
Raiola ha fatto visita alla sede del Milan. Tanto è bastato a dare il via alla ridda di voci su fantasiosi inizi di trattativa tra il club rossonero e il procuratore che assiste calciatori di un certo livello. Siamo solo all’inizio perché, come ogni estate di calciomercato, se ne sentiranno delle belle. “Domenica Ibrahimovic ha parlato con Galliani ed è rimasto soddisfatto dell’incontro. Sono sicuro che è contento. Zlatan non ha mai chiesto garanzie. Lui ha sempre pensato a giocare e a vincere. Se resterà al Milan avrà possibilità di farlo e lui resterà al Milan“, ha detto il procuratore spegnendo subito le voci di mercato.
Più di qualcuno aveva ipotizzato uno scambio galattico tra il Milan e il Manchester City. Due nomi grossi in attacco, Ibra e Balotelli. Raiola ha smentito, almeno per ora, anche questa ipotesi: “Mario non vuole andare via dal Manchester City e non è sul mercato. Ha avuto un finale di stagione turbolento, ma aveva iniziato bene l’anno. L’obiettivo per il prossimo anno è restare al Manchester City e diventare titolare. Con il Milan abbiamo parlato di tante cose, ma non di Ibrahimovic e Balotelli. Il mercato è giovane. Ho parlato con Galliani di come rinnovare il tipo di mercato che viene fatto in Italia, pensando a svecchiare“.
Lo svedese ha poi confessato al quotidiano SportBladet le proprie emozioni al termine della stagione.
“E’ stato un momento molto triste l’addio al Milan di alcuni calciatori. I miei compagni mi mancheranno. Si tratta di uomini che hanno fatto la storia del Milan e di persone con le quali mi sono trovato veramente bene. Anche io ho avuto le lacrime agli occhi, il pubblico ha mostrato quanto tenesse a loro. Mi fa piacere per Inzaghi che è riuscito ancora una volta a fare quello che gli riesce meglio, segnare”.
(Fonte Italpress)
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Ieri sera il ct dell’Italia ha reso noti i nomi dei 32 prescelti per il prossimo Europeo, in realtà la lista deve ancora essere sfoltita dal momento che potranno staccare il biglietto per Polonia e Ucraina solo in 23. Non sono mancate le sorprese e, come sempre accade in un paese composto da 60 milioni di commissari tecnici, le critiche per alcune scelte. Cesare Prandelli ha tenuto oggi a Coverciano la prima conferenza stampa di quest’avventura che tutti speriamo essere più fortunata dell’ultima in Sudafrica, ha risposto pazientemente alle domande di tutti provando a spiegare i motivi che lo hanno portato alle sue decisioni.
Il primo reparto ad essere sottoposto ad un’attenta analisi è quello offensivo, è composto da sei attaccanti, ma a far parlare sono anche i nomi che nella lista non sono compresi come quelli di Osvaldo e Matri. C’è invece Balotelli, per lui è stato chiuso un occhio rispetto a famoso “codice etico”, e pare proprio che il ct speri tanto nelle sue giocate. E’ tornato Totò Di Natale, ci sono i due giovani Destro e Borini così come le conferme per Cassano e Giovinco:
“”I sei portati qua sono un numero più che sufficiente per come vogliamo giocare. Deciderò in seguito se rimarranno tutti o scenderanno a 5. Abbiamo visionato le loro prestazioni ed i convocati rientrano in coloro che possono esprimersi al 100%. Gli esclusi si sentiranno vittima di qualche torto, è normale, ma la mia è esclusivamente una scelta tecnica. Ricordo che nella prima conferenza stampa parlai di scelte meritocratiche. Sfido chiunque a dire che Di Natale e Giovinco non dovrebbero essere qui. Destro? È un giovane attaccante moderno, non una classica punta centrale che dà riferimenti”.
