Il Milan ha dovuto sudare non poco per piegare la resistenza del Novara, unica squadra imbattuta tra i professionisti con 10 mila tifosi al seguito. Alla fine i rossoneri si impongono per 2-1: portati in vantaggio da Filippo Inzaghi in apertura di gara, vengono raggiunti dopo solo un minuto del secondo tempo grazie alla splendida rete dell’argentino Gonzalez. Gli azzurri ci credono e sulle ali dell’entusiasmo provano il colpaccio. A dieci minuti dalla fine ci pensa però Flamini a risolvere la situazione con una gran conclusione da fuori e a regalare i quarti di finale alla sua squadra. (Il Video della Partita)
Le due squadre si presentano in campo con un assetto speculare, 4-3-1-2 per entrambe le formazioni. Leonardo da spazio a coloro che hanno avuto meno possibilità di scendere in campo in campionato, così tra i titolari rivediamo Filippo Inzaghi e Mathieu Flamini, Kakhaber Kaladze e Daniele Bonera, ma anche il giovane Davide Di Gennaro. Anche il Novara adotta il turn over preservando i suoi giocatori migliori per il torneo di Prima Divisione, il capitano Raffaele Rubino e il bomber Simone Motta non sono della partita.




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Si rivedono Abbiati e Jankulovski, dal primo minuto Huntelaar in coppia con Inzaghi, Flamini a centrocampo: sono molte le novità che questo pomeriggio Leonardo proporrà sul terreno di gioco di San Siro per gli ottavi di finale di Coppa Italia. Avversario del Diavolo, il Novara: i piemontesi non hanno ancora perso una partita in Prima Divisione (primi nel Girone A) e in questa competizione hanno eliminato Parma e Siena. Avversario ostico, ma anche emozionato come dimostrano le parole dell’allenatore, Attilio Tesser: “La mia preoccupazione è la qualità del Milan, anche perchè non solo il divario tra le due squadre è di tre categorie, ma anche perchè è una squadra al vertice che sta bene fisicamente, io mi auguro che i miei giocatori non si lascino influenzare dall’ambiente e che giochino la loro partita con tranquillità“.
Già, il Milan sta bene e in Via Turati si sono rivisti sorrisi che negli ultimi mesi parevano essere volatilizzati. Ma in cotanta euforia, tra un Ronaldinho a ritmo di samba, un Pirlo di nuovo ispirato e Borriello e Nesta senza acciacchi alla schiena, c’è anche chi storce il naso. E vorrebbe magari andarsene. Rientrato il pericolo di perdere Gattuso, che anzi si è rilanciato, tenute a bada anche le bizze di Huntelaar, Galliani ora deve affrontare la situazione di altri giocatori, poco sfruttati e che vogliono giocare di più. A costo di andare altrove. “Inzaghi al Parma? Credo di no, che continuerà a giocare con il Milan” le parole del pelato ad rossonero, ma intanto le voci di un suo passaggio in Emilia rimangono fondate. Superpippo ha un’età, è vero, ma non ha smesso di aver voglia di giocare. E di fare gol. In ogni modo sono più spinose le questioni inerenti a Storari e Flamini.

Aggancio riuscito: quello del Napoli, che dopo la sconfitta sonora e bruciante della Juve raggiunge i bianconeri al terzo posto in classifica. Eh sì, perché lo 0-3 di questa sera del Milan all’Olimpico di Torino è un punteggio importante per vari motivi, risultando chissà uno spartiacque nel campionato delle due squadre proprio al giro di boa: i rossoneri tengono vive le speranze per raggiungere Inter e primo posto in classifca (8 punti in meno ma anche una gara da recuperare e fra due giornate c’è il derby), la Vecchia Signora probabilmente saluterà Ciro Ferrara, ennesimo allenatore della nuova gestione che va via anzitempo. Si dimetterà? Verrà esonerato? Rimarrà al suo posto? Il tenace napoletano avrà di che pensare nelle prossime ore, tutt’altra storia per Leonardo che si gode la vittoria del gruppo (Tabellino e pagelle di Juve-Milan 0-3 - Foto di Juve-Milan 0-3 - Video di Juve-Milan 0-3).
Non che abbia giocato benissimo il Milan, anzi. Ma gli avversari questa sera (e non è una novità) sono risultati nettamente inferiori: corsa a vuoto, pressing sterile, non un’azione degna di nota, zero fraseggio e i soliti brasiliani sottotono. Dopo un avvio promettente (tiro a giro di Diego fuori di poco) e nel corso, tutto sommato, di un primo tempo non bellissimo, ecco all’improvviso il vantaggio degli ospiti: angolo di Pirlo dalla sinistra, sul primo palo cicca Felipe Melo (chi, se no?) e Nesta tutto solo buca l’incolpevole Manninger. Reazione Juve che si concretizza con un tiro in scivolata di Chiellini, bravo Dida a fare buona guardia. E dopo due minuti di recupero Damato manda tutti negli spogliatoi.




