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Tutti gli articoli con tag marcello lippi

Lippi: "Non mi dispiacerebbe tornare al Napoli"

pubblicato da Antonio D'Avanzo


Gli anni lontano dalle panchine dei club cominciano ad essere veramente tanti eppure Marcello Lippi, di tanto in tanto e in qualche intervista sporadica, continua ad ammiccare, neanche troppo velatamente, a squadre importanti. Traspare, però, una certa confusione nelle preferenze di Lippi se nel marzo scorso dichiarò di esser pronto ad allenare all’estero, ad ottobre disse non chiuse la porta all’Anzhi e a novembre dichiarò di preferire una nazionale, possibilmente qualifica per la fase finale dei mondiali. Ieri, dalle frequenze di Radio Kiss Kiss Napoli, ha strizzato l’occhio alla squadra partenopea, la vecchia casa della stagione 1993/94:

“Allenare il Napoli nel dopo Mazzarri? A 64 anni penso di essere pronto a tutto. Il Napoli non fa soffrire, bisogna guardare il lato positivo della situazione. Sta crescendo, l’anno scorso è arrivato in una posizione di classifica eccezionale ed ha lottato per lo scudetto e quindi è normale che nei tifosi si ingeneri una sorta di eccessiva aspettativa. Ma se analizziamo il cammino di quest’anno ci rendiamo conto che il Napoli ha comunque fatto cose eccezionali. Poi ci sarà l’ottavo di finale contro il Chelsea. La settimana scorsa a Glasgow in una riunione di tecnici ho incontrato Villas Boas che era molto preoccupato della sfida contro gli azzurri. Questo è segno che in generale si tiene in grande considerazione internazionale il Napoli. Certo sarebbe stato l’ideale stare un poco più avanti in classifica per sperare ancora nella rincorsa al terzo posto. In ogni caso va fat to un grande applauso alla squadra, all’allenatore ed alla società per tutto quello che sta facendo. Questa squadra sta crescendo piano piano, l’anno scorso ha fatto un campionato eccezionale, mentre quest’anno ha disputato una notevole Champions League”.

Lippi elogia Mazzarri. Tuttavia non disdegna una tiratina di orecchie al tecnico degli azzurri per aver privilegiato la Champions League tirando il freno in campionato:

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Anzhi Makhachkala, il nuovo allenatore sarà Yuri Krasnozhan

pubblicato da vieni_127


Una notizia del genere, due anni fa, sarebbe passata inosservata probabilmente anche nella stessa Russia; se oggi però ci sentiamo in dovere di riportare che l’Anzhi Makhachkala ha scelto il nuovo allenatore e che questo sarà Yuri Krasnozhan è perché il club del Daghestan è ormai diventato famoso in tutto il mondo e, per di più, da mesi a questa parte ha iniziato a corteggiare giocatori e allenatori di primissimo piano. Dopo l’esonero di Gadzhi Gadzhiev, lo scorso 29 settembre, ad allenare Eto’o, Zhirkov, Roberto Carlos e gli altri ci aveva pensato il vice di Gadzhiev, Andrei Gordeev, coadiuvato dallo stesso terzino brasiliano; i risultati però non sono stati brillanti tanto che l’Anzhi ha finito a -13 dalla capolista Zenit San Pietroburgo e a marzo, quando comincerà la fase finale della Russian Premier League, non sarà una passeggiata recuperare questo enorme gap.

Guus Hiddink e Marcello Lippi, ma anche Fabio Capello e Carlo Ancelotti, tanti sono stati i nomi accostati alla panchina dell’Anzhi che alla fine ha stupito tutti e ha optato per una scelta all’interno dei confini, seppur enorme, nazionali: Yuri Krasnozhan, 48enne che ha da sempre legato il suo nome allo Spartak Nalchik (dove è nato, ha giocato come calciatore e ha allenato per 6 anni inserendolo stabilmente nell’elite del calcio russo) tanto che proprio un anno fa aveva tentato l’esperienza alla Lokomotiv Mosca venendo subito esonerato. Un azzardo, dunque, ma i vertici di Makhachkala amano rischiare almeno a sentire le parole del vice presidente del club German Chistyakov:

“Siamo fiduciosi di avere fatto la scelta giusta. Krasnozhan ha dimostrato la sua professionalità in tutti i club dove ha lavorato. Nutre una vera passione per il calcio ed è un grande professionista. Confidiamo che la sua esperienza e conoscenza ci aiutino a progredire”.

