
Il Milan si scrolla di dosso un po’ di paura nonostante la partita non certo impeccabile disputata a Verona. Il momento non è dei migliori in casa rossonera e questa vittoria striminzita ottenuta in casa del Chievo con le unghie e con i denti potrebbe costituire un buon viatico per il rush finale in campionato. Ora la squadra di Allegri è momentaneamente prima in classifica con due punti di vantaggio e deve attendere l’esito della sfida tra Juventus e Lazio per conoscere il piazzamento alla fine di questo turno di campionato Il tecnico livornese, ai microfoni di Sky, ricorda l’importanza di questa vittoria e ricorda, ancora una volta amaramente, il gol di Muntari non dato contro la Juventus:
“Era una partita di importanza fondamentale, in caso di mancata vittoria saremmo potuti uscire definitivamente dalla lotta scudetto. Non abbiamo giocato bene, abbiamo però fatto una partita di cuore e di voglia. E’ stato bello vincere ed è bello essere di nuovo in testa alla classifica. Ciò dimostra che questo gruppo ha grandi qualità. Non voglio accampare scusanti, però oggi le assenze erano veramente tante, abbiamo fatto giocare De Sciglio e Gattuso e Strasser che non giocava da tanto tempo. Ripeto, comunque andranno le cose, visto anche che abbiamo giocato più partite della Juventus, c’è solo da applaudire questo gruppo. Il goal di Muntari ricorda quello contro la Juventus? Io non ho dimenticato quello passato…”.
Poi si passa a respingere le critiche che volevano già morto il Milan prima di precisare che il rapporto con Berlusconi resta ottimo:
“Le critiche che ci sono state mosse sono state in parte giuste ed in parte eccessive. Per la gioia di tanti siamo caduti, ma oggi per la gioia di altri ci siamo rialzati ed abbiamo intenzione di continuare a combattere. Anche quando avevamo 4 punti di vantaggio c’è stata una campagna mediatica in attesa della nostra sconfitta. Dopo la partita persa contro la Fiorentina sono cominciati i funerali ed i processi, ma per fare il funerale al Milan ci vuole ancora un po’ di tempo. Berlusconi? L’ho sentito anche oggi il presidente, ripeto che con lui non c’è nessun problema. Ogni volta si cerca sempre di ricavare qualcosa, ma con la società ed il presidente il rapporto è idilliaco. Tutti credono nello scudetto. Nello spogliatoio sia quando si vince che quando si perde può capitare che ci sia uno scambio di idee: quando si arriva in fondo alla stagione e ti devi sfuggire l’obiettivo di mano ci può essere un po’ di preoccupazione”.
Chievo-Milan 0-1 | Le Foto | 10/04/2012




Foto | © TMNews
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Dopo la sconfitta del Camp Nou per il Milan arriva quella sicuramente meno attesa in casa contro la Fiorentina, una delusione che forse fa ancora più male di quella europea e che potrebbe costare carissima nella corsa allo scudetto. Lo sa bene Massimiliano Allegri che si presenta ai microfoni dei giornalisti visibilmente deluso per quanto fatto vedere in campo dalla sua squadra, i rossoneri oggi non hanno sfoderato la miglior prestazione della stagione e si sono arresi ad una squadra, i viola, che hanno saputo soffrire ma che hanno dimostrato di volere lottare fino all’ultimo per evitare una retrocessione che sarebbe clamorosa. L’allenatore livornese non nasconde la brutta prova dei suoi, anche se cerca parziale giustificazione nelle fatiche di coppa:
“Una sconfitta inattesa, un po’ di stanchezza a livello fisico, il campo non ci ha agevolato, però prendere un gol così all’inizio del secondo tempo non ci ha aiutato. Alla fine, poi, abbiamo rischiato e preso il gol del 2-1. Non ci aspettavamo di inciampare e dobbiamo avere il carattere per uscirne sapendo di aver sprecato oggi e a Catania due occasioni in cui potevamo fare bottino pieno. Oggi per noi contava vincere e non siamo riusciti a farlo anche grazie ad un’ottima Fiorentina. L’eliminazione con il Barça l’abbiamo dimenticata subito, più che altro c’è stato un dispendio di energie. Siamo stati troppo disordinati e frettolosi nel cercare il gol, ingenui nel subire l’1-1. L’unica cosa che si poteva fare era rientrare meglio in campo nella ripresa, così non è stato purtroppo è andata così, bisogna accettare a sconfitta e riprende con cattiveria”.
