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Tutti gli articoli con tag marco materazzi

L'Anzhi cerca Marcello Lippi: "Non ne so niente, però..."

pubblicato da vieni_127


Sportmediaset ci ha provato dando la cosa per molto molto probabile: chissà quanto fondate fossero le fonti della redazione sportiva di Mediaset, fatto sta che il lancio della notizia per cui Marcello Lippi sarebbe vicino alla panchina dell’Anzhi Makhachkala ha fatto il giro del web in men che non si dica. E la cosa pare plausibile dato che l’ex allenatore della Juve, nonché campione del mondo con l’Italia, è ai box da ormai un anno e mezzo e non allena un club dalla bellezza di sette anni. C’è di più, i termini dell’offerta, se confermati, alletterebbero e non poco: 3,5 milioni netti all’anno, fino al 2013.

C’è di più, pare che il club russo del magnate Suleiman Kerimov abbia puntato anche Marco Materazzi, ma solo in qualità di vice del tecnico viareggino. In effetti all’Anzhi un problema c’è: meno di un mese fa è stato esonerato Gadzhi Gadzhiyev e al suo posto sono subentrati l’assistente Andrei Gordeyev congiuntamente a Roberto Carlos; tuttavia la ricerca per un allenatore di prestigio è partita già da qualche settimana coi contatti imbastiti con Fabio Capello, Guus Hiddink, Felipe Scolari e Avram Grant. Infine Marcello Lippi che interpellato da tuttomercatoweb e dall’agenzia Italpress ha sì smentito la bomba pomeridiana, ma non ha escluso sviluppi futuri:

“Non andrò all’Anzhi, non ho avuto contatti con il club russo e ne sento parlare per la prima volta adesso. Il mio futuro? Ho voglia di tornare ad allenare, se ci saranno delle offerte interessanti le valuterò. Se l’Anzhi sarebbe interessante? Se capiterà vedremo…”.

Da sottolineare come non sia casuale l’accostamento a Marco Materazzi: uniti dal trionfo di Berlino con Lippi, in realtà Matrix è anche stato a Mosca e ha parlato coi dirigenti del club dei Daghestan, ma solo in qualità di amico di Samuel Eto’o. Da cui l’idea di portarlo nella Russian Premier League. Come vice di Lippi. La situazione appare in fieri, vi terremo aggiornati nei prossimi giorni.

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Eto'o ringrazia l'Inter con una lettera

pubblicato da Gabriele Capasso


Samuel Eto’o saluta l’Inter e ringrazia Mourinho, Moratti e Marco Materazzi dopo il suo trasferimento all’Anzhi in una lettera pubblicata sul suo sito ufficiale. Il camerunese è divenuto il calciatore più pagato del pianeta con un ingaggio che non ha precedenti (vicino ai 20 milioni di euro), praticamente quanto è costato il suo cartellino alla società russa (27 milioni di euro). L’ex attaccante dei nerazzurri si è guadagnato l’appellativo di “mercenario”, e guardando alla squadra nella quale approda è inevitabile che i tifosi, anche i più affezionati a lui, si siano risentiti per la decisione che sembra puramente economica. Basterà la lettera ad attenuare l’amarezza?

Eccone il testo:

Mi sembrano giusti e doverosi alcuni ringraziamenti a persone che mi hanno dato molto in questi due anni fantastici che ho trascorso nell’Inter. Vorrei, innanzitutto, rivolgere un sentito ringraziamento e il mio saluto più cordiale al Presidente Massimo Moratti, e alla sua famiglia per tutto quanto ha fatto e per la disponibilità dimostrata nei miei confronti e dei miei cari. Rimarrò sempre legato a Moratti per la stima e l’affetto che mi ha dimostrato in questi splendidi anni. Per poi passare a tutti i compagni di squadra, consapevole che - senza il loro incoraggiamento e aiuto in campo - l’Inter non sarebbe riuscita ad ottenere numerose ed importanti vittorie sia a livello nazionale che internazionale. Un particolarissimo saluto - anche - a tutti i calciatori italiani e stranieri che mi hanno permesso di essere migliore di partita in partita. Un sentito ringraziamento anche agli allenatori dell’Inter di questi anni e, soprattutto, a Mister Josè Mourinho che mi ha voluto fortemente, per l’opportunità che mi ha dato portandomi a Milano. Un caro saluto anche a Marco Branca, direttore dell’area tecnica, al direttore sportivo, Piero Ausilio, al team manager, Andrea Butti, e a tutto il personale di F.C. Internazionale e del centro sportivo Angelo Moratti di Appiano Gentile: medici e fisioterapisti, accompagnatori, cuochi e camerieri, magazzinieri e giardinieri e a tutti le persone di Inter Channel. Non dimenticherò mai l’affetto dei tifosi interisti (Mauro il più grande di tutti) che mi hanno fatto sentire uno di loro e che mi hanno sempre sostenuto e aiutato. Così come a tutti i giornalisti che ho avuto il piacere di conoscere. Sento, altresì, il dovere di ringraziare la mia mamma italiana - Ciacia Guzzetti - per il suo aiuto e il mio Super Manager - Claudio Vigorelli - per l’impegno e la professionalità che ha dimostrato. Grazie a un interista doc mi sono sentito italiano: Marco Materazzi. Grazie fratellone mio. Sperando di non aver dimenticato nessuno, ancora grazie a Voi tutti.

