
Doveva essere la giornata della riscossa per il Real Madrid e per il suo contestato tecnico Pellegrini, la sera della grande rimonta delle merengues sulla cenerentola Alcorcon (terza divisione spagnola) capace di infliggergli un’umiliazione senza precedenti con la vittoria all’andata per 4 a 0. Il Santiago Bernabeu, gremito da 70 mila spettatori anche grazie a prezzi popolari, ha invece assistito ad un’altra gara abulica e senza brividi che ha estromesso lo squadrone di Florentino Perez dalla Coppa del Re.
Servivano almeno 5 gol, un’impresa considerata naturalmente alla portata nonostante l’assenza di Cristiano Ronaldo, invece ne è arrivato soltanto 1 e per di più nel finale di gara firmato da Van Der Vaart. La reazione del pubblico, portato in massa allo stadio per sostenere la squadra, è stata una valanga di fischi con tanto di pañuelada (i fazzoletti bianchi agitati in tribuna) che rappresentano il “saluto” dei tifosi all’allenatore.
Ora la palla passa a Florentino Perez che potrebbe decidere di prendere in mano la soluzione, magari contattando proprio quel Roberto Mancini, che si è appena svincolato (in maniera sospetta visti i tempi) dall’Inter e senza rinunciare ad incassare una ricca buonuscita, o l’altro italiano Luciano Spalletti. Ad ogni modo i giorni di Pellegrini sembrano contati, la sua ultima chance potrebbe essere lo scontro diretto con il Barcellona di fine mese. Resta da capire se avrà la possibilità di allenare i galattici per altri 20 giorni.



Roberto Mancini con una dichiarazione rilasciata all’Ansa, ha smentito le frasi che gli sono state attribuitegli da un giornale spagnolo, “El Pais”, secondo il quale l’ex interista si sarebbe sponsorizzato apertamente per ricevere una chiamata dal Real. La frase contestata è la seguente: «Sono il migliore allenatore che possa avere il Real Madrid non a caso le mie iniziali sono R.M.». Il suo intento sarebbe stato quello di informare Florentino Perez della sua disponibilità ad allenare i galacticos. Sicuramente Mancini un pensiero molto serio al Real l’ha fatto, in special modo quando Pellegrini è stato pesantemente messo in discussione, e anche la sua decisione di risolvere il rapporto contrattuale con l’Inter è parsa essere più di un semplice indizio. (La Galleria Fotografica di Roberto Mancini)
Queste le parole del Mancio: «Ogni allenatore sarebbe onorato di allenare il Real Madrid, io sono pronto per una nuova sfida. Ringrazio per l’attenzione ricevuta dalla stampa iberica anche se non ho contattato telefonicamente nessun giornalista e non ho rilasciato le dichiarazioni riportate oggi dalla stampa. Sono pronto per un nuovo club e per una nuova sfida in Italia o all’estero, qualsiasi allenatore nella sua carriera sarebbe onorato di poter sedere sulla panchina di un club prestigioso come il Real Madrid». Disponibile quindi di sicuro, disperato forse ancora no, anche se un anno e mezzo da disoccupato di lusso incominciano ad essere un po’ troppi per un allenatore che ha lasciato l’Inter con il tricolore sul petto.
Pareri discordanti tra i tecnici di Milan e Real Madrid al termine dell’importantissimo match di Champions League. Il Milan, alla luce di questo pareggio, può ritenersi comunque soddisfatto per la posizione in classifica. Leonardo preferisce non soffermarsi troppo sugli episodi contrastanti che hanno deciso il pareggio tra le due squadre. (Foto - Video - Cronaca della partita) Ma quando gli chiedono del goal annullato a Pato non può esimersi dal sostenere che per lui l’azione non era viziata da alcuna infrazione al regolamento:
“Non voglio analizzare il gol annullato, né tantomeno il rigore concesso a noi, anche se nella rete di Pato non ho visto nulla di anormale. Non cambio idea: credo nelle buone intenzioni degli arbitri. Se guardo solo il primo tempo il Real ha giocato meglio, ma se penso al secondo meritavamo la vittoria. Mi è piaciuto l’atteggiamento della squadra. Pellegrini non è soddisfatto? Avranno tirato in porta 16 volte nei primi 45′, ma nella ripresa abbiamo avuto le nostre occasioni. Il punto di forza del Real? Ha giocato nel primo tempo come voleva e qui abbiamo esaltato passione e sacrificio. Poi abbiamo amministrato meglio e siamo stati equilibrati. Alla fine avremmo potuto vincere”.