Un capitolo a parte lo meritano Cassano, protagonista in queste ultime settimane al Milane, e Mario Balotelli, fresco campione d’Inghilterra con il suo Manchester City anche se reduce da un periodo non felicissimo:
“Antonio ha giocato nell’ultimo mese, sta bene ed è pieno di entusiasmo. Mi aspetto che lo mantenga, ha fatto capire quanto ama questa maglia ed il messaggio è fondamentale. L’amore per la maglia azzurra deve essere in cima ad ogni cosa. Preferisco un giocatore così ad uno al 100% fisicamente senza questo sentimento. Balotelli ultimamente è stato poco impiegato, ma ha vinto un titolo in modo meritato, a proposito, complimenti a Mancini. È un talento che vogliamo aiutare ad esplodere, speriamo possa farlo durante questi Europei. L’ambiente lo aiuterà a pensare soltanto alla Nazionale, sono convinto di trovare un ragazzo determinato a mostrare le grandi qualità in suo possesso”.
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Come anticipato nei giorni scorsi Cesare Prandelli ha reso nota la lista preliminare dei convocati per i prossimi campionati europei, non mancano le sorprese come vedremo. Per ora gli azzurri sono 32, entro il 29 maggio però il gruppo dovrà ridursi a 23 unità, il ct dovrà quindi pensare bene ai nomi dei giocatori che dovrà portare con sé in Polonia e Ucraina. Come previsto tra gli attaccanti ci sono Balotelli, fresco campione d’Inghilterra, e Cassano, torna in azzurro anche Antonio Di Natale protagonista dell’ennesima stagione strabiliante. Folta anche la rappresentanza degli juventini campioni d’Italia, a sorpresa c’è Emanuele Giaccherini, ma mancano in maniera abbastanza inaspettata Pepe e De Ceglie, due nomi che molti davano per certi.
Di sicuro spicca anche il nome di Marco Verratti, il giovane classe 1992 del Pescara è alla sua prima esperienza azzurra in assoluto, torna anche Bocchetti che con Prandelli non era stato mai convocato. La Juventus con sette giocatori è la squadra più rappresentata, spiccano i due elementi del Paris Saint Germain, Sirigu e Thiago Motta, il Milan invece offre alla selezione azzurra tre uomini e cioè Abate, Nocerino e Cassano. Prandelli ha deciso di premiare la linea verde, oltre al già citato Verratti viene dalla B anche Ogbonna, in attacco invece è stata data fiducia a Borini e Destro, mentre in difesa ci sono Abate e Astori, c’è infine soddisfazione anche per i due atalantini Cigarini e Schelotto. Giorgio Chiellini è regolarmente tra i convocati nonostante l’infortunio subito oggi, le sue condizioni verranno valutate nei prossimi giorni.
Ecco la lista completa dei 32 giocatori scelti da Cesare Prandelli per l’Italia:
Portieri: Buffon (Juventus), De Sanctis (Napoli), Sirigu (Paris St. Germain), Viviano (Palermo).
Difensori: Abate (Milan), Astori (Cagliari), Balzaretti (Palermo), Barzagli (Juventus), Bocchetti (Rubin Kazan), Bonucci (Juventus), Chiellini (Juventus), Criscito (Zenit San Pietroburgo), Maggio (Napoli), Ogbonna (Torino), Ranocchia (Inter).
Centrocampisti: Cigarini (Atalanta), De Rossi (Roma), Diamanti (Bologna), Giaccherini (Juventus), Marchisio (Juventus), Montolivo (Fiorentina), Thiago Motta (Paris St. Germain), Nocerino (Milan), Pirlo (Juventus),Schelotto (Atalanta), Verratti (Pescara).
Attaccanti: Balotelli (Manchester City), Borini (Roma), Cassano (Milan), Destro (Siena), Di Natale (Udinese), Giovinco (Parma).

