
La sentenza di primo grado dell’ormai famigerato processo a Moggi e company il giorno dopo: se ne parla, eccome se se ne parla, con dichiarazioni dai più svariati versanti. Quando a parlare è Maurizio Zamparini, che a Radio Kiss Kiss commenta la vicenda e ne approfitta per dire due paroline anche del suo Palermo, raramente si ha a che fare con virgolettati banali. E allora il suo pensiero su tutta questa storia non può che essere fuori dal coro, esprimendo tutto il suo dispiacere per il trattamento ricevuto da Luciano Moggi:
“La vicenda di Moggi è una tragedia. Mi fa male che un amico venga colpito in questa maniera. Le condanne degli altri? Manca la condanna esemplare, manca la condanna alle Istituzioni del calcio. Carraro? Prima di Carraro c’erano altri personaggi che hanno fatto peggio. Il processo va fatto alle istituzioni che non sono state in grado di tutelare i campionati di calcio, non siamo stati capaci di mettere paletti. Abbiamo un’associazione arbitrale autonoma, senza nessun controllo. Non è possibile. Un giorno che l’Aia avrà un presidente truffaldino ne potranno combinare di tutti colori”.
E cerca di indicare anche la ricetta per cambiare le cose:
“Bisogna cambiare le istituzioni, non punire solo uno colpendo a caso nel mucchio. Quello che faceva Moggi lo facevano tutti, chi più chi meno. Dico dal punto di vista sportivo, non come eventi di tribunali, che avranno avuto le carte per dare quelle condanne. In appello Luciano deve solo pensare a difendersi, senza attaccare nessuno. La sua condanna mi fa male, non entro nel merito, perché sono amico di Moggi, però non mi piace com’è stato trattato”.
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Partiamo dalla cronaca: Sean Sogliano, fino a due giorni fa direttore sportivo del Palermo, si è dimesso dal suo incarico dopo pesanti e insanabili contrasti col numero uno di Via del Fante, al secolo Maurizio Zamparini. Il vulcanico patron dei rosanero è da sempre un tipetto con cui non è facile lavorare, ma se fino a qualche tempo a essergli indigesti erano soprattutto gli allenatori che perdevano due partite di fila, oggi riscopriamo uno Zamparini allergico anche ai ds, se è vero che esattamente un anno fa fece le valigie dopo i solito alterchi anche Walter Sabatini, oggi alla Roma. Ma come mai l’ex dirigente del Varese (e tanto bene aveva fatto coi biancorossi appena la stagione scorsa) ha raccolto baracca e burattini e ha lasciato la bella Sicilia?
Si vocifera che il pomo della discordia sia Josip Ilicic, dacché Zamparini avrebbe voluto maggior tutela per il gioiellino sloveno (malignando si potrebbe supporre che le ultime deludenti prestazioni del numero 27 abbiano fatto calare le quotazioni del giocatore già in rampa di vendita), la realtà è che il rapporto con Sogliano era già compromesso al via del campionato quando, il 31 agosto, il divorzio pareva già cosa fatta. Poi uno stentato ricucire, le nuove frizioni prima della partita di Udine, infine lo strappo definitivo: “Se pensa di fare il capo ha sbagliato società, a Palermo il capo sono io” aveva tuonato prima dell’incontro di ieri mattina l’imprenditore friulano, che a questo punto potrebbe fare tutto da solo come dodici mesi fa.
La notizia ha ovviamente scatenato i cronisti a caccia di dichiarazioni e dettagli, di fatto le bocche sono rimaste cucite e hanno dato corpo alla cosa i pensieri di chi con i due hanno lavorato. Per esempio Rino Foschi che a reterete24.it ha detto:
“Sappiamo tutti che persona particolare sia il presidente Zamparini. Lavorare con lui da un certo punto di vista è molto facile, ma da un altro è anche molto difficile. Il patron friulano è un dirigente che lascia ampi margini di lavoro al proprio direttore sportivo, mettendo anche a sua disposizione importanti risorse economiche. Dall’altra parte però il presidente vuole sempre per se l’ultima parola su determinate decisioni, perché è lui a comandare nella sua società. Io nel mio primo anno a Palermo avevo rassegnato le dimissioni per ben tre volte, ma per il resto ho sempre lavorato bene con il patron friulano e sarei rimasto a lungo alla corte del Palermo. Lui assume appieno la figura del capo della sua società e in certe occasioni per andare d’accordo con lui, bisogna avere una certa elasticità”.