Il diretto interessato, d’altro canto, ha accettato la sfida e incontrerà i suoi nuovi giocatori l’8 gennaio a Mosca prima di partire per il ritiro negli Emirati Arabi per preparare la fase finale di stagione. Per il momento si è limitato a dire: “Ringrazio la società per la fiducia riposta in me. L’Anzhi è diventato un club molto seguito sia in Russia che all’estero“. E ora si aspettano i prossimi acquisti.

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Pirlo si coccola la Juve e confida: "Qui sono felice"

pubblicato da vieni_127


Nato a Brescia il 19 maggio del 1979, Andrea Pirlo esordì in Serie A ad appena 16 anni proprio con la maglia della squadra della sua città: debutto da giovanissimo dunque, verrebbe da dire un predestinato questo ragazzo che cominciò la sua carriera professionistica giocando da trequartista. Dopo le Rondinelle l’Inter, quindi la Reggina, di nuovo Brescia e Inter e, nel 2002, il passaggio campale al Milan col quale Pirlo ha giocato per 10 stagioni vincendo tutto, reinventandosi regista basso (grazie ad Ancelotti) e suggellando un decennio d’oro con la vittoria, da protagonista, di un Mondiale con l’Italia. Cos’altro poteva fare a 32 anni compiuti per rinvigorire una carriera già leggendaria? Accettare la sfida Juve, accasandosi in una squadra reduce da due settimi posti, da tonfi in Italia e in Europa e ancora incapace di reinventarsi dopo l’uragano di Calciopoli.

Il numero 21 bianconero in pochissimo tempo è diventato il leader della squadra, metronomo puntuale e prezioso, indispensabile e già legatissimo alla causa; proprio oggi ha affidato le sue impressioni di questi primi mesi torinesi al sito ufficiale della Fifa mostrandosi una volta di più orgoglioso della scelta fatta:

“La Juventus rappresenta anni di gloria e di storia. Avverto un senso di legittimo orgoglio nel vestire questa casacca dopo aver giocato per tanti anni nel Milan, squadra paragonabile in termini di storia e tradizione. Oggi sono contento. Oserei dire felice. Voglio vincere ancora tanto qui. Dopo la fine del contratto con il Milan avevo bisogno di nuove motivazioni. Ho tanta voglia di vincere con la Juventus, di arrivare più in alto possibile, L’allenatore, la squadra, la società, lavoriamo tutti per lo stesso traguardo e secondo la mia esperienza possiamo riuscirci. La Juve vuole tornare ad essere regina d’Italia e d’Europa ed io voglio affrontare questa sfida”.

E ad oggi sta avendo ragione, godendo anche del fatto che in sua assenza la squadra ha comunque ben figurato contro il Cesena; fino ad ora Pirlo ha giocato le prime 12 partite stagionali della Juve per un totale di 1145 minuti con 3 cartellini gialli, abbastanza per far scattare la squalifica scontata proprio contro i romagnoli. Ma la Vecchia Signora si sta dimostrando squadra con una propria identità e merito di questo non può che essere anche di Antonio Conte, il giovane allenatore che da giocatore vestì la fascia di capitano sotto la Mole di sponda bianconera e che Pirlo definisce “una via di mezza tra Carlo Ancelotti, per la sua filosofia di gioco, e Marcello Lippi, per il suo comportamento“. Dunque si può parlare di scudetto?

“È troppo presto per dirlo. La Juventus viene da due settimi posti nelle ultime due stagioni, dobbiamo rimanere con i piedi per terra e continuare a giocare come stiamo facendo”.

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Lippi e la voglia di essere di nuovo ct: c'è la Turchia

pubblicato da vieni_127


Orgoglioso e, a volte, antipatico, fiero e vincente, Marcello Lippi è un allenatore sui generis, uno dei pochissimi ad aver scritto il proprio nome tra i ct capaci di vincere un Mondiale, un viareggino con tutti i crismi, mare, sigari e irriverenza. Dopo il trionfo di Berlino un anno sabbatico, poi due, a riposare e a ricaricare le pile, poi di nuovo in sella con l’Italia per tentare la pericolosa, quanto poi fallimentare, avventura sudafricana; altro stress, altra spina staccata. E così risale al maggio 2004 l’ultima apparizione di Lippi su una panchina di una squadra di club, poi due bienni da selezionatore azzurro: uomo amante del relax e della bella stagione, ma anche uomo di calcio che ora ha deciso di dire basta. Vuole tornare ad allenare, mettersi di nuovo in pista. Club italiano? No, troppo rischioso. All’estero? Sono orientati diversamente, alla caccia di giovani rampanti dalle idee rivoluzionari o ancorati a vecchi decani che hanno messo le radici. E all’Anzhi fa troppo freddo. Una Nazionale, ecco cosa ci vuole.

