
Secondo il quotidiano scandalistico argentino ‘Libre’, Lionel Messi avrebbe partecipato a bollenti festicciole nel suo appartamento al 34/o piano di un lussuoso grattacielo nel quartiere di Puerto Madero, la zona vip di Buenos Aires, a base di “sesso, alcool e cumbia“, un ballo popolare latinoamericano. Messi si trova a Buenos Aires per preparare la Coppa America e agli incontri hot avrebbero partecipato anche Gabriel e Diego Milito insieme a Martin Palermo.
“E’ vero, dopo una serata in discoteca, verso le 4 del mattino il gruppo ha prima fatto colazione nella Bmw di Lionel e poi si è spostato nel suo appartamento, al 34° piano del Chateau Puerto Madero”, ha detto al quotidiano Libre la showgirl argentina Xoana González, protagonista della versione sudamericana di ‘Ballando con le stelle’ e una delle sexy invitate ai festini. La Gonzalez ha aggiunto:
“Peccato che ci fossero troppe persone, altrimenti ne avrei approfittato per infilarmi nel suo letto. L’appartamento è normalissimo, c’è un plasma di 32 pollici, una poltrona beige, insomma tutto molto minimalista. Abbiamo ballato e giocato con la Play Station”.




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A qualche giorno di distanza dall’ultima partita in nazionale brasiliana di Ronaldo, in Argentina, i tifosi del Boca Juniors celebrano Martin Palermo. L’attaccante, in una cerimonia che ha commosso un intero stadio, ha salutato i suoi tifosi nella penultima partita del campionato di Clausura tra Boca e Banfield. Palermo si congeda dal Boca con un curriculum di tutto rispetto: 241 gol tra campionato e coppe, 6 titoli nazionali, 2 Coppe Libertadores, una Coppa Intercontinentale, 2 Coppe Sudamericane e 2 Recope Sudamericane.
Il Velez Sarsfield, nel frattempo, è diventato campione d’Argentina per l’ottava volta. Grazie al successo nel penultimo turno di campionato contro l’Huracan col risultato di 2-0 e alla contemporanea sconfitta casalinga del Lanus contro l’Argentinos Junior, il Velez conquista il campionato di Clausura con una giornata di anticipo avendo quattro punti di vantaggio sugli avversari (36 a 32). Autori delle reti per il Velez l’uruguaiano Santiago Silva (6′ della ripresa) e David Ramirez su rigore.
Mauro German Camoranesi commenta con un pizzico di amarezza l’epilogo della sua squadra, il Lanus: “Abbiamo fatto un buon campionato, però abbiamo perso la nostra prima partita in casa della stagione. Questo è il calcio”.




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L’Argentina non molla un centimetro e fa tris. Grecia eliminata, passa la Corea del Sud insieme ai sudamericani. L’Argentina affronterà negli ottavi di finale il Messico, mentre la Corea del Sud dovrà vedersela con l’Uruguay. Le reti della nazionale di Maradona sono state segnate nella ripresa (Demichelis al 32′ e Palermo al 44′). La formazione albiceleste mandata in campo in questa partita mancava di alcuni elementi lasciati a riposo, ma Messi ha giocato ugualmente tutta la gara tirando più volte in porta, regalando numeri di alta scuola, ma non riuscendo nuovamente a segnare il suo primo goal del mondiale.
Gli “altri” calciatori della seleccion che hanno assaggiato la gioia del campo in questa partita: Milito, Aguero, Burdisso, Otamendi, Bolatti, Rodriguez, Palermo, Di Maria, Pastore. Sono giocatori che sicuramente farebbero comodo a qualsiasi squadra…Nel primo tempo i sudamericani si limitano a controllare il gioco, mentre la Grecia non punge più di tanto. Notevole risulta la differenza di valori in campo e non basta il mini turn over di Maradona a far pendere l’ago della bilancia verso gli ellenici. Aguero, Veron, Maxi Rodriguez e Messi vanno vicini al goal in scioltezza, Tzorvas blinda la sua porta. Milito sembra un po’ più avulso dalla manovra argentina, ma è solo la sua prima uscita da titolare in questo mondiale. 



