
Dopo le prime uscite stagionali con la seconda maglia (quella tricolore) o la terza (la silver) recante lo stesso sponsor della prima (Betclic), la Juve ha concluso l’accordo per la sponsorizzazione delle sue casacche di riserva con l’azienda piemontese Balocco, marchio di valore nazionale e internazionale nel settore dei dolciumi. “Questo accordo conclude un periodo di acquisizione di grandi sponsor per la stagione in corso. Grazie al rapporto con Balocco, la Juventus si lega a una realtà alla quale è accomunata da un forte legame con il territorio piemontese. La Balocco, fondata nel 1927, è un’azienda in forte espansione, nazionale e internazionale, e un importante faro per l’economia locale. La scelta di entrare nel mondo del calcio conferma la volontà dell’azienda di ricercare una crescita costante e il fatto che abbia scelto di farlo con la Juventus è per noi motivo di soddisfazione” le parole dell’ad bianconero Jean Claude Blanc.
Parole “simpatiche” quelle di Storari e Chiellini, che hanno indossato la nuova divisa durante la presentazione dello sponsor (lo ha fatto anche Krasic allo Juve Store dove ha incontrato i tifosi in visibilio). Il portiere ha così commentato la nuova partnership: “È uno sponsor molto gustoso, speriamo che ci porti bene e di avere insieme belle soddisfazioni a partire da domenica prossima“. Stessa musica per Chiellini: “Ci fa molto piacere questo nuovo sponsor e cercheremo di onorare al meglio questa maglia augurandoci di festeggiare assieme qualche gol e qualche vittoria“. La Balocco si è assicurata l’apparizione sulle maglie di riserva della Juve per dodici incontri, più alcune amichevoli (comprese quelle di fine stagione). Non solo, la Balocco avrà anche la sua pubblicità allo stadio e in sala stampa, oltre al diritto di beneficiare dell’immagine della squadra per pubblicizzare i suoi prodotti. Alberto Balocco è soddisfatto dell’accordo raggiunto.
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La Juventus non si fa trovare impreparata e risponde alle vittorie delle altre big con un roboante 4-0 casalingo ai danni del Lecce; gioca bene, convince e, ovviamente, vince la Vecchia Signora che per la seconda partita di fila non ha subito gol, ha confermato il miglior attacco del campionato e ha salutato il primo gol in bianconero di Aquilani e la rete numero 178 in campionato di Alessandro Del Piero, che ha così acciuffato Boniperti. Una partita, quella dell’Olimpico, caratterizzata dal solito Krasic super scatenato, ma anche da un atteggiamento dei salentini abbastanza spavaldo, baricentro alto e circolazione di palla che alla lunga ha portato alla capitolazione (Tabellino e pagelle di Juve-Lecce 4-0).
Già nel primo tempo match chiuso: apre le danze Aquilani che con un destro chirurgico da fuori fredda Rosati alla sua sinistra. Il 2-0 lo sigla su rigore Felipe Melo (atterrato Krasic), il brasiliano calcia con un “cucchiaino” che in pochi si aspettavano. Quindi il terzo gol, con Quagliarella che con un colpo di testa a fil di prato sigla il suo terzo gol in bianconero (assist ancora dello scatenato Krasic). Tra una marcatura e l’altra gloria anche per Storari, superbo sulla conclusione ravvicinata di Corvia. La ripresa è meno impetuosa, ma le occasioni fioccano; il poker lo firma Del Piero, a quel punto la festa è stata completa. Per la cronaca: assist di Krasic, che ha poi anche colpito un palo.
Le migliori foto di Juve-Lecce 4-0




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Il sostituto di Gianluigi Buffon a guardia della porta della Juventus, Marco Storari, si dice certo delle possibilità dei bianconeri di fare bella figura nella difficile sfida di Europa League in programma domani sera in Inghilterra contro il Manchester City guidato in panchina da Roberto Mancini. Gli uomini di Del Neri, ai quali sarebbe necessario almeno un pareggio dopo il mezzo passo falso casalingo contro i polacchi del Lech Poznan, saranno infatti di scena domani sera alle 21.05 al City Of Manchester Stadium. A questo proposito l’estremo difensore ha dichiarato:
Ci teniamo molto all’Europa League e vogliamo arrivare fino in fondo alla competizione. Come si dice in questi casi, siamo in ballo e balliamo! Sappiamo di avere di fronte una settimana impegnativa, ma non dobbiamo pensare all’Inter. Ora ci aspetta questa partita importante, alla quale arriviamo con il morale alto dopo la vittoria con il Cagliari.
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Quante volte era sul piede di partenza e poi è rimasto in sella? Innumerevoli, David Trezeguet ha legato il suo nome alla Juve eppure ogni anno si è sempre sentito “scaricato”, salvo poi mantenere la residenza torinese a suon di gol. Ormai non è più un giovanotto e il suo contratto rimane molto molto oneroso, però è pur vero che il bomber transalpino, anche appannato, a fine anno va in doppia cifra: 171 i gol con il bianconero indosso, una media di 17 gol a stagione. Quest’anno stesso teatrino: la Juve cambia pelle a partire dalle fondamenta, Trezeguet è messo sul mercato: Valencia, Marsiglia, Napoli.
