Vivono il mese di agosto da disoccupati, aspettano che il telefono squilli, si allenano con amici in squadre dilettantistiche, alla fine il mercato si chiude e rimangono a piedi: è la dura vita degli svincolati, giocatori abituati a passare l’estate tra le alture di qualche località montana per la preparazione pre-campionato, ma che a fine contratto si ritrovano a un tratto a casa, a sperare che qualcuno si ricordi di loro. Possono essere acquistati in qualsiasi momento, anche fuori dalle finestre di mercato (a meno che non abbiano rescisso il contratto, il caso di Enzo Maresca che ora è a piedi dopo il suo addio volontario dall’Olympiakos Pireo, era convinto di strappare un ingaggio in Italia), tra Serie A e B sono a decine, complici anche i fallimenti di Ancona e Mantova.
Ma vediamo quali giocatori, l’anno scorso chi più chi meno impiegati in partite di massima serie, ora sono sul divano di casa: Lazio, Cagliari e Bologna non hanno rinnovato i contratti di molti dei loro giocatori, coi felsinei sicuramente tra i gran protagonisti di questa epurazione a norma di legge. Da Lavecchia a Mingazzini, fino a Lanna, Zenoni e Marazzina; i biancocelesti hanno invece salutato Baronio, Dabo, Cruz e Siviglia, Cellino ha lasciato andare Parola, Barone e capitan Lopez. E ancora Dida del Milan, ma anche Franceschini della Sampdoria e Tonetto della Roma. Non è finita qua: i gemelli Filippini e quelli Zenoni (entrambi), Saudati e Vannucchi dell’Empoli, Mauro Esposito (l’ex Cagliari e Roma, l’anno scorso a Grosseto), il livornese Mozart. Fino a Nassi, Lanzaro, Belleri, Angelo, Calderoni.
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Tommaso Ghirardi non si ferma e, complice il suo fido scudiero Pietro Leonardi, piazza colpi su colpi per puntellare un Parma che la scorsa stagione è comunque arrivato all’ottavo posto, niente male per una neo-promossa. Il mercato dei ducali è sicuramente uno dei più scoppiettanti tra le venti protagonista della massima serie: dal forte difensore argentino Gabriel Paletta all’eterna promessa Gabriele Paonessa, dal bresciano Andrea Rispoli all’ex torinista Marco Pisano. Più lo stopper brasiliano Marcus Diniz e il più che buono mediano ex Espanyol José Fernando Marques. Uno dei colpi di cui però il presidente va più orgoglioso è quello inerente al talentino Sebastian Giovinco.
“Giovinco è molto contento della scelta che ha fatto. Si sta ambientando bene, darà molte soddisfazioni ai nostri tifosi e anche agli italiani. Ha talmente tanto talento che sono sicuro diventerà una risorsa importante per il calcio italiano” ha commentato il numero degli emiliano, che oggi ha potuto annunciare altri due acquisti. Nomi magari non altisonanti, ma per portarli al Tardini la premiata ditta Ghirardi & Leonardi ha dovuto battere concorrenze agguerrite: due svincolati, Massimo Gobbi (l’anno passato alla Fiorentina) sulle tracce del quale c’erano Roma e Milan, e Danilo Pereira, portoghese 19enne l’anno scorso al Benfica che aveva mosso l’interesse di Inter e Juve.
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So fosse vero quello che ha dichiarato, allora si potrà tranquillamente asserire che l’estate 2010 non verrà ricordata come la più faticosa per Pantaleo Corvino: messosi al sicuro sul fronte allenatore, scelto Sinisa Mihajlovic per rimpiazzare il neo ct dell’Italia Prandelli, il ds della Fiorentina ha portato nel capoluogo toscano Gaetano D’Agostino, operazione condotta agli albori di questa sessione di calciomercato, e il portiere polacco Artur Boruc, per altro probabile secondo di Frey. E sul fronte uscite ha lavorato ancora meno.
Praticamente nullo il suo compito dato che rispetto alla rosa dei viola della scorsa stagione mancano all’appello solo uno svincolato, Massimo Gobbi, e un fine prestito, Keirrison tornato al Barcellona. Si diceva stesse concentrandosi sul terzino argentino del Liverpool Emiliano Insua, ma ieri ha dichiarato chiusa, in termini negativi, la trattativa: “Fino alle due di stanotte sono stato a colloquio con il direttore sportivo del Liverpool ospite qui a San Piero a Sieve, alla fine abbiamo deciso di rinunciare a Insua, che resterà in Inghilterra“.
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La Fiorentina ha presentato ricorso immediato contro la decisione assunta dall’Uefa di fermare per tre giornate Massimo Gobbi. Il giocatore, espulso da Ovrebo durante la discussa gara di Champions League a Monaco di Baviera, fu allontanato dal rettangolo di gioco in seguito ad un fallo commesso ai danni di Robben. Un intervento irregolare, ostruzionistico, ma non certo duro e cattivo come mostrano le immagini. E oltre al danno dell’arbitraggio a dir poco scadente del norvegese, c’è anche la beffa della pesante squalifica.
Sembra chiaro che a indurre i giudici dell’Uefa ad una sanzione così severa sia stato il contenuto del referto di Ovrebo che ha rilevato nel fallo del terzino viola la violenza e l’intenzionalità. Se la squalifica dovesse essere confermata Gobbi salterà il ritorno e anche gli eventuali quarti. Il ricorso della società viola non è il primo, quest’anno: qualche mese fa, sempre in Champions, a seguito dell’espulsione di Alberto Gilardino contro il Lione, l’Uefa ridusse le due giornate di stop ad una.