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All’Ellis Park di Johannesburg match numero quattro di questi Mondiali sudafricani e la vera grande big della competizione non stecca la prima: appena 1-0 e qualche sofferenza di troppo, ma l’Argentina ha vinto e sufficientemente convinto contro la pur tignosa Nigeria. Decide un gol di Gabriel Heinze al sesto minuto del primo tempo, il difensore del Marsiglia è stato bravissimo a colpire di testa dal dischetto del calcio di rigore un pallone calciato in mezzo dalla bandierina da Veron. Partita bella e vibrante, bravissimo il portiere delle Super Aquile Enyema che ha instaurato un vero e proprio duello con Lionel Messi, vincendolo; insomma, spettacolo nella capitale sudafricana coi primi tre pesantissimi punti per la Seleccion di Diego Armando Maradona.
Il ct argentino ha optato per il portiere dell’AZ Alkmaar Romero in porta, difesa a quattro con Gutierrez sacrificato a terzino, Mascherano e Veron in mezzo al campo e tridente di supporto formato da Di Maria, Tevez e Messi col Pipita Higuain unica punta. Di contro il ct svedese della Nigeria Lars Lagerback non ha timori reverenziali di sorta e cala il suo tridente offensivo con Yakubu, l’ex interista Obinna e il giocatore dell’Hoffenhaim Obasi a cercar di impensierire la retroguardia dei sudamericani. Il primo tempo, in ogni modo, è un lungo monologo dell’albiceleste che gioca un calcio veloce e frizzante, col gol di Heinze dopo sei giri di orologio che scandisce l’andamento della gara; le occasioni per raddoppiare si sprecano ma Higuain si mangia l’impossibile, Tevez non fa meglio e Messi si riscopre vulnerabile di fronte a Vincent Enyema.

Arrivare con i favori del pronostico ad un mondiale non è mai facile, è il caso dell’Argentina che ai nastri di partenza è chiaramente indicata come una delle pretendenti alla vittoria finale. Non potrebbe essere altrimenti, quando a disposizione hai il giocatore più forte del mondo, Lionel Messi, non puoi pensare di porti dei limiti. Diego Armando Maradona questo lo sa, sa che non può mancare l’appuntamento con la storia, ma questo potrebbe essere un’ulteriore difficoltà da gestire e superare.
Il commissario tecnico nelle sue convocazioni ha fatto scelte non semplici, l’esclusione di gente come Cambiasso e Zanetti potrebbe essergli rinfacciata il giorno seguente ad un’eventuale eliminazione. Ma ha fatto le sue scelte e in un certo senso a dimostrato di avere carattere, se il campo gli darà ragione lo sapremo soltanto a mondiale terminato. Nonostante l’assenza dei due interisti l’Italia può comunque vantare la presenza di sei giocatori che militano nella nostra Serie A: c’è Andujar, portiere del Catania, i difensori Samuel e Burdisso, i centrocampisti Pastore e Bolatti e la punta Milito.
Senza dubbio l’Argentina può vantare una rosa completa in ogni reparto, la difesa è composta da giocatori esperti e solidi, lo stesso discorso vale per il centrocampo dove non mancano i fuoriclasse assoluti. Dulcis in fundo una scelta in attacco che ogni allenatore nel mondo vorrebbe avere: di sicuro partiranno dal primo minuto Messi e Higuain, gente che ha fato sfaceli nella Liga, per scegliere chi sarà al loro fianco c’è solo l’imbarazzo della scelta tra l’estroso Aguero, il fido Palermo, l’efficace Tevez o il sensazionale Diego Milito di questa stagione. L’Argentina punta almeno alla finalissima, una qualsiasi eliminazione prima dell’undici luglio sarebbe archiviata come fallimento. L’avversario più grande sarà la grande pressione che ci sarà sulla squadra fin dalla prima partita.
Le Foto di Tutte le Maglie del Mondiale 2010 in Sudafrica




