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Il punto sul mercato del Cesena: da Eder a Mutu, ma c'è ancora molto da lavorare

pubblicato da vieni_127


Campedelli, Marin, Minotti: sono questi i cognomi dei tre moschettieri del Cesena, presidente, direttore sportivo e direttore tecnico che stanno lavorando alacremente per portare in Romagna buoni giocatori e tanta più tranquillità. La stagione passata non è stata tutta rose e fiori per i bianconeri, salvatisi sul filo di lana e oggetto anche di pesanti contestazioni da parte della tifoseria; merito della società quella di non scomporsi mai, tanto nel mercato estivo quanto in quello di riparazione, fino alla madre di tutte le scelte azzeccate: rimanere, fino alla fine, con Ficcadenti. Ora sulla panchina del Cesena c’è Marco Giampaolo, tipino esigente, e dalle parti del Manuzzi c’è la convinzione di fare un campionato ancor migliore del precedente.

Anche in questo senso stanno lavorando gli uomini di mercato del club romagnolo, gli acquisti di Adrian Mutu e di Eder sono molto molto esplicativi in questo senso. Se a loro due si aggiunge Giaccherini, la qualità e i piedi buoni di certo non mancano; a mancare è forse la prima punta, l’attaccante di peso: va bene Bogdani (ma occhio allo Spezia), vanno bene Malonga e il neo arrivato Vincenzo Rennella, però… In ogni modo Maurizio Marin, ds del club, è ottimista e così parla ai microfoni di tuttomercatoweb:

“Nessuno può dire quello che succederà l’anno prossimo. Vorremmo allestire una squadra per soffrire molto meno rispetto all’anno scorso. La serie A non perdona, è un campionato selettivo e noi dobbiamo farci trovare pronti. Abbiamo delle direttive da parte dell’allenatore, con cui siamo sempre in contatto, e cerchiamo di andargli incontro. Puntiamo molto sulla qualità”.

E se si parla di qualità, non si può non parlare di Adrian Mutu:

“Mutu è un ragazzo straordinario, che ha sposato in pieno il progetto del Cesena. Per noi è un calciatore importantissimo, forse il più importante che vestirà e ha vestito questa maglia. Sarà il giocatore simbolo e un grande trascinatore. Lo abbiamo preso perché è un leader, un grande uomo e un grande professionista. Lui ha sposato il nostro progetto. È ovvio che è un giocatore importante e va al di là dei soliti parametri. Però su di lui puntiamo tantissimo. Non dobbiamo comunque perdere le qualità che ci hanno contraddistinto l’anno scorso, ovvero determinazione, umiltà e voglia di lottare”.

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Montolivo, futuro lontano da Firenze: è lotta tra Inter e Juve

pubblicato da vieni_127


Riccardo Montolivo è ad oggi un giocatore della Fiorentina: già, ma per quanto ancora? Il mediano di Caravaggio è in scadenza di contratto e gli incontri con la dirigenza viola hanno sempre dato una inequivocabile fumata nera. A dir la verità le parti hanno sempre rimandato una trattativa vera e propria, dandosi appuntamento a maggio; solo allora si saprà per certo se Montolivo lascerà gratuitamente la Fiorentina oppure rimarrà un giocatore viola, almeno per la prossima stagione. Dopo i primi, timidi sondaggi del Milan, paiono ad oggi due le squadre che si sono scoperte in maniera netta e decisa, corteggiando senza mezze misure il giocatore: Inter e Juve.

L’Inter ha capito che è tempo di cambiare più di qualcosina, vuole italianizzare la rosa come già fatto col mercato di gennaio e non disdegnerebbe una riunione tra Montolivo e l’ex compagno atalantino Pazzini; il centrocampista stesso pare preferisca la Milano nerazzurra, anche se si è inserita prepotentemente la Juve: pronto un contratto da 2,5 milioni di euro all’anno, Paratici e Marotta lavorano ai fianchi con giocatore e agente per convincerli. Come? Garantendogli il posto da titolare, dacché Aquilani pare non venga riscattato, non a 16 milioni. E la Fiorentina? Si guarda intorno, alle prese con una rivoluzione pure lei: Parolo e Sissoko, Corvino ha appuntato questi nomi.

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La storia di Marco Parolo, azzurro per la prima volta

pubblicato da vieni_127


Per fortuna che ancora si sentono di queste storie, di sudore e sogni sui campi di provincia, a sgomitare in terza serie, a guadagnarsi sul campo promozioni ed elogi, fino a debuttare in Serie A, senza timore, con tanto entusiasmo. E poi fare bene, andare in gol, non montarsi la testa: ovvio che si venga notati da Cesare Prandelli, uno che ci crede nei valori sani, di quelli veri, senza colpi di testa o uscite poco convenzionali: Marco Parolo, 26enne da Gallarate, Varese, ce l’ha fatta. Vestirà, oltre a quella del Cesena, anche la maglia dell’Italia per gli impegni contro Slovenia (ufficiale) e Ucraina (amichevole).

Che giochi o meno poco importa, lui è già felicissimo della prima storica convocazione: “Fino a due giorni fa non ci pensavo nemmeno, per me è un sogno che si avvera e ancora faccio fatica a crederci. Voglio ringraziare tutti i mie compagni di squadra che mi hanno permesso di arrivare fin qua, anche quelli della scorsa stagione. Ringrazio la società, su tutti il Presidente Campedelli che ha sempre creduto in me, senza dimenticare mister Ficcadenti e mister Bisoli, il team manager Fiorenzo Treossi, Gabriele Valentini e tutto lo staff” le parole del mediano dei romagnoli, di certo uno che ha dovuto conquistarsi tutto quello che ha fin qui ottenuto.

