
L’ex calciatore ed attuale opinionista di Sky Sport Massimo Mauro, ha smentito le dichiarazioni rilasciate da Marcello Lippi alla stampa prima e dopo il derby di beneficenza tra Juventus e Torino giocato ieri sera. L’ex ct della nazionale aveva manifestato la volontà di non tornare più sulla panchina della Juventus, come di nessun altra società italiana, per tentare un’esperienza all’estero. Massimo Mauro ha invece svelato una confidenza fattagli dallo stesso Lippi a cena dopo l’amichevole di ieri sera, che avrebbe confermato ai presenti di non voler allenare nessuna squadra italiana ma ad eccezion fatta della Juve.
“Ieri Lippi ha dato una testimonianza di affetto straordinaria a Torino, alla Juventus e a tutti gli juventini d’Italia. A tavola gli abbiamo chiesto un po’ di cose, io ero seduto accanto a lui. Marcello ha detto: ‘In Italia non potrei allenare un’altra squadra che non sia la Juve, per rispetto nei confronti dei tifosi. Forse ho commesso un piccolo errore provando in un’altra squadra, non è andata bene, quindi se alleno, alleno la Juve, altrimenti niente’. Lippi ha anche detto che non ha avuto nessun contatto con la società bianconera, non ha avuto niente, quindi non credo che sarà l’allenatore della Juve, questa è la mia sensazione. Se allenerà, andrà all’estero”.
In un momento in cui Delneri si trova sul banco degli imputati, forse Lippi ha preferito non infilare il coltello nella piega al collega dichiarando pubblicamente di essere a disposizione per iniziare un terzo ciclo sulla panchina della Juve. I tifosi della Juve come noto sarebbero molto felici di un suo ritorno, ma adesso la decisione spetta alla società.

Stadio Olimpico di Torino esaurito e più di 200mila euro raccolti (223.000) per l’atteso derby tra Juve e Toro: in campo mercoledì sera decenni di storia di entrambe le società del capoluogo piemontese, una serata all’insegna della beneficenza. Fortemente voluta da Vialli e Mauro, il “Derby SLAncio di vita” è stato trasmesso in diretta su Sky e ha fatto sognare centinaia di tifosi, sugli spalti e da casa. Con in panchina Mondonico per i granata e Lippi per i bianconeri, l’arbitro torinese Roberto Rosetti ha arbitrato un match dal doppio volto: nel primo tempo è toccato agli over-45, nella ripresa agli over-35.
Il risultato finale è stato di 2-2, anche se va precisato il parziale di entrambi i tempi: nella prima frazione vittoria del toro con gol di Leo Junior, nel secondo tempo vantaggio (o raddoppio che dir si voglia) del Toro con Lentini, poi riscossa bianconera con Nedved e Porrini. A prescindere comunque dal risultato, è bene sottolineare due aspetti di questa interessantissima serata: il lato benefico coi molti soldi raccolti a favore della ricerca per combatte la Sclerosi Laterale Amiotrofica, e quello puramente tecnico-nostalgico con Davids, Zidane e Nedved dialogare con la maglia della Juve (e con loro molti altri, da ambo le parti.
Di seguito le foto della serata e l’elenco completo degli ex atleti intervenuti.
Le foto del derby tra le vecchie glorie di Juve e Toro




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Marcello Lippi, a Torino per assistere al derby benefico tra Juventus e Torino, organizzato a favore della ricerca per la lotta alla Sla, ha dichiarato la sua intenzione di tornare a sedere su una panchina da allenatore nel prossimo futuro. Il tecnico Campione del Mondo 2006, ha però escluso categoricamente un suo possibile ritorno ai bianconeri, ribadendo, come già aveva fatto altre volte in passato, la sua volontà di allenare soltanto all’estero. Queste le parole dell’ex c.t. della Nazionale:
“Tornerò in panchina se capiterà una situazione che mi piace, che mi darà uno stimolo importante, lo farò ancora. La voglia di fare ancora due o tre anni c’è tuttora ma non in Italia, all’estero. Se mi richiamasse la Juve? In Italia non tornerò ad allenare, lo farò all’estero. Sono andato via dalla Juve sei anni fa e ogni volta che la squadra in questi anni ha avuto delle difficoltà regolarmente è stato fatto il mio nome. Questo è significativo degli otto anni passati insieme, del rapporto che c’è con la tifoseria della Juve. È una forma di affetto che c’è, avendo passato tanti anni insieme. In passato, qualche anno fa ci sono stati dei contatti, ma qualche anno fa.”