I tifosi del Real Madrid sono stufi, non il è caso di Manuel Pellegrini, allenatore cileno, che ancora predica pazienza: la sconfitta del Real Madrid, 4-0 per opera dell’Alcorcon, non ha scalfito l’autostima dell’ex allenatore del Villarreal, convinto com’è della forza della squadra. Passi l’assenza di Cristiano Ronaldo, ma il pesante ko in Coppa di Lega, unita alla debacle interna contro il Milan in Champions League, hanno fatto alzare i malumori nella capitale spagnola e il conduttore sudamericano è già sulla “lista nera” di Florentino Perez. Va bene, ma chi al suo posto? I nomi come ovvio si sprecano. Un sondaggio sul prestigioso quotidiano Marca ha proclamato come mister delle merenguers Michael Laudrup, già tecnico dell’Alaves. (La Galleria Fotografica di Roberto Mancini)
Dopo di lui il Campione d’Europa Luis Aragones, ma anche Jorge Valdano: la situazione è incerta, d’altra parte Pellegrini è sicuro che i suoi ragazzi rifileranno cinque gol ai rivali dell’Alcorcon e batteranno il Milan a San Siro. Fatto sta che il cileno è in bilico e nonostante gli auguri di un Ronaldo titolare o di una squadra in campo con la cattiveria necessaria, contro gli avversari di Serie C i bianchi di Madrid si giocheranno una fetta di credibilità. La tensione nella capitale spagnola è piuttosto alta. Tra tanti nomi per la successione di Pellegrini, ecco due italiani: meno quotato Luciano Spalletti, più chanche per Roberto Mancini, in pensione dorata da un anno e mezzo e che ha da poco rescisso il contratto che lo legava all’Inter.
Continua a leggere: Inter, Mancini rescinde il contratto. Real in vista?
I tifosi del Real Madrid ricorderanno a lungo la data di ieri, il 27 ottobre 2009 la squadra più titolata di Spagna ha subito una delle sconfitte più umilianti della sua gloriosa storia. La formazione allenata da Manuel Pellegrini è stata battuta per 4-0 dall’Alcorcon, formazione che milita nella Serie C spagnola, in un partita valevole per i sedicesimi di finale della Coppa del Re. Le conseguenze di questa serata nefasta sono inimmaginabili, l’allenatore cileno rischia già la sua panchina, lo stesso Florentino Perez non è immune da critiche, la sua campagna faraonica non sta producendo i risultati sperati e compare l’ombra di un fallimento simile a quello del suo primo mandato (Le immagini di Alcorcon - Real Madrid 4-0).
A poco servono le scuse, ieri oltre a Cristiano Ronaldo mancavano anche Kakà, Casillas e Xabi Alonso, in campo c’era comunque gente del calibro di Raul, Guti, Benzema, Van Der Vaart, insomma non certo gli ultimi della classe. Eppure il risultato è clamoroso, il fatto che sia anche più che giusto è un dettaglio, seppur importante. L’Alcorcon, squadra di un piccolo comune a pochi chilometri dalla capitale, è partito forte chiamando subito al lavoro Dudek nei primi minuti. La rete del vantaggio è arrivata dopo un quarto d’ora di gioco, Borja l’autore. Sei minuti dopo il raddoppio grazie ad un’autorete di Arbeloa e prima della fine del primo tempo il risultato viene arrotondato dalla rete di Ernesto.
Continua a leggere: Figuraccia Real Madrid: sconfitto per 4-0 in Coppa del Re dall'Alcorcon

Grande Milan a Madrid. Anche se ultimamente il Real finisce per regalare diverse gioie alle squadre italiane, i rossoneri sono protagonisti di una partita superba giocata con l’handicap dell’incredibile errore di Dida (qui la fotosequenza). Il Milan volava in Spagna per confermare la buona impressione regalata nel secondo tempo della partita contro la Roma e ci riesce in pieno. Ne esce benissimo Leonardo che azzecca la formazione partendo con il tridente Pato, Inzaghi, Ronaldinho. L’allenatore brasiliano è raggiante e non vuole prendersi meriti, nonostante siano evidenti.
Questa è la dimostrazione che non contano i moduli o gli schemi, ma lo spirito di questo gruppo: dalla vittoria con la Roma, c’è una voglia di riscattarsi. A me non piace sentir parlare di musichetta Champions che ci gaserebbe. Basta vedere la reazione avuta domenica contro la Roma. E stasera si è rivista. Stiamo costruendo qualcosa di grande. Non ho mai pensato a un risultato diverso dalla vittoria, nemmeno dopo il 2-2. Questa squadra ha la maturità enorme per capire il momento e giocare in tutti i modi. È stata una grande serata, contro avversari forti e uno scenario meraviglioso. Non è una vittoria che può cambiare un’intera stagione, ma di sicuro il Milan, che è stato anche umile, ha preso consapevolezza del suo valore. Kakà? È arrivato da poco in una squadra da costruire ma anche oggi era da marcare, è un campione che può sempre fare male. L’errore di Dida? Gli errori dei singoli sono la conseguenza della complicità dei compagni. E poi, anche gli episodi di difficoltà determinano il risultato finale.
Naturalmente deluso nel post partita è Ricardo Kakà, il pesantissimo ex di questa partita, che non si nasconde ed evidenzia le difficoltà della “super squadra” creata da Florentino Perez che appare sempre più una somma di singoli piuttosto che un collettivo. Arrivano anche gli elogi al connazionale mattatore Pato e allo spirito “europeo” dei rossoneri che Kakà conosce benissimo.
Cronaca Real Madrid - Milan 2-3. Fotogallery Real Madrid - Milan 2-3.
