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Tutti gli articoli con tag marco materazzi

Pazzini l'interista, replica a Garrone e ammette: "Si era perso l'entusiamo"

pubblicato da vieni_127


Tutto in un baleno: domenica scorsa Giampaolo Pazzini faceva paura alla Juve sfiorando il gol del vantaggio della Sampdoria e il quotidiano sportivo Tuttosport quel giorno aveva pure titolato che per il Pazzo sarebbe stata l’ultima partita da avversario della Vecchia Signora. Infortunio alla caviglia, poi lunedì la chiamata dell’Inter, in un giorno il centravanti della Nazionale ha dovuto decidere cosa fare, insieme alla storica fidanzata Silvia Slitti. Il mare di Genova e la loro casa a Nervi, l’affetto della curva, le emozioni, i gol, i tanti momenti vissuti da protagonista in blucerchiato, alla fine le sirene nerazzurre hanno prevalso sulle emozioni, sulla routine genovese, si pensa alla carriera: 3 milioni di euro netti all’anno, la possibilità di vincere e di giocare in una delle squadre più importanti del mondo.

Così in fretta e furia ha organizzato una cena con tutti i compagni di squadra, poi si è recato a Milano, ha messo tutto nero su bianco e ieri era già lì, alla Pinetina, ad allenarsi coi suoi nuovi compagni. Una brutta botta per le pretendenti del Pazzo, Juve in testa, ma anche per i suoi ormai ex tifosi, che dopo Cassano si sono visti strappar via un altro asso. Riccardo Garrone, proprietario del club, non usa parole morbide: “Da tempo c’erano troppe sirene per Pazzini e lui ne è rimasto affascinato, influenzato anche dalla volontà di salire di grado. Non siamo stati noi a liberarcene. Io speravo che le sirene non si ripresentassero ma è successo. Il dg lo faccio io, ho collaboratori capaci e fedeli, sono tranquillo e vi dico che con Pazzini non si poteva andare avanti. La corda è molto tesa, questa non è una minaccia ma se la corda si rompesse sono pronto a lasciare“.

Direttamente da Milano, a meno di una settimana dalla rottura, replica Pazzini: “Ho letto le frasi di Garrone, su alcune ci sono rimaste male, ma preferisco non rispondere. Perché ha detto certe cose dovete chiederlo a lui, a proposito del mio presunto scarso impegno in campo. Io avevo dei problemi, giocavo con infiltrazioni, se il presidente fosse venuto prima delle partite lo avrebbe saputo. Per me la Sampdoria è stato un periodo bellissimo. Resterò grato per sempre a quell’ambiente. Anche se si era perso l’entusiasmo dell’anno scorso“. Ora però l’attaccante toscano è già tutto proiettato sulla sua nuova avventura a tinte nerazzurre:

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Inter, parla Eto'o: il camerunese difende Benitez

pubblicato da vieni_127


Samuel Eto’o, uno che di solito parla coi piedi: preferisce il rettangolo verde ai virgolettati dei quotidiani sportivi, eppure il goleador dell’Inter questa sera sarà ospite di Piero Chiambretti. Puntata registrata, per cui già si conoscono le cose, molto interessanti, che ha detto. Vale la pena riportarle. Per esempio, sentite cosa ha da dire su Rafa Benitez, silurato dall’Inter circa un mese fa: “Non sono d’accordo con certe critiche gratuite rivolte a Benitez riguardo la sua esperienza interista. Fino ad un certo punto, in pratica fino alla gara con la Juventus, avevamo giocato bene. Poi, però, è successo qualcosa nello spogliatoio, ed è finita come è finita. Io di certo non potevo fargli la festa, anche perché lo conosco da quando avevo 17 anni e con lui ho sempre avuto un ottimo rapporto, ma sono cose che succedono… Inutile cercare un colpevole. Piuttosto, altri gli hanno fatto la festa che dite…“.

