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Tutti gli articoli con tag michel platini

Platini: "L'esposto della Juve? Potevano risparmiare i soldi del francobollo"

pubblicato da Antonio D'Avanzo


Due giorni fa la Gazzetta dello Sport ha pubblicato un’intervista esclusiva a Michel Platini. La rosea ha interpellato il presidente dell’Uefa su varie questioni, tra cui l’esposto mandato dalla Juventus al massimo organo calcistico europeo sui fatti di Calciopoli e nel quale si chiede, tra le altre cose, l’esclusione dell’Inter dalla Champions League.

Platini non ha dubbi a riguardo e pensa che la richiesta cadrà nel vuoto: “Beh, Andrea Agnelli avrebbe fatto meglio a risparmiare i soldi del francobollo. Mai Uefa e Fifa diranno una parola sulle questioni interne, non abbiamo niente da dire, nè da fare”.Le Roi ha poi aggiunto: “Conosco Adrea Agnelli, simpatico e semplice. Conosco Domenico, l’autista da 35 anni. Poco altro“.

Secondo la Gazzetta dello Sport, l’ufficio legale dell’Uefa, nei prossimi giorni prenderà una decisione sull’esposto fatto dalla società bianconera. L’Uefa, prima di decidere (o di non decidere), sentirà il parere della FIGC e difficilmente muoverà parole significative in merito perché, come già ha anticipato Platini, si tratta di un problema interno.

Platini: "Mourinho mi piace, ma ha detto sciocchezze"

pubblicato da Antonio D'Avanzo


Michel Platini bacchetta Josè Mourinho qualche mese dopo le frasi sull’arbitraggio della semifinale di Champions League> contro il Barcellona che sono costate cinque giornate di squalifica al portoghese. Il francese, presidente dell’Uefa, in un’intervista a Marca, dice di apprezzare sia l’uomo che l’allenatore, ma non i suoi sospetti sugli arbitri:

“Mi piace Mourinho, ma ha detto sciocchezze. Lo apprezzo come uomo e allenatore. Questo non significa che gli organi disciplinari della Uefa non si occuperanno di lui. E ‘un’altra cosa che non ha nulla a che fare con questo. La Commissione disciplinare ha deciso di sanzionarlo, lui ha esercitato il suo diritto di appello e vedremo cosa succederà”.

Platini difende l’organo calcistico più importante del continente:

“La Uefa non parteggia per nessuno, né va contro qualcuno, è neutrale e rispetta tutti, poi ci sono gli organi disciplinari che fanno il loro lavoro. Gli arbitri non favoriscono il Barcellona piuttosto che il Real Madrid, la Juve o il Milan. Sono io che mi chiedo “por que’?” il Real non vinca. E’ difficile costruire una squadra di soli “galacticos”, va bene per lo spettacolo ma non per vincere, per quello servono le stelle, ma anche i gregari e i buoni giocatori. I grandi nomi vendono magliette, ma non vincono le partite”.

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Svolta epocale nel calcio: la FIFA introduce cartellino arancione e tempo effettivo

pubblicato da vieni_127


Quella di ieri è stata una giornata che a posteriori verrà ricordata come quella della svolta: il calcio cambia, e tanto. Riunitasi a Ginevra, la FIFA ha deliberato alcune modifiche al regolamento (è l’ultimo mandato di Blatter che vuole lasciare il segno) col placet di Michel Platini, presidente UEFA, e degli altri massimi esponenti delle varie federazioni continentali: queste modifiche, incredibilmente sostanziali, avranno tutto il tempo di essere metabolizzate ma, assicurano i vertici calcistici, saranno operative sicuramente ai Mondiali russi del 2018.

Due le nuove regole destinate per sempre a cambiare la fisionomia di questo sport centenario. Partiamo dalla più succulenta, cioè dal cartellino arancione: verrà usato per falli al limite tra il giallo e il rosso, o al secondo giallo (ma l’arbitro potrà anche passare, come succede già ora, direttamente al rosso), chi se lo vedrà sventolare in faccia resterà in panchina per 10 minuti, salvo poi poter fare rientro in campo. Come gestiranno l’inferiorità numerica a tempo gli allenatori?

E la seconda rivoluzione appare ancora più clamorosa: basta 90 minuti, tempi di recupero e simulazioni, fra pochi anni si giocherà col tempo effettivo con due tempi di 30 minuti l’uno. Roba forte ma che ha già suscitato più di una perplessità, soprattutto quest’ultima innovazione che a detta di molti (l’Inghilterra, l’Olanda e il Sudamerica hanno ufficialmente protestato) snatura profondamente il senso di questo sport. Il dado pare tratto: si proverà nel calcio minore a partire dal 2012/13, poi dopo i Mondiali brasiliani diverrà obbligatorio, gradualmente, per tutti.