Inizia a salire la febbre per gli Europei che cominceranno il prossimo 8 giugno, la stagione calcistica è quasi archiviata e per Cesare Prandelli è tempo di cominciare a pensare alla lista dei convocati. Domenica sera saranno resi noti i nomi dei 30 calciatori preconvocati, ovviamente prima dell’inizio del torneo questo gruppo verrà sfoltito. Il ct della nazionale sembra avere le idee abbastanza chiare, si rende conto che alcuni infortuni, su tutti quello di Giuseppe Rossi, hanno indebolito il potenziale della sua squadra ma si dice fiducioso circa le possibilità di fare bene. Come ha raccontato in un’intervista al Corriere della Sera l’arma della sua nazionale dovrà essere l’entusiasmo, la voglia di stupire:
“Il fatto che Barcellona e Real non siano in finale di Champions rende la Spagna ancora più pericolosa. E prima del Trap c’è la Croazia, una squadra tosta con centrocampo e attacco molto competitivi. Un ostacolo duro da superare. Le potenzialità della rosa sono diminuite del 50% ma non sono preoccupato e non devo improvvisare. E la voglia di stupire dovrà essere più forte di tutte le difficoltà. Senza dimenticare che, proprio nelle difficoltà, puoi anche incontrare qualche piacevole sorpresa”.
L’Italia esordirà il 10 giugno contro i campioni in carica della Spagna, per poi affrontare nell’ordine la Croazia e l’Irlanda del Trap, un girone sicuramente non facile. Il reparto che sembra creare più problemi a Prandelli è quello offensivo, Cassano è tornato da poco a giocare, Balotelli ha avuto più guai fuori dal campo che soddisfazioni in campo e come detto manca Giuseppe Rossi. Nonostante questo sembra che nella testa del ct sia tutto definito, non ci sarà spazio per sorprese, semmai per qualche gradita riconferma come quella di Di Natale che manca dal giro azzurro da un po’:
“Cassano la maglia azzurra ha dimostrato di amarla e sin dal primo giorno ha fatto di tutto per recuperare il più velocemente possibile. Posso soltanto dire che lo vedo consapevole di quello che ha passato, ha pressato lui i medici per tornare e ci darà una mano. Ho percepito in Mario la consapevolezza del rischio che poteva correre di perdere posizioni importanti, in nazionale ma anche nel City. Ai giocatori di talento dobbiamo dare una possibilità in più. E a lui il talento non manca. Si concilia con il codice etico, ma non deve sbagliare più nulla e sono convinto che non sbaglierà. Totti e Del Piero? In emergenza gravissima li avrei presi in considerazione, ma preferisco affidarmi ai Borini. Di Natale? Sfido chiunque a dire che Totò non si merita la Nazionale, ha segnato quasi cento gol in tre anni e ci può aiutare”.
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Mario Balotelli sta cercando di convincere in tutti i modi Cesare Prandelli a concedergli fiducia in vista degli Europei. Da quando il ct della nazionale è stato scelto dalla FIGC, ha sempre cercato di spronare il giovane attaccante ex Inter a cambiare atteggiamento dentro e fuori dal campo escludendolo anche dalle convocazioni a causa delle sue intemperanze. Adesso, con gli Europei alle porte, Balotelli sta cercando di recuperare il terreno perduto promettendo di mantenere un comportamento impeccabile con la nazionale, per non danneggiarla come ha fatto quest’anno con il Manchester City con il quale vorrebbe continuare a giocare anche nella prossima stagione.
“Non c’è nessun club che preferisca più della nazionale e prometto che agli Europei non prenderò ammonizioni o espulsioni stupide. Ho capito che essere espulso è un problema per la mia squadra che rimane i dieci e la danneggia. Un derby per avermi tra Milan e Inter? non c’è niente e poi non capisco perché sempre Inter e Milan. Per ora comunque penso solo al City ed a vincere il campionato. È normale che Moratti parli di me, mi conosce da tanto tempo. Mi fa piacere se parla bene di me. Ma questo non significa che io vada all’Inter”.
Dopo essere stato espulso per un paio di fallacci nel match perso contro l’Arsenal, Balotelli si è subito scusato con Prandelli e Mancini che a fine partita aveva detto alla stampa che avrebbe fatto volentieri a meno di lui nel prossimo campionato. Secondo le solite indiscrezioni pubblicate sui giornali inglesi, Balotelli si sarebbe reso conto di essere ormai ‘fuori controllo’ e vorrebbe chiedere aiuto ad uno psicologo per riuscire a mantenere un comportamento corretto nella sua vita.