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Marco Materazzi si racconta alla Gazzetta dopo dieci anni di Inter

pubblicato da Skalka

marco materazzi

Marco Materazzi si è raccontato in un lunga intervista pubblicata oggi dalla Gazzetta dello Sport, l’ormai ex difensore nerazzurro ha ripercorso i dieci anni vissuti all’Inter. Un periodo lunghissimo fatto di grandi gioie e qualche delusione, alla fine però il bilancio è comunque positivo e nella sua bacheca personale può vantare quasi tutti i trofei compreso il Mondiale tedesco e la Champions League vinta con Mourinho. Materazzi adesso è senza squadra, gli piacerebbe continuare a giocare per un anno ancora e aspetta un’offerta allettante, altrimenti per lui è pronto un posto nel settore tecnico delle giovanili nerazzurre.

Il suo addio è arrivato un po’ come un fulmine a ciel sereno, quando alla scadenza del contratto mancava ancora un anno. Principale responsabile di questa decisione l’ex allenatore nerazzurro Leonardo che di fatto lo ha scaricato, per lui Matrix non ha certo parole gentili e parla apertamente di tradimento:

“Alla fine della scorsa stagione mi è stato detto che non rientravo più nei piani del vecchio allenatore, che fosse stato per lui non avrei fatto parte neanche della lista Champions: una specie di ‘minaccia’, ma il motivo vero non lo conosco”.

Il brasiliano lo ha definito “impegnativo”, quasi scomodo, Materazzi però nega di essersi mai lamentato delle tante panchine e se c’è una cosa che può rimproverare al tecnico è la mancanza di chiarezza, dote che di sicuro non mancava a Mourinho:

“Pare che io sia stato definito ‘impegnativo’. Non può essere perché sono uno che se non gioca si incazza: non ho mai, neanche una volta, fatto casino per non aver giocato, perché arrivato ad un certo punto avevo accettato il fatto che una o 50 partite non mi avrebbero cambiato la vita: essere affrontato guardandomi negli occhi invece sì, me la cambia. Il vecchio allenatore diceva sempre che io davo tutto, in campo e fuori, no? Bene: senza fare casino e senza incazzarmi, ho fatto notare che nonostante questo alla fine non avevo giocato neanche la ‘mia’ Coppa Italia. E che forse con un po’ di turnover in più l’Inter avrebbe fatto ancora meglio. Mica turn over solo pro Materazzi: pro tutti quelli che, se erano all’Inter, evidentemente erano da Inter”.

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Inter, Materazzi rescinde dopo 10 anni di nerazzurro

pubblicato da vieni_127


Titoli di coda sull’avventura interista di Marco Materazzi: a 38 anni suonati il Matrix nazionale lascia il nerazzurro nonostante un contratto che prevedeva ancora un anno alla Pinetina. Lo ha annunciato oggi il suo procuratore Claudio Vigorelli, una scelta che di certo non assomiglia al classico fulmine a ciel sereno viste le dichiarazioni dello stesso difensore appena 2 settimane fa: “Non so ancora se sarò qui il prossimo anno. Il presidente mi ha detto che posso fare quello che voglio. Il nostro è un rapporto limpido, non ci saranno problemi. Ogni anno vengo a parlare con Moratti, non ci sono problemi, stiamo discutendo. Un mio futuro da dirigente? Certo, questa maglia è come una seconda pelle“.