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In un periodo di confessioni scomode in cui, prima Balotelli e poi Santon, hanno ammesso la propria simpatia per i colori rossoneri, ovviamente scemata del tutto quando ci ha pensato l’Inter ad aprire le porte radiose del loro futuro calcistico, arriva un’altra ammissione, stavolta dalla metà rossonera di Milano. In realtà non si tratta propriamente di uno scoop in quanto su Adriano Galliani circola già da parecchi anni la “voce” che accosta la sua fede di tifoso ai colori della Juventus, in tempi di infanzia e di adolescenza. Ma il momento giusto per ritirare fuori questa vecchia storia sembra arrivato. Il Milan è in ripresa, non una rinascita che fa gridare al miracolo, ma è comunque in ascesa rispetto al confusionario momento di inizio stagione.
Il sorpasso ai danni della Juve, figlio dell‘exploit di Huntelaar a Cagliari, comincia a far ingolosire il popolo rossonero. L’Inter è ancora lontana, ma il prossimo turno di campionato riserverà ai nerazzurri la trasferta di Torino. E Galliani, dai microfoni di Gr Parlamento, molto sinceramente, spera in un passo falso dei cugini: “Il Milan ha un buon rendimento, ma davanti c’è un’Inter straordinaria. Abbiamo sogni, come tutti, ma non siamo l’anti-Inter. Nelle ultime sette gare abbiamo vinto sei partite e ne abbiamo pareggiata una senza recuperare punti. Non abbiamo tormenti, pensiamo solo alla nostra squadra. I nostri 28 punti, come i 27 della Juve, sembrano pochi perchè davanti c’è un’Inter straordinaria”.
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Continua a non perdere il Milan, che anzi in quel di Catania fa bottino pieno grazie a un finale non adatto ai deboli di cuore: dopo un intero match intenso ma avaro di emozioni in quanto a occasioni, il tanto criticato olandese Klaas Jan Huntelaar sigla una doppietta nel tempo di recupero. Sono due gol pesanti, per vari motivi: risollevano il morale dell’ex punta di Ajax e Real Madrid che, chissà, potrà tornare molto molto utile alla causa, ma con questi 3 punti il Milan balza al secondo posto e si candida, semmai serva a qualcosa, come avversaria principale dell’Inter. Che dire dei siciliani? Volenterosi, ordinati, forse poco audaci; Atzori per il momento rimane saldo sulla panchina, ma domenica prossima a Siena si gioca tutto (Il tabellino di Catania-Milan 0-2 - Le foto di Catania-Milan 0-2 - Il Video di Catania - Milan 0-2).
Squalificato Pirlo, c’è Flamini in mezzo al campo insieme a Ambrosini; Leonardo da fiducia ad Abate sulla destra, per il resto solito quartetto fantasia in avanti e pacchetto arretrato standard. Atzori schiera ben sei argentini, tridente d’attacco con Martinez e Mascara a supporto di Morimoto, terzino Bellusci, giovanissimo ex Ascoli già Under 21 azzurro. La prima frazione non è bellissima, l’agonismo c’è ma di grandi occasioni se ne vedono poche; possesso palla esclusivamente rossonero, gli etnei in difesa sono tignosi, a volte al limite del regolamento. Insomma, le conclusioni più importanti partono dal destro di Seedorf, l’olandese però non è sempre preciso e lucido, e da un tiro al volo di Borriello; il Catania quando può riparte, però poi si ferma contro il muro difensivo erto da Nesta e Silva. Al duplice fischio di Brighi l’impressione è che nella ripresa ci vorrà qualcosa di più per sbloccare il match.
Il Milan dilapida il tesoro conquistato contro il Real Madrid. Un pareggio molto sofferto quello racimolato questa sera che costringe i rossoneri alla vittoria all’ultima giornata, a Zurigo, per non correre rischi affidandosi ai favori altrui: la vittoria. Impresa che appare più che abbordabile, considerando la classifica degli svizzeri che non hanno nulla da chiedere. Ma intanto bisognerebbe cambiare registro e mettersi alle spalle questo poco entusiasmante 1-1. Il Marsiglia è sceso in campo a San Siro con la consapevolezza che con la conquista dei tre punti avrebbe scavalcato il Milan. E infatti i francesi non si fanno intimorire dal bellissimo goal di Borriello al decimo minuto.(Fotogallery)
L’attaccante supera Heinze e deposita il pallone alle spalle di Mandanda con un preciso tunnel. Sei minuti dopo l’O. Marsiglia perviene al pareggio: Oddo perde palla, ne approfitta Niang che crossa al centro mettendo in difficoltà Dida. Il pallone giunge nei pressi di Lucho Gonzalez che lo insacca facilmente. Oddo si infortuna al 28esimo e lascia il posto ad Abate. Al 38esimo Pato, con un pallonetto, tenta invano il colpo da campione. Al 20esimo della ripresa Brandao fa tremare la traversa di Dida. Il Milan appare spento; sono di Borriello e Ronaldinho gli ultimi sussulti. Ma è ancora il Marsiglia, nel finale, a spaventare San Siro con un altro palo colpito stavolta da Diawara.