Ovviamente il tecnico milanista non si è potuto sottrarre alle domande dei giornalisti a proposito del rigore che ha permesso alla sua squadra di andare in vantaggio, un episodio molto simile a quello che è costato il secondo penalty a Barcellona. Sotto l’occhio della moviola è finito anche un presunto fallo di rigore su Cassano, in quell’occasione Celi ha preferito lasciar continuare. Allegri cerca di non sbilanciarsi per non dare il via ad altre polemiche, così si limita a dire che forse “quello su Maxi è stato generoso e quello non dato a Cassano ingeneroso”. Adesso il problema non sono gli arbitri ma la Juventus che, vincendo a Palermo, potrebbe effettuare il sorpasso che la riporterebbe prima in classifica:
“Non bisogna pensare a quello che succederà ma analizzare la partite di oggi. Il campionato è ancora lungo e fare calcoli non serve assolutamente a niente. Vediamo cosa farà la Juventus stasera e poi dovremo essere in grado di riprenderci in fretta a livello caratteriale perché martedì ci aspetta la gara col Chievo. Dobbiamo riprenderci con la rabbia di chi ha lasciato dei punti per strada. Non ci aspettavamo di perdere oggi, ma il calcio è bello anche per questo”.

In diretta e in un primo momento è sembrato più netto di quanto non lo fosse nel replay. Nesta tira la maglia a Busquets in area di rigore, la trattenuta sembra abbastanza evidente. Tuttavia il calcio d’angolo non è stato ancora battuto e nel frattempo tra i due giocatori si frappone Puyol che a sua volta blocca il centrale difensivo italiano. Busquets cade a terra, l’arbitro fischia il rigore. E’ un contato poco chiaro che potrebbe lasciar spazio a diverse interpretazioni, una decisione difficile da prendere per Kuipers che non ci ha pensato troppo fischiando la massima punizione. I giocatori del Milan si sono lamentati molto con il fischietto olandese e Nesta faceva ampi cenni agli avversari di essere stato lui, a sua volta, trattenuto. Per Allegri, intervistato da SkySport, si è trattato di un “quasi regalo” dell’arbitro che ha tagliato le gambe al Milan:
“Il rigore del 2-1? Dispiace perché era un momento dove il Barcellona stava facendo poco e mancavano tre minuti alla fine del primo tempo. Purtroppo ci sono stati due rigori: uno regalato da noi e uno quasi regalato dall’arbitro. Non era facile fare risultato, la squadra ha fatto quello che ha potuto e abbiamo sbagliato anche qualche passaggio per andare dietro. Abbiamo provato sino all’ultimo a riaprire la partita ma ci siamo riusciti. Credevo che avessimo le possibilità di passare il turno perché il Barcellona sull’1-1 ha sentito un po’ di pressione addosso e noi riuscivamo ad uscire, poi dopo è stata tutta un’altra cosa.”
L’allenatore rossonero è rammaricato per l’andamento della gara e spiega la sostituzione repentina di Pato:
“Pato ha sentito di nuovo una fitta e adesso si valuterà quello che è stato. A livello psicologico è stato difficile l’avvio di ripresa perché dopo aver preso il 2-1 su un rigore che non c’era abbiamo incassato subito il 3-1 con un tiro deviato. Loro, invece, si sono sbloccati psicologicamente. Però la squadra prima aveva fatto molto bene. Forse abbiamo sbagliato molti passaggi e scelte di passaggio. Abbiamo tenuto bene il campo, cercando di riaprire sempre la partita.. Non ho niente da rimproverare ai ragazzi per la prestazione che hanno fatto”.

Se finisse come quando si sfidarono nel Girone, allora passerebbe il Milan: sei mesi fa al Camp Nou i rossoneri strapparono un pareggio, un 2-2, contro il Barcellona, vano ai fini del primo posto nel raggruppamento ma comunque indicativo. Per dire, una speranza di passare c’è; e ci mancherebbe altro se è vero che il Diavolo è il club più titolato al mondo, che all’andata non ha subito gol e che di Champions, negli ultimi venti anni, ne ha vinta qualcuna, eliminando fior fior di squadre. Arrivati nel capoluogo catalano con qualche ora di ritardo a causa dello sciopero dei controllori del cielo francesi, Massimiliano Allegri e la sua truppa non si sono deconcentrati; così l’acciughina di Livorno si è presentato alla conferenza stampa carico e sereno:
“Conosciamo le qualità e le caratteristiche del Barcellona e sappiamo cosa ci aspetta: fondamentale sarà l’atteggiamento positivo. Quando giocano Barcellona e Milan è sempre una partita di grande fascino. Chi vincerà questa partita avrà molte possibilità di andare in finale. Mi aspetto molto più equilibrio di quanto si possa credere, anche se il Barcellona resta il favorito per la conquista della Champions. Di sicuro un gol lo possiamo fare, e le motivazioni non ci mancano”.