Per lui si prospetta un finale di carriera all’estero (all’Inghilterra, dove tra l’altro è già stato nel 98/99 all’Everton, o più probabilmente nella Major League Soccer), per poi fare ritorno a Corso Vittorio Emanuele II nelle vesti di dirigente del sodalizio nerazzurro. Snoccioliamo un po’ di numeri della permanenza decennale di Materazzi all’Inter: considerate tutte le competizioni (ricordiamo che Matrix non ha preso parte né alla Supercoppa Europea né al Mondiale per club) ha vestito la casacca dei meneghini per 277 volte andando in gol in 20 occasioni; nel suo palmares 5 scudetti, 4 Coppe Italia, 4 Supercoppe italiane, una Champions League e un Mondiale per club.

Le immagini più belle di Marco Materazzi
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Allegri: "Dobbiamo ritrovare serenità" - Cosmi: "Ho accontentato Materazzi"

pubblicato da Celephais


Nonostante la sconfitta sul terreno del Palermo, che mette in serio pericolo le ambizioni della capolista Milan nella lotta per la conquista dello scudetto, il tecnico dei rossoneri, Massimiliano Allegri, non non è troppo severo con i suoi. Queste le parole dell’allenatore nell’intervista rilasciata nel dopopartita ai microfoni di Sky:

“Sicuramente essere andati in svantaggio dopo pochi minuti non è stata una bellissima cosa. Nel primo tempo non abbiamo giocato benissimo e soprattutto negli ultimi 30 metri abbiamo sbagliato molto. Nel secondo tempo abbiamo fatto un po’ meglio, abbiamo creato qualcosa di più ma per la mole di gioco creata, abbiamo concluso troppo poco in porta. Credo, però, che una sconfitta a Palermo ci possa stare, anche se in questo momento era meglio evitarla. Fortunatamente c’è la sosta, riordiniamo le idee, dopo la sosta saremo ancora in testa al campionato e questa sosta ci darà tempo per rasserenarci e ripartire con lo stesso piglio che avevamo fino a prima di questa sosta.”

Allegri esprime poi rammarico per l’assensa del bomber Ibrahimovic, squalificato per tre settimane dopo il colpo proibito di settimana scorsa, ma si dice certo delle possibilità di ripresa della sua squadra:

“E’ inutile stare a dire quanto Ibrahimovic sia importante per noi, però stasera dovevamo e potevamo fare di più, non l’abbiamo fatto e quindi dobbiamo analizzare le cose che non sono andate bene con serenità sapendo che domani sera saremo comunque ancora in testa al campionato. Non credo che tutto d’un tratto siamo diventati una squadra incapace di vincere lo Scudetto, ero convinto prima di questa partita e lo sono anche adesso che questa squadra lotterà e sicuramente arriverà in fondo al campionato. Per fortuna male che vada abbiamo ancora due punti sull’Inter e tre sul Napoli. Dobbiamo ritrovare serenità e non farci prendere dall’ansia. Fisicamente stiamo bene.”

Sul fronte opposto soddisfazione invece da parte di Serse Cosmi, ironico sul ruolo di traghettatore affibbiatogli nelle scorse settimane dai giornalisti:

“Le critiche nei miei confronti? Forse si aspettavano che veniva non un allenatore, ma piuttosto uno stregone: già dopo qualche ora venivo criticato per le novità che avevo portato. Quello che ho portato di nuovo è stato un tentativo di modificare la difesa: è la seconda peggiore del campionato, mi sembra naturale che bisognava intervenire. Veniva usato il termine traghettatore in senso dispregiativo. Ero sorpreso e non è giusto, ma è il calcio: si vede che oggi ho salvato la panchina. Miccoli arrabbiato dell’esclusione? Non credo: giovedì ha interrotto l’allenamento per un problema al polpaccio e ieri non si è allenato: è stata una scelta obbligata, sapete la devozione che ho nei suoi confronti.”