Niente male, soprattutto perché, come detto, è raro scucire qualche parola al camerunese. Che, sbottonatosi, parla anche di altri allenatori avuti. Su Capello: “È stato il mio primo allenatore europeo. Quanto mi faceva sudare… Ma lo ha fatto per farmi diventare uno dei migliori“. Su Aragones: “E’ come un padre per me, se sono arrivato fino a qua lo devo solo a lui“. Poi su Guardiola: “È un grande allenatore, abbiamo avuto dei diverbi, ma ci sentiamo ancora molto volentieri“. Senza escludere José Mourinho, prendendo spunto dalle parole di Mario Balotelli (”Mou è un maleducato“): “La premessa è che io apprezzo Mario, ma Mourinho è una persona più grande di lui e poi è un allenatore, e non si può mai sapere che cosa succede nella vita. Sarebbe stato meglio se ne avesse parlato con lui, ha sbagliato a parlarne alla stampa“. Infine il razzismo e gli episodi di Saragozza, quando abbandonò il campo all’ennesimo insulto piovutogli dagli spalti:

“È stata una brutta situazione. Non capisco come si possa pagare un biglietto per vedere una scimmia che gioca. I miei compagni mi hanno detto: dimostra che sei migliore e due minuti dopo quell’episodio ho segnato. A Saragozza non ho più giocato perché non meritavano di vedermi”.

Postilla finale. Il suo migliore amico milanese? Ma ovvio, Marco Materazzi, con cui esulta ogni suo gol: “Se sono all’Inter è solo grazie a lui“.

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Materazzi: "A Balotelli diedi uno schiaffo ed una scarpa in faccia, ma poi..."

pubblicato da Antonio D'Avanzo


In un’intervista fiume che andrà in onda domani su Premium Calcio alle 21 Marco Materazzi si confessa, toccando argomenti disparati, tra cui la famigerata testata che gli rifilò Zidane nel 2006, il rapporto con il discolo, Mario Balotelli, il Milan e Zlatan Ibrahimovic.

Sui rivali rossoneri: “Nella stagione 2005-2006 fui molto vicino a finire al Milan. Mancini non mi vedeva, voleva che me ne andassi: c’era anche il Villarreal che mi cercava, mentre a me premeva soprattutto andare a giocare per guadagnarmi il Mondiale. Non ho problemi ad ammetterlo: fui vicinissimo a firmare col Milan, poi però parlai con Lippi, il c.t. mi disse di non preoccuparmi, che un posto tra i 23 me l’avrebbe dato comunque e quel colloquio fu la mia fortuna. Decisi di restare dove il cuore mi diceva di stare, Lippi mantenne la promessa, mi portò in Germania e poi quel che successe lo sapete“.

Il racconto di una lite tra lui e Balotelli: “Uno schiaffo e una scarpa in faccia gli sono arrivati; ma quando l’hanno operato, ed era in ospedale, c’ero io a mezzanotte a fargli compagnia e ad andare a prendergli le merendine alla macchinetta“. Una frecciatina a Zlatan Ibrahimovic: “Lo scontro nel derby? Semplicemente io mi sono fermato per non fargli del male, lui invece no. Ma va bene così. La verità è che noi dell’Inter lo dobbiamo ringraziare: se un anno fa avessimo incontrato il Barcellona senza lui in campo, forse non ce l’avremmo fatta a eliminarli e non avremmo mai vinto la Champions“.

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Inter, emergenza infinita: out anche Chivu e Coutinho

pubblicato da vieni_127


Continua l’emergenza in casa Inter che si ritrova col nono e decimo infortunio contemporaneo alla vigilia della delicata trasferta di Verona contro il Chievo: prima Cristian Chivu, che si è fermato con la Nazionale rumena, quindi oggi è toccato a Coutinho, che ha sentito un fastidio alla coscia durante l’allenamento. Si tratta, come di consueto, di infortuni muscolari, tutte beghe che tengono la rosa nerazzurra sulle spine; a parte Samuel, i cui legamenti del ginocchio hanno fatto crack (stagione dunque finita), tutti i giocatori nerazzurri ai box sono lì lì per fare il loro rientro ma ogni settimana che passa Rafa Benitez invece di recuperare preziose pedine da far scendere in campo ne perde con cadenza preoccupante qualcuna.

Per il difensore rumeno si tratta di uno stiramento all’adduttore della gamba destra, la prognosi azzarda due settimane di stop per lui, comunque da valutare. Per il giovane brasiliano invece stiramento al bicipite femorale della gamba destra, con rientro al massimo fra un mese, abbastanza per far temere un suo forfait per la Coppa del Mondo per club che si svolgerà fra meno di un mese. Grattacapi non da poco per Benitez che dunque per la sfida del Bentegodi ha come di consueto gli uomini contati: in difesa dovrebbe giocare di nuovo Materazzi, che ha recuperato dopo la botta subita da Ibra nel derby, al centro insieme con Lucio, con le fasce occupate da Santon e Cordoba.