In certe partite è importante che non manchi il coraggio, il quale si deve manifestare anche alla vigilia. E chi più del capitano ha il dovere di far paura agli avversari, fosse solo di fronte ai microfoni dei giornalisti? Massimo Ambrosini ci prova:
“Loro con il possesso ti fanno correre tanto anche a vuoto. Sul piano del gioco dobbiamo affrontarli con coraggio. Con un atteggiamento forte. Servirà il gruppo. Dal portiere alle punte. Da capitano dico che è un’emozione particolare essere qui, ma sarebbe ancor più bello passare il turno. Non sappiamo cosa vuol dire battere il Barcellona qui, negli ultimi anni. Proviamo a farlo noi”.
E così Pep Guardiola asseconda la carica milanista e, a differenza dei suoi campioni, gioca a fare il difensivista:
“Ho la sensazione che il Milan un gol lo segnerà. Quindi dobbiamo stare attenti ai dettagli e ad attaccare con equilibrio. Dobbiamo trovare la formula per creare molte opportunità contro una squadra così forte in difesa. In Italia il Milan spesso domina le partite, è una squadra di valore. Se noi siamo nel nostro miglior momento? Sinceramente non lo so. Dobbiamo giocare una gara dal ritmo alto con molta intensità. Il Milan ci può mandare a casa. Ma lottare per la quinta volta consecutiva per entrare nelle semifinali di Champions League è una delle cose che mi rende più orgoglioso”.

Il Milan è furioso. Il pareggio di Catania è stato condito da un altro “gol fantasma” che fa letteralmente sbraitare Massimiliano Allegri. L’allenatore dei rossoneri è fuori di sé, a suo giudizio la palla calciata da Robinho e respinta da Marchese è entrata, non ci sono dubbi di sorta. Eppure nemmeno dopo decine di replay si può essere realmente certi che la sfera abbia interamente varcato la linea: il difensore del Catania la respinge “di prima” non calciandola ma opponendo il piede sinistro piazzato appena oltre la riga.
Lo ripetiamo, non c’è un’immagine che possa definitivamente chiarire l’arcano (magari una qualche elaborazione al computer che arriverà - ne siamo certi - nel giro di qualche ora) eppure Allegri è convinto che si tratti di un errore che danneggia la sua squadra e lo paragona senza mezzi termini all’altro gol fantasma stagionale negato al Milan: quello di Muntari contro la Juventus. Francamente appare ingeneroso attaccare il guardalinee e l’arbitro per una chiamata del genere, tanto più che a velocità naturale si tratta di una frazione di secondo.
Onestamente viene da sorridere a pensare alla partita di 7 giorni fa contro la Roma sul rigore concesso al Milan per l’1 a 1 l’azione era viziata da un fuorigioco di Ibra e da un fallo su Heinze non fischiati. Non ci è parso di sentire Luis Enrique lamentarsi dell’arbitro nonostante la sconfitta a San Siro. L’allenatore livornese, su una questione tanto difficile da dirimere persino dopo mille replay, decide invece di riaprire il fronte arbitrale (evidentemente da chiudere soltanto quando gli errori - certi o presunti - non ti penalizzano) ed entra a gamba tesa su Marotta, l’ad della Juventus.
Tutti parlano e invece dovrebbero stare zitti. Visto che stamattina qualcuno si è lamentato sui giornali, allora cominciamo a lamentarci anche noi. Il gol non dato a Muntari vale da solo tutto il campionato e tutte le polemiche della stagione. La verità è che nelle quattro partite equilibrate che abbiamo avuto, abbiamo subito dei torti. Ve li elenco anche: stasera con il Catania, contro la Juve a San Siro, a Firenze con quattro episodi contro e a Roma contro la Lazio con un rigore prima dato e poi tolto. Due gol buoni non convalidati pesano come macigni sulla corsa al campionato.
