Samuel Eto’o, grande appassionato di automobili di grossa cilindrata, da oggi ne ha una in meno. All’eroe di Stamford Bridge, autore del gol con il quale l’Inter ha battuto il Chelsea a domicilio negli ottavi di Champions League, è stata rubata, ieri sera, una Bentley Gt 63, del valore di centinaia di migliaia di euro. A sporgere denuncia per il furto, sempre a quanto appreso, sarebbe stato il compagno di squadra Marko Arnautovic a cui Eto’o avrebbe prestato l’auto, sottratta nei pressi dell’Hotel Sheraton in zona Porta Venezia tra le 21,30 e le 22,00.



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Video: Youtube Sintesi e Gol di Chievo - Inter 0-1 del 6 Gennaio 2010 Serie A

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L’Inter apre il 2010 con una insolita partita a ora di pranzo: l’ultima del 2009, la prima del nuovo anno, la squadra nerazzurra ricomincia da dove aveva lasciato. Vittoria, zero gol subiti, uno fatto: contro la Lazio fu Eto’o, al Bentegodi di Verona contro il Chievo ci ha pensato Mario Balotelli. Partita non eccelsa anche a causa di un terreno di gioco disastrato, i ventidue in campo non hanno comunque lesinato impegno e non sono mancate, alla fine dei 6 minuti di recupero concessi dall’arbitro Pierpaoli, le polemiche. Sia nel primo tempo, che all’ultimo minuto utile, i padroni di casa hanno richiesto un calcio di rigore, invano; anzi subito dopo il primo dei due episodi l’Inter è partita in contropiede e ha siglato il gol vittoria (Tabellino e Pagelle di Chievo - Inter 0-1 - Foto di Chievo - Inter 0-1 - Video di Chievo - Inter 0-1).
Esordisce Pandev, Arnautovic va in panchina (e poi farà anch’egli il suo debutto in maglia nerazzurra), si rivede Vieira in centrocampo, al centro della difesa ecco Cordoba. Di Carlo propone il solito 4-4-2 arcigno, a centrocampo ci sono Bentivoglio al posto di Pinzi e il biondo Rigoni, in difesa spazio a Mandelli al posto del titolare Morero. Il Chievo parte forte, almeno nelle intenzioni, gli ospiti controllano e solo Pellissier mette davvero in apprensione gli avversari; al 12° subito l’episodio chiave del match: Cordoba atterra Pellissier, per l’arbitro non è rigore, riparte l’Inter, palla a Sneijder che passa a Balotelli, tiro di SuperMario e respinta di Sorrentino, ancora tiro e questa volta è gol. Proteste furenti dei mussi volanti, ma tant’è, Inter in vantaggio.




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Dopo la sosta forzata di quindici giorni per via degli impegni delle Nazionali, torna la nostra amata Serie A e lo fa col botto: grandi partite previste tra sabato e domenica, sfide incrociate tra ex che si ritrovano e altri che invece mancheranno, voglia di rivalsa di alcune formazioni e partite già decisive per altre. Un succulento menu che si aprirà con un antipasto d’eccezione: alle 18 all’Olimpico di Torino si sfideranno Juve e Fiorentina. Felipe Melo era in forse ma alla fine appare recuperato, rispondono presente anche gli ex juventini Zanetti e Marchionni che ci terranno a fare uno scherzetto alla Vecchia Signora e superarla in classifica.
In serata altro grande piatto: al Marassi ecco Genoa-Inter, un match che alla vigilia del campionato si preannunciava caldissimo per la presenze di vecchi volti noti dalle parti di Genova. Ma Milito e Thiago Motta non ci saranno, con loro probabilmente pure Eto’o, per Mourinho una trasferta delicatissima senza uomini chiave e con un attacco per forza di cose affidato a Suazo e Balotelli (ma Arnautovic?); di contro ci sarà Crespo che vorrà fare bene contro chi non ha pienamente creduto in lui. Per Gasperini grana Kharja: infortunio per il marocchino e stop previsto di sei mesi.