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Inter - Milan 0-1: Ibra di rigore, ai rossoneri il derby

pubblicato da vieni_127


Va in archivio il derby d’andata della Madonnina, alla fine vince il Milan con uno striminzito quanto prezioso 0-1 che porta la firma del grande ex, Zlatan Ibrahimovic. Suo il gol vittoria dopo appena cinque minuti dal fischio d’inizio, un tiro dagli undici metri dopo uno scriteriato fallo nella propria area di rigore da parte di Materazzi, proprio sullo svedese; basta questo episodio al Diavolo per mettere in cassaforte un derby oggettivamente brutto, una partita che ha dato l’impressione di decollare da un momento all’altro salvo poi ridursi in tanta fisicità ma zero occasioni vere da gol, coi due portieri, Abbiati e Castellazzi, di fatto inoperosi.

Piove sul bagnato per i nerazzurri, dato che nel corso dei novanta minuti Rafa Benitez ha dovuto operare tre cambi, tutti e tre per problemi fisici: nel primo tempo fuori Obi per problemi al bicipite femorale, all’intervallo invece sostituzione forzata per Milito, anch’egli alle prese con fastidi muscolari, quindi trauma facciale per Materazzi che ha avuto la peggio in uno scontro con Ibra e che ha dovuto lasciare il rettangolo verde in barella. Ma a parte il problema infortuni, per l’Inter è arrivata l’ora di interrogarsi seriamente: la squadra campione d’Europa non pare avere un’identità, poche idee e spesso confuse, l’undici che ha strabiliato l’Europa meno di dodici mesi fa pare un gruppo spaurito di giocatori, con ricambi non all’altezza e assunti tattici rigurgitati ad ogni pié sospinto, praticamente non metabolizzati.

Le migliori foto di Inter-Milan 0-1
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Dopo quattro anni è pace tra Materazzi e Zidane

pubblicato da Cesare Rinaldi

zinedine zidane, marco materazzi

Dopo più di quattro anni Zinedine Zidane e Marco Materazzi, protagonisti della finale mondiale del 2006, hanno fatto pace. La testata del francese sul petto del difensore italiano è rimasta nell’immaginario degli appassionati di calcio di mezzo mondo, gesto folle che era costato al capitano dei Bleus un’espulsione nell’ultima partita della sua carriera. Da allora i due non si sono più parlati, anzi in più di un’occasione hanno ribadito la loro antipatia reciproca scambiandosi apprezzamenti non proprio positivi.

Secondo quanto rivela il quotidiano spagnolo Marca ora è tutto dimenticato, il litigio è stato messo alle spalle e la pace suggellata con un abbraccio. L’incontro è avvenuto nell’albergo milanese dove alloggiava il Real Madrid in occasione della sfida di San Siro con il Milan. Marco Materazzi era nella hall in attesa di incontrare José Mourinho, l’allenatore della tripletta rimasto nel cuore di tutti gli interisti, ad un certo punto è apparso Zidane, in trasferta con la squadra in qualità di consigliere di Florentino Perez.

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Retroscena su Zidane: "La sera della finale mondiale era nervoso per motivi personali"

pubblicato da vieni_127


Sono passati più di quattro anni e tantissima acqua sotto i ponti, eppure l’epica querelle Materazzi - Zidane torna a cicli regolari di moda: pochi ricordano (o meglio, notano) che questi due giocatori furono gli autori dei gol della finale mondiale berlinese, a sgomitare per 90 minuti, e poi i supplementari, fino alla celeberrima testata con cui Zizou mise il punto alla sua straordinaria carriera (il 10 luglio del 2006 il sottoscritto così lo salutò). Ebbene, ospite dal “solito” Chiambretti, l’autrice del libro “Zidane, una vita segreta“, ha svelato ulteriori dettagli di quell’ultima partita del franco-algerino.

Zidane il giorno prima di questa partita aveva litigato con la moglie, c’erano delle motivazioni private. Il giorno della partita non portava la fede, era molto teso, nervoso. Le cose non andavano bene nella squadra. Ha sbagliato il secondo gol, era al limite, quindi il primo che gli ha dato fastidio, in questo caso Materazzi, si è preso una testata” ha spiegato Besma Lahour, che poi ha aggiunto: “Per Zidane è stato terribile perché aveva preparato una t-shirt sotto la maglia con tutti i ringraziamenti: alla Juve, all’Italia, ai genitori, agli allenatori. Voleva fare il giro dello stadio con questa t-shirt. Invece è uscito a testa bassa e in modo veramente terribile“.