La Bosnia rifiuta le modifiche allo statuto, ora rischia l'esclusione dalle competizioni internazionali

pubblicato da Skalka

bosnia-erzegovina

La Uefa era stata abbastanza con la federazione della Bosnia-Erzegovina (NFSBiH), lo statuto federale andava cambiato entro la fine di marzo, pena l’esclusione tanto dall’organismo continentale quanto dalla Fifa di Blatter. Il punto della discordia riguardava il numero dei presidenti della stessa NFSBiH, attualmente il regolamento ne prevede tre, un bosniaco, un croato e un serbo, in rappresentanza di tutte le etnie del paese dell’ex Jugoslavia. Per la Uefa sono decisamente troppi, da qui l’imposizione di varare un nuovo statuto che prevedesse la presenza di un solo uomo al vertice.

Si è tenuta ieri a Sarajevo la riunione straordinaria per discutere le modifiche suggerite, per non dire imposte da Michel Platini, ma dopo una regolare votazione non si è riusciti ad arrivare all’attesa fumata bianca. All’incontro erano presenti 54 delegati, 28 dei quali hanno votato contro le modifiche, soltanto 22 si sono detti favorevoli, a cui si aggiungono tre schede bianche e un astenuto. Saranno questi i numeri che probabilmente condanneranno il calcio bosniaco all’espulsione da Uefa e Fifa: la sanzione, se saranno rispettati i termini definiti fino ad ora, dovrà partire dal prossimo primo aprile.

Mircea Sandu, presidente della federazione romena, aveva incontrato i rappresentanti bosniaci alla vigilia della sfida tra le due nazionali, tentando la mediazione e invitandoli ad accettare le modifiche proposte dalla Uefa, così come in passato era toccato alla Romania. L’appello è evidentemente caduto nel vuoto. Per la cronaca, quello che può essere l’ultimo impegno internazionale della Bosnia per lungo tempo, la sfida con la Romania, si è concluso con una vittoria per 2-1. La nazionale allenata da Safet Susic occupa al momento la quarta posizione nel Gruppo D, quello della Francia, ad un solo punto di distanza, e con una partita disputata in meno, dalla coppia composta da Bielorussia e Albania che al momento divide la seconda posizione.

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Uefa, Platini confermato presidente fino al 2015

pubblicato da vieni_127


Se nel gennaio 2007 aveva dovuto soffrire, per modo di dire, per avere la meglio di Lennart Johansson (all’epoca presidente uscente) con 27 voti contro 23, questa volta è stato tutto facile per Michel Platini, rieletto alla guida del massimo organismo calcistico europeo prolungando così il suo mandato al vertice del calcio continentale fino al 2015. Quattro anni fa il teatro della vittoria fu Dusseldorf, quest’anno la sua amata Parigi dove a dire il vero Le Roi correva contro se stesso. Nessun candidato avversario, la riconferma dell’ex idolo di Francia e Juve è avvenuta grazie a uno scontato plebiscito in cui i rappresentanti delle 53 federazioni che compongono l’Uefa gli hanno ribadito la fiducia.

Comunque sia, evidente è stata la soddisfazione del 55enne nativo di Jœuf, nord-est della Francia, che ha così commentato la rielezione: “Dopo la mia elezione di quattro anni fa, i miei ringraziamenti erano stati indirizzati soprattutto ai vecchi amici: pieno di emozioni e nostalgia, avevo ringraziato tutti coloro che mi erano stati accanto nelle diverse fasi della mia vita. Oggi, invece, i miei ringraziamenti vanno a tutti i nuovi amici che hanno dimostrato di essere dalla mia parte. Vi ringrazio, amici delle federazioni nazionali. Grazie dal profondo del mio cuore per la fiducia che avete mostrato in me“.

Non solo, Platini ci ha tenuto a ringraziare un po’ tutti i protagonisti del mondo del calcio del Vecchio Continente come “le migliaia di tecnici e volontari del calcio di base di tutta Europa che dedicano la loro passione e il loro amore al calcio. Insegnare ai nostri figli e ai nostri nipoti i valori dello sport significa donare loro una vera e propria scuola di vita e rendere migliore la società“; non solo, menzione anche i primi attori di questo amatissimo sport, i calciatorifonte di gioia ed emozione per tutti. Senza di loro, il calcio non esisterebbe“. Prossimo, imminente obiettivo: una buona organizzazione degli Europei che si svolgeranno in Ucraina e Polonia fra un anno e mezzo. Platini è pronto.