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Maurizio Zamparini, che dopo il 2-0 al Siena del suo Palermo e la sosta delle Nazionali era tutto gongolante e soddisfatto, non ha proprio digerito lo 0-3 di San Siro contro il Milan: “Con Mangia e Sogliano abbiamo parlato del momento che stiamo vivendo. Ovviamente non possiamo essere contenti dopo questa sconfitta. Vedremo se la prestazione col Milan è stata un caso oppure no. A Mangia ho solo detto che questa squadra era costruita pensando ad un altro modulo con un altro allenatore, forse non è la più adatta al 4-4-2“. Se è vero che l’imprenditore friulano non è mai contento, allora prima che chiedere a Mangia andate da Pioli e Cosmi. O magari da Delio Rossi.
Il tecnico romagnolo è attualmente ai box e a Radio Sportiva ha parlato di tutto e di più, compreso il suo futuro, non esimendosi come ovvio dal rispondere alle domande sulla sua ex squadra, il Palermo appunto. E le sue parole non sono state proprio morbide:
“Il contatto con Zamparini era reale, non ho ritenuto giusto per la gente di Palermo tornare. Lì c’è gente che con il mondo del calcio non ha molti punti di contatto, e con cui faccio fatica a parlare”.
Il riferimento al suo ex presidente non è proprio palese, almeno non per quanto riguarda il secondo periodo. Eppure Zamparini si è risentito e nel corso dell’intervista di cui sopra, ne ha approfittato anche per controbattere alle parole di Rossi:
“Siccome lui capisce tanto di calcio è a casa senza allenare”.
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Stilettata di Maurizio Zamparini nei confronti del Milan e in particolare di Silvio Berlusconi. Intervenuto ai microfoni del programma di Radio 2 Un giorno da pecora, ha smentito il suo ingresso nel mondo della politica prima commentare le possibili dimissioni del premier Silvio Berlusconi:
“Io sono fuori da queste cose, non sono pratico, guardo solo documentari, sport e basta. Dare dieci euro a Santoro per fare la sua trasmissione? Non li dò a nessuno per fare una trasmissione televisiva in questo paese. Berlusconi? Non so perché non si dimette, magari. Non può dimettersi, è attaccato talmente lì, si è rincitrullito, non so perché rimanga lì, è un amico, ma non so perché rimanga lì, ormai ha fallito, noi italiani speravamo in lui, ma adesso speriamo che se ne vada”.
Poi Zamparini ha scherzato sulla cessione di Nocerino al Milan, nell’ultimo giorno di calciomercato: “Nocerino me lo ha quasi estorto Galliani, perché ormai sono talmente poveri che comprano i giocatori a fine contratto“.
Il capitano del Palermo, Fabrizio Miccoli, grande protagonista della vittoria di domenica scorsa contro l’Inter, potrebbe essere sentito prossimamente dalla Procura di Palermo in merito a presunti rapporti con Salvatore Lauricella, figlio di Antonino, noto latitante palermitano arrestato ieri e ritenuto un boss mafioso in forte ascesa. Il giocatore, che non risulta comunque iscritto nel registro degli indagati, avrebbe avuto, secondo la Dia, frequenti rapporti con il titolare di due rivendite di moto e sarebbe stato anche fotografato con lui sugli spalti dello stadio Renzo Barbera.
I maligni hanno ipotizzato un possibile collegamento con un episodio del 2009, quando l’attaccante rosanero aveva subito una rapina nella sua abitazione in via Archimede, vicino al Borgo Vecchio, zona di influenza proprio del clan guidato da Lauricella. In quell’occasione due malviventi si erano introdotti in casa sua, costringendo la moglie a consegnargli soldi in contanti e un anello del valore di trentamila euro. Il presidente dei rosanero, Maurizio Zamparini, ha difeso a spada tratta il proprio giocatore, commentando in questo modo la notizia:
“Mi sembrano un mucchio di sciocchezze. Fabrizio Miccoli è un bravissimo ragazzo al di sopra di ogni sospetto come lo era ai tempi anche Rino Foschi. Palermo è una città strana, a differenza delle altre qui quando s’incontra qualcuno bisognerebbe informarsi prima sulla fedina penale”.

Prima partita su una panchina di Serie A, primi tre punti, prima vittoria contro una big: Devis Mangia ieri sera ha vissuto una serata che difficilmente dimenticherà battendo l’Inter per 4-3 col suo Palermo. Così oggi è lui il personaggio del giorno, subito intervistato telefonicamente da Radio Anch’io lo Sport su Radio Rai Uno:
“Io i piedi li ho ben piantati a terra, ma dobbiamo ragionare in positivo e non vedere sempre il lato oscuro delle cose. Tanto a cosa ci porterebbe? Mi sono guadagnato un’altra partita? L’ho detto, è vero. È stata una battuta perché bisogna prenderle così le cose. Tutti dicono che sono un allenatore precario o a tempo, una soluzione-ponte. Io ho detto che andavo a giocarmela e continuo su quella linea. Quando sono arrivato avevo chiesto di non avere un pessimismo preconcetto che non fa bene a nessuno. Ora sta a noi ricreare entusiasmo nella gente e ieri abbiamo fatto un primo passo, una buona prestazione”.
