
Il destino li ha idealmente uniti, Alberto Malesani e Delio Rossi, entrambi allenatori ripescati nella girandola degli esoneri proprio lo stesso giorno. Il primo si è ritrovato sulla panchina del Siena, la più complicata da gestire al momento vista la gravissima situazione di classifica, il secondo si è accasato al Palermo, la più complicata tenendo conto del presidente con il quale avrà a che fare. Entrambi sperano di trovare un rilancio in queste nuove esperienze, Malesani dopo oltre un anno di inattività, Rossi dopo la chiusura della lunga esperienza sulla panchina della Lazio.
Maurizio Zamparini, sempre lui, si è confermato ancora una volta “mangiallenatori” anche con quel Walter Zenga sbarcato in Sicilia con bellicose intenzioni (come dimenticare il suo imperativo: “mentalizziamoci per vincere lo scudetto”). Ora Rossi avrà il suo bel da fare a gestire il caratterino dell’imprenditore veneto, intanto mostra un po’ d’ottimismo “d’ufficio”. Quanto durerà è difficile saperlo.
Ascolterò il presidente anche perché sarà sempre lui ad avere l’ultima parola ma sono stato chiamato per prendere decisioni e lo farò in autonomia. Il presidente ancora non lo conosco, ci ho parlato un po’ mi sembra una persona entusiasta e molto innamorata della sua squadra. Sarò valutato in base ai risultati e sul gioco. Sono venuto qui con la mia professionalità. Penso solo a lavorare. Non sono il tipo che non va a fare il suo mestiere solo perché il presidente ha la fama di “mangiallenatori”. Sulle possibilità del Palermo per dare le valutazioni li devo vedere allenare questi ragazzi. Il presidente non mi ha chiesto niente di particolare, mi ha detto solo di dare un’anima a questa squadra ed è quello che cercherò di fare. Sosterrò i miei giocatori, soprattutto i giovani e spero che il pubblico faccia lo stesso. Ho avuto una decina di offerte e le ho declinate perchè non sentivo la stessa passione che ho percepito qui. Mi deve scattare dentro qualcosa per accettare una proposta. Spero di essere all’altezza del aspettative della città e del presidente. Di sicuro non ho la bacchetta magica, ma credo in tre cose: lavoro, lavoro, lavoro.
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Dopo l’esonero di Zenga arrivato in mattinata, nel pomeriggio il cambio allenatore è diventato realtà anche a Siena, dura poche settimane l’esperienza sulla panchina della Robur di Marco Baroni. Per lui è stata fatale la sconfitta casalinga contro l’Atalanta, la dura contestazione dei tifosi toscani a fine partita ha convinto la società a provare a dare l’ennesimo scossone all’ambiente. Il nuovo allenatore, secondo quanto dichiarato da Sky Sport 24, sarà Alberto Malesani che non allena una squadra dal 31 marzo del 2008 quando è stato esonerato dall’Empoli.
Il tecnico di San Michele Extra, un quartiere di Verona, ha incontrato nel pomeriggio a Roma il presidente del Siena Giovanni Lombardi Stronati. Il contratto sottoscritto lo legherà ai bianconeri fino al prossimo giugno con un opzione sul prossimo anno in caso di salvezza. L’obiettivo non sarà semplice da raggiungere, il Siena è ultimo in classifica con soli sei punti, mercoledì giocheranno in Coppa Italia contro il Novara, ma Malesani inizierà la sua avventura soltanto domenica prossima in occasione della difficile sfida contro il Bari.
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L’avventura di Marco Baroni sulla panchina del Siena, dopo sole due giornate, potrebbe essere già giunta al capolinea. L’allenatore proveniente dalla primavera bianconera aveva preso il posto di Marco Giampaolo in seguito alla sconfitta di Bologna. La sua gestione non sembra però aver scosso più di tanto la squadra senese dal momento di crisi in cui versa e nelle due partite in cui ha seduto in panchina è arrivato soltanto il punto casalingo con la Lazio seguito dalla sconfitta di Marassi con il Genoa. I bianconeri sono sempre ultimi in classifica con la miseria di sei punti.
Il direttore sportivo Manuel Gerolin quando è stato esonerato Giampaolo aveva parlato di Baroni come una soluzione definitiva e non soltanto come di un traghettatore per poche partite, evidentemente la dirigenza della Robur in questi ultimi giorni ha cambiato idea. Il presidente Giovanni Lombardi Stronati, da tempo nel mirino della contestazione dei tifosi, non è soddisfatto e sembra seriamente intenzionato a ricontattare Mario Beretta, già protagonista in Toscana di due salvezze.
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Marco Baroni, chi non lo ricorda quando da giocatore si piazzava rocciosamente in difesa e non disdegnava sortite offensive condite da gol? Ha girato l’Italia, da Udine a Roma, da Ancona a Lecce, fino a Bologna, ma l’esperienza più importante per lui non può che esser stata quella di Napoli: due anni con uno scudetto vinto (suo il gol decisivo all’ultima giornata) e un rigore sbagliato sotto la neve di Mosca contro lo Spartak in Coppa Campioni. Questo ragazzo fiorentino, dopo varie esperienze da allenatore nei campionati minori, dal 2007 ha assunto l’incarico di allenatore della Primavera del Siena, chiamato nella città del Palio dal suo vecchio compagno di squadra alla Roma Manuel Gerolin. Ottimi risultati, grande grinta, quando quest’estate Giampaolo traballava si faceva già il suo nome per sostituirlo.
Il già precario rapporto tra lo spogliatoio e Giampaolo, poi, non è stato aiutato dai risultati; avvio di campionato disastroso per il Siena, ultimo e con falle in difesa e polveri bagnate in attacco. Dopo la sconfitta di Bologna la società ha preso la decisione: cambiare allenatore. I tifosi volevano Beretta (una parte), non dispiaceva Arrigoni, s’era pure fatto il nome di Cagni. Zitto zitto però, Baroni si è appropriato della Robur. E ora vuole solo lavorare sodo: “Ho già qualche idea per lo schema ma due giorni sono pochi per intervenire. Per ora è determinante ritrovare l’autostima, per affrontare la Lazio con rispetto ma senza alcun timore: so cosa passa nelle teste dei giocatori, sono stato dalla loro parte per tanto tempo. È il momento di parlare poco, lavorare a testa bassa e navigare a vista. Ritiro? Non saremo in ritiro, la squadra ha semmai bisogno di scaricarsi mentalmente. E gli allenamenti saranno aperti, nascondersi equivarrebbe ad ammettere di aver paura di qualcosa“.