L’Inter è fuori dalla Champions League nel modo più beffardo, subendo i due gol decisivi sia all’andata che al ritorno negli ultimi istanti di gara. I nerazzurri hanno giocato in modo troppo raffazzonato, vivendo soprattutto di nervi e di agonismo. I francesi, con il passare dei minuti, hanno preso le misure alla squadra di Ranieri, controllandone abbastanza agevolmente gli attacchi. Il gol di Milito è arrivato nel momento peggiore dell’Inter, proprio quando la partita sembrava incanalata verso lo 0-0. L’Inter ha ripreso fiducia nei minuti finali, ma il destino di questa stagione non sorride al club di Moratti, trafitto a tempo scaduto da Brandao. Ranieri è ovviamente affranto a fine partita. L’intervista ai microfoni di Sky:
“Per ora siamo questi. Se l’anno prossimo Moratti vorrà cambiare lo ringrazierò per l’opportunità che mi ha dato, Serenamente. Avevamo giocato meglio anche a Marsiglia, poi anche lì abbiamo preso gol nel recupero dopo aver avuto, come stasera, le occasioni più ghiotte. In 180 minuti, abbiamo preso tre tiri in porta ma vince chi segna, e allora complimenti ai francesi. Non potevamo fare di più in questo momento. Ho chiesto a Snejider di giocare a centrocampo per essere il punto di riferimento degli attaccanti, poi l’olandese si è fatto anche male ed è entrato Obi, con cui siamo stati più compatti ed incisivi sulla fascia sinistra. Ora si devono trovare gli stimoli, anche se siamo usciti la squadra ha dato tutto. Vediamo cosa possiamo fare in campionato. Il terzo posto? Deve cambiare il vento perché più di così non possiamo fare. Potevamo fare di più con un pizzico di fortuna che quest’anno proprio non vuole arrivare. In questa stagione abbiamo avuto disattenzioni, energie nervose che vanno e vengono: non è un super anno positivo per noi e questa doppia sfida col Marsiglia ha ben fotografato la nostra stagione. Rivoluzione? L’Inter deve ristrutturarsi, puntellare alcuni reparti. La società questo già lo sapeva, a prescindere da questa sera”.
Moratti non incolpa Ranieri. In pratica l’allenatore romano è confermato fino a fine stagione: “In una sera come questa non mi sento di prendere provvedimenti. Non vedo colpe del tecnico, ma più che altro la fortuna del suo collega francese Deschamps. Se avessimo perso 4-0 avrei potuto pensare in un’altra maniera, ma avendo preso due gol nel recupero non me la sento di dare un giudizio così negativo. Ranieri non se lo merita”.
Foto Inter-Olympique Marsiglia 2-1 | 13/03/2012




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A poco meno di due mesi dalla fine della stagione, l’unica cosa certa in casa Inter è che Claudio Ranieri il prossimo anno non siederà sulla panchina nerazzurra. Il tecnico romano ha sempre avuto poche chance di aprire un ciclo con l’Inter, fin dai primi giorni quando subentrò al posto di Gasperini. Probabilmente l’unico motivo per cui Moratti gli fece firmare un contratto fino al 2013 era per non farlo sentire fuori dal progetto. All’Inter c’è bisogno di un tecnico coraggioso, in grado di motivare l’ambiente e prendere decisioni importanti anche per il prossimo mercato nel quale ci saranno tante necessità da soddisfare avendo però pochi soldi a disposizioni.
Nonostante in Francia siano convinti che Laurent Blanc andrà all’Inter dopo l’Europeo con la Francia, dall’Inghilterra oggi è arrivata una clamorosa indiscrezione. Massimo Moratti avrebbe incontrato nei giorni di scorsi Villas Boas, fresco di esonero dal Chelsea, per sondare la disponibilità del tecnico portoghese ad allenare l’Inter nella prossima stagione. L’ex Porto è già stato alla Pinetina nel 2008/2009 come collaboratore di Mourinho prima di andare al Porto e vincere nella passata stagione Supercoppa di Portogallo, Coppa di Portogallo, Primeira Liga ed Europa League.