Doveva essere la partita di coloro che hanno tanto da dimostrare a José Mourinho, alla fine deludono un po’ tutti e l’Inter lascia il Garilli di Piacenza con una sconfitta. I biancorossi di casa, con un undici pressappoco titolare, ha giocato una partita gagliarda, contenendo le top star di casa Inter; il tutto sotto gli occhi vigili di Massimo Moratti, presente sulle tribune dell’impianto piacentino, che ha abbandonato la sua postazione intorno alla mezz’ora della ripresa sul risultato di parità, abbastanza pensieroso. Lo Special One, coadiuvato da Fulvio Pea, manda in campo una squadra con cinque giocatori della prima squadra (Toldo, Vieira, Mancini, Quaresma e Arnautovic) e sei della Primavera, risponde mister Castori con una formazione che, come detto, rappresenta una delle migliori possibili.
La gara non è brutta, anzi. Come ovvio gli “osservati speciali” sono quelli che si danno più da fare, ma il portiere degli emiliani Maurantonio non corre eccessivi pericoli: Mancini e Vieira i più in palla, sottotono Quaresma e soprattutto Arnautovic, il gioiellino austriaco voluto da Moratti ma che ancora non ha convinto Mourinho. In ogni modo il vantaggio dei nerazzurri è firmato proprio da Mancini, che trasforma un rigore guadagnato da Vieira. Nella ripresa girandola delle sostituzioni e alla lunga esce il Piacenza: prima pareggia Moscardelli con un diagonale imparabile per Orlandoni, quindi Guerra fissa il risultato con un colpo di testa. Una vittoria prestigiosa per la compagine piacentina, ancora rimandati Arnautovic e soci.
Cosa ruota attorno all’austriaco Marko Arnautovic? L’attaccante 20enne ex Twente è sbarcato alla Pinetina da un mese o due, eppure dalle parti del Meazza non lo hanno ancora avvistato: quali i motivi? Ci sarà spazio per lui in futuro? Incominciamo col precisare che questo giovane lungagnone ha portato con sé in Italia un infortunio al piede abbastanza tignoso, una frattura da stress che solo da poche settimane pare essersi completamente riassorbita. Ma a parte questo, il punto è un altro: pare infatti che Arnautovic sia una scommessa esclusivamente di Massimo Moratti e della società Inter, ma che il capitano della nave José Mourinho non lo volesse affatto. (La Gallery Fotografica di Marko Arnautovic)
Il portoghese voleva (e vuole) un altro tipo di giocatore: sbarazzatosi, per modo di dire, di Ibrahimovic non desiderava un suo doppione, per di più meno bravo. Lo Special One pensava a Goran Pandev, per arrivare al macedone l’offerta nota da tempo è 4-5 milioni più un paio di prestiti (Suazo? Materazzi?); non tantissimo denaro, considerato che il Twente, ex squadra di Arnautovic, riceverà ben 9 milioni di euro se l’attaccante disputerà fino a gennaio un minimo di 6 partite (ognuna delle quali almeno di 45 minuti). Insomma, se Mourinho non farà scendere in campo Marko l’accordo decadrà e Moratti risparmierà 9 milioni, altrimenti l’Inter dovrà sganciare.
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Ci siamo: dopo le notizie di ieri che volevano l’austriaco Marko Arnautovic in prestito all’Inter dal Twente e relative smentite per intoppi di vario genere, oggi pare che il direttore tecnico Marco Branca abbia finalmente chiuso questa mini-telenovela assicurandosi il centravanti reduce da una più che positiva stagione in Eredivisie. Alcuni cavilli e piccoli nodi da sciogliere ancora ci sono, ma ormai il dado pare tratto e così le due parti (o meglio le tre considerato anche il giocatore) hanno trovato l’accordo.
Uno dei problemi principali legati all’operazione riguardava la condizione fisica del giocatore che durante la finale di Coppa d’Olanda tra Twente e Heerenveen s’era procurato una frattura da stress alla pianta del piede destro (al metatarso). Tempo di recupero? Non meno di due mesi, perciò l’affare è stato più complicato del previsto: Arnautovic dunque giunge a Milano in prestito, con diritto di riscatto a favore della società di Via Durini fissato a 9 milioni di euro. Se questa quota dovesse venir pagata a gennaio allora si tratterebbe di prestito semplice, altrimenti sarà di tipo oneroso (2 milioni subito, 7 fra 12 mesi).
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Il calciomercato dell’Inter, congelati gli scossoni delle partenze di Ibra e Maicon, non è ancora chiuso, ma per una volta non lo è soprattutto in uscita. Tanti giocatori in meno rispetto a quelli che affollavano la rosa nella scorsa stagione, alcuni ancora da piazzare, ma già chiaramente fuori dal progetto di Mourinho che punta ad un gruppo di 24-25 giocatori al massimo compresi i 3 portieri. Una rosa snella, nonostante questo capace di variare con facilità fra più moduli a seconda dell’avversario.
Diego Milito e Thiago Motta sono già accasati, ora si chiuderà per il giovanissimo Marko Arnautovic dal Twente (per lui prestito e riscatto fissato a 10 mln già a gennaio se guarirà dalla frattura al piede che ha rallentato la firma sul contratto) e per Ricardo Carvalho. Poi c’è lo “sfizio” Deco, giocatore che potrebbe arrivare solo sul finire del mercato, magari dopo che Ancelotti si sarà assicurato Pirlo e potrà essere certo di non aver bisogno del portoghese per provare ad arretrare nel ruolo di regista basso un altro fantasista.
Infine i già citati partenti, fra cessioni, rescissioni e vendite da completare. Praticamente una squadra intera che sparisce dalle liste interiste: Adriano, Rivas, Figo, Burdisso, Cruz, Crespo, Jimenez, Vieira, Mancini, Obinna e il giovane Bolzoni, messo da parte dopo che Mancini più volte l’aveva promosso in prima squadra. Se qualche grande club, dal Real al Barca passando per il Manchester, puntasse di nuovo e con forza Maicon e Ibra? Moratti è pronto: ha dettato le sue condizioni, praticamente impossibili da soddisfare, dovesse provarci qualcuno è pronto a passare al contrattacco incassando e reinvestendo. Per la gioia di José Mourinho.
Qualcuno, in maniera un po’ troppo avventata, lo definisce il nuovo Ibrahimovic. Un accostamento pesante come un macigno per un giocatore appena ventenne; le affinità tra il giovane austriaco e lo svedese, finora albergano solamente nel campionato di provenienza (quello olandese) e nella stazza fisica. E’ indubbio però che il calciatore del Twente non difetta in quanto a classe e potenza, tanto da attirare l’attenzione di molti club europei, soprattutto italiani. Nelle ultime ore l’Inter sta seriamente sondando il terreno per l’acquisto di Arnautovic che insieme a Ibrahimovic, Milito e Balotelli formerebbe un attacco atomico.
Robert Groener, l’agente dell’attaccante austriaco non nega che per il giocatore potrebbe scatenarsi una vera e propria asta: “Sull’interesse dell’Inter, dovreste chiedere al club, perché non e’ compito degli agenti parlare di queste cose. Posso confermare che Marko e’ seguito da numerosi club inglesi (Arsenal, Manchester United e Tottenham, ndr) e italiani (Fiorentina, Genoa, Inter, Juventus, Milan e Roma, ndr), che hanno inviato numerosi osservatori anche per la finale di Coppa contro l’Heerenveen.
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