Nella prima gara dell’International Elite Tournament in Arabia Saudita, il Bologna ha battuto l’Africa Sports per 6-0. Ad Abha, i rossoblù guidati da Franco Colomba erano privi di Daniele Portanova, che ha svolto lavoro differenziato, e di Mutarelli, che sta smaltendo una contusione alla coscia destra. Doppietta per Marco Di Vaio (12 e 43′), mentre gli altri gol portano la firma di Gimenez al 2′, Casarini al 40′ e Siligardi al 69′ prima del sigillo finale di Bernacci.
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Classica partita da prima della classe in un uggioso pomeriggio al Meazza: l’Inter vince senza troppi complimenti prendendo a pallonate il Bologna la cui tattica ultra difensiva, che ha fatto guadagnare al suo tecnico Franco Colomba addirittura il prolungamento del contratto, non è servita a nulla. Anzi, se non fosse stato per Emiliano Viviano che ha compiuto dei veri e propri miracoli il risultato sarebbe stato ancora più rotondo: tant’è, il 3-0 è un risultato di tutto rispetto, anche e soprattutto leggendo il nome dei marcatori. Doppietta di Thiago Motta, il brasiliano non timbrava il cartellino in campionato dal 29 agosto nel derby contro il Milan, e rete del momentaneo 2-0 di Mario Balotelli, abile a sfruttare un assist da urlo di Milito (Tabellino Inter - Bologna 3-0).
Praticamente otto difensori per i felsinei, l’Inter risponde con un tridente orfano di Eto’o e Sneijder, ma col reintegrato, e vogliosissimo, Balotelli. Tra i nerazzurri non c’è Zanetti, out dopo più di 130 partite consecutive in campionato, al suo posto si rivede Santon. All’inizio, nelle primissime battute, gli ospiti paiono poter fare uno scherzetto ai ben più quotati avversari di casa, Adailton si muove tra le linee bene (e colpisce un legno su calcio da fermo) e Di Vaio cerca contropiede e profondità; nel momento in cui l’Inter prende però il pallino del gioco, allora per gli emiliani è notte fonda. Inizia un tutti contro Viviano, che si esalta e dimostra di essere un portiere molto molto bravo; Milito e Balotelli dialogano alla grande, ma quando il palo, quando l’estremo difensore avversario, quando l’imprecisione, il risultato non si sblocca.

In tutto il girone d’andata il Bologna, prima nelle mani di Papadopulo quindi in quelle di Colomba, aveva ottenuto la miseria di tre punti lontano dal Dall’Ara: l’ex mister aveva pareggiato 0-0 a Bari e 1-1 a Torino contro la Juve, l’attuale tecnico dei felsinei aveva invece strappato un pari a reti bianche all’Olimpico contro la Lazio. Poi l’exploit fuori dall’Emilia, tanto da far diventare i rossoblu la più classica delle squadre corsare, a uno schioppo di dita dalla salvezza: “Nel calcio i miracoli non esistono, è tutto frutto del lavoro di una società serena, di un modo di pensare di gruppo e del lavoro che si fa sul campo e del fatto che ognuno dà il meglio di sé anche negli allenamenti” ha chiosato Colomba.
Già, nessun miracolo. Però sicuramente un’amalgama importante, una squadra che pure senza Di Vaio o, per dire, l’Osvaldo su cui a inizio anno si riponeva tanta fiducia (ora è in Spagna), riesce e rifilare quattro gol al Genoa, per di più al Ferraris: “Se non sbaglio solo l’Inter finora era riuscita a vincere in trasferta contro il Genoa, dunque, se consideriamo che abbiamo anche rimontato tre gol, la nostra si può considerare un’impresa storica. Il lavoro di tutti, dal tecnico Colomba ai giocatori, ha portato a questi importantissimi 10 punti su 12 nelle ultime quattro gare fuorici casa, in cui abbiamo battuto squadre come Genoa, Fiorentina e Livorno, pareggiando contro il Chievo, e anche davanti al nostro pubblico abbiamo offerto prove importanti contro Milan e Juventus” s’è gongolata domenica pomeriggio la Menarini.
Il Milan si allontana ancora di più dai cugini interisti, non riuscendo a fare sua la sfida contro il Bologna. I felsinei hanno centrato l’obiettivo di giornata e cioè quello di fare punti contro i più quotati rossoneri e migliorano la loro classifica. La squadra di Leonardo non riesce più a proporre il bel gioco fatto vedere fino a prima del derby perso, ma i milanisti possono anche imprecare contro la cattiva sorte: due traverse colpite da Ronaldinho e Ambrosini hanno spento i sogni di gloria della seconda forza del campionato che stasera potrebbe essere superato dalla Roma (Il Tabellino di Bologna - Milan 0-0 - Il Video di Bologna - Milan 0-0).
Nel Milan, che scende in campo con un inedito calzoncino rosso sotto la maglietta bianca, si vede dal primo minuto il nuovo arrivato Mancini, a fargli spazio è David Beckham che siede in panchina. Leonardo preferisce Bonera a Favalli come centrale difensivo, per il resto l’undici del brasiliano non presenta novità rispetto al solito, Borriello, che ha recuperato dal colpo alla testa, è al centro dell’attacco. Colomba, che ieri ha festeggiato il suo cinquantacinquesimo compleanno, si affida al collaudato 4-4-1-1 con Di Vaio unica punta e Gimenez di supporto, tra i pali l’esordiente Colombo sostituisce Viviano.