Le foto degli stadi sudafricani che ospiteranno il mondiale




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“Milito? Diego, nella finale di Champions League, ha fatto due goal eccezionali. Non mi sorprende, ha fatto una stagione straordinaria e l’Inter ha vinto meritatamente con due suoi goal”, dice Maradona nella conferenza stampa dedicata alla nazionale argentina. Una frase pronunciata prima della domanda legittima e ormai scontata di un giornalista sui due grandi esclusi dell’albiceleste, Esteban Cambiasso e Javier Zanetti, che ha provocato la reazione stizzita di Maradona: “Ancora con la storia dei convocati, fratello? Li ho scelti, sono questi 23, ho fatto la mia scelta e ora tocca dare il massimo. Basta parlarne!”
L’allenatore argentino si mostra, però, molto fiducioso e trova analogie con il gruppo del 1986: “Questa squadra è simile a quel 1986 perché ha fame di gloria, abbiamo tutto da guadagnare e niente da perdere, faremo un grande mondiale”. Cambiasso e Zanetti a parte, c’è un altro dilemma per Maradona: quello di scegliere i 2 o 3 attaccanti titolari. Messi sembra ovviamente intoccabile, poi c’è Gonzalo Higuain. La sua grande stagione con il Real (28 gol) dovrebbe garantirgli un posto da titolare. E così, Milito, che di reti ne ha messe a segno 30. Anche se Maradona ha puntato più volte su Carlos Tevez, che con il City è andato a segno 29 volte. Più staccati, nella corsa per una maglia da titolare, Palermo (16 reti stagionali) e Aguero (12).






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Diego Armando Maradona ha deciso. I napoletani Lavezzi e Datolo non andranno ai Mondiali. Il ct dell’Argentina ha diramato oggi la lista ufficiale dei 23 che parteciperanno alla competizione iridata in Sudafrica. Nel ballottaggio paventato dalla stampa tra Palermo e Lavezzi, il 37enne biondo attaccante del Boca Juniors ha avuto la meglio sul napoletano, che resterà a casa insieme all’altro ex compagno di squadra, il centrocampista Jesus Datolo. La sorpresa dei 23 è il difensore Garcé, che si è guadagnato la fiducia di Maradona dopo appena un’apparizione in maglia albiceleste, in amichevole contro Haiti pochi giorni fa. Convocati altri cinque “italiani”: Milito, Pastore, Samuel, Burdisso, Andujar e Bolatti.
(Guarda la foto della formazione titolare secondo il Clarin - Tutte le convocazioni)
Liste esclusi dell’Argentina: Coloccini, Lavezzi e Datolo, Insaurralde, Sosa, Mercier e Blanco.
I CONVOCATI - Questi sono i 23 convocati di Diego Armando Maradona per la spedizione dell’Argentina.
PORTIERI: Sergio Romero (AZ Alkmaar), Mariano Andujar (Catania), Diego Pozo (Colon)
DIFENSORI: Gabriel Heinze (Olympique Marseille), Martin Demichelis (Bayern Munich), Nicolas Otamendi (Velez Sarsfield), Walter Samuel (Inter Milan), Clemente Rodriguez (Estudiantes de La Plata), Nicolas Burdisso (AS Roma), Ariel Garce (Colon)
CENTROCAMPISTI: Javier Mascherano (Liverpool), Jonas Gutierrez (Newcastle United), Angel Di Maria (Benfica), Mario Bolatti (Fiorentina), Juan Sebastian Veron (Estudiantes de La Plata), Javier Pastore (Palermo), Maxi Rodriguez (Liverpool)
ATTACCANTI: Lionel Messi (Barcelona), Gonzalo Higuain (Real Madrid), Carlos Tevez (Manchester City), Sergio Aguero (Atletico Madrid), Diego Milito (Inter Milan), Martin Palermo (Boca Juniors)
Continua a leggere: Argentina, la lista dei 23 per il mondiale: fuori Lavezzi e Datolo