Poi però si inizia a sgobbare a Pinzolo, lui da gran professionista lavora in silenzio (e anche un po’ col muso) e rifiuta la fascia da capitano: il suo mestiere è buttarla dentro, in 90 minuti nelle prime due uscite stagionali della Vecchia Signora cinque marcature. Ieri tre schiaffi al portiere dell’Al Nassr, squadra saudita allenata da Walter Zenga a cui mancava evidentemente il calcio esotico; entrato nella ripresa insieme a Diego, ha duettato più che bene col brasiliano, calando il tris col suo campionario da cecchino: di testa, sul filo del fuorigioco, in tap-in.
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Tourbillon appassionante che riguarda i portieri della nostra Serie A: in un paio di settimane sviluppi interessanti coinvolgenti diverse società, con gli estremi difensori ad oggi gran protagonisti di questo primo scorcio di calciomercato. Come ipotizzabile la dipartita di uno ricasca, come un effetto domino, su quella di un altro, così le transazioni fino ad oggi concluse (ma anche quelle in procinto di esserlo) hanno ridisegnato parzialmente la mappa dei numero uno di diverse squadre. Partiamo dalle notizie più recenti ed ufficiali: oggi Marco Amelia è diventato del Milan con un prestito dal Genoa, diritto di riscatto della metà fissato a 2,5 milioni di euro.
Di contro Marco Storari è a tutti gli effetti di proprietà della Juventus, 4,5 milioni i soldi sganciati dalla società bianconera per accaparrarselo. Se Storari sa già di dover competere con Alexander Manninger per un posto da titolare (in attesa del ritorno di Gianluigi Buffon), anche Marco Amelia a Milanello dovrà vedersela con Christian Abbiati, che pare abbia chiamato Adriano Galliani nei giorni scorsi perché infastidito dall’ennesima messa in discussione con l’acquisto di un portiere che potrà soffiargli il posto (che Abbiati pensava fosse suo, dopo l’addio di Storari). Con Nelson Dida che forse resta clamorosamente ma con un ingaggio sensibilmente ridotto, allora forse Abbiati vorrà dire definitivamente addio alla causa rossonera (a proposito, ma Flavio Roma?).
Grandi manovre sul fronte dei portieri per il principali club della serie A. Sarebbe infatti in dirittura d’arrivo la trattativa tra Milan e Juventus per portare l’ex sampdoriano Marco Storari in maglia bianconera. I rossoneri, proprietari del cartellino del giocatore, chiederebbero circa quattro milioni e mezzo di euro per dare il via libera per l’approdo dello stesso alla corte di Del Neri. Storari potrebbe addirittura “scavalcare” il collega Manninger ed iniziare la stagione come portiere titolare, consentendo a Buffon il recupero completo dai suoi acciacchi fisici, che quasi sicuramente lo costringeranno ad andare sotto i ferri al termine del Mondiale.
Con il denaro ricavato dall’operazione, i rossoneri sembrano intenzionati a portare a San Siro il genoano Marco Amelia, estremo difensore da anni considerato come uno dei più dotati del panorama italiano, ma che finora ha sempre fallito quando si trattava di fare il salto di qualità per dare la svolta alla propria carriera. Al suo posto sotto la Lanterna, arriverà probabilmente Stefano Sorrentino, proveniente dal Chievo. Sempre dal capoluogo ligure, questa volta sponda blucerchiata, arriva la notizia del passaggio di Luca Castellazzi all’Inter, dove andrà a fare il vice di Julio Cesar. Il portiere, che ha firmato un contratto fino al 2012, ha commentato così il suo passaggio ai campioni d’Europa:

E’ passato circa un mese da quando Andrea Agnelli, classe 1975 e grande appassionato di Juventus, ha preso in mano le redini della Vecchia Signora, diventandone presidente e sostituendo così Jean Claude Blanc. La Juve, è noto, viene da una stagione nera e deve ricostruirsi: per farlo ha già piazzato tre colpi. Il direttore sportivo è Giuseppe Marotta, il nuovo allenatore è Luigi Delneri, il primo giocatore acquistato dell’era Agnelli (Andrea) si chiama Simone Pepe. Tante le voci che vengon fuori da radiomercato, coi tifosi bianconeri impazienti di sapere se arriveranno o meno Milos Krasic e Leonardo Bonucci, se davvero Marco Storari sarà un portiere della Juve, se in attacco vestirà il bianconero Edin Dzeko.
Insomma, c’è speranza ma anche un po’ di timore che la vecchia e cara competività, marchio di fabbrica storico della società di Corso Galileo Ferrarsi, si sia persa per sempre. Ecco che allora interviene con una lettera aperta ai tifosi Andrea Agnelli, che dalle pagine del sito ufficiale della Juve rassicura tutti i supporters bianconeri. Di seguito il testo integrale.