L’amore vince tutto. Così si chiama il terzo libro di Nicola Legrottaglie, scritto in collaborazione con Matteo Orsucci (edizioni Piemme, 161 pagine al costo di 14 euro): il difensore da gennaio al Milan ripercorre la sua vita calcistica, non lesinando, grazie a metafore e similitudini, giudizi sugli allenatori avuti. Ne escono fuori ritratti succulenti, rapporti problematici, caratteri forti e altri più accondiscendenti. Il buon Nicola, per esempio, proprio non digerisce Fabio Capello:
“Uno dal modo di agire faraonico, proprio per quello che raccontavo in precedenza di Mosè (più li tratto male e più si daranno da fare: questo era, per sommi capi, il ragionamento del re egizio). Uno di quelli che aveva una propria visione del mondo e su quella tutto lo spogliatoio doveva conformarsi passivamente, adattandosi senza troppe domande, senza se e senza ma. L’ultima parola era la sua. Ed era insindacabile. Una volta mi sono permesso di chiedere perché non mi facesse giocare mai, e lui mi ha risposto: “Arriverà il tuo turno”. Così, secco”.
Anche con Carletto Mazzone non molta simpatia (”con lui ho avuto un rapporto problematico… un padre-padrone“), così come screzi con De Canio e Delneri. Ma ci sono anche quegli allenatori per i quali lo stopper pugliese spende parole d’elogio. Lippi ad esempio, “che rispetto a Capello ha un carattere un po’ più aperto. Con lui si può anche chiacchierare“, o Ranieri, anche se il rapporto finiva sul rettangolo verde (”quando cercavo un confronto l’ho sempre visto un poco sfuggente“). E poi il grande Zaccheroni:
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Questa sera Skysport ha diffuso la notizia di un incontro tra il presidente della Juventus Andrea Agnelli e l’ex allenatore della triade bianconera Fabio Capello. Secondo quanto riportato da Federico Ferri i due si sarebbe incontrati nel pomeriggio per discutere di calcio con Capello nei panni di consigliere per l’amico Andrea Agnelli. La società in via ufficiosa ha smentito questo incontro che invece secondo le notizie in possesso di Sky sarebbe realmente avvenuto.
Non sarebbe da prendere in considerazione però l’ipotesi di un clamoroso ritorno di Capello alla Juventus perché l’allenatore friulano ha tutta l’intenzione di giocarsi gli europei del 2012 con l’Inghilterra. Non è la prima volta che la dirigenza juventina chiede consigli ad un grande ex allenatore della sua storia. Due anni fa infatti Blanc interpellò Marcello Lippi che gli consigliò di investire sul suo pacchetto azzurro e alla fine naufragarono sia la Juventus che la sua Nazionale.
Arrivano punturali le reazioni dei protagonisti del mondo del calcio alla morte dell’ex c.t. della nazionale Enzo Bearzot. Queste alcune delle dichiarazioni rilasciate nelle ultime ore in seguito alla notizia.
Beppe Bergomi: “È stata una persona straordinaria, un grande allenatore ma soprattutto un grande uomo, una persona educata e per bene. Aveva dei principi, degli ideali che non si possono dimenticare. Aveva degli ideali, non posso dimenticare quanto mi ha fatto maturare, mi ha insegnato cosa è il rispetto. A Bearzot devo tutto. In quel gruppo io entrai in punta di piedi e abbiamo vinto per qualità tecniche e morali incredibili.”
Paolo Rossi:“Enzo Bearzot è stato uno dei grandi italiani del ‘900, su questo non ho dubbi. Per me è stato come un padre io a lui devo tutto, senza di lui non avrei fatto quel che ho fatto. Era una persona di una onestà incredibile e un tecnico di grande spessore. Incarnava la figura dell’italiano popolare, e anche se non è stato uno scienziato o un artista, rimarrà nella storia dei nostri grandi del secolo scorso.”
Marcello Lippi: “È una notizia che mi dà un profondo dolore e un gran dispiacere negli anni in cui ho guidato la Nazionale è stato sempre vicino a me alla mia Italia. Ci sentivamo e vedevamo spesso. D’altra parte l’ho anche avuto come allenatore quando fui convocato nell’under 23 azzurro. Poi, nei miei anni da Ct mi è sempre stato vicino e ha fatto sempre sentire il suo affetto. Sono orgoglioso di stare nella storia del calcio vicino a un grande come Bearzot. Ma in questo momento l’unica cosa che mi sento di dire è mandare un grande abbraccio alla sua famiglia.”
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Quando il 14 novembre scorso la Gazzetta dello Sport ha scritto di questo incredibile interessamento, ossia che l’Ucraina aveva formalizzato un’offerta a Marcello Lippi, molti avevano storto il naso, pensando fosse una mezza boutade. La rosea, nonostante le smentite di rito, non aveva però sparato a salve e, evidentemente, qualcosa di vero c’era e c’è. Ma andiamo con ordine: l’ex ct azzurro negli ultimi sei anni ha allenato per quattro esclusivamente come commissario tecnico dell’Italia, portando a casa un incredibile mondiale in Germania e un flop storico in Sudafrica. Ovvio che gli manchi il campo con dedizione quotidiana e dopo il “mezzo” ritiro forzato dal 2006 al 2008, di stare ancora a prendere la tintarella a Viareggio pare non ne voglia sapere.