I falli di Balotelli in Arsenal - Manchester City




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Mario Balotelli, fin dall’inizio della sua carriera, ha sempre mostrato di essere un calciatore dal talento assoluto. Le sue innegabili doti tecniche però sono state troppo spesso messe in ombra dal suo caratteraccio, dalla sua capacità di mettersi irrimediabilmente nei guai. L’ultima bravata, se così si può chiamare, risale ad una settimana fa, all’ennesimo cartellino rosso rimediato nel corso della partita persa contro l’Arsenal che gli è costato tre giornate di squalifica, e dire che il giudice sportivo è stato anche poco severo. L’espulsione dell’attaccante ha fatto andare su tutte le furie Roberto Mancini che a fine partita ha tuonato ai microfoni: “Basta, l’anno prossimo Balotelli verrà ceduto”. Le voci di mercato che si sono scatenate in seguito, con una presunta asta tra le due milanesi, sono solo un contorno a questa storia.
Dall’Inghilterra però arrivano voci che smentiscono l’intenzione di Super Mario di lasciare la Premier League, lo riporta il Sun che parla di un Balotelli sinceramente pentito e pronto a imboccare, una volta per tutte, la retta via. Per farlo, racconta sempre il tabloid, l’ex interista sarebbe pronto addirittura a ricorrere all’aiuto di uno specialista, uno psicologo. La fonte di questa indiscrezione è il solito amico ben informato che preferisce restare anonimo che ha spiegato:
“Mario non vuole lasciare il City e riconosce di aver bisogno di aiuto. Per sua stessa ammissione è completamente fuori controllo, è addirittura preparato a ricevere un aiuto professionale per mettere ordine nella sua testa. Ha un enorme talento ma sta rischiando seriamente di distruggere la sua carriera. È seriamente preoccupato e ha capito che deve risolvere i suoi problemi per non finire male”.
Sicuramente apprezzerà Mancini che già nei giorni scorsi aveva fatto capire di essere pronto a concedere una nuova possibilità all’attaccante. Lo jesino infatti, commentando la squalifica meno dura del previsto, potrebbe schierarlo in campo in occasione del prossimo decisivo derby che si giocherà il 30 aprile. Intanto anche la società ha fatto sapere di non essere intenzionata a cederlo, lo stesso ha detto il suo procuratore Mino Raiola. Balotelli ha solo 21 anni e ha tutto il tempo per diventare un campione, ma per riuscirsi deve iniziare a correggere i suoi difetti da subito per non rischiare di sprecare il suo prezioso talento. Sarebbe davvero un peccato se lo facesse.
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Fra due mesi prenderanno il via gli Europei di Calcio 2012 che quest’anno si giocheranno tra Polonia e Ucraina; come di consueto, dunque, la Panini ha lanciato la raccolta di figurine per celebrare l’attesa competizione continentale, una collezione di 540 figurine adesive (di cui 40 speciali olografiche), da raccogliere in un album da 64 pagine. E come sempre avviene prima di Mondiali e Europei, la celebre casa di figurine di Modena ha dovuto anticipare il lavoro dei commissari tecnici, diramando una lista di possibili convocati:
“I tempi tecnici di realizzazione della collezione ci obbligano ad anticipare le scelte del ct Cesare Prandelli e degli allenatori delle altre Nazionali del torneo europeo. Una collezione veramente speciale poiché, grazie alla sua grande diffusione, rappresenta idealmente il concetto di ‘unione’ contenuto nella Costituzione europea: fin dalle prime edizioni, questa raccolta ha infatti permesso ai collezionisti di tutta Europa di condividere la stessa passione, riconoscendo nella figurina uno strumento di scambio che ha anticipato di diversi anni la moneta unica europea”.
Questo quanto spiegato da Antonio Allegra, direttore Mercato Italia Figurine e Card di Panini. Perciò andiamo a vedere i “convocati” dell’album di figurine della Panini per quanto concerne l’Italia:
Portieri: Gianluigi Buffon, Morgan De Sanctis. Difensori: Giorgio Chiellini, Andrea Barzagli, Andrea Ranocchia, Federico Balzaretti, Domenico Criscito, Christian Maggio. Centrocampisti: Daniele De Rossi, Andrea Pirlo, Thiago Motta, Claudio Marchisio, Riccardo Montolivo, Alberto Aquilani, Simone Pepe. Attaccanti: Sebastian Giovinco, Pablo Daniel Osvaldo, Antonio Di Natale, Giampaolo Pazzini, Mario Balotelli.