Niente Ucraina, a Kiev lo volevano per preparare al meglio gli europei casalinghi dell’estate prossima; niente mete esotiche, troppo difficoltose. Per non dire rischiose. S’era parlato del Portogallo, ma Paulo Bento ha staccato il pass per Euro 2012 e allora i lusitani continueranno con lui. Poi spunta fuori la Turchia, trucidata dalla Croazia negli spareggi continentali, attualmente senza ct dopo le dimissioni, ad un anno dalla scadenza del contratto, di Guus Hiddink. Paese bello, calcio caldo, materiale umano interessante, clima clemente. La voglia di avere in panca un nome di spicco:

“Siamo delusi per la mancata partecipazione all’Europeo che pensavamo fosse alla nostra portata. Dobbiamo voltare pagina e le dimissioni di Hiddink sono state un gesto di responsabilità: non abbiamo ancora deciso con chi sostituirlo però ci serve un allenatore di spicco e di esperienza internazionale come è lui”.

Questo quanto fanno sapere dalla Federcalcio in riva al Bosforo e facendo un neanche tanto fantasioso identikit più di un indizio porta a Marcello Lippi. Siamo nel campo delle ipotesi, ma è pur vero che il Paul Newman de noartri ha ormai manifestato la voglia di tornare a fare il commissario tecnico per vivere il terzo Mondiale, il terzo in un continente diverso. La Turchia inizierà le qualificazioni per volare in Brasile nel 2014 a settembre prossimo, inserita in un Girone niente male con Olanda, Romania, Ungheria, Estonia e Andorra; Lippi, che ad oggi collabora con Macalli e la sua Lega Pro, in realtà brama nell’attesa di masticare di nuovo l’erbetta: sarà matrimonio o dovremmo ancora aspettare per rivedere il condottiero di Berlino su un’altra barca?

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Aldo Agroppi colpito da infarto mentre parla alla radio, non è in pericolo di vita

pubblicato da Skalka

aldo agroppi

L’ex calciatore e allenatore, ora commentatore sportivo, Aldo Agroppi è stato colpito questa mattina da un malore mentre si trovava nella sua casa di Piombino. L’uomo stava intervenendo in diretta ad una trasmissione radiofonica quando all’improvviso ha iniziato a sentire forti dolori al petto. Sul posto è subito intervenuta un’ambulanza che lo ha trasportato all’ospedale della vicina Livorno. Al suo arrivo nella struttura sanitaria i sanitari gli hanno diagnosticato un attacco cardiaco e, secondo quanto si è appreso da alcune fonti, avrebbero deciso di sottoporlo ad un intervento di angioplastica per ripristinare il normale diametro del vaso sanguigno ostruito.

Per fortuna da Livorno sono giunte subito notizie rassicuranti a proposito delle sue condizioni: non sarebbe infatti in pericolo di vita. L’episodio ricorda molto quello che portò alla morte di Franco Scoglio, per fortuna questa volta l’esito è stato meno drammatico. Agroppi, 67 anni, da calciatore è stato una bandiera del Torino. Con la maglia granata nel campionato 1971/1972 si rese protagonista di un episodio che i torinisti ancora ricordano:andò in gol contro la Sampdoria ma l’arbitro non convalidò ritenendo che la palla non ha oltrepassato la linea, la rete sarebbe valsa lo scudetto per il Toro.

A respingere la palla oltre la linea fu Marcello Lippi, anche a causa di questo episodio i due sono sempre stati in forte polemica, la loro rivalità si è definitivamente incendiata quando il viareggino diventò allenatore della Juve, Agroppi infatti è sempre stato uno degli antijuventini più accesi. A lui vanno gli auguri di una pronta guarigione.

