E dopo la performance di Crudeli durante quella che si può definire come la partita più pazza del campionato, almeno fino ad ora, arriva l’esultanza di Adriano Galliani. Il dirigente rossonero ha abituato il pubblico televisivo ad esultanze smisurate in cui perde letteralmente il controllo agitandosi come un ossesso.
Non succede allo stadio Via del Mare in Lecce - Milan, dove Galliani, subito dopo il 4-3 segnato da Yepes che ha regalato tre punti in un partita da due volti completamente opposti, si è alzato in piedi ed ha osservato con una smorfia tra il commosso e il trattenuto il pallone entrare per la quarta volta nella porta del Lecce. Una gioia stranamente soffocata quella di Galliani, abbracciato in modo rassicurante dai suoi colleghi, tra i quali Braida.




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Il Milan torna alla vittoria, conquista contro il Cesena gli agognati tre punti che mancavano dal 6 gennaio, bissando così il successo di 72 ore prima, in Coppa Italia contro il Bari. Risultato non scontato quello finale, 2-0 per i rossoneri, dato che l’ostica squadra di Ficcadenti è rimasta in partita fino al 90esimo inoltrato, prima di capitolare definitivamente sotto i colpi di Ibrahimovic, in gol alla sua maniera a tempo scaduto e propiziatore della rete del vantaggio milanista (autorete di Pellegrino), anch’essa sulla sirena ma della prima frazione. Godibile lo spettacolo del San Siro nonostante il clima rigido e il terreno di gioco non in perfette condizioni, buon Milan contro, come detto, un Cesena mai domo ma comunque meno frizzante senza le bollicine che di solito garantiscono Jimenez e Giaccherini, stasera assenti.
Allegri non può dormire sonni tranquilli alla vigilia, il suo cruccio sono i soliti infortuni che gli costringono, ogni domenica, a ridisegnare la formazione; se alla già precaria situazione fisica della rosa del Milan si aggiunge il forfait all’ultimo minuto di Gattuso e l’infortunio dopo pochi minuti di gara per Nesta (lussazione della spalla, ne avrà almeno per le prossime 3 partite di campionato), ecco che allora mettere in campo un undici credibile diventa davvero un rompicapo. Thiago Silva centrocampista con Merkel e Ambrosini, in difesa il duo che di fatto gioca tutta la gara è composto da Yepes e Papastathopoulos. E prima di carburare i padroni di casa rischiano grosso con Malonga e Schelotto, che scaldano Abbiati e fanno fare una figuraccia ai laterali del Diavolo, Abate e soprattutto Antonini.
Poi però il Milan si dà una scossa e inizia a far girar palla grazie anche a un’insolita lucidità di Silva come mediano (insolita perché siamo abituati a vederlo al centro della difesa), al buon dinamismo di Merkel e Ambrosini e, ovviamente, al solito stato di forma eccellente di Robinho e Ibrahimovic, con Cassano (preferito a Pato) che traccheggia per buona parte del match salvo poi mettere palloni deliziosi per i compagni. Le occasioni per il Milan non mancano, Antonioli è bravo su Ibra, tira un sospiro di sollievo sul tiro di Thiago Silva e la ciccata di Merkel, poi si arrende al suo compagno Pellegrino, stavolta sfortunato: assist dentro di Cassano, Ibra a tu per tu con l’anziano portiere viene anticipato dal difensore cesenate che però la butta alle spalle del compagno. Siamo a fine primo tempo, mazzata per il Cesena.
Che di fatto nella ripresa non c’è. E’ molto più timido rispetto al primo tempo nonostante la prova generosa dei mediani, al secolo Parolo, Colucci e Caserta (da un certo punto in poi anche Sammarco); il Milan fa girare palla con calma e cerca le imbeccate giuste all’improvviso, pur non mostrando una manovra oleata e continua. Anche nella seconda frazione gli attaccanti rossoneri potrebbero segnare, costruendo un mucchio di occasioni; Antonioli è bravissimo su Robinho che è bravissimo fino a quando deve tirare in porta, sciupone come non mai. Si impegnano tutti i difensori ospiti, il match rimane aperto e per poco Bogdani non punisce Abbiati su una rapida ripartenza (chiusura provvidenziale di Sokratis). Bravissimo Yepes, al solito protagonista Ibra: è lo svedese a chiudere i conti con un diagonale implacabile.
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Alla Roma non basta la vittoria sul Chievo per aggiudicarsi il titolo di campione d’Italia, la contemporanea vittoria dell’Inter a Siena rende vano il successo giallorosso. La squadra di Claudio Ranieri gioca al Bentegodi una buona partita e chiude i giochi già nei primi 45 minuto, andando al riposo sul risultato di 2-0. Il vantaggio porta la firma di Mirko Vucinic che infila Squizzi con un destro secco e preciso; il raddoppio allo scadere della prima frazione di gioco grazie ad un destro dalla lunga distanza di Daniele De Rossi, un gol spettacolare. La Roma chiude a 80 punti, due di distanza dalla vetta, ma abbastanza per considerare ottima la stagione disputata (Tabellino - Highlights).
