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Amauri ha risposto a Giampaolo Pazzini che in una dichiarazioni rilasciata ieri dal ritiro azzurro si era detto infastidito dall’ipotesi di una convocazione in nazionale del numero 11 della Juventus. Secondo il doriano, Amauri non avrebbe i sufficienti requisiti per vestire la maglia azzurra e per questo motivo non riesce a sentirsi in competizione con lui. Se Pazzini non sente la concorrenza, Amauri invece è pronto a fargliela: «Voglio la maglia azzurra da un anno. Quando arriverà il passaporto penserò a quello che succederà. Io ho deciso da un anno quello che voglio fare, ma solo quando diventerò italiano, Lippi potrà prendermi in considerazione». (Le Foto di Amauri)
Il giocatore della Juventus chiede rispetto per la sua scelta e anche se non ha ricevuto promesse da nessuno dello staff azzurr, è pronto a rispondere con entusiasmo alla convocazione di Lippi nel caso in cui dovesse arrivargli. «Come io ho sempre rispettato le opinioni di tutti, anche quelle di Pazzini, pretendo che venga rispettata la mia di opinione. Io non mi sento assolutamente in imbarazzo: non ho parlato con il commissario tecnico, né con nessun altro. Quando arriverà il passaporto, e se ci sarà la chiamata di Lippi, risponderò alla convocazione ma fino a quel momento non potrò fare nulla, quindi penserò soltanto alla Juve. Tutti vogliono andare in Sudafrica e anche io voglio andarci. Dipende molto da me, spero di continuare a fare bene con la Juve e se in futuro arriverà la chiamata cercherò di ripagare la fiducia di Lippi».




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Faccia da bravo ragazzo, Mario Ferri, con tutta probabilità inconsapevole che il suo gesto provocatorio durante Italia - Olanda di sabato avrebbe provocato tutto questo clamore, chiede scusa. Entrato in campo con una maglia azzurra, “S” di Superman sul petto e doppio invito “Cassano in nazionale” stampato anche sulla schiena, ha creato un certo scompiglio non riuscendo a passare inosservato. Il suo è stato un gesto goliardico, una “cassanata” la definisce lui in un’intervista al Tg1.
L’invasore (che durante la sua passeggiatina in campo è stato scherzosamente rimbrottato da Fabio Cannavaro con un “Tu sì pazz”) ha approfittato della possibilità di stare a bordo campo concessagli in quanto accompagnatore di un amico costretto per un breve periodo ad usare la sedia a rotelle dopo un incidente in moto. Le sue scuse vanno principalmente al Presidente della Federcalcio Giancarlo Abete visto che Mario pare consapevole di aver fatto fare una brutta figura al calcio italiano. Marcello Lippi non è stato certamente convinto dall’invasione di campo, in compenso i genitori del ragazzo si sono arrabbiati un po’ per la pazzia del figlio. Insomma, se per miracolo Cassano dovesse andare al Mondiale chissà che non decida di portarsi dietro il suo giovane e spericolato fan…


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A Giampaolo Pazzini l’ipotesi di Amauri convocato in Nazionale non piace. Detto chiaro e tondo. L’attaccante della Sampdoria è il primo a prendere aperta posizione, esponendosi non poco, contro la possibilità che Amauri venga chiamato nella nazionale azzurra in virtù della cittadinanza acquisita grazie ai 10 anni e più di residenza nel nostro paese della moglie (anche lei brasiliana come il numero 11 della Juventus). Qualche mese fa ci aveva provato Alberto Gilardino che era stato però decisamente più diplomatico. Queste le parole del Pazzo, che fa riferimento anche al caso Cassano:
Devo dire la verità? Perché allora un po’ di fastidio me lo dà, se un giocatore è per metà italiano non c’è problema, è giusto che giochi (ndr chiaro il riferimento a Camoranesi), ma se un invece italiano non lo è per niente non dovrebbe giocare in azzurro. Cassano? Non so cosa succederà in azzurro e io non voglio neanche entrare in questa storia, per quanto mi riguarda io Antonio me lo tengo stretto alla Samp. Spero solo che questa polemica non nuoccia al suo rendimento in blucerchiato.
Il discorso di Pazzini non fa una piega, Amauri non è un oriundo, è assolutamente brasiliano e per quanto (come ha ricordato il Presidente Federale Abete) il criterio per le convocazioni sia quello della cittadinanza è inevitabile che giocatori italiani siano infastiditi da questa scelta. Chi ha ragione?



