Ha preso il via ufficialmente oggi la seconda avventura da milanista di David Beckham, l’inglese è atterrato stamattina intorno alle 11 all’aeroporto Malpensa di Milano. Reduce dalla finale di campionato persa con i suoi Los Angeles Galaxy si è presentato puntuale alla ripresa degli allenamenti del Milan. I giornalisti non sono riusciti però a strappargli nessuna dichiarazione, il giocatore infatti si è subito messo alla guida di un’auto messa a disposizione dalla società per raggiungere il centro sportivo di Milanello.
Al suo arrivo erano già presenti alcuni compagni che lo accolto calorosamente, tra i presenti vi erano Andrea Pirlo e Marek Jankulovski. Beckham oggi e nei prossimi giorni sarà sottoposto ad alcuni esami al fine di valutare le sue condizioni fisiche. Soprattutto ci sarà da verificare la condizione della sua caviglia, infortunatosi durante i play off ha voluto comunque dare il suo contributo che però non è stato sufficiente visto l’esito negativo della finale.



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Leonardo il terzino lo voleva da tempo: non si è mai fidato a pieno di Favalli e Antonini, Bonera giace in infermeria da mesi, Oddo, Zambrotta e Jankulovski non hanno convinto a pieno. Sfumato per ragioni non ancora chiarissime Aly Cissokho, alla fine il tecnico del Milan ha dovuto fare di necessità virtù e a destra ha piazzato il giovane e volenteroso Ignazio Abate, un giocatore che nasce come ala offensiva ma che di fatto è divenuto titolare come terzino. In ogni modo è una soluzione d’emergenza, così Ariedo Braida e Adriano Galliani stanno già pensando di puntellare la difesa nel mese di gennaio, quando il mercato per un mese verrà riaperto: due i nomi caldi, molto probabilmente alla fine uno di loro arriverà. Si tratta del brasiliano dello Schalke Rafinha, giocatore sponsorizzato dai vari brasiliani presenti nella rosa e quest’estate già accostato al club di via Turati (ma anche alla Juve).
L’operazione non appare facile, perciò si potrebbe dirottare su Juan Maldonado, 27enne laterale difensivo del Flamengo che otto anni fa tentò (fallendo) l’avventura in Europa all’Arsenal: ha il passaporto spagnolo (per cui appare favorito sul connazionale dello Schalke che di fatto è un extra comunitario) ed è attentamente monitorato dai vertici rossoneri, il suo cartellino vale circa 6 milioni di euro e se il Milan lo volesse davvero non ci vorrà molto a portarlo a Milanello. Come riportato poi nei giorni scorsi, dovrebbe far ritorno nel capoluogo lombardo anche David Beckham, altro puntello per le corsie, di certo una pedina molto utile nello scacchiere che vorrà metter su Leonardo, attualmente a corto di idee e di uomini davvero affidabili. Come per esempio l’attaccante olandese Klaas Jan Huntelaar.
Pioggia di gol sul Milan di Leonardo, colpevole nel non avere pronte alternative ad un Gattuso dolorante per 20 minuti ed infine costretto alla resa alla mezzora del primo tempo. L’Inter controlla agevolmente la sfuriata iniziale dei rossoneri in maniera ordinata, poi colpisce con le triangolazioni e la classe dei suoi nuovi acquisti: Thiago Motta e Diego Milito. Wesley Sneijder gioca dall’inizio e si fa subito notare.
Cronaca Milan - Inter 0-4. Fotogallery Milan - Inter 0-4. Diretta Milan - Inter 0-4.

Il Milan crolla nel derby interno, sconfitta umiliante e si spengono d’improvviso le tante, troppe chiacchiere fatte dopo il successo esterno con il Siena che sembrava di colpo aver ribaltato tutti gli equilibri. I rossoneri di Leonardo lanciati e i nerazzurri di Mourinho in difficoltà. Il pareggio interno con il Bari di Zanetti e compagni aveva alimentato questo rumore di fondo, ma la gran parte degli osservatori sembravano ignorare come anche lo scorso anno i nerazzurri fossero partiti con l’identico risultato di pareggio. Sappiamo tutti come è andata a finire. (Le Foto di Milan - Inter 0-4 - Il Video di Milan - Inter 0-4)
Mourinho fa capire subito come la pensa e, contraddicendo le sue dichiarazioni della vigilia, manda in campo l’olandese Wesley Sneijder dal primo minuto. Il nuovo numero 10 è immediato protagonista del gioco nerazzurro, pensare che ad esagerare si sarà allenato non più che un paio di volte con i compagni. Leonardo non aveva invece fatto alcuna pretattica ed in campo scendono Pato e Borriello con Ronaldinho alle loro spalle.
Il Milan parte bene, l’Inter arretra e ha qualche difficoltà a gestire il possesso palla. I rossoneri ce la mettono tutta, esprimono subito il massimo sforzo, ma non riescono a creare grossi problemi a Julio Cesar. Dalla parte opposta Sneijeder è subito protagonista con una conclusione dalla distanza che Storari blocca in due tempi, poi Flamini riesce a fare secco Maicon entrando in area pericolosamente dalla sinistra, ma non ha la lucidità e la forza per concludere a rete o servire un compagno a rimorchio.
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90′ minuto: l’arbitro Rizzoli fischia la fine senza assegnare recupero. Inter batte Milan 4-0.
86′ minuto: lancio di Pirlo in profondità per Huntelaar che conclude debolmente verso la porta avversaria. Julio Cesar blocca.
85′ minuto: la partita prosegue a ritmo basso. L’inter non infierisce.
83′ minuto: il risultato è già in tasca e l’Inter fa melina nella sua metà campo.
80′ minuto: Pato salta netto Chivu che lo stende. L’arbitro ammonisce il rumeno.
78′ minuto: esce Milito ed entra Mario Balotelli.
77′ minuto: tiro da fuori di Stankovic che Storari non trattiene. Sul pallone arriva Milito che calcia a sua volta verso la porta. Storari respinge anche il tiro dell’argentino anche se l’arbitro aveva fermato il gioco per off-side.