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Si sono disputate questo pomeriggio, alle ore 18, due delle quattro partite che a causa della neve furono rinviate un mese fa; il diciassettesimo turno si completerà a febbraio quando si giocheranno anche Fiorentina-Milan e Udinese-Cagliari. Riflettori accesi al Ferraris di Genova e al Dall’Ara di Bologna, in campo Genoa e Bari in Liguria, Bologna e Atalanta in Emilia: alla fine pari e patta per tutti, 1-1 il risultato finale della prima partita, felsinei ed orobici invece fissano il risultato sul 2-2 dopo che i padroni di casa erano in vantaggio di due reti. Belle partite, forse (a sorpresa) migliore quella di Bologna, ma a discapito dello spettacolo, comunque godibile, a Marassi da segnalare l’ennesimo prato dissestato. Ma vediamo nei dettagli come è andata, partendo da Genoa-Bari 1-1 (I tabellini delle gare).
Subito al via gol di Barreto: punizione calciata da Parisi, la barriera devia, spazza Papastathopoulos ma lo fa sul corpo dell’attaccante barese che quindi, in maniera un po’ fortuita, sigla il gol del vantaggio dei pugliesi. Il Genoa nella prima frazione prova a combinare qualcosa, ma riesce raramente a impensierire Gillet; unico brivido un tiro di Milanetto respinto dal portiere belga. Di contro il Bari fa la sua partita con tranquillità, anche se perde Parisi per un grave infortunio al ginocchio. Nella ripresa è tutt’altra musica: i padroni di casa partono col piede pigiato a manetta sull’acceleratore, mille angoli, schiaccia il Bari in area e trova il pari; punizione dal limite di Milanetto (per fallo di Bonucci su Suazo), ci mette la testa Almiron che spiazza Gillet. Triplo miracolo ancora del numero uno dei galletti (due volte su Mesto e una su Suazo), palo di Juric, nel Bari esordisce Castillo, ma alla fine c’è stanchezza. Pari giusto.
Tre punti fondamentali e alquanto insperati per il Bologna di Colomba che espugna il Franchi di Firenze dopo 21 anni di attesa. I rossoblu costruiscono la vittoria negli ultimi venti minuti del primo tempo, con i goal dell’uruguaiano Gimenez e di Marco Di Vaio al 45esimo. La reazione della Fiorentina si nota dopo appena 5 minuti del primo tempo, quando Mutu accorcia le distanze. Il Bologna, però, regge fino alla fine in maniera ordinata e grazie anche alle parate di Viviano. (Foto - Video). Le impressioni di Prandelli a fine partita:
“Abbiamo concesso 45’ senza ritmo né intensità. Nella ripresa abbiamo fatto una grande partita ma è stato inutile perché non abbiamo ribaltato il risultato. Possibile che le tre partite vinte ci abbiano fatto sedere. Non dovrà accadere più. Siamo in emergenza, ma in queste situazioni abbiamo sempre comunque mantenuto. Penso che la partita di Santana sia stata esemplare sia sotto il profilo della quantità e della qualità del gioco. Avevamo in panchina due ragazzi della Primavera. In più ieri Babacar si è fermato anche lui. Ci sono delle concomitanze in alcuni periodi quando fra infortuni e squalifiche vai in emergenza. Con gli arrivi di alcuni giocatori sono convinto che ci riprenderemo. Bolatti? La Fiorentina si rafforzerà a centrocampo”.