Palermo - Milan 1-0 | Foto

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Materazzi replica: "Schweinsteiger provocava da settimane"

pubblicato da Antonio D'Avanzo


Pronta replica di Marco Materazzi dalle pagine del suo sito ufficiale, dopo l’accusa rivoltagli da Bastian Schweinsteiger all’indomani della vittoria esterna dell’Inter a Monaco di Baviera che ha permesso ai nerazzurri di raggiungere i quarti di finale della Champions League:

“Solo due parole dedicate a Schweinsteiger, che tanto per fare una cosa originale mi ha dato del provocatore - ha scritto Materazzi - peccato che stava parlando da almeno due settimane e nell’ordine aveva detto: che quella di ieri sera sarebbe stata la rivincita di Madrid; che era curioso di vedere se avremmo giocato da italiani; che conosceva solo le facce di quelli del Milan: adesso conosce anche le nostre, credo. E meno male che sarei stato io a provocare, a meno che non si riferisca a quando ad un certo punto gli ho ricordato che è sempre meglio parlare dopo aver vinto, non prima…”.

Le foto di Bayern Monaco - Inter

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Schweinsteiger accusa Materazzi: "Ora capisco Zidane"

pubblicato da Celephais


Dichiarazione polemiche da parte del centrocampista del Bayern Monaco, Bastian Schweinsteiger, dopo la sconfitta per 3-2 subita dai suoi nella sfida di Champions League di ieri sera che ha permesso ai campioni in carica dell’Inter di qualificarsi per i quarti di finale della competizione. Il biondo ventisettenne ha lanciato infatti pesanti accuse nei confronti dell’interista Marco Materazzi, arrivando quasi a giustificare la celeberrima testata di Zinedine Zidane al difensore nella finale del Mondiale di cinque anni fa. Queste le parole del giocatore, che al termine dell’incontro è stato fermato da alcuni compagni mentre si avvicinava minacciosamente all’avversario con l’intenzione di venire alla mani:

“Ora capisco cosa ha sentito Zidane. Materazzi ha iniziato a provocare anche prima del calcio d’inizio, quando eravamo nel sottopassaggio e non si è mai fermato. Ha fatto con me quello che ha fatto con Zidane.”

Le foto di Bayern Monaco - Inter

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Gigi Lentini si racconta in Tv: che frecciate a Capello e Materazzi!

pubblicato da vieni_127


Gianluigi Lentini, talento puro del calcio che fu, quello alla vigilia della frenesia di posticipi, televisioni e coppe lunghe un’eternità; era un’ala atipica Gigi da Carmagnola, Torino: dinoccolato, non propriamente un corridore provetto, eppure andava forte, piedi lucidi, tre polmoni e un buon feeling col gol. Quand’era al Toro, inizio anni ‘90, era il classico crack di un calcio italiano padrone incontrastato, nel mondo. Tant’è che Berlusconi lo vuole con sé al Milan per 18,5 miliardi delle vecchie lire, un record incredibile per l’epoca. Una buona annata col rossonero, poi quel maledetto 3 agosto del 1993: Lentini percorreva a bordo della sua auto la Torino-Piacenza, aveva appena giocato un’amichevole a Genova, gli si era bucata una ruota e aveva montato su il “ruotino“. A Villanova d’Asti va fuori strada, a 200 km all’ora.

Dopo l’incidente non riconoscevo più le persone e le cose, ricominciai a parlare come un bambino. Ora posso dirlo, quell’incidente ha bruciato in un attimo la mia carriera. Mi ha tolto tutto” le parole a La Tribù del Calcio, l’approfondimento calcistico curato da Paolo Ziliani in onda, come di consueto, il venerdì sera su Mediaset Premium. Lentini ce la mette tutta, nell’aprile del 1994 torna in campo, lui che era stato in coma. Ma Capello non lo vede più, neanche a Vienna nel 1995 quando il Milan si gioca la finale di Champions contro l’Ajax: “Anche lui ha contribuito a stroncarmi. Nella finale con l’Ajax, nel ‘95, stavo veramente bene, ma lui non mi fece giocare: quella notte, a Vienna, decisi di mollare per sempre il grande calcio. Avevo 25 anni“.

Nove presenze e un gol, il bottino dell’ultima stagione di Lentini al Milan, quindi via a riabbracciare Emiliano Mondonico, passato nel frattempo all’Atalanta: “Il Mondo è stato come un padre, per me, l’ho amato e odiato. Ci insultavamo tutti i giorni“. A Bergamo rivive giorni felici, gioca una intera stagione da titolare, quindi decide di far pace coi vecchi tifosi del Toro che all’epoca del suo passaggio al Milan se la presero a morte con lui: “Lo ricordo come se fosse adesso, mi sentivo un traditore. Poi però è successo che ci siamo rimessi insieme, e anche il Toro mi ha scaricato. Avevo 31 anni, ero ancora giovane“. Tre anni in granata, due in B con tanto di promozione e sei gol fatti, uno in A con 24 gettoni di presenza. Neanche un gol.