“Sulla base del Dvd che abbiamo ricevuto, abbiamo visto che c’era un fuorigioco che avremmo dovuto vedere. Mi sono fidato del mio assistente, ma mi prendo la responsabilità della decisione finale: ci spiace non aver visto quella posizione di offside“, ha affermato Ovrebo all’indomani del grottesco errore che ha privato la Fiorentina di un meritatissimo pareggio contro il Bayern Monaco. Un’ammissione fin troppo ovvia vista l’enormità della topica che ha deciso, in negativo, il risultato di una gara di fondamentale importanza per i viola.
“Se l’Uefa mi sospenderà? Non so, non spetta a me fare queste valutazioni: noi andiamo in campo, siamo chiamati ad arbitrare all’estero”, ha chiosato Ovrebo alla tv nazionale norvegese. La stampa tedesca non ha potuto fare a meno di sottolineare la nefasta prova della terna arbitrale. Il quotidiano Bild stamattina titolava “Un gol scandaloso dà la vittoria al Bayern“, mentre per Stern si tratta di un “Gol in chiaro fuorigioco che non rende merito alla bella prestazione della Fiorentina”.




Non accennano a placarsi le polemiche relative all’arbitraggio del norvegese Tom Henning Ovrebo nella partita che la Fiorentina ha ingiustamente perso contro il Bayern Monaco per 2-1. Il gol di Miroslav Klose nel finale, viziato da un evidentissimo fuorigioco, ha scatenato l’ira di tifosi, dei Della Valle e di tutto il club viola. Alle voci di dissenso si è aggiunta anche quella di Giancarlo Abete, il presidente della Federcalcio ha contattato Michel Platini per manifestare il malcontento che non è più soltanto di una squadra, ma di un intero movimento calcistico, perché in ballo non c’è soltanto la qualificazione della squadra di Prandelli, ma anche il futuro delle squadre italiane in Champions League.
Ricordiamo infatti che è proprio la Germania la nazione che secondo il ranking Uefa potrebbe strapparci un posto nella massima competizione europea, facendo scendere la partecipazione italiana a sole tre unità. Per questo il numero uno della federazione italiana ha contattato il presidente Uefa per chiedere una maggiore attenzione nelle designazioni arbitrali, soprattutto in questa fase ad eliminazione diretta. Lo stesso presidente federale ha sentito anche i Della Valle per esprimere solidarietà nei confronti dei toscani. Abete ha poi parlato con i giornalisti delle sue impressioni sulla partita di ieri sera:
“Contro la Fiorentina è stata commessa una nefandezza evidente. Si è trattato di un errore molto grave soprattutto in questa fase ad eliminazione diretta della Champions. La Fiorentina è stata chiaramente svantaggiata, e se è vero che gli errori ci possono stare è anche vero che quelli di ieri sono stati troppo evidenti: il fuorigioco non è una questione di centimetri ma di metri. Mi sembra evidente che c’era una guida arbitrale non all’altezza della partita”.








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Diego della Valle è veramente infuriato dopo aver assistito allo scempio compiuto dell’arbitro Ovrebo e dai suoi assistenti ieri sera: «Volevamo vedere una grande Fiorentina, l’abbiamo vista giocare senza timori di sorta. Non ci ha fatto piacere quella dabbenaggine del guardalinee, veramente uno scandalo, ma pensiamo alla grande partita disputata su un campo difficilissimo in Europa, al grande comportamento dei nostri tifosi. Aspetteremo questi signori a casa nostra, qualcuno di questi ha detto che ci avrebbero battuto 6-0 (Robben, alla vigilia del match, alla Bild NdR), speriamo di restituirgli il favore. Abbiamo fatto una grande prestazione, tutto questo non si può rovinare per qualcuno che non è in grado di fare il suo lavoro». (La Cronaca Diretta della Partita - Il Video della Partita - Fiorentina Viola di Rabbia)
C’è anche spazio per una strigliata “pesante” all’arbitro del match: «Se uno non è bravo a fare un lavoro smette. Magari anche qualche amico gli consiglia di smettere. Penso che possa valere anche per gli arbitri. Qualcuno potrebbe suggerirglielo». Quella di Diego Della Valle tutto sommato non è un’idea così fuori luogo visto che comunque l’arbitro norvegese ha dimostrato in diverse occasioni di non essere in grado di arbitrare una partita ad alti livelli. Sono molteplici i precedenti come quello della semifinale tra Chelsea e Barcellona nella passata stagione, che viene quasi il sospetto che ci sia malafede nel continuare a designarlo. Speriamo che stavolta davvero qualcuno gli consigli, o gli imponga, di smettere.