Continua a leggere: Video: Highlights Champions League - Real Madrid - Milan 2-3
Il Milan sorprende tutti e batte a domicilio niente poco di meno che il Real Madrid. Sorpresa a metà, perché i rossoneri hanno ormai abituato a improvvisi picchi di rendimento, non appena annusano l’aria particolare della Champions League. E’ il primo successo della storia al Santiago Bernabeu: non ci riuscirono nemmeno le squadre stellari di Sacchi e Capello, ci è riuscito Leonardo con questo Milan, definito da molti come uno dei peggiori negli ultimi 20 anni. Opaca la prestazione del grande ex, Ricardo Izecson dos Santos Leite, meglio conosciuto come Kaká. (Foto del match) (Foto della papera di Dida) (Video)
Nel primo tempo gli spagnoli comandano il gioco, ma trovano il goal del vantaggio solamente grazie ad una papera incredibile commessa da Dida, al ventesimo minuto: un pallone innocuo tirato da Granero bloccato dal portiere con la sufficienza di un bambino della categoria pulcini, rimbalza sulla coscia del brasiliano e finisce sui piedi di Raul che non può esimersi dall’accompagnarlo in porta. Il trio mandato in campo da Leonardo, Pato-Inzaghi-Ronaldinho, fatica a trovare un’intesa degna di nota nei primi 45 minuti. Nel finale Dida ritorna in sé neutralizzando un tiro di Marcelo.
Continua a leggere: Real Madrid-Milan 2-3: storica affermazione dei rossoneri, Pato devastante
Non decolla, come si auguravano Florentino Perez e i tifosi del Real, l’avventura madridista di Cristiano Ronaldo. Arrivato dal Manchester United per la cifra record di 94 milioni di euro (Foto della presentazione), è apparso ancora piuttosto in ombra in questo precampionato. Non è mai riuscito ad incidere nelle partite amichevoli della squadra di Pellegrini, ed è parso spesse volte disorientato quando è sceso in campo. La sensazione è che lui non gradirebbe il ruolo in squadra che è stato pensato per lui, e che invece preferirebbe molto di più tornare a giocare come faceva in Inghilterra, cioè libero di muoversi e di stare più vicino alla porta avversaria. (La Gallery di Ronaldo)
A Ronaldo sta capitando un pò quello che successe a Zinedine Zidane nei primi mesi al Real quando arrivò dalla Juventus. Anche lui arrivò a Madrid per una cifra record, 160 miliardi delle vecchie lire, ed anche lui non riuscì ad incidere nei primi mesi. Col tempo il pallone d’oro francese, trovò la sua dimensione nella squadra all’epoca allenata dal Del Bosque e ripagò così le aspettative della società e dei tifosi. I giornali spagnoli parlano di un Cristiano triste e “imprigionato” nella sua prigione dorata che ha tanto disiderato; poco a suo agio nello spogliatoio e nella vita Madrilena. A differenza di Zizou il portoghese si deve confrontare con Kakà, l’altra superstella arrivata in questo calcio mercato, e tra le altre cose pagato ben 30 milioni in meno.
Se già prima dell’inizio della stagione c’erano delle perplessità sulla differenza di valore che il mercato aveva assegnato ai due, adesso viene da chiedersi se Ronaldo non stia patendo proprio la responsabilità di dover dimostrare di valere tutti i soldi spesi da Florentino Perez. Cristiano potrebbe non reggere la pressione e il suo stile di vita non aiuta a trovare l’equilibrio adeguato che servirebbe per rendere al meglio. Le belle donne e la vita notturna, sono da sempre stati il suo tallone d’Achille, ma finché in campo non faceva mancare assist e gol a raffica non ha avuto particolari problemi, ma adesso la musica potrebbe cambiare.
Continua a leggere: Cristiano Ronaldo è triste a Madrid: con Pellegrini e la squadra non c'è feeling

Partiamo dalla cronaca: il Real Madrid dopo gli acquisti fragorosissimi di Kakà e di Cristiano Ronaldo, è a un passo anche dal valenciano David Villa, prolifica punta spagnola che ha segnato decine di gol con la maglia bianca del Valencia e con quella rossa della Nazionale negli ultimi 3-4 anni. Ovviamente non c’è l’ufficialità, ma diversi indizi fanno una prova: per esempio le dichiarazioni ufficiali del Chelsea FC che pure aveva fatto un sondaggio per il giocatore. “Ci hanno detto che l’affare col Real era in stato avanzato, quindi non ci sono margini per Villa” ha fatto sapere il club londinese.
Ancora più sostanziose le parole di Juan Cruz Sol, l’uomo del Chelsea in terra di Spagna: “Villa vuole giocare nel Real Madrid e l’abbiamo capito. Mi hanno detto che l’accordo tra David e le merengues è praticamente fatto, non possiamo fare niente” le trasparenti parole dell’emissario dei Blues all’uscita dalla sede del Valencia. Ora si dovrà vedere quanto denaro le merengues di Florentino Perez sborseranno sia per l’acquisto del cartellino che per l’ingaggio del giocatore: non è escluso che nella trattativa possano rientrare anche contropartite tecniche.
Continua a leggere: Real Madrid incontenibile: praticamente preso anche David Villa