Qualche chiamata l’ha avuta, si rimane però nell’ambito delle indiscrezioni, come quella che voleva l’AEK Atene interessata al trainer toscano. Poi questa inattesa news: l’Ucraina del presidente della federcalcio locale Hrigory Surkis ha pensato a lui per guidare la Nazionale gialloblu che fra un anno e mezzo ospiterà, insieme alla Polonia, i prossimi Europei. Via con le smentite di rito; ecco Lippi un paio di giorni fa: “Io sulla panchina dell’Ucraina? Non parlo e non dirò nulla fino a quando non rientrerò. Spero, inoltre, di poterlo fare a breve“. Gli fa eco Surkis: “Sono voci prive di fondamento perché noi abbiamo già un tecnico che si occupa della nazionale, Kalitvintsev continuerà a svolgere il suo ruolo anche dopo la pausa invernale“. Però, c’è un però.
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Marcello Lippi torna a parlare a distanza di ben 4 mesi dalla fallimentare spedizione mondiale in Sud Africa. Il tecnico viareggino, letteralmente eclissatosi dopo la figuraccia rimediata dalla sua Italia, ha colto l’occasione del premio Atorn per la solidarietà assegnatogli a Pisa in serata per concedere una breve intervista a Sky. Lippi non ha perso il suo stile aggressivo e, anche un po’ a sorpresa, si dichiara già pronto per tornare ad allenare una squadra di club.
Ho commesso degli errori ma ho vinto un Mondiale e ho intenzione di restare nel mondo del calcio. In carriera ho fatto tante cose giuste, ma qualcuna l’ho anche sbagliata. Adesso non dobbiamo dimenticare tutte le cose giuste fatte in precedenza. Il mio cervello funziona benissimo, ha sempre funzionato benissimo. Io rappresento il mondo del calcio e non mi sento assolutamente un ex. Tornerò ad allenare, anche se non so ancora dove. E comunque, anche se non dovessi farlo, ma questo non accadrà, resterò per sempre un rappresentante del calcio, non foss’altro per tutti i risultati che ho ottenuto e che rimarranno scritti per sempre.
Il Ct della nazionale campione del Mondo non vuole perdere il “suo” primato, la sua più grande vittoria, il trionfo che tanti italiani sembrano aver già dimenticato a distanza di 4 anni. Il fenomeno è un po’ misterioso, soprattutto tenendo conto della gratitudine mai abbandonata per Enzo Bearzot, il precedente allenatore che riportò l’Italia sul tetto del mondo. Ad ogni modo, dove finirà Lippi secondo voi?

La nazionale Under 21 riparte da Ciro Ferrara, il tecnico napoletano è stato presentato oggi a Roma presso la sede della Federcalcio. L’ex allenatore della Juventus firmerà un contratto che lo legherà agli Azzurrini per tutto il biennio 2011/2013, in questo periodo di avvarrà della collaborazione di Angelo Peruzzi, che sarà il suo vice, e di Luciano Castellini, in qualità di preparatore dei portiere. Per Ferrara non si tratta di esordio assoluto in Azzurro, ricordiamo infatti che era il vice di Marcello Lippi nel corso della fortunata spedizione in Germania del 2006.
Le prima parole da commissario tecniche sono state di stupore per l’incarico che gli è stato affidato e che lui ha accettato senza nessun indugio, poi ha risposto alle solite accuse di essere un semplice discepolo di Lippi, un “lippiano” per usare lo stesso termine ascoltato oggi in conferenza stampa, come se aver imparato qualcosa dal ct campione del mondo dovesse poi essere motivo di imbarazzo:
“Sono più che contento, ma anche sorpreso perché non me l’aspettavo. Non è un passo indietro, né un modo per ripartire: è un’occasione di crescita ulteriore. Non sono un ‘lippiano’, sono stato scelto per le mie qualità tecniche e umane. E non sono nemmeno un ’sacchiano’. Certo, Lippi l’ho sentito. Non mi ha dato consigli, ma era solo contento per la scelta della federazione”.
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Marcello Lippi non allena una squadra di club da tempo immemore, stagione 2003/2004 alla guida della Juve, un’annata negativa per la compagine bianconera che a maggio annunciò Capello e dovette affrontare, due mesi dopo, i preliminari di Champions League contro gli svedesi del Djurgardens. Poi solo Nazionale, per il biennio 2004-2006 con l’apice del Mondiale berlinese e, dopo due anni sabbatici, un’altra avventura mondiale con gli azzurri conclusasi però amaramente in Sudafrica. Bene, pare che Lippi abbia voglia di ritornare a fare il suo lavoro quotidianamente.
Così il suo nome negli ultimi giorni è circolato e non poco in seno ai tifosi di squadre che non se la passano benissimo, con conferme arrivate da quotidiani sportivi o testate giornalistiche online più o meno prestigiose. La meno confermata e, al contempo, meno verosimile è la possibilità che l’allenatore viareggino si sieda sulla panchina del Lione, col tecnico Puel che balbetta spaventosamente in Ligue One pur non facendo malaccio in Champions. Sirene anche da Roma, sponda giallorossa, con Ranieri che già dopo la sconfitta contro il Brescia cacciò gli artigli per scacciare il fantasma di Lippi.
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