Dopo le giovanili tra Torino Club e Soccer Boys, ecco il Como fresco di retrocessione in C1; di lì a poco i seriani falliscono, Parolo va alla Pistoiese dove gioca bene ma non è felice. Il Foligno e mister Bisoli gli danno la carica in due anni molto importanti per lui, quindi il Verona con annesse pressioni. Infine Campedelli (il ragazzo non ha ancora esordito in Serie B) che lo vuole per il suo Cesena: ancora Bisoli, doppio salto fino alla A. Centrocampista di qualità e quantità, piedi buoni e vizio del gol. Gol pesanti. Così il direttore sportivo del Cesena, Maurizio Marin su Parolo e la sua meritata convocazione:

“Mi ha avvisato Minotti ieri dopo le partite, poi ho chiamato il ragazzo che era commosso dalla felicità. Questa convocazione è il giusto premio per un ragazzo che è partito dal basso, facendo tutte le categorie Mercato? Per noi è un giocatore importante, una pedina fondamentale per la nostra salvezza. È bene che sia rimasto con noi. Quello che sarà nessuno può dirlo”.

Pare che già nello scorso scorcio di mercato invernale avevano messo gli occhi sul centrocampista varesotto Fiorentina e Palermo; il Cesena ha tenuto duro (ricordiamo che il cartellino è in comproprietà col Chievo Verona, i Campedelli sono radicati nella vita di Marco) ma con molta probabilità poco potrà fare a giugno. E a proposito di questo e del debutto in azzurro, ecco cosa ne pensa il padre, il 50enne Daniele Parolo:

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Italia, le convocazioni di Prandelli: fuori De Rossi e Balotelli, c'è Parolo

pubblicato da vieni_127


Sabato prossimo l’Italia di Cesare Prandelli affronterà la Slovenia per una partita valevole per le qualificazioni ai prossimi Europei; quattro giorni dopo gli azzurri sfideranno, per un amichevole, l’Ucraina di Andriy Shevchenko. Per questo motivo questa sera il ct della Nazionale ha diramato la lista delle convocazioni, 25 nomi con esclusioni eccellenti e innesti sorprendenti. Poche novità in porta con Buffon, Viviano e Sirigu, in difesa invece spicca il ritorno del cesenate Santon con Ranocchia, infortunato, che sarà da valutare dallo staff medico della Nazionale; ancora Thiago Motta, l’unico oriundo, a centrocampo, prima convocazione in assoluto per Parolo, secondo giocatore del Cesena presente nel gruppo.

Assente De Rossi tra i mediani, così come Balotelli tra gli attaccanti: per entrambi esclusione prevista dopo le intemperanze comportamentale nelle partite europee della settimana appena trascorsa. Per quanto riguarda le punte, inoltre, fa più o meno rumore l’esclusione di Borriello, mentre trova spazio Giovinco. Prandelli e i suoi ragazzi si raduneranno nella tarda mattinata di domani a Coverciano; dopo tre giorni di allenamenti a porte chiuse, giovedì sera la truppa partirà per Lubiana. Sabato sera l’atteso match, poi mercoledì 29 a Kyev l’amichevole contro l’Ucraina. Di seguito l’elenco dettagliato dei convocati:

Portieri: Buffon (Juventus), Sirigu (Palermo), Viviano (Bologna).
Difensori: Astori (Cagliari), Balzaretti (Palermo), Bonucci (Juventus), Chiellini (Juventus), Criscito (Genoa), Gastaldello (Sampdoria), Maggio (Napoli), Ranocchia (inter), Santon, (Cesena).
Centrocampisti: Aquilani (Juventus), Marchisio (Juventus), Mauri (Lazio), Montolivo (Fiorentina), Thiago Motta (Inter), Nocerino (Palermo, Parolo (Cesena).
Attaccanti: Cassano (Milan), Gilardino (Fiorentina), Giovinco (Parma), Matri (Juventus), Pazzini (Inter), Rossi (Villarreal).

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Cesena in Serie A dopo 19 anni: un doppio salto esaltante

pubblicato da vieni_127


L’anno scorso la rivale era la Pro Patria, quest’anno è stato il Brescia: grande cuore Cesena, in due soli anni è passato dall’inferno al paradiso completando un piccolo miracolo sportivo frutto di partecipazione, serietà e progettualità. Ieri la vittoria di misura a Piacenza, quinta consecutiva a completare una rimonta incredibile su cui pochi credevano a inizio anno; neopromossa, esordio casalingo con sconfitta contro la Reggina, poi pian pianino vittorie pesanti e un girone d’andata da classifica medio-alta. Il ritorno però non comincia nel migliore dei modi: tra la seconda giornata e l’ottava solo sette punti e appena due gol segnati. Quindi la rinascita, ultima sconfitta contro l’Empoli, infine 15 punti su 15 col successo allo scadere in casa del Lecce momento clou di questa impresa.

Che era arrivato il tempo di riprendersi quella Serie A che mancava dal 1991 si poteva però intuire, forse non in tempi così brevi: dopo anni di egemonia della famiglia Lugaresi squadra al giovane Igor Campedelli, allenatore ambizioso come Pierpaolo Bisoli (ex Cagliari, Brescia e Perugia), direttore sportivo Minotti prima e Recchi poi, acquisti mirati ma non banali. Nessuna prima donna, il cannoniere è il centrocampista Do Prado con appena 10 centri, ieri l’eroe ha risposto al nome di Parolo. E poi l’astro nascente Schelotto, Djuric e Giaccherini a sacrificarsi da attaccanti umili, il vecchio Antonioli tra i pali e anche un prossimo partecipante ai Mondiali, Petras dalla Slovacchia. Insomma una cooperativa affiatata che ieri ha potuto godere con gli 8000 cesenati arrivati sino al Garilli di Piacenza.

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