
Fidarsi è bene, non fidarsi è meglio: Antonio Conte torna nella sua Lecce per la 17esima giornata di campionato dove al Via del Mare si sfideranno la Juve e, appunto, il Lecce. Classico testa-coda che però arriva dopo la sosta natalizia e che si giocherà in Salento, due motivi per non abbassare la guardia; anche perché il tecnico bianconero, giustamente, riconosce le qualità dei giallorossi e non vuole sottovalutarli: “Dobbiamo fare la partita, anche se non sarà facile. I giallorossi sono una squadra solida con buone individualità con Muriel, Di Michele, Olivera, Giacomazzi, Cuadrado… Ma noi siamo la Juventus e non dobbiamo temere nessuno“. Un colpo al cerchio e uno alla botte, anche perché la Vecchia Signora è davvero tornata a far paura e, rispetto alle ultime due sciagurate stagioni, sta fisicamente bene. Anzi benissimo. E ha dalla sua l’entusiasmo dei propri tifosi:
“Finora abbiamo fatto un gran campionato, ma dobbiamo continuare a migliorarci, ad iniziare da domani. D’ora in avanti prevedo più difficoltà rispetto all’inizio del campionato, perché anche gli avversari non si aspettavano una Juve così tosta. Il nostro primo obiettivo era recuperare credibilità agli occhi dei tifosi e vedendo l’accoglienza che ci è stata riservata a Dubai, o ieri a Casarano, direi che è stato centrato. Ora dobbiamo mantenere questa credibilità e questo dev’essere il prossimo step. Veniamo da una serie importante di 16 partite utili, ma ci siamo dovuti fermare e quindi ci sono dei punti interrogativi. Però abbiamo lavorato bene sulle gambe e testa e sono fiducioso”.
Non ci sarà il neo-acquisto Marco Borriello, ancora alle prese con qualche acciacco di natura muscolare, ma a prescindere dalle sue temporanee condizioni fisiche Conte assicura che per l’ex romanista ci sarà spazio, senza dimenticare quanto di buono sta facendo Alessandro Matri:
“Sono contento del suo arrivo. Marco rappresenta un’ulteriore alternativa, ma deve ancora entrare nella mentalità, negli schemi di questa squadra. Sta a lui lavorare sodo per sovvertire alcune gerarchie e guadagnarsi il ruolo di titolare. E al riguardo Matri sta facendo un campionato importante, da grande giocatore: è fermo a sei reti e segna meno dell’anno scorso? Io non guardo mai il gol, ma l’utilità del calciatore in funzione della squadra. Riuscire ad arrivare in doppia cifra in una grande squadra è importante e son sicuro che Matri ce la farà anche quest’anno perché lavora molto e bene. Il calcio si evolve: cambiano i ritmi, l’intensità, la partecipazione alla fase offensiva…”
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Il litigio di ieri pomeriggio a Trigoria tra Luis Enrique e David Pizarro (il cileno ha abbandonato anzitempo l’allenamento nonostante i richiami del tecnico asturiano) è un ulteriore indizio, e cioè che il centrocampista è ormai promesso sposo della Juve. Se poi nella rosa della Vecchia Signora c’è un connazionale di Arturo Vidal ed è appena arrivato un tuo ex compagno di squadra alla Roma come Marco Borriello, allora gli indizi diventano così tanti che fanno quasi una prova. C’è di più, perché il succitato Vidal sponsorizza il club bianconero e non può che far venire l’acquolina in bocca ad un Pizarro ad oggi utilizzato col contagocce di Luis Enrique, anche se a Torino avrà Andrea Pirlo avanti a sé:
“È un giocatore molto bravo, non ci siamo sentiti in questi giorni, ma se me lo chiedesse gli direi di venire nella Juve. Qui c’è grande allegria, è difficile trovare un clima più sereno in una squadra. Sono stato accolto benissimo e ormai a Torino mi sento a casa. In Italia mi trovo molto bene e con la mia famiglia ho visitato Milano, Genova e altre città. E Torino la conosco benissimo”.
Per niente turbato dalle vicissitudini che l’hanno interessato negli ultimi due mesi, Arturo Vidal è raggiante e felice dell’esperienza che sta vivendo in Piemonte e da Dubai non si nasconde:
“Non so se quello della Juve è un centrocampo al top in Europa, dovete dirmelo voi. Ma di sicuro è forte, e io nella linea a tre di Conte mi trovo perfettamente a mio agio. A me piace molto il centrocampo del Barcellona e del Real Madrid, ma non va sottovalutato nemmeno quello dell’Udinese. La Serie A? Rispetto alla Bundesliga le difese sono più forti ed è più facile che una piccola squadra batta una grande. Con il Bayer Leverkusen succedeva raramente di soffrire in provincia. Segno di meno, ma il gol non mi manca: certo mi piacerebbe farne di più, ma la cosa principale è che vinca la squadra”.