Gol fantasma Robinho in Milan - Catania




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Finisce 0-0 tra l’attesissimo match tra Milan e Barcellona, al San Siro non sono mancate le emozioni anche se da queste due squadre forse ci si aspettava qualcosa di più. Il risultato finisce per accontentare entrambe le squadre: i rossoneri possono andare al Camp Nou forti di due risultati su tre e senza aver subito reti in casa, il blaugrana proveranno a sfruttare al massimo il fattore campo. Ai microfoni hanno tutti mostrato grande soddisfazione per il risultato, da mister Allegri fino ad Antonini, che l’Uefa ha eletto miglior giocatore della partita. L’unica voce fuori dal coro è arrivata da Silvio Berlusconi che, seppur lontano dal lamentarsi del pareggio, ha comunque fatto intuire qualche leggero segno di insoddisfazione, ripreso anche dalle telecamere nel corso della partita. Il presidente del Milan ha colto anche l’occasione per scambiare due chiacchiere con l’allenatore blaugrana:
“Semplicemente gli ho detto che apprezziamo il gioco del Barcellona e che siamo alla fine orgogliosi di essere riusciti a mettere insieme un risultato in cui il grande Barcellona non ha prevalso Contento? A metà, ho qualche osservazione da fare. Quale? Non si dice”.
Le riflessioni del numero uno rossonero sono state prontamente riportate dai cronisti a Massimiliano Allegri, il tecnico livornese accetta le critiche del suo superiore ma si gode il buon risultato di questa sera e guarda con ottimismo al ritorno che si giocherà fra una settimana:
“Credo che Berlusconi abbia ragione. Abbiamo fatto una buona partita, a tratti abbiamo subito il Barcellona, soprattutto negli ultimi 20 minuti del primo tempo. Abbiamo speso molto nei primi 25 minuti, abbiamo difeso in modo più ordinato, abbiamo concesso di meno. C’è da essere contenti di questo risultato, anche perché abbiamo due risultati su tre a Barcellona, non è facile, però in caso di pareggio andremo in semifinale. È un bel risultato anche perché il Barcellona credo abbia fatto quasi sempre gol nelle partite che ha giocato. Stasera i ragazzi hanno fatto veramente una buona partita, soprattutto quando c’era da soffrire e da difendersi”.
Le foto di Milan - Barcellona 0-0




Allegri iniste sul mezzo vantaggio conquistato stasera in campo, il fatto di poter scendere in campo con due risultati su tre fra sette giorni non è cosa da poco, e spiega le prestazioni non esaltanti di alcuni dei suoi uomini, su tutti quelle di Boateng e Robinho:
“Sono soddisfatto di quello che hanno fatto i ragazzi. È un risultato ottimo, perché non abbiamo subito gol. Abbiamo la possibilità di andare là, segnare al Barcellona, sapendo che sarà una partita difficilissima. Già il fatto che avremo due risultati su tre a favore, che in caso di pareggio potremmo andare avanti, è una cosa che ci deve dare forza. Dico che ho dovuto fare tre cambi per le condizioni fisiche non ottimali di Boateng, Robinho e Nesta. È normale che tra sei giorni questi tre giocatori che avranno una condizione migliore”.

Milan - Barcellona, atto terzo in questa stagione: dopo il 2-2 del Camp Nou e il 2-3 di Messi e soci nella casa rossonero, domani sera i blaugrana faranno nuovamente visita alla banda di Allegri per giocarsi il passaggio alle semifinali di Champions League, edizione 2011/2012. Partita da non perdere per gli appassionati di calcio (verrà trasmessa, oltre che su Sky e Mediaset Premium, anche in chiaro su Rai Uno), gara vibrante che di sicuro vedrà incollati allo schermo milioni di tifosi milanisti, oltre ai fortunati che potranno assistere alla partita dal vivo da San Siro. Favorito è il super Barça di Pep Guardiola, ma quando si tratta di Milan nulla è scontato, perché se è vero che alcune defezioni pesano in modo particolare (Thiago Silva su tutti), c’è da dire che con un Zlatan Ibrahimovic come quello visto nell’ultimo periodo (e col dente avvelenato da ex) nulla sarà scontato. Massimiliano Allegri nella conferenza stampa della vigilia appare sereno e al contempo carico:
“Affronteremo la squadra più forte d’Europa, la detentrice del trofeo. Servirà una grande prestazione. Le due partite del girone sono state diverse: l’andata è stata prettamente difensiva da parte nostra, mentre la seconda è stata più aperta, con gol e tante occasioni. Domani servirà una prestazione come quella. Giocando in quel modo ci prendiamo qualche rischio, abbiamo commesso qualche errore che contro una formazione come il Barça devi ridurre. Sul piano tattico oggi abbiamo l’ultimo allenamento e proveremo alcune situazioni. Sul piano delle motivazioni quando affronti una gara del genere non devi caricare molto la squadra. Tutto viene da sé. Certo, servirà coraggio in un doppio confronto come quello che ci attende. Come ho già detto servono gol e incassare meno gol.