I capitolini ci mettono un po’ a trovare il ritmo giusto, forse per colpa della tensione, forse anche grazie per meriti del Chievo che comunque è disposto in campo con molto ordine. Nei primi venti minuti succede poco e niente, per provare il primo brivido bisogna arrivare al 22′ quando Totti, servito da Perrotta, vede il suo destro infrangersi sul palo alla sinistra del portiere clivense. Nei minuti successivi il capitano giallorosso ha almeno un altro paio di occasioni, ma Squizzi è bravo a proteggere la sua porta, ed è incisivo anche su un destro di Vucinic qualche minuto più tardi.
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La settimana scorsa vi avevamo dato notizia dello stato molto avanzato della trattativa tra il Milan e Mario Yepes, oggi la notizia dell’ingaggio del clivense è divenuta molto più di un’ipotesi. A quanto pare il colombiano si è recato questa mattina nella sede dei rossoneri in Via Turati, dopo un breve incontro l’accordo è stato raggiunto: il giocatore ha firmato un contratto che lo legherà alla società meneghina per due anni e percepirà uno stipendio di 900 mila euro a stagione.
Manca ancora l’ufficialità ma ormai si tratta soltanto di una formalità. Il difensore trentaquattrenne approda al Milan a parametro zero visto che il suo contratto con la società veronese scadrà il prossimo giugno. Leonardo avrà così a disposizione una nuova pedina nello scacchiere difensivo, reparto che nella prossima stagione avrà assolutamente bisogno di nuove soluzioni visti gli ormai certi adii di Kakhaber Kaladze e Massimo Oddo e quello molto probabile del non più giovanissimo Giuseppe Favalli.
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Mario Yepes al Milan? Praticamente cosa fatta. Nella giornata di oggi avverrà l’incontro decisivo tra le parti, ma niente lascia presagire un naufragio di una semplice trattativa: l’arcigno difensore colombiano è in scadenza di contratto col Chievo Verona (era arrivato nel 2008 dopo quattro anni al Paris Saint Germain e aveva posto la firma su un contratto biennale) e nonostante Campedelli, patron dei clivensi, gli abbia proposto un prolungamento, le disponibilità economiche dei rossoneri superano di gran lunga quelle dei veneti. Così al giocatore è stato offerto un contratto per due stagioni con l’opzione per la terza, il tutto per un milione di euro netto all’anno.
Un bel passo in avanti per questo stopper internazionale, che in seno ai Mussi Volanti percepisce 550 mila euro. Ma non è solo una questione economica, quanto anche affettiva: da quando Yepes si è trasferito in Italia, la moglie e i figli lo hanno seguito ma non a Verona, bensì a Milano per permettere ai piccoli di casa Yepes di frequentare una scuola madre lingua francese. Nel capoluogo lombardo prezioso e determinante l’aiuto di Ivan Ramiro Cordoba, connazionale e grande amico di Yepes che avrebbe molto piacere a vivere nella stessa città del collega. Ricordiamo che il difensore di Calì ha di recente spento 34 candeline, ma è fisicamente integro e in Italia ha sbagliato pochissimo.
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Rocky Ferrara prende un altro gancio in pieno muso, è a terra e l’arbitro conta fino a dieci: si rialzerà anche questa volta? Lo sa il factotum Jean Claude Blanc, che di certo starà passando nottate inquiete. Il Chievo vince contro la Juve, 1-0 secco per il gol nella prima frazione di Gennaro Sardo (curiosità: il laterale clivense era stato l’ultimo marcatore della sua squadra, contro la Fiorentina, prima di un lungo digiuno): a Di Carlo l’onore di battere per la prima volta nella storia degli scaligeri la Vecchia Signora del calcio italiano. Nel giorno dell’esordio in bianconero di Michele Paolucci, solito film visto e rivisto: la Juve praticamente non tira in porta, perde meritatamente, ma in fondo non fa più notizia. E’ il momento più delicato negli ultimi venti anni di questa squadra, ora quinta in classifica (Tabellino e pagelle di Chievo-Juve 1-0 - Le Foto di Chievo-Juve 1-0 - Il Video di Chievo-Juve 1-0).
Inizio shock del Chievo che dopo neanche un minuto chiama subito il rientrante Buffon a un super intervento; la Juve cerca di reagire, il tiraccio di Grosso dalla lunga (larghissimo) è quanto prodotto. Dopo un avvio promettente (circa la qualità del match), le emozioni iniziano a diradarsi e al pressing del Chievo non corrisponde una buona circolazione di palla degli avversari bianconeri, così pian pianino i clivensi prendono possesso della partita. Sulle fasce Grosso e Grygera, poi sostituito per infortunio da Zebina, soffrono la verve dei veneti che richiedono un rigore per fallo su Sardo e si vedono annullare un gol (autorete di Chiellini) per fallo di Abbruscato sul centrale della Nazionale. Poi il gol: Sardo dalla lunga, senza subire particolari pressioni dagli avversari, scaglia il destro che si insacca alle spalle di Buffon.