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La Juventus, con una nota apparsa sul sito ufficiale, ha annunciato l’acquisto del 29enne attaccante napoletano, che arriva a Torino con la formula del prestito:
“Juventus Football Club S.p.A. comunica di aver perfezionato l’accordo con la società A.S. Roma S.p.A. per l’acquisto a titolo temporaneo del diritto alle prestazioni sportive del calciatore Marco Borriello, a fronte di un corrispettivo di € 0,5 milioni da versare nel corso del corrente esercizio. Il contratto prevede inoltre la facoltà per Juventus di esercitare, al termine della stagione sportiva 2011/2012, il diritto di opzione per l’acquisizione a titolo definitivo del calciatore a fronte di un corrispettivo di € 8 milioni, pagabili in tre esercizi.”
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recita il comunicato del club torinese. “Sono veramente onorato di essere qui - dice Borriello ai microfoni di Juventus Channel -. Per me è un grande attestato di stima da parte di una delle società più titolate al mondo. E’ molto stimolante per me essere qui. Arrivo in una squadra quadrata, solida, agguerrita e che ha fame. Cercherò subito di entrare nella mentalità del gruppo e di raggiungere il massimo. Conte? Ci siamo sentiti per telefono, ma non abbiamo parlato del mio ruolo“.
Ci sarà concorrenza in attacco, ma per Alessandro Matri non è un problema: “Non mi preoccupa l’arrivo di Borriello - ha detto a Sky -. È un attaccante in più, è un rinforzo in più per noi, che ci permette di arrivare alla fine di questo campionato ben attrezzati. Si aggregherà ad un gruppo di attaccanti ben composto. Ci sarà un cambio di modulo? Queste sono scelte che spettano all’allenatore, sicuramente. Noi siamo a disposizione, da parte mia c’è sicuramente la voglia di giocare, come penso anche da parte di tutti gli altri“.

La Juventus continua il suo ritiro invernale al caldo di Dubai, la squadra di Conte resterà lontana dall’Italia ancora per un paio di giorni prima di far ritorno a Torino e rituffarsi con la testa nel campionato. Oggi presso l’Hotel Meydan che ospita la squadra si è tenuta una conferenza stampa con la quale la società ha voluto fare il punto su questa nuova esperienza, erano presenti, oltre al direttore commerciale Francesco Calvo, anche Antonio Conte e Giorgio Chiellini. Calvo in prima persona ha voluto ringraziare per l’ospitalità ricevuta e per la professionalità con la quale la squadra è stata trattata, sottolineando come in questo periodo nel ricco emirato siano presenti ben quattro top team europei.
Lo stesso tipo di riconoscenza espressa dall’allenatore salentino che grazie ai favori del clima ha potuto torchiare i suoi ragazzi come se si trattasse di un ritiro estivo. Antonio Conte si è detto particolarmente meravigliato, e al tempo stesso orgoglioso, della grande presenza di tifosi bianconeri che non hanno fatto mancare il loro supporto in questi giorni:
“Abbiamo trovato il clima adatto e strutture adeguate per lavorare. Da parte mia devo sottolineare la splendida ospitalità ricevuta e la sorpresa nel vedere tanti tifosi juventini anche così lontano. Tutto questo ci riempie di orgoglio e soddisfazione, ci fa capire che la Juventus è seguita non solo in Italia ma anche all’estero e deve esse per noi uno stimolo ulteriore”.
E a proposito di stimoli oggi non potevano mancare le sue parole sul campionato, sul testa a testa con il Milan, ma anche sul neo acquisto Marco Borriello, già a Torino in attesa dei suoi nuovi compagni:
“Speriamo che Borriello faccia come Pirlo, lo abbiamo scelto di comune accordo con la società. E non capisco chi parla di problemi di abbondanza. La Juve deve ragionare da grande squadra. I giocatori non devono temere la concorrenza. Il Milan faovirot? Hanno qualcosa in più, un organico superiore e sono abituati a lottare per il campionato. Ma ci sono anche Inter, Udinese, Napoli e Lazio. Sappiamo che c’è una strada lunga da percorrere, ci sono ancora cinque mesi importanti, cercheremo di smentire un pronostico che in questo momento vede il Milan favorito. Sette mesi fa siamo partiti da zero, quindi ritrovarci imbattuti in cima alla classifica ci riempe di orgoglio, ma sappiamo che c’è ancora molto da lavorare”.