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Lippi: "Per la Juve ci sarò sempre, ma ora cerco una nazionale per i Mondiali 2014"

pubblicato da Panda


Il suo anno sabbatico è ormai finito da qualche mese, e Marcello Lippi vorrebbe tornare sulla panchina di una nazionale per qualificarsi e partecipare ai mondiali del 2014 in Brasile. Dopo il fallimento vissuto nell’estate 2010 in Sudafrica al suo ritorno sulla panchina azzurra, Lippi prese la decisione di allontanarsi dai riflettori per staccare la spina, ma adesso c’è il desiderio di iniziare un progetto nuovo per vivere ancora una volta l’emozione di partecipare ad un campionato del mondo. L’ex Ct è intervenuto al convegno “Aspire4Sport” a Doha, in Qatar, confermando di essere desideroso di tornare presto a lavorare:

“In ogni lavoro ci sono alti e bassi e io sono stato fortunato ad avere molte soddisfazioni. Certo l’ultima esperienza non è stata un successo e mi sono preso un anno per staccare la spina. Ora voglio ricominciare a fare il mio lavoro, ma non voglio farlo in un club. Quello che cerco è un’altra esperienza con una Nazionale. Vorrei costruire un team per partecipare ad un’altra Coppa del mondo, nel 2014 in Brasile”.

C’è forse un pizzico voglia di rivalsa nelle parole del tecnico viareggino; la voglia di cancellare la brutta esperienza in Sudafrica che per molti, fortunatamente per lui non per tutti, ha cancellato il successo del 2006 in Germania. Basta club comunque, con un’unica eccezione solo per la “sua” Juventus alla quale però ha augurato di ottenere risultati importanti con il suo pupillo Antonio Conte:

“Oggi i bianconeri hanno un grande tecnico e non hanno certo bisogno di me. Certo, con il club torinese c’è un rapporto tale che se avessero bisogno di me sarei disponibile. In ogni caso, spero che non avvenga, perchè questo significherebbe che la Juventus è in cattive acque”.

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L'Anzhi cerca Marcello Lippi: "Non ne so niente, però..."

pubblicato da vieni_127


Sportmediaset ci ha provato dando la cosa per molto molto probabile: chissà quanto fondate fossero le fonti della redazione sportiva di Mediaset, fatto sta che il lancio della notizia per cui Marcello Lippi sarebbe vicino alla panchina dell’Anzhi Makhachkala ha fatto il giro del web in men che non si dica. E la cosa pare plausibile dato che l’ex allenatore della Juve, nonché campione del mondo con l’Italia, è ai box da ormai un anno e mezzo e non allena un club dalla bellezza di sette anni. C’è di più, i termini dell’offerta, se confermati, alletterebbero e non poco: 3,5 milioni netti all’anno, fino al 2013.

C’è di più, pare che il club russo del magnate Suleiman Kerimov abbia puntato anche Marco Materazzi, ma solo in qualità di vice del tecnico viareggino. In effetti all’Anzhi un problema c’è: meno di un mese fa è stato esonerato Gadzhi Gadzhiyev e al suo posto sono subentrati l’assistente Andrei Gordeyev congiuntamente a Roberto Carlos; tuttavia la ricerca per un allenatore di prestigio è partita già da qualche settimana coi contatti imbastiti con Fabio Capello, Guus Hiddink, Felipe Scolari e Avram Grant. Infine Marcello Lippi che interpellato da tuttomercatoweb e dall’agenzia Italpress ha sì smentito la bomba pomeridiana, ma non ha escluso sviluppi futuri:

“Non andrò all’Anzhi, non ho avuto contatti con il club russo e ne sento parlare per la prima volta adesso. Il mio futuro? Ho voglia di tornare ad allenare, se ci saranno delle offerte interessanti le valuterò. Se l’Anzhi sarebbe interessante? Se capiterà vedremo…”.

Da sottolineare come non sia casuale l’accostamento a Marco Materazzi: uniti dal trionfo di Berlino con Lippi, in realtà Matrix è anche stato a Mosca e ha parlato coi dirigenti del club dei Daghestan, ma solo in qualità di amico di Samuel Eto’o. Da cui l’idea di portarlo nella Russian Premier League. Come vice di Lippi. La situazione appare in fieri, vi terremo aggiornati nei prossimi giorni.

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Massimo Mauro: "Lippi tornerebbe alla Juve"

pubblicato da Panda


L’ex calciatore ed attuale opinionista di Sky Sport Massimo Mauro, ha smentito le dichiarazioni rilasciate da Marcello Lippi alla stampa prima e dopo il derby di beneficenza tra Juventus e Torino giocato ieri sera. L’ex ct della nazionale aveva manifestato la volontà di non tornare più sulla panchina della Juventus, come di nessun altra società italiana, per tentare un’esperienza all’estero. Massimo Mauro ha invece svelato una confidenza fattagli dallo stesso Lippi a cena dopo l’amichevole di ieri sera, che avrebbe confermato ai presenti di non voler allenare nessuna squadra italiana ma ad eccezion fatta della Juve.