Moratti ha smentito seccamente di aver contattato alcun allenatore per questa o la prossima stagione, ma basta sforzare un po’ la memoria e ricordarsi che disse lo stesso ad aprile 2008 quando era ai ferri corti con Roberto Mancini ed incontrò José Mourinho che era stato esonerato proprio dal Chelsea. A quattro anni di distanza vedremo lo stesso copione?
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L’edizione on line di Marca, famoso quotidiano di Madrid, si apre oggi con una notizia molto succosa riguardo all’Inter: secondo il giornale il presidente Massimo Moratti sarebbe pronto a coprire d’oro Pep Guardiola pur di averlo in nerazzurro già dalla prossima stagione. L’allenatore del Barcellona non ha ancora rinnovato il suo contratto con i blaugrana e potrebbe davvero cambiare aria, per vincere la concorrenza l’Inter è pronta a presentare un’offerta irrinunciabile: 20 milioni di euro netti al tecnico con annessa la possibilità di portare con sé alla Pinetina tutto il suo staff.
In cambio Moratti chiederebbe all’artefice del miracolo Barça di rifondare completamente la sua squadra, vecchia di età e con pochi stimoli, per portarla nuovamente sul tetto d’Europa nel giro di due stagioni. Il progetto è molto ambizioso e una sfida del genere potrebbe ingolosire non poco Guardiola che ormai in Catalogna ha vinto tutto e vorrebbe iniziare una nuova avventura con nuovi stimoli. Il problema è rappresentato però dal club blaugrana, il tecnico ha chiesto al suo procuratore José María Orobitg di non parlare con nessun’altra società fino a quando non arriverà una risposta dal Barcellona.
A rendere più difficile l’impresa di Moratti c’è anche un altro aspetto non trascurabile messo in risalto da Marca, secondo il quotidiano sportivo infatti Pep Guardiola, in caso di non rinnovo con il suo club starebbe pensando seriamente alla possibilità di prendersi un anno sabbatico, prima di ricominciare a lavorare da qualche altra parte. A questo bisogna aggiungere anche la concorrenza in cui potrebbero incappare i nerazzurri, su tutti quella del Chelsea che sta pensando seriamente di dare il benservito a Villas Boas dopo appena una stagione. Riuscir il patron nerazzurro a convincere lo spagnolo ad abbracciare il suo progetto? Guardiola è l’uomo giusto per guidare la rinascita dell’Inter?

Thiago Motta al Parist Saint Germain ha avuto assicurato il posto da titolare e un’accoglienza da campione; non che all’Inter non fosse considerato un top-player, ma tante volte l’italo-brasiliano aveva asserito di non avere più le giuste motivazioni per continuare la sua avventura in nerazzurro: lo aveva detto, oltre che a se stesso, anche a Claudio Ranieri e a Massimo Moratti, a quest’ultimo in forma quasi implorante affinché lo lasciasse andare nella capitale francese. Dunque, all’Inter non ci stava più bene e oggi tramite la Gazzetta dello Sport lo ha ribadito:
“Come ho già spiegato al presidente Massimo Moratti, il mio ciclo all’Inter era finito. Per me era arrivato il momento di cambiare aria perché ho bisogno di avere sempre nuovi stimoli per progredire e li ritrovo qui, con una squadra che è in crescita, anche se vincere la Ligue 1 non sarà scontato. Credo che quando un giocatore sente il bisogno di cambiare per ritrovare la motivazione non deve pensarci su troppo, soprattutto se ti rendi conto di aver esaurito un’esperienza anche se è stata molto ricca. Penso di aver fatto una scelta buona per me e per loro”.