Questa lista di 20 giocatori (in realtà dovranno essere 23) suggerisce un dibattito sugli attaccanti che Prandelli porterà in Polonia ed Ucraina: secondo la Panini non ci saranno Alessandro Matri e Antonio Cassano, appannaggio di Giampaolo Pazzini e Pablo Daniel Osvaldo. L’inserimento di Di Natale e Balotelli appare scontato, ma una loro eventuale convocazione farebbe comunque notizia: il primo, nonostante la caterva di gol segnati nelle ultime tre stagioni, non è mai stato “visto” abbastanza da Prandelli, il secondo, coi suoi comportamenti un po’ “birichini“, rischia di non essere escluso secondo il famoso codice etico di prandelliana istituzione.
Considerato che agli Europei i selezionatori convocano sei attaccanti, chi secondo voi dovrebbe essere scelto dal nostro commissario tecnico? Secondi chi scrive, il sestetto più logico sarebbe: Antonio Cassano, Alessandro Matri, Giampaolo Pazzini, Sebastian Giovinco, Antonio Di Natale e Mario Balotelli. Con Giuseppe Rossi ormai definitivamente fuori dai giochi, chi potrebbe inserirsi all’ultimo come possibile outsider? Si fanno i nomi del già citato Osvaldo, di Borini, di Quagliarella e addirittura di Del Piero: il toto-attaccante è più che mai cominciato.
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Highlights Arsenal - Manchester City 1-0 | Video Gol Premier League
8 Aprile 2012 - Il Manchester City doveva assolutamente vincere per rimanere agganciato allo United dopo il passo falso della scorsa settimana con il Sunderland, invece all’Emirates arriva una sconfitta meritata e fin troppo generosa nel punteggio. Il gol partita è di Arteta a 4 dalla fine, ma l’Arsenal domina tutto il match e soltanto per sfortuna e per imprecisione degli attaccanti non riesce a segnare molto prima e a terminare il punteggio con 2 o più reti di vantaggio.
Ora fra lo United e il City ci sono ben 8 punti, un distacco che appare incolmabile nonostante si debba ancora giocare lo scontro diretto e che rischia di far saltare la panchina di Mancini. Il match è segnato dalle incredibili intemperanze di Mario Balotelli che riesce a farsi espellere soltanto al 90° in una partita giocata a calci più che a calcio. Dopo l’ennesimo rosso rimediato l’attaccante italiano è stato scaricato persino dal suo allenatore che ne ha annunciato la cessione nel mercato estivo: tornerà in Italia?

Il Manchester City con molta probabilità mette la parola fine a qualsivoglia velleità stagionale all’Emirates Stadium contro l’Arsenal: era rimasta solo la Premier League alla squadra di Roberto Mancini, ma il gol di Arteta nel finale (e la contemporanea vittoria dello United sul QPR) ha tagliato le gambe ai Citizens. Che, frustrati per la sconfitta di Londra, devono fare i conti con l’ennesima giornata bizzosa di Mario Balotelli, espulso all’89° dopo una partita in cui ha fatto ben poco, eccetto i mille falli ingiustificati. Mai avevamo visto un Mancini così arrabbiato col suo “pupillo”, con i nervi a fior di pelle quando SuperMario abbandonava il campo dopo il rosso con una flemma olimpica, nonostante lo svantaggio e i pochi secondi che rimanevano per raddrizzare il risultato. Balotelli neanche camminava, andava letteralmente a rallentatore, così il Mancio è sbottato ormai al limite della sopportazione e ai microfoni nel post-partita ha ammesso:
“Sarà ceduto al termine della stagione. Non giocherà più con il City perché non possiamo permetterci di finire le partite in 10 uomini. Se Mario non cambia, tra due o tre anni rischia di buttare al vento la sua carriera e il suo talento”.