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Sono molte le novità presentate dalla Panini per il lancio del nuovo album calciatori 2009/10. Nelle bustine della raccolta Calciatori 2009-10, Panini metterà a disposizione dei collezionisti 600 figurine autografate da 12 calciatori di serie A (50 a testa) che saranno distribuite in maniera casuale tra tutte le bustine messe in commercio. I giocatori hanno interamente devoluto il loro compenso all’associazione ” AIC per la solidarietà Onlus”.
(Elenco dei 12 calciatori che hanno aderito all’iniziativa)
E’ stato inoltre “riparato” con una figurina speciale l‘errore relativo al numero di scudetti della Roma. La nuova collezione comprende 734 figurine adesive, di cui 678 in carta e 56 speciali glitterate, sui giocatori di serie A e B, I e II divisione di Lega Pro, serie D e Serie A femminile. Queste figurine potranno essere raccolte in un album di 128 pagine che costerà 2,5 euro, mentre ogni pacchetto costerà 60 centesimi con 6 figurine (contro le cinque del vecchio pacchetto dal costo di 50 centesimi).
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Massimo Maccarone guadagna 800mila euro, il più pagato della sua squadra; Quaresma, Huntelaar e Diego tutti insieme 10 milioni e 300mila euro (rispettivamente 3,5, 3 e 3,8). Il primo gioca nel Siena, gli altri tre nelle corazzate del calcio italiano Inter, Milan e Juve. Ebbene, il buon Big Mac (che di gol non ne ha mai segnati caterve ma che comunque ha una galleria di gemme niente male) l’ha buttata dentro cinque volte, esattamente quanto i colleghi (ma tutti insieme). Ovvio che il paragone potrebbe estendersi ad altri giocatori come Pellissier (0,6 milioni di euro) che ha segnato quanto Amauri (3 milioni in più sul conto in banca a fine anno).
Ma vogliamo soffermarci su Massimo Maccarone, perché è un giocatore atipico che tutti ricordano per l’exploit empolese e per il flop inglese, buttando al più un pensiero su di lui quale attaccante di riferimento di una mediocre squadra italiana di bassa classifica. Niente di più sbagliato. Dopo più di 70 anni (l’ultima volta era accaduto nel ‘29) riuscì nell’impresa di esordire con la maglia azzurra dei grandi non avendo ancora giocato un solo minuto in Serie A. E nel 2002 il Middlesbrough sborsò più di 12 milioni di euro per averlo, l’acquisto più caro della storia del Boro.
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La Cronaca della partita. - Tabellino e Pagelle.




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Carrarmato batte utilitaria 3-1: alla vigilia Franco Colomba, allenatore del Bologna, così aveva definito l’Inter e la sua squadra. Un po’ troppi timori reverenziali per i rossoblu che al Dall’Ara vengono battuti dagli ospiti senza lottare più di tanto, impostando una partita difensiva nonostante il tentativo di impensierire José Mourinho con un tridente in fase offensiva. Spadroneggia il tasso tecnico superiore dei nerazzurri, che in ogni modo per passare sfruttano un corner finalizzato in gol da Milito. Raggiunti subito dal bel gol di Zalayeta, si riportano avanti con un’altra azione dalla bandierina, colpo di testa vincente di Balotelli. E nella ripresa il gol che chiude i giochi di Cambiasso. Nel finale espulso Maicon per un doppio “vaffa” ai danni dell’assistente di Rosetti, Ayroldi: squalifica solo contro la Fiorentina, o anche contro la Juve? (Tabellino e Pagelle - Le foto di Bologna - Inter 1-3 - Il Video della partita)
Mourinho non si fida degli emiliani, nessun turn-over eccetto Balotelli, in campo al posto di Eto’o; per il resto formazione tipo con Thiago Motta preferito a Muntari e Cambiasso in mediana invece che Vieira. Colomba vara il tridente, ancora fiducia a Zalayeta che in attacco dialoga con Di Vaio e Adailton; centrocampo a tre, canonico quartetto difensivo con Raggi e Lanna sugli esterni. I primi venti minuti non sono emozionanti oltremodo; l’Inter fraseggia inceppandosi spesso negli ultimi trenta metri, cerca ripetute ripartenze il Bologna ma raramente i solidi difensori nerazzurri concedono spazio. E’ che i tre di centrocampo dei padroni di casa non assicurano filtro e costruzione di gioco, così le idee dei padroni di casa risultano essere lanci lunghi senza troppa fortuna.
A metà del primo tempo, dopo che solo Chivu aveva inquadrato la porta con un tiro da fuori parato a fatica da Viviano, i fuochi d’artificio. Calcio d’angolo per la squadra di Mourinho dalla destra, Portanova scivola, torre di Lucio e girata vincente del Principe Milito in gol per l’ottava volta in questo campionato. Neanche il tempo di esultare, meno di un minuto dopo è subito pari: lungo lancio dalla mediana, Zalayeta trova il varco giusto e, addomesticato il pallone, lo scaglia col sinistro nel sette. Tutto molto bello, equilibrio ristabilito. L’Inter allora torna a ruminare gioco, avidamente, il Bologna subisce passivamente ma con la giusta tenacia difensiva; anche se trema, tantissimo, in due occasioni particolari: quando Balotelli a tu per tu con Viviano spreca e lasciare che il portiere gli pari il tiro debole, quando Stankovic colpisce un clamoroso doppio palo.




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