
Interrogato per cinque ore dal procuratore di Cremona, Roberto Di Martino, Massimo Erodiani ha tirato in ballo anche cinque partite di serie A del campionato 2009/2010, sospettate dallo stesso indagato di essere state manipolate. Si tratta di Inter-Chievo del campionato 2009-2010, finita 4-3 il 9 maggio del 2010; Napoli-Palermo, Atalanta-Livorno, Sampdoria-Chievo (ma per questo match esistono versioni discordanti sulla deposizione di Erodiani, riportate dalle diverse testate e agenzie di stampa) e una partita del Chievo di un campionato precedente rispetto a quello che si è concluso.
Il legale di Erodiani, Giancarlo De Marco, ha precisato che delle sospette partite manipolate il suo assistito ne è venuto a conoscenza tramite altre persone e che quindi si aggraverebbe la posizione di qualche altro indagato. Gli avvocati del titolare di agenzie di scommesse hanno chiesto la revoca degli arresti domiciliari per il loro assistito. È invece Ascoli-Livorno, e non Atalanta-Livorno, come avevano riferito i legali di Massimo Erodiani, un’altra partita di cui il loro assistito ha parlato quest’oggi davanti al pm Roberto Di Martino.
Erodiani ha anche accennato ad un Brescia-Lecce, finito 2-2 che, stando a quanto aveva saputo, era stata manipolata dal gruppo dei cosiddetti bolognesi, il gruppo di scommettitori di cui avrebbe fatto parte anche Beppe Signori, nei confronti del quale Erodiani avrebbe confermato le accuse, collocandolo in due incontri in cui si parlò di taroccare le partite.
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Nuovi sviluppi nelle due inchieste sul calcioscommesse a Cremona e a Napoli. La notizia appena battuta dall’agenzia Ansa rivela che in una telefonata delle 19:36 del 21 marzo tra Massimo Erodiani e Marco Pirani (nella foto in alto, fonte Il Resto del Carlino), il giorno dopo Fiorentina-Roma finita 2-2, si sarebbe parlato di un non precisato “Capitano della Giallorossa“: “Erodiani dice a Pirani che giovedi va a Bologna a portare i soldi delle giocate“, scrivono gli investigatori, che poi aggiungono: “Erodiani commenta con Pirani la partita dell’Inter e dice che l’attaccante del Lecce Daniele Corvia avrebbe pronosticato anche tanti gol in Fiorentina-Roma avendolo saputo dal Capitano della Giallorossa“.
Nel brogliaccio degli investigatori non si specifica chi sia il “Capitano della Giallorossa”. Francesco Totti, in vacanza a Formentera, appena messo al corrente della notizia, ha subito contattato il legale della Roma, Antonio Conte, dandogli mandato, scrive la Gazzetta, di querelare chiunque utilizzi in maniera impropria il suo nome accostandolo ad attività illecite di questa inchiesta. Nel frattempo è spuntato anche il nome di Bobo Vieri in un’intercettazione. Lo fa Ivan Tisci, uno degli indagati del gruppo degli “zingari”, in una telefonata a Antonio Bellavista (l’ex capitano del Bari attualmente in carcere) del 21 marzo 2011, il giorno dopo Inter-Lecce finita 1-0.
Tisci “si lamenta del comportamento di Bressan (ex giocatore agli arresti, ndr) e dice che dopo averlo tenuto in stand by fino a stamattina” aggiunge che “l’hanno fatta saltare perche ‘il boss’ non ha soldi da puntare“. Gli investigatori rivelano che “Tisci gli chiede se ha visto cosa gli ha scritto ieri sera e che a Milano ha incontrato Bobo Vieri, il quale gli ha detto che non ha vinto molto e ha giocato da casa con il pc”. Tisci, concludono i poliziotti, “dice di averlo imbeccato e Vieri sapeva dell’over 3,5 dell’Inter”.