“Soddisfatto” per la vittoria sulla Juve nel Trofeo Berlusconi, il vicepresidente del Milan, Adriano Galliani vede positivo per la nuova stagione e dichiara: “Ce la giocheremo come sempre. Credo si sia capito che Thiago Silva è un campione e quindi abbiamo sostituito Maldini con un campione. Abbiamo perso Kakà, che è un grandissimo, ma abbiamo preso Huntelaar che secondo noi farà dei gol”. Sulla stagione 2009/2010 ormai alle porte: “Credo che il Milan se la giocherà come sempre. L’anno scorso siamo arrivati al pari della Juventus seconda. Anche quest’anno ce la giocheremo”.
Poi nuovamente sul neo rossonero Huntelaar: “Ha fatto pochi allenamenti con noi perché è stato via con la sua nazionale. Non è che è spaesato, il fatto è che si è allenato poco. Se paghiamo gli allenatori è perché servono a insegnare il gioco, altrimenti gli allenatori non servirebbero a nulla”. Intanto sono finalmente ufficiali i numeri di maglia del Milan per la stagione 2009/2010, che così come Galliani anche il presidente Silvio Berlusconi vede in maniera positiva. Ronaldinho vestirà la “sua” numero 80, Inzaghi la 9 e Gattuso la 8. Per i nuovi arrivi: 5 per Onyewu, 11 per Huntelaar, 17 per Zigoni, 20 per Abate, 30 per Storari, 31 per Roma, 33 per Thiago Silva, 44 per Oddo, 49 per Di Gennaro.

L’Inter si aggiudica il primo derby stagionale lontano da San Siro nella tournée americana e lo fa nel “Gillette Stadium” di Foxborough vicino Boston. Alla prima uscita senza Ibrahimovic i nerazzurri non si sono scomposti più di tanto, imponendosi per due reti a zero sui cugini rossoneri che non sono lasciano gli USA senza riuscire vincere nessuna delle partite disputate oltreoceano. Il Milan è sceso in campo per la prima volta dal primo minuto con l’idolo di casa Onyewu, schierato al centro della difesa con Thiago Silva, che si è dimostrato molto distratto nell’occasione del primo gol di Milito, mentre ha riservato solo uno spezzone finale di partita ad Alessandro Nesta. (Video della partita - Foto)
Nell’Inter invece a fare il suo esordio dal primo minuto è stato il brasiliano Lucio, pagato 4,5mln di euro, che a differenza di Onyewu, arrivato a parametro zero, ha giocato una buona partita nel suo primo appuntamento stagionale, nonostante i pochissimi giorni di allenamento con i compagni. La partita è cominciata in modo scoppiettante con un’azione a pochi secondi dall’inizio della partita che ha visto come protagonista Milito, che ha saltato Gattuso e crossato per Muntari in mezzo all’area il quale però non ha centrato lo specchio della porta.
Alla prima occasione interista ha subito risposto il Milan con Pato, che ha impegnato Julio Cesar con un tiro al volo potente che il portiere brasiliano ha bloccato in due tempi. Al 4′ minuto di gioco l’Inter è andata in vantaggio; l’argentino Milito con uno scatto sulla sinistra arriva prima degli avversari sul pallone, entra in aerea e viene affrontato dall’americano Onyewu che si lascia aggirare facilmente e gli consente una comoda conclusione sul primo palo, che sorprende un distratto Kalac. Al 28′ si segnala un ottima occasione per Balotelli che con un tiro a giro prova ad impensierire, senza riuscirci, il portiere milanista.
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Oggi sono nati diversi giocatori che militano o hanno militato nella massima serie; tuttavia ci preme (chissà perché poi) dedicare l’appuntamento odierno di questa rubrica facendo gli auguri di buoni 40 anni a una meteora del nostro calcio, una delle più famose e delle più dibattute di tutti i tempi: Hugo Maradona, il fratellino di Diego Armando che poco più di 20 anni fa illuminò la Serie A con la sua storia surreale. La sua carriera da calciatore, infatti, può dirsi riassunta in una sola partita, disputata con la maglia dell’Argentina Under 16: doppietta spettacolare, complimenti a raffica, lo stesso Pibe de Oro affermò: “Diventerà più forte di me“.
Di nove anni più grande, il ben più famoso Maradona cercò di piazzarlo in tutti i modi nel nostro calcio: Pisa e Pescara non si fidarono, nonostante con l’Argentinos Juniors avesse anche messo a segno un gol. Si narra che il Napoli aiutò l’Ascoli a perfezionare il trasferimento del buon Hugo dall’Argentina all’Italia: imberbe 18enne, zero voglia di sacrificarsi, si tuffò nei piaceri carnali sin da subito. Ma Ilario Castagner, all’epoca tecnico dei marchigiani, dovette per forza dargli qualche chance: 3 presenze da titolare, 13 in tutto, nulla ma proprio nulla degno di nota. E pretendeva pure di giocare!