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Mentre la Juve è a Dubai un po’ in vacanza e un po’ a preparare la trasferta di Lecce, Giuseppe Marotta e Fabio Paratici (anche se quest’ultimo è con la squadra) non si staccano dal telefono per puntellare la squadra secondo i dettami di mister Conte. Mercato in entrata, certo, ma anche (se non soprattutto) in uscita con 5-6 uomini che sicuramente lasceranno Torino per cercare fortuna altrove.
Marco Borriello ieri ha effettuato le visite mediche nella clinica Fornaca di Torino e può considerarsi a tutti gli effetti un giocatore della Juve (prestito oneroso con diritto di riscatto): non ci sarà sicuramente a Lecce ma già contro il Cagliari dovrebbe essere disponibile. Per giovedì dovrebbero essere messe nero su bianco anche le altre due operazioni di cui tanto si sta chiacchierando: Martin Caceres vestirà di nuovo il bianconero dopo un anno e mezzo, se la trattativa sta andando per le lunghe col Siviglia è solo perché non ci si mette d’accordo sulle cifre (ci sono in ballo due milioni di euro, con la Juve che ne offre 8 e gli andalusi che ne vogliono 10); per David Pizarro pare invece cosa fatta tanto che il cileno ieri non era presente al raduno della Roma (si parla di dettagli). Per il momento questo è quanto ricevono le frequenze di radio mercato, almeno per quanto concerne le operazioni in entrata dei bianconeri.
L’arrivo di Borriello obbliga la Juve a vendere almeno due tra Toni, Amauri e Iaquinta; con grande probabilità alla fine a fare le valigie saranno Luca Toni (lo vuole il Cesena che è spaventato dall’ingaggio, pare ci stia pensando Mutu a convincere il modenese) e Amauri, che ha estimatori un po’ ovunque ma che guadagna cifre così cospicue che fatica a trovare chi veramente fa sul serio (la Fiorentina è in pole, ci sono un paio di club brasiliani, oggi Redknapp ha escluso un suo arrivo al Tottenham). Ma la vera notizia del giorno è che Milos Krasic è il nome in cima alla lista dei desideri di Villas-Boas del Chelsea: il Chelsea offre addirittura 19 milioni di euro (17 mesi fa costò 15 alla Juve per strapparlo al CSKA Mosca), se Abramovich fa sul serio la trattativa si chiude. Infine Marco Motta, neanche convocato per Dubai, è corteggiato dallo Sporting Gijon, mentre Frederik Sorensen è nelle mire del Bologna, che è disposto a sganciare 2 milioni di euro per la comproprietà.
Michele Pazienza è l’oggetto del desiderio di Francesco Guidolin per rafforzare ulteriormente la mediana dell’Udinese: nonostante l’interesse concreto, l’agente del calciatore Vincenzo D’Ippolito ha detto che il foggiano non si muoverà per via della ferma volontà di Conte di non lasciarlo andare, oltre che per la voglia del giocatore stesso di continuare l’avventura in Piemonte. Anche Fabio Grosso dovrebbe rimanere a Torino (nonostante non sia partito per Dubai), da cui andrà via sicuramente a giugno dato che è in scadenza di contratto: lo volevano Fiorentina e Parma ma in Corso Galileo Ferraris non hanno accettato le offerte, evidentemente basse, dei due club.

Mentre la Juve si allena al caldo di Dubai, l’amministratore delegato Giuseppe Marotta è in Italia e lavora già per il mercato invernale. Il fronte più caldo è sicuramente quello che porta a Marco Borriello, l’attaccante della Roma è ormai virtualmente bianconero. Le due società hanno trovato l’accordo e domani nella capitale potrebbe esserci la firma del nuovo contratto. La Juventus porterà a Torino il napoletano con la formula del prestito oneroso, un milione da versare nelle casse giallorosse, con il diritto, e non il prestito, di riscatto è fissato a 8 milioni di euro. Il giocatore si unirà ai suoi nuovi compagni soltanto dopo la trasferta di Lecce, anche perché soffre ancora di un leggero affaticamento muscolare.
Ma nelle ultime ore si è iniziato a parlare anche di un forte interessamento di Marotta nei confronti di David Pizarro. Il cileno viene impiegato ormai pochissimo da Luis Enrique, per questo Walter Sabatini lo ha messo nella lista dei cedibili. La Juventus lo vedrebbe bene nel ruolo di vice Pirlo e vorrebbe convincere la Roma a cederlo più o meno alle stesse condizioni di Borriello, le due parti potrebbero approfittare proprio dell’incontro di domani per intavolare questa nuova trattativa. Il cileno non è comunque la prima scelta dei bianconeri in quel ruolo, prima di lui ci sono almeno due o tre suoi colleghi.
