idolo per i tifosi della Juve. L’affetto che loro nutrono nei miei confronti è reciproco” ha ammesso l’ex Almeria e Fiorentina, che ora vola alto coi progetti, non solo personali:
“La Lazio ha preso Hernanes, un grande giocatore, il Milan ha Robinho ma noi abbiamo battuto entrambe con merito. Per lo scudetto ci siamo anche noi, visto che il gap che ci divide dalla capolista è recuperabile. Comunque non parliamo di tricolore, andiamo avanti partita dopo partita. Per noi ogni gara deve essere come una finale”.
Certo, ora va tutto più o meno bene, ma solo pochi mesi fa visse periodi da incubo tra flop in Piemonte e altrettanto fragorose debacle in Sudafrica:
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Nel giro di 24 ore cambia tutto: solo ieri davamo come per sicura l’assegnazione dell’ambita panchina del Brasile a Muricy Ramalho, oggi la Federazione brasiliana ha dovuto prendere atto dell’impossibilità del designato di abbandonare la Fluminense in corsa e così ha dovuto virare sul runner-up, l’allenatore del Corinthians Mano Menezes. Il pasticciaccio del numero uno del movimento calcistico carioca, Ricardo Teixeira, nasce dalla convinzione che, una volta convinto Muricy, non ci sarebbe voluto molto a strapparlo dal club di Rio che allena; ma il presidente della Fluminense ieri, punto nell’orgoglio, ha vietato l’operazione: intransigente Roberto Horcades, che ha confermato i dissapori che da tempo intercorrono tra la sua società e la Federazione. Tutt’altra storia con Andres Sanchez, numero uno del Corinthians, capo delegazione in Sudafrica della Seleçao: seppur a malincuore ha liberato “Mano”.
“Ma se perdi domani non sei libero di andare in nazionale” ha scherzato Sanchez nella conferenza stampa di addio del tecnico, che ha così commentato il suo passaggio sulla panchina dei verdeoro: “Sono molto orgoglioso e felice della scelta, ero la seconda opzione ma non tocca a me commentare la prima. Ammiro molto Muricy Ramalho come persona” e via a subire i complimenti di Ronaldo e Roberto Carlos, i due big del club di San Paolo. “Ciò che ha determinato la scelta è l’intesa della necessità del rinnovamento immediata della nazionale brasiliana che Mano Menezes inizierà già nell’amichevole del 10 agosto con gli USA” le parole di Teixeira che, tra le righe, ha imposto le convocazioni di Neymar e Ganso, facendo sapere inoltre che per la partita contro gli americani i convocati dovranno provenire solo da club brasiliani.
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Dopo la prematura eliminazione del Brasile agli scorsi Mondiali (fatali i quarti di finale contro l’Olanda), la Federazione di calcio carioca aveva la pesante responsabilità di sostituire Carlos Dunga per affidare i pentacampeao a colui che dovrà condurli ai Mondiali casalinghi, fra quattro anni. Tanti i nomi circolati nelle scorse ore, da Leonardo a Menezes, alla fine a spuntarla è stata Muricy Ramalho, 55enne allenatore della Fluminense che ora dovrà svincolarsi dal club di Rio de Janeiro per tuffarsi in questa nuova affascinante avventura.
Alle nostre latitudini non è molto conosciuto: da calciatore ha speso una vita dividendosi tra il San Paolo e i messicani del Puebla, da allenatore una sfilza di esperienze in patria sulle più svariate panchine, con una piccola parentesi anche in Cina. La più grande soddisfazione professionale, indubbiamente, la tripla vittoria consecutive alla guida del San Paolo, campione del Brasilerao nel 2006, 2007 e 2008. L’anno scorso mezzo flop al Palmeiras, ma quest’anno con la Fluminense era in testa alla classifica e aveva anche trovato un insolito buonumore (”E’ l’aria di Rio” scherzava, alla sua prima esperienza in questa città).
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