Poi l’allenatore jesino ammorbidisce il tiro, rimanendo comunque sul severo andante:
“Lo difendo sempre, perché Mario è un bravo ragazzo. Ma se non cambia in futuro potrebbbe perdere tutto il suo talento. Se non capisce questo, tra due anni non sarà in grado di fare niente. Un attaccante non può essere espulso quattro o cinque volte a stagione. Gli voglio bene, e spero che possa migliorare, che possa capire che non può continuare in questo modo. Lo dico per il suo futuro e per il suo talennto. Sono veramente dispiaciuto per lui”.
Amara ammissione di un uomo che aveva tentato disperatamente di accollarsi le bizze di un ragazzo dall’inspiegabile temperamento, un attaccante che guadagna milioni di euro all’anno poco più che ventenne e che nella partita più importante della stagione “meritava il rosso dopo dieci minuti” (parole del tecnico marchigiano). Perché a questo punto Mancini non ha paura a sottolineare che insieme alle cinque competizioni a cui il suo City ha preso parte, quest’anno ha perso anche la partita a cui forse teneva di più. Quella con Mario Balotelli.
Aggiornamento: Nemmeno a dirlo prima dal 90°, nonostante sia stato ripetutamente graziato, Balotelli si fa cacciare dal campo per un doppio giallo dopo che il City ha subito il gol di Arteta che lo condanna alla sconfitta. Come volevasi dimostrare.
Mario Balotelli è un talento straordinario, probabilmente il miglior talento italiano degli ultimi 10 anni. Prima di lui soltanto Cassano poteva lasciar intuire capacità tecniche paragonabili, ma l’ex Inter è nettamente superiore come concretezza. Il “fenomeno di Bari Vecchia” era, e vista l’età e l’ultimo sfortunato problema di salute con tutta probabilità rimarrà tranne colpi di scena un giocatore incompiuto sui grandi palcoscenici, ma Balotelli rischia di fare peggio. Caratterialmente è disastroso. Indisciplinato, scorretto, viziato. Tutti gli stereotipati difetti di quei ragazzini cresciuti da genitori troppo permissivi si ritrovano nel suo stile di gioco e nel suo stile di vita fuori dal campo.
Appena 7 giorni fa, nel dorato kindergarten del Manchester City, strapagato dagli sceicchi che vedono nel calcio l’ultimo costoso giocattolo in cui buttare un mucchio di soldi, ha realizzato una rete splendida soltanto dopo aver platealmente discusso con i compagni di squadra per battere un calcio di punizione. Come al campetto. La sua capacità di mettersi in mostra per scorrettezze di ogni tipo è evidente e ormai insopportabile.
L’ultimo caso? Un fallo a gamba tesa, dritto sul ginocchio, al 19′ del primo tempo di Arsenal - Manchester City (gara ancora in corso e sullo 0-0 al 60′) su Song. Balotelli non solo colpisce volontariamente l’avversario in un modo capace di stroncare una carriera, il distratto arbitro inglese non lo punisce con un meritatissimo cartellino rosso e lui protesta pure. Dopo 2′ minuti si ripete su Sagna, prende il giallo e protesta (appoggiato dal suo allenatore Mancini che si lamenta da bordo campo). Un episodio, un fallo di frustrazione, una condotta violenta può essere accettata. I calciatori sono uomini, anzi spesso “ragazzini” con enormi conti in banca, ma l’ostinazione di Balotelli nel ripetere pervicacemente gli stessi errori è motivo di imbarazzo per lui e per tutto il movimento calcistico italiano.
Quando smetteremo di tollerare questo genere di intemperanze? Almeno inizieremo mai a condannarlo e ad escluderlo simbolicamente dalla convocazioni della nazionale italiana? Balotelli ha bisogno di una lezione che all’Inter e al City non sono stati capaci di impartirgli. Quando la finiremo di tollerare atteggiamenti fuori e dentro il campo che squalificano il mondo del calcio sull’altare del grande talento? Forse mai, e gli faremo un gran male, come uomo e come calciatore.