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Dopo la beffa del Sant’Elia la Roma torna in campo per cercare il riscatto. Ai giallorossi contro il Chievo va decisamente meglio, la squadra di Claudio Ranieri riesce a conquistare l’intera posta in palio. La rete di Daniele De Rossi dopo appena un minuto di gioco sblocca il risultato che poi non cambierà nei successivi novanta minuti, il centrocampista va in gol di testa su azione di calcio d’angolo battuto da David Pizarro. I veneti sono caparbi e attaccano a testa bassa, sfruttando anche la superiorità numerica in virtù dell’espulsione di Doni dopo appena dieci minuti, ma la loro manovra risulterà poco incisiva, l’assenza di Sergio Pellissier nell’attacco clivense è stata più determinante del previsto. (Video Roma - Chievo 1-0)
Nella Roma, complici anche l’assenza di Francesco Totti e l’esclusione di Jeremy Menez, fa il suo esordio dal primo minuto Luca Toni in coppia con Mirko Vucinic. Mimmo Di Carlo deve rinunciare al capitano Sergio Pellissier non rimessosi dopo lo scontro con Chivu nel quale il nerazzurro ha avuto la peggio. Come detto in apertura basta solo un minuto ai padroni di casa per passare in vantaggio grazie al gol di De Rossi. Ci sarebbe poi anche l’occasione per l’immediato raddoppio con Toni che di testa manda a lato, la sua posizione di fuorigioco non è segnalata dal guardialinee. Al 10′ però la squadra di Ranieri si complica la vita, Juan e Burdisso si addormentano e permettono ad Abbruscato di presentarsi davanti a Doni e di provare il pallonetto, il portiere istintivamente allunga le braccia ma è fuori area e rimedia quindi il rosso diretto.




Video: Youtube Sintesi e Gol di Chievo - Inter 0-1 del 6 Gennaio 2010 Serie A

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L’Inter apre il 2010 con una insolita partita a ora di pranzo: l’ultima del 2009, la prima del nuovo anno, la squadra nerazzurra ricomincia da dove aveva lasciato. Vittoria, zero gol subiti, uno fatto: contro la Lazio fu Eto’o, al Bentegodi di Verona contro il Chievo ci ha pensato Mario Balotelli. Partita non eccelsa anche a causa di un terreno di gioco disastrato, i ventidue in campo non hanno comunque lesinato impegno e non sono mancate, alla fine dei 6 minuti di recupero concessi dall’arbitro Pierpaoli, le polemiche. Sia nel primo tempo, che all’ultimo minuto utile, i padroni di casa hanno richiesto un calcio di rigore, invano; anzi subito dopo il primo dei due episodi l’Inter è partita in contropiede e ha siglato il gol vittoria (Tabellino e Pagelle di Chievo - Inter 0-1 - Foto di Chievo - Inter 0-1 - Video di Chievo - Inter 0-1).
Esordisce Pandev, Arnautovic va in panchina (e poi farà anch’egli il suo debutto in maglia nerazzurra), si rivede Vieira in centrocampo, al centro della difesa ecco Cordoba. Di Carlo propone il solito 4-4-2 arcigno, a centrocampo ci sono Bentivoglio al posto di Pinzi e il biondo Rigoni, in difesa spazio a Mandelli al posto del titolare Morero. Il Chievo parte forte, almeno nelle intenzioni, gli ospiti controllano e solo Pellissier mette davvero in apprensione gli avversari; al 12° subito l’episodio chiave del match: Cordoba atterra Pellissier, per l’arbitro non è rigore, riparte l’Inter, palla a Sneijder che passa a Balotelli, tiro di SuperMario e respinta di Sorrentino, ancora tiro e questa volta è gol. Proteste furenti dei mussi volanti, ma tant’è, Inter in vantaggio.




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