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L'Uefa avverte i club spendaccioni: "Occhio al fair play finanziario"

pubblicato da Gabriele Capasso


L’Uefa ha pubblicato sul suo sito in serata un comunicato che risponde “indirettamente” all’ultimo calciomercato invernale. Erano stati in molti ad interpretare le spese folli dei club inglesi come l’ennesima dimostrazione che il Fair Play finanziario non è percepito come una minaccia “reale” dalle società. Come noto l’Uefa si prepara ad introdurre gradualmente, a partire dalla prossima stagione per andare a regime nel giro 5-6 anni, nuove regole che impongono alle squadre di regolare i costi sulla base del fatturato evitando gli indebitamenti eccessivi e i casi di perverso mecenatismo che alterano in maniera evidente le competizioni.

Chi non rientrerà nei nuovi parametri sarà escluso dalle prestigiose (e redditizie) competizioni Uefa, senza appello. Pur senza citare casi specifici come è possibile che il super indebitato Liverpool sia riuscito a spendere nelle operazioni Suarez e Carroll più delle cifra stellare spesa da Abramovich per ingaggiare Fernando Torres? In piccolo lo stesso discorso si può applicare anche alle big italiane. Senza citare la Roma, finita in mano ad Unicredit a causa dalla gestione faraonica di Sensi padre, Inter e Milan hanno entrambe situazioni debitorie preoccupanti sempre ripianate dai patron Moratti e Berlusconi, eppure si possono permettere operazioni che ingrossano a dismisura il monte ingaggi (Ibrahimovic) e dispongono di liquidità per pagare cash giocatori molto ambiti (Pazzini).

Anche la Juventus (sulla carta messa meglio delle altre), dopo la gestione di Giraudo e Moggi durante la quale riusciva ad essere di fatto “autosufficiente”, sta progressivamente dilapidando il proprio patrimonio investendo in campagne di rafforzamento che non portano risultati e finiscono per far calare il fatturato.
Insomma, la Uefa avverte tutti, pur senza puntare il dito in nessuna direzione, con un monito che suona molto severo: Platini avrà la forza per portare avanti questo progetto fino in fondo?

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Marotta: "Scudetto? Mai dire mai." E anche Platini ci crede ancora

pubblicato da Celephais


Nonostante le evidenze facciano apparire assai improbabile una rimonta dei bianconeri nei confronti della capolista Milan, che dopo gli incontri disputati in quest’ultimo weekend è distante ormai nove punti, il direttore generale della Juventus, Beppe Marotta, si dichiara ancora fiducioso nelle possibilità della squadra di tornare in corsa per il titolo: “Juventus in corsa per lo scudetto? Nel calcio mai dire mai, ma l’obiettivo principale dichiarato a inizio stagione per noi è la qualificazione alla prossima Champions League. E poi, adesso, più che dipendere da noi, dipende dal cammino delle nostre avversarie. Il campionato è ancora molto equilibrato e contraddistinto da invidualità La differenza la stanno facendo i goleador, noi putroppo abbiamo avuto degli infortuni, come quello di Quagliarella, che ci hanno penalizzato.”

Il dirigente dei torinesi ha però escluso interventi importanti sul mercato: “Intervenire sul mercato? Non faremo operazioni tanto per fare anche perchè al momento non ci sono nomi importanti, da Juventus.” Marotta è tornato a parlare anche di Calciopoli, argomento affrontato di recente anche dal patron nerazzurro Massimo Moratti: “In merito a Calciopoli, la Juventus si affida alla giustizia sportiva. Speriamo possa fare una verifica di tutto quanto è accaduto, perchè ancora ci sono delle nuvole che non ci fanno vedere chiaro. Auspichiamo poi che la soluzione sia celere.”

Dichiarazioni simili anche da parte di un illustre ex juventino, il presidente dell’Uefa, Michel Platini, il quale ha sostiene: “Matematicamente la Juventus è ancora in corsa per lo scudetto. Il campionato è molto aperto, anche se i punti di distacco dal Milan sono nove, e la formazione di Allegri sta andando molto bene. La Juventus è sempre la Juventus e io faccio il tifo per la squadra di Andrea Agnelli. Se poi non dovesse vincere, pazienza. Campionato in declino? Non credo questo, la serie A ha le sue caratteristiche, il suo modo di essere, così come altri campionati che hanno altri punti forti, ma anche altri problemi.”

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Michel Platini senza avversari, guiderà la Uefa per altri 4 anni

pubblicato da Skalka

michel platini

Michel Platini non poteva festeggiare nel modo migliore il prossimo Natale, il 22 dicembre scadeva il termine per la presentazione delle candidature alle prossime elezioni del direttivo Uefa che si terranno a Marzo, il risultato è che il francese è l’unico a concorrere per la carica di Presidente, senza nessun avversario, il che equivale a dire che si può annunciare con ufficialità che sarà lui a guidare la federazione continentale nel prossimo quadriennio. L’annuncio è stato dato attraverso un comunicato dalla stessa Uefa.