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Balotelli: operazione show e occhiolini a Inter e Milan

pubblicato da vieni_127



In un mese Mario Balotelli ha fatto parlare di sé l’italica gente più di Papa Ratzinger: trasferimento a Manchester, sponda City, con tanto di presentazione e proclami, gol all’esordio con infortunio, incidente stradale, gossip e tabloid su di lui, quindi la necessità di operare quel menisco lesionatosi a Timisoara. Ieri SuperMario è stato operato a Pavia dal Professor Benazzi, il dottore ha ipotizzato circa due mesi di stop, ma la notizia non è questa, quanto lo show che il ventenne ha fatto nella clinica pavese, sin dal suo arrivo due giorni fa.

Prima del ricovero, assediato dai giornalisti, commentò il mercato del Milan, la squadra per il quale si dice faccia il tifo, con un laconico: “Il Milan è forte“. Una volta insediatosi nella sua stanza è stato spesso avvistato alla finestra e pare che una volta abbia pure gridato “Forza Milan“; quindi prima dell’intervento apparizione con cuffietta in testa e sul lettino, verso la sala operatoria, linguaccia al fotografo. Poi l’operazione, riuscita. E ancora ricoverato ne ha approfittato per rispondere ad alcune domande dei cronisti.

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Scelti gli arbitri delle prime 16 partite dei Mondiali: per l'Italia ecco Archundia

pubblicato da vieni_127


Oggi la Fifa ha reso note le prime quaterne arbitrali di questi Mondiali, sedici per l’esattezza, tante quante saranno le partite della prima giornata; scorrendo la lunga lista salta subito all’occhio la presenza del messicano Benito Archundia a dirigere la partita d’esordio dell’Italia contro il Paraguay: l’ultima volta che questo fischietto incrociò gli azzurri correva l’anno 2006 e si giocava una semifinale contro la Germania. Storico l’abbraccio di Materazzi al fischietto al gol di Grosso, insomma il precedente con lui è sicuramente benevolo alla truppa di Lippi.

Per queste prime sedici partite starà ai box l’italiano Roberto Rosetti, mentre il direttore di gara inglese dell’ultima finale di Champions League, Howard Webb sarà alle prese con la calda Spagna - Svizzera. Al tedesco Stark Argentina - Nigeria, mentre la giacchetta nera padrona di casa, il sudafricano Damon arbitrerà l’altra partita del girone dell’Italia, quella tra Slovacchia e Nuova Zelanda. E ancora il portoghese Benquerenca dirigerà Giappone - Camerun e il francese Lannoy Olanda - Danimarca. Neanche l’altro noto arbitro, lo svizzero Busacca, sarà impiegato nella prima settimana di partite.

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Video inedito: l'addio di Mourinho in lacrime a Materazzi

pubblicato da Gabriele Capasso


Compare online un video inedito girato nell’area riservata del Santiago Bernabeu dopo la finale di Champions League vinta dall’Inter. Protagonisti sono José Mourinho e Marco Materazzi. Il tecnico portoghese sale nell’automobile che lo porta via dallo stadio dopo i festeggiamenti, nei quali ha già mostrato una commozione testimoniata dalle tante telecamere presenti, la sua Audi parte quando l’allentare fa fermare la macchina e scende a piedi per andare ad abbracciare Materazzi. Si tratta di un momento di grande intensità, entrambi piangono e si dicono qualcosa che sfugge al microfono.

Il saluto di Mourinho ad uno dei simboli dell’Inter è molto toccante, quasi inaspettato, che mostra il suo attaccamento ai giocatori e alla squadra. Nonostante ciò la sfida professionale (l’ingaggio non c’entra visto che andrà a percepire al Madrid sostanzialmente la stessa importante cifra che prendeva dall’Inter) lo ha spinto ad accettare la proposta di Florentino Perez che vuole il meglio per la panchina del Real.

Le Foto della maglietta di Materazzi

Le Foto della maglietta di MaterazziLe Foto della maglietta di MaterazziLe Foto della maglietta di MaterazziLe Foto della maglietta di Materazzi

Le Foto delle lacrime di Mourinho

Le Foto delle lacrime di MourinhoLe Foto delle lacrime di MourinhoLe Foto delle lacrime di MourinhoLe Foto delle lacrime di Mourinho

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