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Una clamorosa rivelazione del procuratore di Mauro Zarate, Sergio (suo fratello), aprirebbe nuovi scenari sul futuro del talento argentino. Si ragiona solo per ipotesi e l’operazione appare complicatissima, ma l’attaccante della Lazio, mamma calabrese e papà abruzzese, possiede la cittadinanza italiana e secondo il suo procuratore non disdegnerebbe un’eventuale convocazione in azzurro di Marcello Lippi. Dopo l’unione con l’azzurro dell’argentino Mauro German Camoranesi, laureatosi campione del mondo con la nazionale italiana, dopo l’infinita telenovela con Amauri protagonista e possibile nuovo “straniero” dell’Italia, arriva un altro candidato.
Zarate ha già vestito la maglia dell’Argentina, con le selezioni under 20 (con cui vinse il campionato del mondo) ed under 23, ma il nuovo regolamento FIFA in merito, concepito per arginare le conseguenze del ratto dei giovani africani da parte delle ex colonie, permette ai giocatori di doppio passaporto di poter effettuare una nuova scelta per quanto concerne la nazionale maggiore. Diversamente da quanto afferma Sergio Zarate della questione se ne discuterà, probabilmente, dopo il mondiale sudafricano (appare alquanto inverosimile l’inserimento di Zarate nel gruppo che sceglierà Lippi per il mondiale sudafricano):


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La Cronaca della partita. Lo Sfogo di Lippi. Le Foto della partita.
La Cronaca di Genoa - Juventus 2-2. La Fotogallery di Genoa - Juventus 2-2.
Finisce 2-2 il posticipo del giovedì tra Genoa e Juventus dopo una gara spettacolare. I padroni casa di tornano a fare una bella figura dopo la deludente sconfitta contro il Chievo di domenica scorsa e i bianconeri pareggiano per la prima volta in questo campionato dopo quattro vittorie consecutive. Ferrara come previsto sceglie di lasciare in panchina Giovinco e opta per Mauro Camoranesi nel ruolo di trequartista. Anche se l’italo-argentino occupa la posizione in campo tra le due linee, spesse volte scende a coprire anche sulla fascia destra da ala pura. Gasperini per l’inizio preferisce un Floccari, autore di una prova opaca, a Crespo che entrato nella ripresa si dimostrerà decisivo per i rossoblu. (Le Foto della partita - Video)
Dopo i primissimi minuti nei quali le squadre si studiano, i bianconeri trovano il gol del vantaggio al sesto grazie al solito Vincenzo Iaquinta. Il gol è frutto di un’azione corale degli ospiti; Marchisio defilato sulla sinistra mette al centro un cross radente per Camoranesi che fa velo e favorisce l’intervento di Iaquinta accorrente alle sue spalle. Il calabrese non ci pensa su due volte e da fuori area incrocia di destro sul secondo palo dove Amelia non può arrivare. Il Genoa non crolla psicologicamente e si rende pericoloso poco dopo con Mesto servito splendidamente da Milanetto, ma la sua conclusione viene ribattuta in scivolata da Grygera.
La Juventus è pericolosa su calcio da fermo e il brasiliano Amauri per due volte ha sulla testa la palla del 2-0 che in entrambe le occasioni spreca malamente. Al 31′ arriva il pareggio dei grifoni grazie ad un gran gol di testa di Mesto che, da centravanti puro, si inserisce in area anticipando i difensori bianconeri e incrocia sul primo palo lasciando Buffon fuori causa. A fine primo tempo i bianconeri hanno una grande occasioni sul vertice destro dell’area di rigore con Marchisio che si libera in area e avrebbe lo spazio per calciare a rete, ma scivola nel momento decisivo favorendo il lesto recupero di Bocchetti e Zapater.