In cima alla lista dei possibili acquisti di Marotta per la linea mediana c’è l’ex viola Zdravko Kuzmanovic, attualmente in Germania con lo Stoccarda. Il rapporto tra i due club è ottimo, si ricordano le operazioni che hanno portato in biancorosso Molinaro e Camoranesi, e l’affare potrebbe andare in porto. A favore dello svizzero giocherebbero vari elementi: in primo luogo i suoi 24 anni lo rendono un giocatore con ottime prospettive, Pizarro ne ha 30 per dire; poi da non sottovalutare anche il suo passaporto svizzero e quindi il suo status da comunitario; infine molto apprezzata anche la sua duttilità che permetterebbe a Conte di schierarlo sia nella posizione centrale solitamente occupata da Pirlo, sia leggermente più defilato in caso di indisponibilità di Marchisio o Vidal. Nel frattempo si raffreddano le piste che portano a Montolivo e Palombo: il mercato della Juve, almeno per ora, si fa su questi nomi.
Praticamente fatta per il ritorno del difensore uruguayano Martin Caceres alla Juventus. Per il giocatore, già in bianconero due stagioni fa, è stato infatti raggiunto un accordo di massima con il Siviglia. La formula sarebbe quella del prestito oneroso per un milione di euro (i bianconeri insistevano per il prestito gratuito) con diritto di riscatto al termine della stagione per altri sette milioni. Ultimi dettagli da definire anche per Marco Borriello, per il quale si tratta ancora con la Roma. I giallorossi avrebbero ceduto sull’obbligo di riscatto, optando per un semplice diritto, sul quale però non è ancora stata fissata la cifra, visto che i bianconeri offrono tra i sette e gli otto milioni, mentre i capitolini ne chiedono almeno nove. Anche in questo caso i torinesi sborseranno un milione di euro per il prestito fino al termine della stagione.
Gli altri giocatori seguiti dal club di Corso Galileo Ferraris, che difficilmente però arriveranno nel capoluogo piemontese a gennaio, sono sono sempre il viola Montolivo, il centrocampista colombiano del Porto, Guarin (per il quale ci sarebbe stata nei giorni scorsi un’offerta da dieci milioni), il sampdoriano Palombo e l’ex Fiorentina, ora allo Stoccarda, Kuzmanovic. Sul fronte cessioni invece quasi certe le partenze di Amauri (Tottenham e Genoa in pole position), Iaquinta (interessa a Siena, Cesena, Novara, Lecce e Fiorentina) e molto probabilmente Toni, contattato da alcuni club della Bundesliga e della Premier League. Via, come già annunciato nei giorni scorsi, anche Krasic (la destinazione più probabile è il Chelsea), mentre il tecnico Conte sembra aver deciso di concedere un’altra chance a Elia.

Marco Borriello è il nuovo attaccante della Juventus. Il giocatore, da tempo in rotta con l’ambiente giallorosso e fuori dal progetto di Luis Enrique, giocherà gli ultimi sei mesi della stagione sotto la guida tecnica di Antonio Conte. L’operazione di mercato sarà presto ufficializzata, ma non ci sono dubbi ed è certo che per preparasi al meglio il giocatore sarà aggregato al gruppo bianconero che effettuerà un ritiro a Dubai durante la pausa del campionato per le festività natalizie.
Borriello aveva rifiutato lo scorso anno il trasferimento alla Juventus perché la Roma gli garantiva “un progetto” che ruotasse attorno a lui e si rese disponibile a firmare un accordo che prevedeva l’acquisto del suo cartellino. I dettagli dell’operazione sono in linea con quanto atteso: prestito oneroso da 1 milione di euro e un diritto di riscatto fissato ad 8 a giugno per l’intero cartellino. Ma Borriello era veramente il giocatore di cui la Juventus aveva bisogno? I bianconeri hanno “colto l’occasione”, ma in quel ruolo sarebbero teoricamente coperti con Matri e Quagliarella, questo senza considerare l’abbondanza di attaccanti in rosa.