A monte però c’è dell’altro. Perché parlando della sfida che i suoi ex compagni andranno a giocare a Marsiglia contro l’Olympique (andata degli ottavi di finale di Champions League), spiega che nella sua decisione ha influito anche l’addio di Samuel Eto’o in estate:
Penso che l’Inter sia abituata a giocare in un modo e che quest’anno questo tipo di gioco non sorprenda più nessuno. L’Inter è molto forte in contropiede e quando si chiude in difesa lo fa in modo compatto, per poi fare danni sulle ripartenze. Solo che adesso le squadre che affrontano l’Inter hanno tendenza loro ad aspettare e a colpire in contropiede, mettendo così in difficoltà la squadra. Secondo me la cessione di Samuel Eto’o ha tolto davvero molto alla squadra, perché lui era uno che poteva fare la differenza sempre. Certo, adesso hanno ritrovato il miglior Diego Milito che quando è in forma è un vero pericolo e sa fare bene il suo mestiere, soprattutto se la squadra difende bene e si appoggia su di lui per ripartire. Milito è un’arma pericolosa, ma con Eto’o l’Inter ne aveva una in più. La sua cessione ha in parte inciso sulla mia scelta”.
Crisi nera in casa Inter. Dopo sette vittorie consecutive in campionato, la squadra di Ranieri è sprofondata all’inizio del girone di ritorno. Dalla diciannovesima giornata in avanti, i nerazzurri hanno conquistato un solo punto nel rocambolesco pareggio 4-4 in casa contro il Palermo, poi hanno perso 1-0 contro Lecce e Novara, 4-0 all’Olimpico contro la Roma e sono stati eliminati anche dalla Coppa Italia per mano di un’altra grande in crisi di risultati come il Napoli di Mazzarri. Anche quando l’Inter ha inanellato la succitata striscia di vittorie consecutive, non ha mai impressionato sotto il profilo del gioco, raccogliendo spesso a fine partite le critiche dello stesso Ranieri che si accontentava di conquistare almeno un po’ di punti preziosi in attesa di una svolta che non c’è mai stata.
Con la sconfitta di oggi pomeriggio contro il modestissimo Novara, i nerazzurri hanno perso la nona partita in Serie A sulle 23 disputate finora e sono scivolati a -6 punti dal terzo posto occupato dalla Lazio. Ci sono parecchie cose che non vanno per il verso giusto in casa Inter e tutto è incominciato proprio nel momento più alto della storia recente nerazzurra; nella notte di Madrid di due anni fa che ha consacrato la squadra, allora allenata da Mourinho, Campione d’Europa. Da quando il portoghese ha lasciato l’Inter, la società e la squadra sembrano regredire sempre di più all’epoca pre-Calciopoli quando l’Inter prometteva molto d’estate ed arrancava poi sistematicamente durante la stagione.
E’ stato mandato via Gabriele Oriali, forse l’unico dirigente veramente competente, per dare maggiore spazio a Marco Branca che non è riuscito né ad individuare i giocatori adatti a sostituire i campioni che sono partiti, né a gettare le basi per rimpiazzare gradualmente i senatori un po’ stagionati che hanno tirato la carretta in questi anni. La dimostrazione del pressapochismo che regna in via Durini si rispecchia nelle decisioni prese in queste ultime due stagioni. Hanno scelto Benitez come nuovo allenatore dopo Mourinho e non si sono impegnati sul mercato per accontentarlo. Al suo posto a gennaio è arrivato Leonardo che ha chiuso la stagione in modo eccellente, conquistando la Coppa Italia ed il secondo posto.
Ad inizio estate il brasiliano ha deciso di andarsene per andare a ricoprire il ruolo di direttore generale del Psg, ed al suo posto hanno scelto Gianpiero Gasperini, non per meriti acquisiti sul campo o per profondo convincimento nelle sue capacità, quanto per mancanza di alternative. Dopo un inizio di stagione terribile con l’allenatore di Grugliasco, hanno deciso di cambiare ancora, puntando su Claudio Ranieri, anche in questo caso scelto probabilmente per mancanza di alternative.
Inter-Novara 0-1 | Le Foto | 12/02/2012




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Angelo Palombo lascia la Sampdoria e si trasferisce all’Inter: meno di una settimana fa sembrava in procinto di passare alla Juve, ieri sera invece sembrava fatta col Milan, alla fine la spuntano i nerazzurri che si assicurano le prestazioni del mediano di Ferentino che così lascia la Genova blucerchiata dopo 10 anni molto molto intensi. Tanto intensi che i tifosi del club ligure non hanno per niente preso bene questa operazione avallata dalla famiglia Garrone, rea di aver “voluto” vendere il loro capitano contro la sua stessa volontà a causa dell’ingaggio evidentemente troppo oneroso per le politiche economiche della società. Polemiche sampdoriane a parte, il centrocampista della Nazionale da domani sarà un giocatore dell’Inter, avendo da pochi minuti apposto la propria firma sul contratto che di fatto sancisce il suo passaggio al Biscione.