Sprizza felicità ed umiltà il tecnico lombardo, appena 37 primavere e allenatore più giovane della Serie A, anche rispetto a Vincenzo Montella, a pochi chilometri di distanza sull’isola ma più “vecchio” di qualche giorno. Ora è il momento di confermarsi, mica facile:
“Ora andiamo avanti: domenica c’è l’Atalanta e io non ragiono a lunga scadenza. Se cominciamo a parlare di altre cose mettiamo il piede in fallo e sbagliamo di grosso. L’allenatore è nuovo e la squadra anche, non dobbiamo assolutamente fare calcoli ma pensare una partita per volta, poi vediamo come va. L’Inter? Noi abbiamo preparato la gara pensando che avrebbero giocato a tre dietro come fatto in tutto il pre-campionato. Mi aspettavo queste scelte anche in funzione della Champions e l’abbiamo giocata bene. La vittoria merito del Palermo o demerito dell’Inter? Io ho cominciato da poco, faccio fatica a guardare la mia di squadra figuriamoci quella degli altri. L’Inter comunque è una big e preferisco pensare che abbiamo fatto una grandissima partita noi”.
Zamparini ha la fama di mangia-allenatori e lo stesso Mangia, curioso gioco di parole, è stato sulla graticola sin dall’inizio: esonerato Pioli l’imprenditore friulano ha corteggiato subito Delio Rossi, che però non se l’è sentita. Si era fatto il nome di Donadoni, ma ora come si metteranno le cose se Mangia inizia ad ingranare? Durante la stessa trasmissione il numero uno dei rosanero è intervenuto in questo modo:
“Non ho chiamato Mangia per fargli i complimenti? Non avevo il suo numero di telefono. A parte gli scherzi, ci siamo sentiti ho avuto il numero dal mio staff, abbiamo fatto una bella chiacchierata e l’ho avvertito che dopo aver battuto le grandi spesso abbiamo sofferto per mancanza di concentrazione in partite come quella con l’Atalanta di domenica prossima. Cosa mi è piaciuto? L’atteggiamento grintoso e aggressivo che non avevo mai visto da 7 anni a questa parte. Miccoli? È stato straordinario, ma tutti hanno giocato bene perché la testa è quella che conta, sono loro i primi che devono crederci. I nuovi? Mi sono piaciuti tutti e aspetto quelli che ieri non c’erano, a partire da Zahavi, quindi Cetto, Munoz e tutti gli altri”.
Ma come ha fatto Devis Mangia a ritrovarsi sulla panchina del Palermo?
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Con il mercato ufficialmente chiuso fino al prossimo gennaio, i protagonisti possono commentare tranquillamente quello che è accaduto in questi ultimi giorni convulsi. Uno di questi è sicuramente Maurizio Zamparini, il Palermo è stato infatti protagonista di una campagna quanto meno discutibile e in chiusura è anche arrivata la ciliegina sulla torta dell’esonero di Stefano Pioli, l’allenatore sbarcato in Sicilia non più di qualche settimana fa. Il presidente dei rosanero, che negli anni si è costruito una fama da mangia allenatori, ha voluto spiegare i motivi che hanno portato al clamoroso licenziamento:
“Osservando il precampionato mi sono terrorizzato pensando che potessimo retrocedere in serie B, da dieci anni a questa parte non avevo mai visto questa squadra ad un livello così basso. Con Pioli ho sbagliato, così come in passato con Zenga, Colantuono e Glerean, ero convinto potesse portare qualcosa di nuovo ed invece…”.
Alla fine sulla panchina del Palermo siederà Denis Mangia, almeno per ora, in attesa di trovare l’accordo con qualche allenatore di rango più alto. I nomi più gettonati sono quelli di Delio Rossi e Claudio Ranieri, uomini in grado secondo Zamparini di dare una svolta alla difficile situazione:
“Dopo il ko col Napoli in amichevole ho pregato Rossi di tornare e lui ha preso tempo così con Sogliano abbiamo optato per una soluzione ponte, Mangia. Gli ho detto che sarà di passaggio ma se andrà bene ne riparleremo, tra un mese credo che sia Delio che Ranieri, quelli che mi danno più garanzie, saranno liberi. Loro potrebbero rimettere in carreggiata una squadra che per ora è priva di entusiasmo”.