Come detto una bella bega sarà rappresentata dall’assenza del difensore centrale Thiago Silva, anche se Allegri non si fascia la testa anche perché per fermare i catalani bisogna proporre gioco, più che cercare di limitare quello degli avversari:
“Thiago è un campione e sicuramente mancherà. Nesta però sta bene e oltre a lui ho altri giocatori a disposizione. Dispiace per le assenze che ci sono e per aver perso Thiago Silva domenica. Mi sarebbe piaciuto affrontare il Barcellona al completo, ma questo non vuol dire che non siamo pronti per affrontare la formazione spagnola. Chiudersi per fermare il Barça? Per i giocatori che ho a disposizione credo sia dura fare una gara come quella dell’Inter di Mourinho al Camp Nou. Quell’Inter era più fisica di noi che invece abbiamo più tecnica. Questa squadra fa fatica a difendersi vicino all’area di rigore. Anche contro la Juventus quando ci siamo abbassati abbiamo incassato gol”.
Accanto al tecnico livornese, c’è anche il grande atteso per la partita di domani, l’ex di turno (non è il solo, c’è anche Gianluca Zambrotta) Ibrahimovic. Lo svedese è più diplomatico del solito:
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Il Milan non si lascia distrarre dal Barcellona e conquista tre punti fondamentali nella corsa scudetto contro la Roma. I rossoneri si sono spaventati dopo il gol di Osvaldo, nel secondo tempo però sono riusciti a portare a compimento un’esaltante rimonta, il protagonista come al solito è stato Ibrahimovic. Lo svedese ha timbrato il cartellino con una doppietta, viene davvero da chiedersi dove sarebbe la squadra di Massimiliano Allegri senza di lui. Adesso la squadra potrà godersi il derby d’Italia sapendo di aver solo da guadagnare, elemento importante dal punto di vista psicologico in vista dell’impegno in Champions League.
Una serata che poteva essere perfetta è stata però rovinata dall’infortunio di Thiago Silva, il difensore brasiliano quasi sicuramente non giocherà la sfida contro i catalani. Consola fino ad un certo punto il fatto che comunque stasera Bonera ha dimostrato di poter dare buone garanzie al reparto difensivo, l’allenatore livornese ammette di aver corso un rischio decidendo di schierarlo stasera:
“Thiago Silva è uscito dal campo camminando. Era a rischio, lo sapevamo, l’ho rischiato ed è andata così. Ha avuto un problema al flessore, credo sia impossibile che mercoledì sarà della partita. Lo speriamo tutti, ma credo sia difficile. Credo che la fortuna sia quella di avere sempre una rosa importante, composta da 33 giocatori. Bonera sta facendo bene, sono cresciuti molto alcuni giocatori che giocando hanno trovato più continuità”.
Il tecnico si complimenta ovviamente con il suo giocatore più decisivo, Ibrahimovic, si dice complessivamente soddisfatto della prova dei suoi ragazzi, nonostante il primo tempo chiuso in svantaggio, e col pensiero va già al prossimo impegno:
“Ha fatto una grande partita, soprattutto nel secondo tempo ha giocato veramente da Ibrahimovic, da centravanti come sa far lui. Sicuramente ci ha fatto la differenza. Abbiamo preso gol nell’unica volta in cui la Roma è venuta avanti. Un gol un po’ anomalo, su un tiro sbagliato, però nel calcio sono cose che capitano. La squadra ha fatto un buon primo tempo, nel secondo tempo siamo rientrati cercando di trovare subito il pareggio, l’abbiamo trovato con il rigore. Credo che abbiamo meritato la vittoria.
Contro il Barcellona ci sono due strade: o ti abbassi e cerchi di ripartire, che è molto difficile, o devi fare una partita dispendiosa come abbiamo fatto nel ritorno, dove abbiamo commesso alcuni errori che poi abbiamo pagato a caro prezzo. Sappiamo che la partita sarà difficilissima, però dovremo giocare con coraggio ed equilibrio, sapendo che abbiamo la possibilità di passare”.