Venduto Thiago Motta al Paris Saint German per quasi 10 milioni di euro e lasciato libero Sulley Muntari di accasarsi al Milan, Moratti dunque si rinforza con Fredy Guarin (26 anni) e con un mediano dal sicuro rendimento (31 primavere). E viste le cifre dell’operazione sembra anche che l’Inter abbia fatto un affare: per Palombo ha sganciato un milione per il prestito, tre per il riscatto certo a giugno, a cui si devono aggiungere gli 1,5 per il colombiano ex Porto con cui l’Inter ha un diritto di riscatto (non un obbligo!) fissato a quota 11 milioni. Insomma, alla fine non male i movimenti interisti. E nel frattempo arrivano anche le prime dichiarazioni di Angelo Palombo, scucitegli di bocca all’uscita della sede del club dove nel pomeriggio si è recato per firmare il contratto: “L’Inter è una grandissima squadra, una grandissima occasione. Poi parlerò in conferenza stampa“.
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Quella che potrebbe diventare una pietra tombale per la trattativa in cui è coinvolto Carlos Tevez sull’asse Manchester-Via Turati la mette Khaldoon Al Mubarak, presidente del Manchester City. D’altronde il Milan sembra aver allentato la presa già da alcuni giorni e il ritorno di fiamma improvviso per Maxi Lopez è un modo per cautelarsi ed evitare di rimanere con un pugno di mosche in mano alla fine del calciomercato di gennaio.
Tuttavia l’attacco del braccio destro dello sceicco Mansour è pesante perché richiama quei principi di lealtà che nella compravendita dei calciatori spesso vengono ignorati. Khaldoon Al Mubarak ha parlato al giornale di sua proprietà, “The National” (edito a Abu-Dhabi) ed esclude del tutto, almeno per il momento, la possibilità che Tevez possa finire al Milan:
“Carlos Tevez resta un giocatore con obblighi contrattuali al Manchester City per le prossime due stagioni e mezzo. Applicheremo i termini del suo contratto a meno che arrivi un’offerta che riteniamo appropriata. Inter e Psg sono entrate in trattativa con noi in buona fede ed è sempre un’esperienza positiva trattare con persone professionali. In questo momento, invece, il Milan non è una soluzione per Tevez. Il signor Galliani e i suoi consulenti hanno sviluppato un senso di sicurezza fuori luogo a seguito delle loro trattative private con Tevez e i suoi consulenti. Se vogliono essere presi in considerazione durante il mercato di gennaio, sarebbe meglio se la smettessero di congratularsi a vicenda e cominciassero a ragionare su come possono soddisfare le nostre richieste”.

La trattativa sembra, almeno per il momento, bloccata dal rifiuto del Manchester City. Al club inglese non bastano i 25 milioni di euro offerti dall’Inter, mentre Moratti & Co. non abboccano al gioco al rialzo e aspettano. A far tentennare il patron nerazzurro è l’opinione influente di Claudio Ranieri, il maggiore artefice della riscossa nerazzurra in campionato. Il tecnico romano avrebbe delle perplessità e le ha spiegate a Radiouno. “Tevez? Gli equilibri si sono compattati, nelle difficoltà questa squadra si è coesa di più e questo mi è piaciuto molto. La domanda è quanto può dare questo ragazzo che non gioca da tanto tempo?. Cercheremo con il presidente di analizzare al meglio la situazione”.