Cosa deciderà Marotta? Quali attaccanti saranno in uscita? Del Piero è all’ultimo anno di contratto, Vucinic e lo stesso Matri sono dei punti fermi. Amauri e Iaquinta andranno via (bisogna riuscire a piazzarli), ma con il modulo utilizzato da Conte nelle ultime settimane l’arrivo di Borriello è compatibile con la permanenza di Quagliarella? L’allenatore bianconero crede davvero nell’attaccante napoletano? Qualche dubbio è legittimo, soprattutto perché con Pepe e Vucinic titolari fissi (il secondo ha saltato le ultime gare solo per l’infortunio) nella formazione tipo c’è soltanto un posto per una punta centrale.
Nella lista dei convocati dal tecnico della Roma Luis Enrique per il recupero della prima giornata di campionato in programma domani contro il Bologna non c’è Marco Borriello. Il bomber ex Milan, al quale l’allenatore spagnolo ha finora concesso poco spazio rispetto alla passata stagione, nella quale fu uno dei protagonisti del reparto offensivo giallorosso mettendo a segno undici reti in campionato, sarebbe infatti intenzionato a lasciare al più presto la Capitale per trovare una squadra che gli permetta di rilanciarsi in vista dell’Europeo del prossimo anno.
Nella conferenza stampa di oggi, Luis Enrique ha cercato di minimizzare, elogiando il lavoro compiuto dall’attaccante durante gli allenamenti, ma sembra ormai sempre più probabile che il giocatore lasci la Roma nel corso del mercato di gennaio. La destinazione più probabile sembra essere la Juventus, alla quale già due stagioni fa, poco prima del suo passaggio in maglia giallorossa, era stato vicinissimo. L’altra pista è quella che porta al Marsiglia di Didier Deschamps, prossima avversaria dell’Inter in Champions League, destinazione che pare però poco gradita al bomber napoletano.
Il direttore generale dei torinesi, Beppe Marotta, interrogato sulla questione, non si è voluto sbilanciare, mentre il presidente del Genoa, Enrico Preziosi, ha escluso un ritorno del bomber al Grifone, commentando: “Non credo che Borriello arrivi al Genoa, penso che andrà alla Juventus che può garantire più prospettive rispetto a noi. I rapporti con Sabatini sono ottimi, è uno dei migliori direttori sportivi in Italia, ha valore, lo avrei avuto con me al Genoa. Anche con Fenucci c’è un buon rapporto, ma attualmente non si prospettano affari tra Roma e Genoa”.

Dodici punti su quindici, l’Inter di Ranieri spera di arrivare alle vacanze natalizie, e va da sé al mercato di riparazione, col minor scarto possibile con le posizioni nobili della classifica: il successo del Ferraris contro un Genoa abbastanza deludente è un ulteriore importante tassello per l’autostima del gruppo nerazzurro che ora guarda la graduatoria con meno ansia e più ottimismo. Ma se il Biscione porta a casa i tre punti sfoderando il cinismo delle grandi squadre, di contro c’è un Grifone alquanto nero di rabbia: dopo il successo di Siena e desideroso di non lasciare punti in casa dopo lo scivolone contro i cuginastri dell’Inter (leggasi Milan, vittorioso per due gol a zero in zona Marassi), la squadra di Malesani ha cannato l’appuntamento infrasettimanale e lo ha fatto non senza recriminazioni, almeno a sentire il condottiero della barca:
“Non sono convinto del gol annullato (a Gronqvist sullo 0-0 per un millimetrico fuorigioco, ndr). Non so cosa abbia visto il guardalinee, per me è un gol regolare. Non è fuorigioco, assolutamente, dubito che a squadre invertite sarebbe stato fischiato. Questi sono gli episodi che determinano una partita, spesso queste gare vengono decise da chi sigla il primo gol. Inoltre c’era un fallo di Pazzini su Dainelli in occasione del gol di Nagatomo. Non abbiamo potuto preparare bene questa partita, c’è stato poco tempo”.
Malesani dunque non tiene a freno la lingua quando si tratta di analizzare gli episodi a sfavore, o presunti tali, occorsi ai rossoblu che pure hanno messo l’anima sul rettangolo verde:
“Buona gara, sono comunque contento dei miei ragazzi. Abbiamo interpretato male l’inizio di partita, dopo ci siamo assestati. Nel secondo tempo abbiamo iniziato a spingere giocando una gara più aperta, ma non ce l’abbiamo fatta”.
Chiaro che dall’altro lato della barricata ci sia un Claudio Ranieri che zitto zitto si prende l’intera posta in palio e se la porta al calduccio della Pinetina, non cadendo nel tranello dialettico col collega genoano:
“Perchè rovinare una bella partita con delle polemiche tra allenatori… Non siamo amici ma stimo Malesani, il suo è stato uno sfogo dopo una sconfitta”.
Le foto di Genoa-Inter 0-1 (Nagatomo)




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