Era arrivata l’ora di diventare l’idolo di Cosenza: 84 presenze in quattro anni, di cui tre di B e una addirittura in Serie D dopo il fallimento dei calabresi. Lui, uomo piemontese, non abbandona la barca nella difficoltà, divenendo l’amatissimo capitano dei silani. Ai quali regala 9 reti. Fino a che diviene un uomo di 35 anni, se ne torna in Piemonte dispensando gol e magie al Canelli, alla Saviglianese, alla Nicese: Promozione o Eccellenza, col Canelli anche un Campionato Nazionale Dilettanti, conquistato proprio da lui, sul campo, insieme all’amico Diego Fuser. Non ha abboccato alle sirene dei reality show per famosi, lui alla fine ha scelto sempre il campo. Interpretando il calcio con grande spirito di sacrificio, volontà, sportività.

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Zidane: "Non mi scuso per la testata a Materazzi"

pubblicato da Celephais


L’ex fuoriclasse francese Zinedine Zidane, intervistato dal quotidiano sportivo d’oltralpe L’Equipe torna per l’ennesima volta sulla vicenda della testata con la quale colpi il difensore azzurro Marco Materazzi nel corso della finale mondiale del 2006. Il giocatore ha ribadito con in precedenti occasioni di non essere intenzionato a scusarsi con il giocatore dell’Inter come più volte auspicato dagli appassionati di calcio di tutto il mondo. Questa la dichiarazione dell’ex fantasista di Juventus e Real Madrid:

Sono stato provocato. Non sono fiero di quella mia reazione. Non voglio scusarmi perche sono stato provocato. Significherebbe porgere la guancia una seconda volta. E’ un gesto che fa parte di una carriera, di una vita, e ci sono momenti in una vita che non sono piacevoli, punto. Non voglio insistere su questo.

In serata è arrivata puntuale la risposta del difensore di origini pugliesi il quale, a margine della presentazione del libro La Mediazione del Pallone, ha commentato in maniera lapidaria: “Penso che Zidane debba prima di tutto chiedere scusa a sé stesso perché la carriera è sua e non mia.” Altra occasione sprecata dunque dai due per riappacificarsi, in attesa del prossimo episodio di questa ormai interminabile e piuttosto noiosa telenovela.

Materazzi al Chiambretti Night: "La Juve? Rivoglio lo scudetto 2002"

pubblicato da Gabriele Capasso


Marco Materazzi, ospite d’onore al Chiambretti Night, regala il suo consueto show. Il difensore 37enne dell’Inter, simbolo e emblema dei nerazzurri che sta tornando utile a Leonardo fra infortuni e squalifiche, è noto per non essere esattamente il giocatore con peli sulla lingua e la presenza nello show di Canale 5 è un’occasione perfetta per raccontare aneddoti e dispensare la sua verità. Partiamo subito con il pezzo forte, un evergreen, Calciopoli.

La Juve rivuole i “suoi” scudetti e oggi è calata nella parte della squadra che contesta l’operato degli arbitri, segnatamente di Morganti? A Materazzi interessa poco:

Non devono chiederli a noi, Io glielo ridò volentieri. Io mi riprenderei quello perso il 5 maggio 2002. Nelle quattro o cinque partite precedenti alla sfida contro la Lazio c’è stato qualcosa di poco chiaro. Se è cambiato il vento? Non entro nel merito della questione gli arbitri possono sbagliare. Morganti non ha visto un rigore su Cambiasso a Udine. Chiunque può avere dei cali di forma.

Eccolo qui, il polemico Materazzi che si attira tutti gli odi della tifoseria juventina. Si era ricordato di loro anche nella magica serata di Madrid con un’apposita maglietta provocatrice quando l’Inter tornava sul tetto d’Europa vincendo la Champions dopo una mezza era geologica: gli antichi rancori non si cancellano. Eppure in quel 5 maggio Materazzi non recriminava con gli arbitri, tutti lo ricorderanno in lacrime mentre chiedeva a se stesso imprecando perché i giocatori della Lazio non si facessero da parte quando lui (battendo la Juve con il Perugia) gli aveva consegnato uno scudetto. I tempi cambiano.

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