Poi si dice dei nostri arbitri: il Chelsea deve rinunciare alla finale di Champions League a causa di un arbitraggio scandaloso del fischietto norvegese Ovrebo che nega almeno 3 rigori ai Blues. In vantaggio in avvio di gara con Essien, la squadra di Hiddink ha amministrato la gara senza difficoltà, per di più con un uomo di vantaggio a metà di ripresa per l’espulsione di Abidal; sia nel primo che nel secondo tempo il Chelsea ha chiesto diversi rigori (alcuni evidentissimi) ma l’arbitro non è mai stato d’accordo. Così al primo tiro in porta dell’intero match del Barcellona, minuto 91, Iniesta ha pareggiato il conto. Finisce tra le polemiche con Ballack e Drogba vicini al picchiare l’arbitro (Fotogallery).
Orfani di elementi chiave come Puyol e Henry, i catalani si ridisegnano con Iniesta esterno nel tridente, Busquets a centrocampo, difesa inedita con Pique e Touré; non ha di questi problemi Hiddink che sfodera un 4-4-2 classico con tutti gli elementi principali in campo (da Terry a Drogba, da Ballack a Lampard). Di fronte a uno Stamford Bridge gremito, i campioni del Barcellona paiono approcciare al match con un pizzico di timore; i Blues dal canto loro non sono precipitosi difendendo con ordine e ripartendo con grandissima abnegazione.
Dopo una mezza azione da gol per gli ospiti, al 9° è subito vantaggio Chelsea: cross di Lampard rimpallato, arriva di gran carriera Essien che al volo dalla trequarti sfodera un missile che si piazza giusto sotto la traversa. Niente da fare per Valdes, il Barça cerca di non scomporsi e senza isterismi cerca i suoi geometri per pungere gli avversari; tuttavia una vera e propria reazione dei blaugrana non c’è e così il Chelsea prende coraggio e cerca il secondo gol: punizione di Drogba e gran parata di Valdes, colpo di testa di Terry di poco fuori, ancora Drogba involato per due volte verso la rete fermato per un pelo.
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La Juve è fuori dalla Champions League: tanta grinta, tanta voglia di fare, ma il calcio è così. Non sempre basta superare i proprio limiti, a Torino il Chelsea strappa un preziosissimo 2-2 e s’assicura il passaggio ai quarti di finale; buono l’approccio di gara, ottimo il gol di Iaquinta dopo poco meno di 20 minuti, peccato non aver raggiunto il riposo in vantaggio per il gol di Essien allo scadere della prima frazione. Nella seconda parte poche idee, poi entra Giovinco che illumina la gara ma Chiellini si fa espellere per doppio giallo; non domi i bianconeri vanno di nuovo avanti con Del Piero su rigore, ma sfilacciati e alla caccia del gol qualificazione Drogba sigla il 2-2 all’82°. Finisce l’avventura in Coppa per i ragazzi di Ranieri, ma l’Olimpico applaude (Fotogallery - Video).
Dentro Iaquinta per l’audace tridente, fuori Salihamidzic col centrocampo a tre, dietro i cinque annunciati alla vigilia, di punta i panchinari del derby Del Piero e Trezeguet; Hiddink non rischia Carvalho, invece si fida del rientrante Essien e anche di Anelka, lasciando fuori Kalou e, per il resto, confermando l’undici di 13 giorni fa. La Juve ha un po’ di tremarella, ma passa subito e in men che non si dica riesce a imporre il proprio gioco; purtroppo Nedved si fa male all’anca dopo poco, al suo posto Brazzo. E al 19° dopo tanti passaggi, Iaquinta azzecca quello giusto per Trezeguet, questo di prima lancia in profondità il compagno che, a tu per tu con Cech non sbaglia.
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Niente da fare per la Juventus, in questo martedì di Champions League ricchissimo di marcature. I bianconeri giocano una buona gara, ma pagano qualche disattenzione difensiva di troppo e si fanno imporre il 2-2 casalingo dal Chelsea, risultato che li estromette dalla competizione, vista la sconfitta di misura patita nell’incontro di due settimane fa a Stanford Bridge.
Bianconeri in vantaggio con Iaquinta, ma gli inglesi trovano il pari in chiusura di prima frazione, quando Essien insacca indisturbato un tape-in, dopo un tiro di Lampard deviato sulla traversa da un Buffon un po’ disattento nella circostanza. Nella ripresa Del Piero illude gli uomini di Ranieri (in dieci per l’espulsione di Chiellini) siglando un calcio di rigore, assegnato dal direttore di gara per un netto fallo di mano di Belletti, ma poi Didier Drogba chiude il discorso qualificazione.
Ad Anfield il Real Madrid subisce una delle più pesanti punizioni della sua gloriosa storia nella massima competizione continentale, uscendo sconfitto per 4-0 dallo scatenato Liverpool. Il Bayern Monaco vince addirittura 7-1 sul malcapitato Sporting Lisbona, nell’ottavo di finale meno equilibrato di tutti i tempi. Nell’ultima sfida disputata questa sera, il Villareal si guadagna i quarti passando 2-1 sul caldissimo terreno della rivelazione Panathinaikos.
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