E’ finita l’avventura di Gennaro Gattuso al Milan? E’ una domanda forse prematura, anche un po’ antipatica, sicuramente non proprio fuori luogo. La situazione appare chiara, il Campione del Mondo sta scaldando la panchina, il futuro negli schemi rossoneri non è dei più rosei e l’età, fattore da non sottovalutare, gli consente ancora di affrontare nuove sfide e abbracciare rinnovati stimoli. A 32 anni c’è ancora tempo e modo per togliersi egregie soddisfazioni. Ma come si è arrivati a questo clima quanto meno incerto tra il Ringhio nazionale e la gloriosa società di Via Turati, Milano? Si dice che tre indizi spesso fanno una prova, infatti diversi episodi hanno incrinato un rapporto che solo qualche stagione fa lasciava pensare che il calabrese avesse chiuso la carriera in rossonero.
Primo indizio: la delusione di Istanbul. Quella finale incredibile di Champions persa contro il Liverpool, una ferita che pareva non riuscisse a rimarginarsi, dopo più di un lustro di vittorie e soddisfazioni con la maglia del Diavolo il primo vero ostacolo che lo lasciò pensare a nuovi orizzonti professionali. Ma durò poco: un Mondiale vinto, la rivincita di Atene, il Milan sul tetto del Mondo sei mesi dopo, insomma la scelta di rimanere in Lombardia fu azzeccata. Secondo indizio: la voglia di rimettersi alla prova. Consumate le rivincite contro Liverpool e Coppa del Mondo per Club, trovare la forza per combattere e sudare ancora per quella maglia sembrava molto difficile. Stimoli nuovi, ecco cosa voleva Gattuso, Toni chiamava da Monaco di Baviera, lui pareva davvero in procinto di andare, un anno e mezzo fa.




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Sotto il diluvio di Roma la Lazio e il Milan si sfidano con l’obiettivo comunque della vittoria, padroni di casa sono in crisi profonda mentre la squadra di Leonardo deve provare a restare in scia di Inter e Juventus. La partita non è vivacissima ma comunque emozionante, i tre punti alla fine li conquistano i rossoneri grazie alle reti brasiliane di Thiago Silva e Pato. Inutile il gol del 2-1 siglato in avvio di ripresa dai biancocelesti grazie ad una deviazione sfortunata dello stesso Thiago Silva su conclusione di Zarate. Per la squadra di Lotito arriva la quinta sconfitta di questa stagione, la seconda in quattro giorni dopo il tonfo di coppa con il Villareal (La Fotogallery di Lazio - Milan 1-2 - Il Video di Lazio - Milan 1-2).
Ballardini per provare ad allontanare questo periodo di crisi si affida alla coppia d’attacco composta da Rocchi e Zarate, dietro le due punte si piazza invece Matuzalem. Il centrocampo, solido, è composto da Brocchi, Mauri e Baronio, tra i pali c’è Muslera con la solita difesa a quattro a sua protezione. Leonardo risponde con Borriello dal primo minuto che vince il ballottaggio con Inzaghi, al suo fianco Pato, ad ispirare Ronaldinho. A centrocampo troviamo Ambrosini è affiancato da Pirlo e Seedorf, difesa a quattro con Thiago Silva e Nesta centrali, Oddo e Zambrotta coprono le fasce.
Il primo brivido della giornata lo provano i milanisti, dopo due minuti Rocchi si presenta al cospetto di Dida ma la sua conclusione tocca l’esterno della rete. Il Milan tiene in mano il gioco, la Lazio si affida alle ripartenze ma la difesa rossonera concede davvero poco, allora i padroni di casa ci provano dalla distanza, è il caso di Brocchi che tenta da 25 metri, il suo destro va a lato. La squadra di Leonardo dimostra di essere pericolosissima quando parte in avanti, il vantaggio arriva al 21′, Pirlo scodella una palla in area su calcio di punizione, Thiago Silva anticipa tutti di testa e sigla il vantaggio.
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Il Milan continua a macinare punti e dopo il pareggio di Napoli batte il Parma a San Siro. Il mattatore della serata è il redivivo Marco Borriello, autore di una doppietta rigenerante per la squadra e per la sua autostima. Con questi tre punti i rossoneri toccano quota diciannove punti in classifica, ovvero quarto posto alle spalle di Sampdoria, Juventus e Inter. Scavalcati in un colpo solo il Napoli, vittorioso nell’avvincente anticipo preserale, e lo stesso Parma, fermi entrambi a 17 punti. (Le Foto di Milan - Parma 2-0)
Ma i gialloblù non hanno demeritato, tenendo in bilico il risultato fino agli ultimi istanti di partita. Da annotare, nel Milan, il rientro di Gattuso, l’impiego di Kaladze al posto dell’acciaccato Nesta e la scelta di Leonardo che preferisce Antonini a Zambrotta. E’ il Parma di Guidolin a rendersi per primo pericoloso con un tiro di Dzemaili, al decimo minuto, deviato provvidenzialmente sulla traversa da Dida. Passa qualche istante e il Milan trova il vantaggio con Ronaldinho che ispira Borriello a due passi da Mirante. Il Parma non demorde e con Bojinov mette i brividi alla difesa rossonera al 23esimo e al 29esimo.
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