E Moratti non scredita le parole di Ranieri:
“Tevez? Fare le cose per principio può essere un divertimento, e fare le cose perché abbiano un senso è tutt’altro. Vediamo, forse ne vale la pena, non lo so. È sicuramente un giocatore interessante, vedremo se ci sarà un’occasione favorevole. Ranieri dice che bisogna valutare se Tevez porta vantaggi o svantaggi? Questo è il pensiero del tecnico, ne teniamo conto, anche perché è il più vicino alla squadra. Nel calcio non ci sono segreti: l’offerta è quella di 25 milioni di euro, ora dipende da loro se accettarla o no“.
Intanto il Paris Saint Germain non molla la preda e secondo la Gazzetta Leonardo ha informato sia l’Inter sia il Milan della sua nuova offensiva. Le attenzioni della società parigina saranno per il giocatore e il suo entourage. Dopo aver messo sul piatto un’offerta da 30 milioni (più 5 di bonus), Leonardo non ha ancora avuto modo d’avvicinare il giocatore. Sia per la concorrenza di Inter e Milan che per l’atteggiamento irremovibile del giocatore, indisposto a giocare nel campionato francese. Ma svanita la trattativa per Pato, ora il Psg è pronto ad alzare ulteriormente la posta.

Dopo il derby di mercato con il Milan per Carlitos Tevez, adesso Massimo Moratti preferisce concentrarsi su quello di campionato di domenica sera. La trattativa è ferma ma esiste ancora, con tanto di proposta ufficiale di 25 milioni di euro più 3 di bonus, ed il giocatore in questi giorni dovrà metabolizzare il suo mancato arrivo in rossonero per decidere serenamente insieme al City il proprio futuro. Sull’argentino c’è anche l’interesse del Psg che è rimasto scottato dal ripensato dell’ultimo minuto di Pato quando la trattativa sembrava ormai essere andata a buon fine. Adesso l’Inter è impegnata anche in ulteriori riflessioni; se avessero battuto la concorrenza del Milan, certamente Tevez sarebbe arrivato in nerazzurro felice per la destinazione scelta, ma con i rossoneri che si sono ritirati dalla trattativa tutto cambia. Il patron interista oggi non si è voluto sbilanciare:
“La trattativa l’abbiamo rimandata a dopo il derby. I contatti continuano, continuano con tutte le squadre del mondo compreso il City. Sinceramente, però, il mio pensiero è più sul derby. Spero che giochino bene. Vincere significherebbe dare la prova di esserci”.
Con quale spirito Tevez approderebbe all’Inter, dall’altra parte di Milano, dopo essere stato costretto a rinunciare al Milan? Forse proprio per questo motivo Moratti ha preferito rimandare tutto a dopo la partita di domenica, per capire quale sarà la reazione di Tevez a questo “abbandono” rossonero. Certamente nessuna squadra sarebbe migliore dell’Inter per sfogare contro il Milan le proprie frustrazioni per non aver creduto in lui al punto da fare un investimento importante.

Il suo Manchester City ha da poche ore perso una ghiotta occasione per riallungare in classifica e staccare nuovamente i cugini dello United, portandosi al primo posto solitario. Ma c’è un’altra notizia che mette un pizzico di agitazione alla tifoseria che ha eletto idolo indiscusso Mario Balotelli, dedicandogli un coro personalizzato e una canzone hip - hop (tuttavia la fede calcistica di Tinchy Stryder è ignota). Si parla della possibilità, nemmeno troppo remota, di un addio al City di Balotelli. L’eventuale nuova destinazione è ovviamente indefinita e per l’attaccante italiano si è trattato di un semplice pourparler con uno dei tanti tabloid che ha preso la palla al balzo per animare l’inizio del 2012.
“Il presidente Moratti mi riprenderebbe subito all’Inter ma io non voglio ancora lasciare il City“. Le parole pronunciate da Balotelli sono state riportate dal Daily Mail. L’attaccante italiano non esclude un ritorno in patria, ma ad intrigarlo maggiormente sono altri lidi calcistici. “Non sto pensando all’Italia, ora sto bene ai Citizens”, ha detto l’ex interista. “Ringrazio Moratti per le sue parole di stima, mi hanno fatto piacere. Il Napoli? Mi piace la città ma ci sono altri club in Inghilterra e in Spagna che mi attraggono”.