Bellavista richiama Tisci che “riprende il discorso raccontando la conversazione avuta con Bobo Vieri dalla quale ha capito che loro hanno fatto casini perché non hanno saputo fare niente… perché di là non hanno voluto fare… han voluto giocare… il primo tempo dice che…palo…cose… poi alla fine l’ultimo quarto d’ora si sono messi d’accordo perché non è venuto il gol. Quindi prima diciamo che è stata una mezza cosa che è venuta fuori, ma non perché l’hanno fatta…loro…”. Gli investigatori annotano inoltre che Tisci sottolinea che “l’hanno tolta dalle scommesse quando è iniziata a scendere la quota a 2,80…2,40“.
Il medico odontoiatra Marco Pirani, nell’interrogatorio di garanzia a Cremona, ha fatto i nomi di 3 partite del campionato 2010/2011 che sarebbero state truccate. Si tratta di Fiorentina-Roma (2-2), Genoa-Lecce (4-2) e Lecce-Cagliari (3-3). La questione sarà approfondita oggi, martedì 7 giugno, in un nuovo interrogatorio alla presenza del procuratore di Cremona Roberto Di Martino, per verificare la consistenza delle sue dichiarazioni. Il difensore del dentista di Ancona, l’avv. Alessandro Scaloni, chiederà gli arresti domiciliari per il suo assistito.
Intanto è stato ascoltato il giocatore dell’Ascoli, Vincenzo Sommese, uno dei due uomini “indebitati fino al collo”, secondo la definizione che si è lasciato scappare un investigatore sui i primi due giocatori in attività (l’altro è Micolucci) che hanno risposto alle domande dei giudici dopo il loro arresto nell’inchiesta della Procura di Cremona sulle partite truccate: “La posizione di Sommese in questa vicenda è marginale, ma d’altra parte questo si era desunto dal tenore della custodia cautelare, cioè ai domiciliari“, ha dichiarato Enrico Calabrese, legale del giocatore, dopo l’interrogatorio al quale è stato sottoposto il suo assistito. Calabrese aggiunge:
“Stiamo dando spiegazioni su alcuni capi di imputazione, la mia idea è che le condotte penalmente rilevanti sono da verificare. Sommese ha specificato che l’Ascoli nulla sapeva di questa vicenda. Diciamo che sono state fatte delle ammissioni ma non così decisive da dare una svolta alle indagini, abbiamo ammesso dei fatti che erano meritevoli di essere chiariti“, si legge in un passaggio trascritto da Repubblica.
A comprova dei movimenti e dei rapporti illeciti che gestiva il dentista Pirani emergono altri particolari come lo strano comportamento del difensore dell’Ascoli Vittorio Micolucci, che in un’intercettazione “si scusa” con Pirani per non essere riuscito ad incidere in negativo sul risultato di Ascoli-Atalanta del 21 marzo 2011. Pirani offrì 15mila euro a Micolucci che però dice: “In campo ho giocato come sono capace“. Ma se l’Ascoli avesse perso, avrebbe preso i 15mila euro?, gli è stato chiesto: “Sì, li avrei presi”.
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Anche la Serie A, o meglio “sempre di più la Serie A“, tirata in ballo nell’inchiesta sul calcioscommesse di Cremona? Secondo le indiscrezioni trapelate dopo gli interrogatori di garanzia due dei protagonisti della vicenda avrebbero fornito dettagli utili a chiarire la situazione e, nel farlo, avrebbero fornito informazioni rispetto ad altri “4-5 match” di Serie A oggetti di combine e accordi fra giocatori per far maturare un dato risultato.
Dopo che in mattinata il medico bolognese Marco Pirani aveva deciso di collaborare, ritenendosi del tutto estraneo alle accuse che gli sono state mosse, anche l’avvocato di Massimo Erodiani ha annunciato che il suo assistito avrebbe risposto alle domande degli inquirenti. Paoloni, l portiere del Benevento, uomo chiave dell’intera inchiesta, ha invece preferito avvalersi della facoltà di non rispondere.
Guardando alle segnalazioni dei Monopoli di Stato, che nell’ultima stagione avevano rilevato “flussi anomali di scommesse” su 37 partite, risultano proprio queste “4-5 gare di Serie A” sulle quali è piovuto troppo denaro o alcune giocate “non conformi” alle attese. Non bisogna dimenticare poi che i Monopoli possono monitorare soltanto quanto viene giocato presso broker autorizzati, ma poco possono sapere sulle giocate negli altri paesi.