Cari tifosi,
è passato un mese da quando ho assunto la presidenza della Juventus. In tantissimi mi avete testimoniato incoraggiamento, fiducia e sostegno e ve ne sono veramente grato. Il calcio, soprattutto nel periodo estivo, è fatto di parole, di interviste, di emozioni fugaci e talvolta di illusioni. Io penso che ai sogni si debbano sempre accompagnare la realtà e la sincerità, quindi oggi scelgo di rivolgermi a voi attraverso il nostro sito per raccontarvi le priorità della Juventus per i prossimi mesi.

Alexandre Pato è in Sudafrica, ma non per disputare gli ormai imminentissimi Mondiali, quanto per promuovere opere benefiche della Nike a Soweto. Il Papero rossonero ieri ha parlato di questa iniziativa a favore dei bambini poveri, ma a margine dell’evento qualche giornalista gli ha chiesto lumi circa il suo futuro e il giovane attaccante verdeoro si è lasciato sfuggire queste dichiarazioni: “Adesso è presto per dire se resto al Milan. Di queste cose voglio parlare solo dopo il 20 luglio (data del raduno a Milanello, ndr), della mia squadra non sto seguendo neppure il mercato. L’importante è che rimanga Ronaldinho. Ora, però, non è il momento di parlare di acquisti e cessioni. Sono venuto un Sudafrica per questo progetto benefico della Nike e per tifare Brasile suonando la mia vuvuzela“. Le poche parole da lui pronunciate.
Queste hanno scatenato una valanga di insinuazioni, con Adriano Galliani e il procuratore del giocatore abili pompiere per spegnere sul nascere ogni tipo di dubbio o sospetto circa un suo addio al Milan. “Pato ha un contratto con il Milan fino al 2014 e intende rispettarlo. Alexandre ha solo detto che non è il momento di parlare di mercato visto che si trova in Sudafrica per un’iniziativa di beneficenza” ha detto Gilmar Veloz, suo agente. E Galliani ha rincarato la dose: “Io non giudico le parole dei calciatori. Che ha detto? Io non lo so neppure. Pato ha un contratto fino al 2014 e resterà con noi. È incedibile“. A chiudere definitivamente la faccenda lo stesso Pato che in serata ha rettificato: “Un messaggio minaccioso? No. Nessun problema. Resterò al Milan. Voglio vincere Champions e scudetto. Ho fame di successi“.
La Galleria Fotografica di Alexandre Pato




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Faccia a faccia ieri tra il vicepresidente del Milan, Adriano Galliani e il neo direttore generale della Juventus, Giuseppe Marotta. Motivo dell’incontro l’avvio della trattative per il passaggio di alcuni giocatori rossoneri in maglia bianconera e viceversa. Il piatto forte potrebbe essere un scambio alla pari tra l’attaccante italobrasiliano Amauri e il bomber milanista Borriello, anche se la dirigenza rossonera sarebbe più propensa ad inserire nell’affare l’olandese Huntelaar, protagonista di una stagione più deludente rispetto al napoletano.
La galleria fotografica di Amauri
Le più belle immagini di Marco Borriello
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Lavorare. Questo è l’unico verbo adatto a quello che da qui ad agosto dovrà essere il compito della Sampdoria e dei suoi volti nuovi: lavorare tanto, perché ci sono preliminari di Champions da giocare, perché l’ossatura tecnica è stata smembrata, perché c’è da sintonizzarsi su nuove frequenze. C’è la rosa, un calciomercato da condurre per puntellarla, il patron Garrone; ma non ci sono più Giuseppe Marotta e Luigi Delneri, al loro posto Sergio Gasparin e Doriano Tosi a fare il lavoro sporco tra scrivania e campo, tra telefoni e progettualità. E un mister che ancora non si conosce. Sinisa Mihajlovic è stato avvistato a Genova, ma prende tempo sperando chiami Moratti. E allora sotto con Domenico Di Carlo, e il Chievo già si è tutelato contattando Alessandro Calori. Dicevamo di Tosi, venerdì si è presentato.
Lo ha introdotto Gasparin, ex Vicenza e quest’anno all’Udinese: solo un anno in Friuli, poi via in Liguria con i bianconeri che non ne hanno fatto un dramma (vicino l’ingaggio di Larini, ds dell’Ancona, mentre Francesco Guidolin ha firmato quale prossimo allenatore). “Già il suo nome, Doriano, è tutto un programma. Semmai sarebbe stato un problema se si fosse chiamato Genoano. Scherzi a parte, comunque, Tosi è un professionista serio; l’ho fortemente voluto all’interno della nostra società, perché penso abbia le giuste qualità morali e di rispetto per questo compito” ha detto Gasparin a proposito del nuovo ds che poi ha preso la parola e ha tratteggiato la sua strategia per condurre i blucerchiati attraverso una stagione, la prossima, che si preannuncia esaltante.