Il ct dell’Argentina ha aspettato fino all’ultimo istante disponibile prima di comunicare la lista dei 30 pre-convocati in vista di Sudafrica 2010. Diego Armando Maradona aveva dei dubbi da sciogliere, non a caso nel suo periodo da selezionatore ha convocato ben 108 giocatori diversi, e ha preferito prendersela comoda. Nella lista ufficiale non ci sono grandi sorprese, mancano alcuni nomi che forse avrebbero meritato maggior attenzione ma in fondo si tratta di esclusioni preventivate. Su tutte colpisce quella del capitano dell’Inter Javier Zanetti.
Oltre a Zanetti non è presente anche un altro dei giocatori simbolo per i nerazzurri e cioè Esteban Cambiasso, quest’ultimo però non era nell’orbita della nazionale da un po’ e non stupisce quindi la sua assenza. Riguardo al capitano interista invece nelle ultime ore erano circolate voci a proposito di una sua convocazione in extremis, stesso destino sarebbe toccato al blaugrana Gabriel Milito, entrambi però guarderanno il mondiale da casa. Tra gli attaccanti invece c’è Diego Milito, la sua stagione sensazionale ha convinto Maradona a concedergli una chance, anche se non è affatto sicuro che alla fine sarà tra i 23.
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Nei giorni che hanno preceduto Argentina - Perù più di qualche organo di informazione aveva sottolineato che, vista l’importanza dell’incontro per la squadra allenata da Diego Armando Maradona, qualcuno potesse fare in modo da ammorbidire la resistenza dell’avversario di turno, vista anche l’ormai compromessa situazione di classifica in chiave qualificazione, i peruviani occupavano infatti l’ultima posizione. Così non è stato, o almeno, così sembrerebbe viste le difficoltà della nazionale albiceleste a conquistare i tre punti.
Un finale rocambolesco con gol di Martin Palermo nei minuti di recupero per tornare in vantaggio dopo una rete del Perù al novantesimo, questi gli ingredienti che scagionano la condotta degli argentini. A far rinfocolare le polemiche ci pensa però il peruviano Roberto Palacios che in un’intervista al quotidiano del suo paese El Bocon racconta di come gli argentini nel corso della partita abbiano continuamente chiesto agli avversari di smettere di giocare. In particolare il più insistente sarebbe stato il capitano Javier Mascherano che a più riprese avrebbe chiesto una maggiore morbidezza.
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In attesa del già qualificato Brasile che oggi giocherà contro la Bolivia ormai fuori dai giochi, ieri si sono giocati gli altri quattro incontri del girone sudamericano. La partita più importante era ovviamente quella dell’Argentina di Maradona che al Monumental di Buenos Aires si giocava le residue chance di quantificazione contro il Perù. Il cielo della capitale argentina ha scaricato litri di pioggia nell’arco dei novanta minuti e soltanto allo scadere i padroni di casa hanno potuto festeggiare grazie ad un gol di Martin Palermo.
L’incontro di ieri sera è stato sicuramente epico, la nazionale albiceleste ha mostrato ancora una volta tutti i suoi limiti sudando più del dovuto per piegare la resistenza di un avversario, il Perù, tutt’altro che eccezionale. Gli argentini hanno trovato la rete del vantaggio con Higuain soltanto nei primi minuti della ripresa, poi la squadra di Maradona è improvvisamente sparita, nascosta dietro un misero gol con la paura di perdere che faceva tremare le gambe. Il Perù indomito ha lottato con le poche armi che aveva e al 90′ ha trovato il pareggio con il neo entrato Rengifo. In quel momento il mondo ha riversato tutto il suo peso sulle spalle del pibe de oro.
Quando la palla è tornata al centro per essere battuta il quarto uomo implacabile ha mostrato la lavagnetta del recupero, due minuti soltanto. Tutta l’Argentina si è riversata avanti, un contropiede del Perù non poteva ormai impaurirli più di tanto. Intanto continuava a piovere quando dopo un minuto di recupero l’albiceleste ottiene un corner, cross in mezzo dalla destra, controcross dalla sinistra rasoterra di Insua, la palla in qualche modo arriva a Martin Palermo appostato sul palo, tocco facile per il gol che probabilmente sarà il più importante della sua carriera. Quello che succede dopo è facilmente immaginabile, Maradona si rotola sull’erba bagnata del Monumental mostrando un’agilità insospettabile, Palermo sfida la tempesta a torso nudo, più tardi il ct dirà che Dio per un secondo si è ricordato dell’Argentina.