Doveva accadere prima o poi: la Svizzera subisce un gol in una fase finale dei Mondiali dopo più di 500 minuti di imbattibilità e con la rete incassata arriva anche la sconfitta, un 1-0 che pare risultato striminzito per il Cile ma che in realtà è stato meritatissimo dai ragazzi di Marcelo Bielsa. Anzi, la squadra sudamericana è stata sprecona all’inverosimile, mangiandosi tanti gol soprattutto con Sanchez e Paredes, salvo poi tremare letteralmente al 90° quando Derdyiok calcia una specie di rigore in movimento clamorosamente fuori, alla destra di Bravo. Certo che sulla partita ha pesato, forse in maniera determinante, la condotta dell’arbitro saudita Al Ghamdi, direttore di gara pignolo e dal cartellino facile.
Episodio campale, quindi, l’espulsione al 31° del primo tempo dell’ex laziale Valon Behrami, reo di aver colpito un avversario con una gomitata; in realtà il fischietto è stato fin troppo fiscale, al massimo il centrocampista di origine kosovare meritava un giallo. Tant’è, dopo una mezz’ora bruttina e contraddistinta da qualche fallo e da molti gialli, dal momento in cui la Svizzera è rimasta in inferiorità numerica il Cile ci ha creduto con convinzione e se n’è accorto anche il ct degli elvetici Ottmar Hitzfeld che ha richiamato in panchina il capitano e bomber Frei per coprirsi con Barnetta. E’ nel secondo tempo, però, che il Cile straripa e contenerlo diventa via via sempre più difficile per Gritching e compagni.
Le immagini di Cile - Svizzera 1-0



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E sono nove: tante le partecipazioni ai Mondiali, con la prossima, della Svizzera. Un bottino niente male per uno staterello neutrale come quello della Confederazione Elvetica, nel quale si è sempre giocato un discreto calcio soprattutto quando orchestrato da tecnici importanti. E’ il caso di Ottmar Hitzfeld, ex vincitore della Champions League con Borussia Dortmund e Bayern Monaco, che da quando ha preso le redini della Nazionale rossocrociata se l’è cavata niente male. Aveva l’obiettivo di condurre la squadra al secondo mondiale di fila, missione riuscita: 4 anni fa in Germania sfortunata eliminazione contro l’Ucraina, erano gli ottavi di finale e non subirono neanche un gol in 390 minuti.
La Svizzera non è mai andata oltre la top-eight, ossia i quarti di finale (l’ultima volta, comunque, nel 1954); questa volta l’entusiasmo è davvero tanto intorno a questa squadra anche se gli ottavi di finale, secondo pronostico, dovrebbero riservarle il Brasile. Niente paura, comunque, il mix di gioventù ed esperienza saprà cavar fuori dai 23 della rosa le giuste motivazioni per non lasciare nulla di intentato. Ovviamente le speranze maggiori sono riposte nell’attaccante Frei, capitano trentenne del Basilea che agli scorsi Europei casalinghi si infortunò alla prima partita: dipenderà da lui e dal compagno Streller la prolificità offensiva di una squadra magnifica in difesa, ma problematica in fase realizzativa
Solo Hakan Yakin ha più gettoni di presenza del compagno, ma in ogni modo spulciando la selezione scelta da Hitzfeld, si notano un sacco di buoni giocatori. Blaise N’Kufo ha vinto lo scudetto da protagonista in Olanda col Twente, i vari Barnetta, Fernandes e Senderos sono ormai giocatori internazionali stanziatisi all’estero, così come il portiere del Wolfsburg Benaglio o l’ex Verona ora agli Hammers Valon Behrami. Presenti anche quattro “italiani“: da Lichtsteiner della Lazio a Inler dell’Udinese, in più i sampdoriani Ziegler e Padalino. E non dimentichiamo Derdiyok: l’eterna promessa del calcio elvetico che a 22 anni può ancora dimostrare tanto.
Le Foto di Tutte le Maglie del Mondiale 2010 in Sudafrica