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La Fiorentina esce sconfitta dall’Allianz Arena nell’andata degli ottavi di finale di Champions League ma ha molto di cui recriminare visto l’arbitraggio scandaloso offerto dalla terna arbitrale norvegese composta da Ovrebo, Hollen e Nebben. Veniamo ai fatti. Nell’ultimo minuto di recupero del primo tempo l’arbitro concede un calcio di rigore ai bavaresi per un fallo di Kroldrup su Ribery. L’ostruzione di Kroldrup è oggettivamente sanzionabile perché il difensore danese della Fiorentina si disinteressa della palla e copre in modo forse troppo deciso Ribery sbilanciandolo. (La Cronaca Diretta della Partita - Il Video della Partita)
Oggettivamente però non si può considerare Ribery come il giocatore in possesso di palla e sarebbe da valutare se Kroldrup con il suo intervento impedisca realmente allo stesso di raggiungerla. Ebbene in questa circostanza l’arbitro Ovrebo commette diversi errori tecnici; se si considera falloso l’intervento del difensore viola l’arbitro avrebbe dovuto espellerlo per “chiara occasione da gol” e soprattutto, anche nel caso in cui avesse ravvisato il fallo, avrebbe dovuto concedere il vantaggio visto che la palla era diventata giocabile da Gomez che tra le altre cose aveva anche messo il pallone in rete.












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Il Palermo non si ferma più: rifila tre sberle alla miglior difesa del campionato e conferma un momento più che positivo, sette partite senza sconfitte e quarta vittoria consecutiva al Barbera. Oggi la vittima sacrificale si è chiamata Fiorentina, mai con un passivo così pesante contro i rosanero, squadra che in campionato dimostra andamento altalenante e che in Sicilia, oggi, non ha mai davvero impensierito gli avversari. Almeno non nel primo tempo, quando i padroni di casa hanno costruito la vittoria grazie alla doppietta di Abel Hernandez, classe ‘90 dall’Uruguay, che già quest’anno aveva segnato a San Siro contro l’Inter. Sostituito da Igor Budan nella ripresa, è stato proprio il croato ad arrotondare il punteggio che fa gongolare Delio Rossi, ora quinto in solitaria con i suoi ragazzi (Tabellino di Palermo-Fiorentina 3-0 - Foto di Palermo-Fiorentina 3-0 - Video di Palermo-Fiorentina 3-0).
Senza Cavani e Simplicio, il Palermo si affida ad Hernandez, supportato dal genio di Miccoli e Pastore; i viola hanno gli uomini di maggior importanza in campo, da Mutu a Gilardino, ma nonostante la buona volontà, soprattutto nella prima frazione non ne azzeccano una. Merito, c’è da dirlo, degli avversari, pimpanti e in buona condizione fisica, supportati dalla freschezza atletica dei tre attaccanti e da un Liverani, ex di turno, solito geometra di centrocampo. Dopo un avvio di studio in cui però i rosanero guadagnano inesorabilmente metri, arriva il gol che spezza l’equilibrio: tiro da cineteca di Miccoli dal limite, traversa e tuffo di testa di Hernandez sulla ribattuta. Gol. E ne arriva un altro a ridosso del riposo: stavolta è Pastore ad accendere la lampadina, lancio filtrante e ancora rete del giovane uruguaiano con Frey in uscita.




Alla fine l’ha spuntata la Fiorentina, ma ancora una volta il Bari ha dimostrato di essere una delle sorprese più belle di questa serie A. La squadra di Ventura ha messo sotto i viola per lunghi tratti della partita, Sebastian Frey ha dovuto fare gli straordinari anche oggi. I padroni di casa, passati in svantaggio grazie ad un gol di Barreto, sono stati bravi a rimontare con Adrian Mutu e capitalizzare la superiorità numerica in seguito all’espulsione di Sergio Almiron. Prandelli lancia nella mischia José Ignacio Castillo e l’argentino lo ricompensa con il gol vittoria, poi arriva anche per lui l’espulsione ma il risultato non cambia (Il Tabellino di Fiorentina - Bari 2-1 - Il Video di Fiorentina - Bari 2-1).
La Fiorentina parte bene, manovra con ordine e amministra il gioco, il Bari si preoccupa di respingere gli assalti e prova a far male in contropiede. La partita è vivace e divertente, il primo sussulto arriva dopo 11 minuti quando Gillet è strepitoso su un tocco di Felipe da pochi metri. Bonucci per poco non regala il vantaggio ai padroni di casa con un’autorete e Gilardino da pochi metri manda alto, sull’altro fronte una conclusione di Rivas non trova la porta di pochissimo. A passare per primi sono però gli ospiti su azione di calcio d’angolo, Ranocchia trova Barreto sul secondo palo che non ha difficoltà a spingerla dentro. La squadra di Prandelli non si perde d’animo e prova a reagire, la palla buona per il pareggio capita sui piedi di Mutu che però sbaglia clamorosamente. Il rumeno si fa perdonare qualche attimo dopo mettendo alle spalle di Gillet una palla che Pasqual dalla sinistra aveva messo bene in area.