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Partita epica quella dello Juventus Stadium, grazie soprattutto ai 40mila spettatori presenti e all’atteggiamento delle due squadre in campo: in virtù dell’1-2 della Juve in quel di San Siro a passare alla finalissima di Roma (contro il Napoli o il Siena, stasera sapremo) sono stati i bianconeri (2-2 il risultato finale, ma solo ai tempi supplementari), ma che bravi i ragazzi di Allegri capaci di ribaltare lo svantaggio al fischio di inizio e di forzare la partita fino al 120esimo minuto. Partita intensa, tesa, sostanzialmente corretta, in cui gli allenatori hanno dato se stessi quasi marcandosi a vicenda, ma in generale tutti e 28 gli uomini in campo non si sono risparmiati, in barba ai pensieri dei prossimi importanti impegni di campionato contro Roma (il Milan) e Inter (la Juve). A fine partita Antonio Conte, allenatore juventino, non si presenta ai microfoni, al suo posto il fido vice Angelo Alessio:
“Antonio vive sempre la partita in modo passionale e ha passato parte della gara senza voce. La partita? Abbiamo fatto una grande prestazione, merito di questi ragazzi di che ci tenevano ad andare in finale e da otto mesi stanno facendo cose straordinarie. Stasera abbiamo trovato di fronte una grandissima squadra, non potevamo pressare a tutto campo. Siamo stati bravi a reagire dopo lo svantaggio e nei supplementari abbiamo reagito al meglio creando tre occasioni e trovando il gol di Vucinic”.
La soddisfazione è palese nel clan bianconero, come dimostrano le parole di Alessandro Del Piero, al secondo gol stagione (dopo quello, sempre in questa competizione, rifilato alla Roma):
“È un passaggio del turno che per noi significa tantissimo, sono davvero orgoglioso. È stato bello giocare stasera e credo di aver fatto vedere la mia felicità. Sono contento per il gol e la qualificazione, a cui tenevamo tantissimo. Il campionato? Cercheremo di combattere su entrambi i fronti, il Milan sarà più forte se alla fine vincerà. Noi cercheremo di dar loro filo da torcere sino alla conclusione”.
Le migliori foto di Juve-Milan 2-2 dts




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Il Milan ha compiuto un altro importante passo verso la conquista del suo secondo scudetto consecutivo, mancano ancora molte partite ma ritrovarsi a +7 sulla Juve, che deve rispondere a Firenze, non può che rendere soddisfatti i rossoneri. E sicuramente contento è Massimiliano Allegri che può ritenersi soddisfatto della prova della sua squadra, capace di piegare senza troppe difficoltà il Parma, nonostante i tanti infortuni che continuano a rendergli difficili le scelte settimanali. Alla grande soddisfazione per il risultato si aggiunge la speranza di riuscire a recuperare un po’ di uomini in vista dei tanti impegni delle prossime settimane:
“Sono contento dei ragazzi, oggi abbiamo fatto una buona partita, potevamo chiuderla prima, ma qua non era facile. Boateng? Speriamo rientri al più presto, ci servono i recuperi degli infortunati perché ora giocheremo tante partite e ci serve l’aiuto di tutti”.
Scontati anche i complimenti a Emanuelson, l’olandese è stato protagonista di una grande prova suggellata dal gol del 2-0 che ha tagliato le gambe a Giovinco e compagni. L’allenatore del Milan ha elogiato la duttilità del giocatore e ha commentato la posizione di Ibrahimovic proprio in occasione del secondo gol, l’arbitro ha giudicato il fuorigioco dello svedese come passivo:
“Giocando con continuità in quella posizione ha preso fiducia, si è allenato, anche come mezzala. È un giocatore duttile, di tecnica pulita, può fare anche il terzino sinistro in determinate partite. È molto importante. Il rigore e il secondo gol? Il rigore c’era, la posizione di Ibra mi sembra ininfluente sulla rete di Emanuelson”.
Massimiliano Allegri potrà seguire con tranquillità la partita tra Juventus e Fiorentina, ovviamente tiferà per i viola nonostante sia un livornese doc. Poi ritroverà proprio i bianconeri per la gara di ritorno di Coppa Italia e ha già preannunciato che proveranno con tutte le loro forze a ottenere il passaggio del turno: “Sarà difficile ribaltare il risultato ma ci proveremo, tenteremo di fare una grande partita”. Gli è stato chiesto del dossier di cui si parla tanto e ha liquidato la questione dicendo “qualsiasi squadra che fa dossier, non metterà mai gli episodi a favore ma solo quelli contro” e ancora “abbiamo una grande classe arbitrale, va lasciata tranquilla”.