Le foto degli stadi sudafricani che ospiteranno il mondiale




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Sette vittorie e cinque pareggi (per un totale di 26 punti) nelle ultime dodici partite (quelle con Mazzarri in panchina, ancora imbattuto), il Napoli chiude il girone d’andata con un prestigioso quarto posto che, se fossimo a maggio, vorrebbe dire incredibile Champions League. Oggi altri tre punti pesantissimi, firmati da quel German Denis spesso poco considerato dall’ambiente napoletano ma non di rado decisivo coi suoi gol; certo, la rete dell’argentino è stata viziata da un’uscita sciagurata di Fiorillo, entrato al posto dell’infortunato Castellazzi e sicuramente negativo nel suo esordio stagionale (la Samp sta per cederlo, in ogni modo, alla Reggina fino a giugno). Ma a parte l’episodio la vittoria dei campani è stata meritata, con una domanda che sorge spontanea: dov’è finita la Sampdoria? (Tabellino di Napoli-Samp 1-0 - Foto di Napoli-Samp 1-0 - Video di Napoli-Samp 1-0)
Sesta sconfitta consecutiva lontana dal Ferraris, la squadra blucerchiata è in chiara crisi di risultati e di identità; pochi si salvano come ad esempio l’immenso capitano Angelo Palombo, ma il 4-4-2 di Delneri non funziona più, Cassano è un latitante e se il genio di Bari Vecchia gira a vuoto Pazzini e Mannini, grandi protagonisti nelle prime giornate, ne risentono, negativamente. Eppure i liguri erano partiti bene, intensità e palleggio, seppur a fatica nei pressi di De Sanctis cercavano di fare la partita; il Napoli controllava un po’ in affanno, non riusciva a fare gioco e perdeva anche Lavezzi per un infortunio muscolare. Primo tempo, tutto sommato, non bellissimo, occasioni alla spicciolata: la più ghiotta delle palle gol è capitata a Maggio, superbo Castellazzi.




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La Juve c’è: ci voleva Delneri e la tradizione positiva della Vecchia Signora contro il tecnico di Aquileia, ci voleva una Sampdoria in salute e con tutti gli “spauracchi” al loro posto, ci voleva un redivivo Amauri che dopo i gol contro le toscane questa sera ha trovato una doppietta e un assist, più tanta corsa e abnegazione assoluta. S’è vista una squadra, con classe, difesa attenta, tutto perfetto: prima frazione chiusa sul 2-0 con Amauri e Chiellini in rete, nella ripresa stesso ritmo e ancora gol con Camoranesi e di nuovo Amauri. L’unico tiro nello specchio dei blucerchiati lo fa Pazzini, a dire il vero di testa: gol della bandiera e palla al centro, Trezeguet trova il tempo per arrotondare il punteggio (Le foto di Juve - Sampdoria 5-1 - Il video di Juve - Sampdoria 5-1)
Come col Maccabi Haifa, Ferrara ripropone il centrocampo col trapezio con Sissoko e Melo a protezione della difesa, Giovinco, Diego e Camoranesi dietro l’unica punta Amauri; fido 4-4-2 per Delneri con l’inedita coppia Tissone-Poli in mediana (assente Palombo), Ziegler e Mannini sugli out, i gemelli del gol Pazzini e Cassano in avanti. Parte subito bene la Juve, pimpante e lucida, con i blucerchiati che all’inizio reggono bene: sui calci piazzati, in cui la difesa dei liguri si posiziona a zona, gli ospiti soffrono un po’ ma ci pensa un super Castellazzi a sventare le occasioni bianconere (grandissimo intervento su Chiellini). La Samp mette il naso fuori con Cassano e Ziegler per poco non fa gol, ma sono sempre i padroni di casa a gestire il match e dopo tanto costruire al 26° arriva il gol dell’1-0: angolo dalla sinistra, Amauri con una zampata sigla il terzo gol in dieci giorni.
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Prima le riconferme preziosissime di mister Mazzarri e di Antonio Cassano, quindi un occhio al mercato in uscita (Maggio al Napoli, Zenoni e Volpi al Bologna), infine per Beppe Marotta è arrivato il momento di aggiungere nuovi importanti tasselli alla Sampdoria: acquistato nei giorni scorsi Stankevicius dal Brescia, il ds blucerchiato nella giornata di ieri ha piazzato due bei colpi. Innanzitutto ha messo al sicuro la fascia destra per il dopo-Maggio: oltre al lituano, arriva da Piacenza lo svizzero Marco Padalino, da 5 anni in B prima col Catania quindi, da tre stagioni, col club emiliano. Il biondo 25enne è un ottimo cursore, non lesina corsa a discreta tecnica e non vede l’ora di iniziare:
“Comincia una nuova avventura nella quale dovrò sfruttare ogni frangente, ogni occasione per imparare il più possibile da quei grandi giocatori che presto diventeranno i miei compagni. Allenarsi con gente come Cassano non potrà che giovare alla mia crescita“
Sotto la Lanterna troverà il suo ex compagno di squadre al Piacenza, l’argentino Hugo Campagnaro:
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