“Ieri Lippi ha dato una testimonianza di affetto straordinaria a Torino, alla Juventus e a tutti gli juventini d’Italia. A tavola gli abbiamo chiesto un po’ di cose, io ero seduto accanto a lui. Marcello ha detto: ‘In Italia non potrei allenare un’altra squadra che non sia la Juve, per rispetto nei confronti dei tifosi. Forse ho commesso un piccolo errore provando in un’altra squadra, non è andata bene, quindi se alleno, alleno la Juve, altrimenti niente’. Lippi ha anche detto che non ha avuto nessun contatto con la società bianconera, non ha avuto niente, quindi non credo che sarà l’allenatore della Juve, questa è la mia sensazione. Se allenerà, andrà all’estero”.

In un momento in cui Delneri si trova sul banco degli imputati, forse Lippi ha preferito non infilare il coltello nella piega al collega dichiarando pubblicamente di essere a disposizione per iniziare un terzo ciclo sulla panchina della Juve. I tifosi della Juve come noto sarebbero molto felici di un suo ritorno, ma adesso la decisione spetta alla società.

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Juve e Toro in campo contro la SLA: all'Olimpico parata di stelle

pubblicato da vieni_127


Stadio Olimpico di Torino esaurito e più di 200mila euro raccolti (223.000) per l’atteso derby tra Juve e Toro: in campo mercoledì sera decenni di storia di entrambe le società del capoluogo piemontese, una serata all’insegna della beneficenza. Fortemente voluta da Vialli e Mauro, il “Derby SLAncio di vita” è stato trasmesso in diretta su Sky e ha fatto sognare centinaia di tifosi, sugli spalti e da casa. Con in panchina Mondonico per i granata e Lippi per i bianconeri, l’arbitro torinese Roberto Rosetti ha arbitrato un match dal doppio volto: nel primo tempo è toccato agli over-45, nella ripresa agli over-35.

Il risultato finale è stato di 2-2, anche se va precisato il parziale di entrambi i tempi: nella prima frazione vittoria del toro con gol di Leo Junior, nel secondo tempo vantaggio (o raddoppio che dir si voglia) del Toro con Lentini, poi riscossa bianconera con Nedved e Porrini. A prescindere comunque dal risultato, è bene sottolineare due aspetti di questa interessantissima serata: il lato benefico coi molti soldi raccolti a favore della ricerca per combatte la Sclerosi Laterale Amiotrofica, e quello puramente tecnico-nostalgico con Davids, Zidane e Nedved dialogare con la maglia della Juve (e con loro molti altri, da ambo le parti.

Di seguito le foto della serata e l’elenco completo degli ex atleti intervenuti.

Le foto del derby tra le vecchie glorie di Juve e Toro
Le foto del derby tra le vecchie glorie di Juve e ToroLe foto del derby tra le vecchie glorie di Juve e ToroLe foto del derby tra le vecchie glorie di Juve e ToroLe foto del derby tra le vecchie glorie di Juve e Toro

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Lippi: "In futuro tornerò ad allenare, ma non in Italia"

pubblicato da Celephais


Marcello Lippi, a Torino per assistere al derby benefico tra Juventus e Torino, organizzato a favore della ricerca per la lotta alla Sla, ha dichiarato la sua intenzione di tornare a sedere su una panchina da allenatore nel prossimo futuro. Il tecnico Campione del Mondo 2006, ha però escluso categoricamente un suo possibile ritorno ai bianconeri, ribadendo, come già aveva fatto altre volte in passato, la sua volontà di allenare soltanto all’estero. Queste le parole dell’ex c.t. della Nazionale:

“Tornerò in panchina se capiterà una situazione che mi piace, che mi darà uno stimolo importante, lo farò ancora. La voglia di fare ancora due o tre anni c’è tuttora ma non in Italia, all’estero. Se mi richiamasse la Juve? In Italia non tornerò ad allenare, lo farò all’estero. Sono andato via dalla Juve sei anni fa e ogni volta che la squadra in questi anni ha avuto delle difficoltà regolarmente è stato fatto il mio nome. Questo è significativo degli otto anni passati insieme, del rapporto che c’è con la tifoseria della Juve. È una forma di affetto che c’è, avendo passato tanti anni insieme. In passato, qualche anno fa ci sono stati dei contatti, ma qualche anno fa.”

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