La prossima data importante in funzione di queste elezioni, che sono previste per il 22 marzo a Parigi, è quella del 22 gennaio, quando scadrà il termine per presentare le candidature per le sette posizioni vacanti all’interno del comitato esecutivo Uefa. In occasione del prossimo congresso ordinario parigino, il trentacinquesimo della storia, verrà eletto anche il vice Presidente della Fifa, che per statuto è proprio il Presidente Uefa, e un ulteriore membro del Comitato esecutivo dell’organismo diretto da Joseph Blatter.

Platini aveva annunciato di aver intenzione di correre nuovamente per il ruolo ricoperto dal 2007, quando era succeduto allo svedese Lennart Johansson, lo scorso marzo, la mancanza di candidati oppositori non può che essere letta come un attestato di stima nei confronti del lavoro svolto dal francese nel corso del suo primo mandato. Il pieno raggiungimento del cosiddetto fair play finanziario, uno dei cavalli di battaglia del suo programma, sarà ancora una volta l’obbiettivo principale. Un altro impegno fondamentale è ovviamente la buona riuscita dei campionati europei del prossimo anno che si terranno in Polonia e Ucraina.

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Euro 2012: corruzione ai danni della candidatura dell'Italia?

pubblicato da Antonio D'Avanzo


Ombre sull’assegnazione dell’organizzazione a Polonia e Ucraina degli Europei nel 2012. A rivelare i retroscena è Spyros Marangos (ex giocatore, allenatore e presidente di club) tesoriere della Cfa, la Federcalcio cipriota, che in un’intervista rilasciata sabato al quotidiano tedesco Sudeutsche Zeitung ha confermato l’esistenza di una compravendita di voti e di corruzione di funzionari dell’Uefa durante le fasi cruciali della votazione in cui, una delle candidate come paese organizzatore, era proprio l’Italia. Secondo il dirigente cipriota cinque funzionari Uefa sarebbero implicati in questa vicenda in cui 11 milioni di euro sarebbero passati di mano.

Quel 18 aprile 2007 a Cardiff la delegazione italiana (tra cui Matarrese e Carraro), confidando nel proprio dossier e nelle difficoltà oggettive di due paesi meno ricchi, pensavano di riportare l’europeo nella penisola e la sconfitta fu vissuta come un fulmine a ciel sereno. Marangos spiega che qualche ora prima del voto si materializzò la corruzione, diversamente dal pensiero più in voga di quei giorni, quando si pensò ad un semplice ma leale appoggio al potente capo ucraino Surkis da parte di Johansson e dei suoi seguaci.


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Disordini a Genova: la UEFA dura con la Serbia, ma critica anche l'Italia

pubblicato da vieni_127


La scempiaggine andata in scena ieri sera allo stadio Marassi di Genova non è piaciuta (e ci sarebbe mancato altro!) alla Uefa che stamani si è riunita di prima mattina coi suoi massimi esponenti, Platini compreso, nel proprio quartier generale di Nyon. C’è da decifrare il comportamento del massimo organisimo calcistico continentale che avrà di che lavorare nei prossimi giorni per stabilire ammende, squalifiche e quant’altro. Di certo sarà punita pesantamente la Serbia, si prospetta lo 0-3 a tavolino e l’obbligo di giocare le restanti partite delle qualificazioni lontano dal Paese e a porte chiuse.

La ventilata, o meglio ipotizzata, eventualità di un’esclusione di Stankovic e compagni (e delle squadre di club serbe) dalle competizioni europee pare al momento scongiurata, per motivi politici e per equilibri in seno alla Uefa di indubbia delicatezza. Ma a parte l’ovvia mano pesante (nei limiti del ragionevole) nei confronti del calcio serbo, c’è anche da tirare le somme circa il comportamento del delegato Uefa di nazionalità georgiana (che ha dichiarato di aver temuto l’Heysel ma che è stato sostanzialmente bocciato) e dell’arbitro, invece lodato per il coraggio di sospendere la partita. E poi c’è da valutare la posizione dell’Italia stessa, non esente da colpe e che rischia anch’essa qualche sanzione.


Foto: Arrestato Ivan, il capo degli ultras serbi
Foto: Arrestato Ivan, il capo degli ultras serbiFoto: Arrestato Ivan, il capo degli ultras serbiFoto: Arrestato Ivan, il capo degli ultras serbiFoto: Arrestato Ivan, il capo degli ultras serbi


Foto Incidenti Ultras Serbia a Genova
Foto Incidenti Ultras Serbia a GenovaFoto Incidenti Ultras Serbia a GenovaFoto Incidenti Ultras Serbia a GenovaFoto Incidenti Ultras Serbia a Genova


Italia - Serbia: partita sospesa
Italia - Serbia: partita sospesaItalia - Serbia: partita sospesaItalia - Serbia: partita sospesaItalia - Serbia: partita sospesa

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