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Allarme rosso a Palermo: Stefano Pioli esonerato, pezzi pregiati venduti, un direttore sportivo sull’orlo di una crisi di nervi e un presidente che non pare avere (checché ne dica lui stesso) la situazione in mano. Partiamo dalla notizia ufficiale affidandoci a uno scarno comunicato apparso sul sito dei rosanero: “L’U.S. Città di Palermo comunica di aver sollevato dall’incarico il tecnico della prima squadra Stefano Pioli. L’incarico è stato affidato all’allenatore della Primavera Devis Mangia. A Pioli e al suo staff il ringraziamento per il lavoro svolto“. Mangia è un ottimo ragazzo, molto preparato ed ambizioso, che l’anno scorso portò a un secondo (letteralmente) dalla vittoria del campionato Primavera il Varese; così come al Varese era Sean Sogliano, ex calciatore ora direttore sportivo.
Ebbene, nonostante Zamparini non voglia minimamente che Sogliano si dimetta, quest’ultimo ci sta pensando seriamente a causa delle continue ingerenze e differenze di vedute col suo presidente. “Sono molto soddisfatto del mercato condotto; sul mercato le divergenze ci sono ma non preoccupatevi, niente dimissioni di Sogliano” ha ribadito l’imprenditore friulano anche se, in termini di mercato, non si riesce a capire a cosa si riferisca: il suo portafogli si è sicuramente gonfiato (e di un bel po’) vendendo Sirigu, Pastore, Cassani, Bovo e Nocerino (ma non ci vengano a dire che quest’ultimo è andato al Milan per appena 500mila euro), ma a Palermo non hanno mantenuto neanche Gonzalez e Milanovic (girati al Siena) e gli arrivi non hanno di certo esaltato la piazza (Della Rocca, Alvarez e Barreto). Ora Zamparini corteggia Delio Rossi che, avendo una dignità più che un orgoglio, fa spallucce; idem Ranieri. Palermo a rischio retrocessione?

La fama di mangia allenatori di Maurizio Zamparini non conosce momenti di declino. Il campionato non è ancora cominciato è già il presidente del Palermo medita l’esonero di Stefano Pioli, l’allenatore reduce da un’ottima stagione con il Chievo e approdato in Sicilia quest’estate. Il tecnico paga soprattutto l’eliminazione della squadra dall’Europa League a opera dei modesti svizzeri del Thun, ma anche i deludenti risultati ottenuti nelle amichevoli estive, per ultima quella contro il Napoli persa malamente per 3-1.
Duro il commento del presidente dopo la sconfitta subita in Campania: “In campo ho visto un’armata Brancaleone. Sono molto preoccupato. Pioli mi ha molto deluso. Il problema non è tanto legato agli uomini quanto all’atteggiamento, all’assetto in campo. Questa squada non cresce e anzi a Napoli abbiamo toccato il fondo. Sto cercando una soluzione e per questo non ci dormo la notte”. Sembra di risentire le stesse parole riservate la scorsa stagione a Delio Rossi, il suo esonero non portò molta fortuna e il Palermo raggiunse il punto più basso della stagione con la sconfitta casalinga contro l’Udinese per 7-0.
Zamparini starebbe già sondando il mercato degli allenatori per individuare il sostituto di Pioli che, a questo punto, potrebbe ricevere il benservito già oggi. Tra i nomi dei possibili candidati c’è proprio quello di Delio Rossi, lo stesso patron rosanero ha confermato di aver pensato a lui, ma ci sono anche Ranieri, che a quanto pare avrebbe già declinato l’invito, Marino e Mutti. Sviluppi sono attesi nelle prossime ore, di sicuro l’irrequietezza di Zamparini non sta facendo bene al Palermo, una squadra che avrebbe bisogno di tempo per rodarsi soprattutto dopo le partenze di uomini chiave come Cassani, Pastore e Sirigu.
Clima teso a Palermo. Il presidente Zamparini al termine dell’amichevole Palermo - Fenerbahçe, persa dai rosanero 3-2 contro i turchi, ha annunciato di voler cedere la società dopo aver constatato un clima poco sereno allo stadio. Il pubblico ha fischiato la squadra durante tutta la partita manifestando apertamente di non aver gradito l’operato sul mercato della società. Il presidente Zamparini ha invece difeso se stesso ed il proprio staff dalle accuse dei tifosi ed ha anche dichiarato di non sentirsi più benvenuto e che per questo motivo da domani si impegnerà per cedere la società.