
Michel Platini non poteva festeggiare nel modo migliore il prossimo Natale, il 22 dicembre scadeva il termine per la presentazione delle candidature alle prossime elezioni del direttivo Uefa che si terranno a Marzo, il risultato è che il francese è l’unico a concorrere per la carica di Presidente, senza nessun avversario, il che equivale a dire che si può annunciare con ufficialità che sarà lui a guidare la federazione continentale nel prossimo quadriennio. L’annuncio è stato dato attraverso un comunicato dalla stessa Uefa.
La prossima data importante in funzione di queste elezioni, che sono previste per il 22 marzo a Parigi, è quella del 22 gennaio, quando scadrà il termine per presentare le candidature per le sette posizioni vacanti all’interno del comitato esecutivo Uefa. In occasione del prossimo congresso ordinario parigino, il trentacinquesimo della storia, verrà eletto anche il vice Presidente della Fifa, che per statuto è proprio il Presidente Uefa, e un ulteriore membro del Comitato esecutivo dell’organismo diretto da Joseph Blatter.
Platini aveva annunciato di aver intenzione di correre nuovamente per il ruolo ricoperto dal 2007, quando era succeduto allo svedese Lennart Johansson, lo scorso marzo, la mancanza di candidati oppositori non può che essere letta come un attestato di stima nei confronti del lavoro svolto dal francese nel corso del suo primo mandato. Il pieno raggiungimento del cosiddetto fair play finanziario, uno dei cavalli di battaglia del suo programma, sarà ancora una volta l’obbiettivo principale. Un altro impegno fondamentale è ovviamente la buona riuscita dei campionati europei del prossimo anno che si terranno in Polonia e Ucraina.

Ombre sull’assegnazione dell’organizzazione a Polonia e Ucraina degli Europei nel 2012. A rivelare i retroscena è Spyros Marangos (ex giocatore, allenatore e presidente di club) tesoriere della Cfa, la Federcalcio cipriota, che in un’intervista rilasciata sabato al quotidiano tedesco Sudeutsche Zeitung ha confermato l’esistenza di una compravendita di voti e di corruzione di funzionari dell’Uefa durante le fasi cruciali della votazione in cui, una delle candidate come paese organizzatore, era proprio l’Italia. Secondo il dirigente cipriota cinque funzionari Uefa sarebbero implicati in questa vicenda in cui 11 milioni di euro sarebbero passati di mano.
Quel 18 aprile 2007 a Cardiff la delegazione italiana (tra cui Matarrese e Carraro), confidando nel proprio dossier e nelle difficoltà oggettive di due paesi meno ricchi, pensavano di riportare l’europeo nella penisola e la sconfitta fu vissuta come un fulmine a ciel sereno. Marangos spiega che qualche ora prima del voto si materializzò la corruzione, diversamente dal pensiero più in voga di quei giorni, quando si pensò ad un semplice ma leale appoggio al potente capo ucraino Surkis da parte di Johansson e dei suoi seguaci.
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La scempiaggine andata in scena ieri sera allo stadio Marassi di Genova non è piaciuta (e ci sarebbe mancato altro!) alla Uefa che stamani si è riunita di prima mattina coi suoi massimi esponenti, Platini compreso, nel proprio quartier generale di Nyon. C’è da decifrare il comportamento del massimo organisimo calcistico continentale che avrà di che lavorare nei prossimi giorni per stabilire ammende, squalifiche e quant’altro. Di certo sarà punita pesantamente la Serbia, si prospetta lo 0-3 a tavolino e l’obbligo di giocare le restanti partite delle qualificazioni lontano dal Paese e a porte chiuse.
La ventilata, o meglio ipotizzata, eventualità di un’esclusione di Stankovic e compagni (e delle squadre di club serbe) dalle competizioni europee pare al momento scongiurata, per motivi politici e per equilibri in seno alla Uefa di indubbia delicatezza. Ma a parte l’ovvia mano pesante (nei limiti del ragionevole) nei confronti del calcio serbo, c’è anche da tirare le somme circa il comportamento del delegato Uefa di nazionalità georgiana (che ha dichiarato di aver temuto l’Heysel ma che è stato sostanzialmente bocciato) e dell’arbitro, invece lodato per il coraggio di sospendere la partita. E poi c’è da valutare la posizione dell’Italia stessa, non esente da colpe e che rischia anch’essa qualche sanzione.












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Le infernali trombette sudafricane sono state le protagoniste indiscusse di quest’estate, simbolo del mondiale sudafricano hanno impiegato poco a diffondersi anche nel vecchio continente. Il ronzio permanente che ha accompagnato ogni partita del torneo rischiava però di diventare un’abitudine anche ora che il Sudafrica è solo un ricordo, per questa la Uefa ha deciso di correre ai ripari vietandone espressamente l’uso durante le competizioni da lei patrocinate, Champions League e Europa League.
Pur riconoscendo il tocco di folclore aggiunto al mondiale appena disputatosi, l’organismo continentale non è disposto ad accettare che anche in Europa si diffondano in nome della difesa delle tradizioni e del modo di vivere il calcio da queste parti:
“La magia del calcio consiste nel continuo scambio di emozioni tra campo e tribune, da dove il pubblico può trasmettere una vasta gamma di sentimenti ai giocatori. Secondo il punto di vista della Uefa, però, le vuvuzela cambierebbero totalmente l’atmosfera, affogando le emozioni dei tifosi e distogliendo le attenzioni dalla partita.
Per evitare rischi di effetti negativi negli stadi dove si giocano gare di competizioni Uefa e per proteggere la cultura e la tradizione del calcio europeo – canzoni, cori,etc. – la Uefa ha deciso con effetto immediato che le vuvuzela non potranno essere portate all’interno degli stadi dove si giocano gare di competizioni Uefa”.
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Malore per Michel Platini, presente in Sudafrica per i Mondiali, ma fortunatamente sono escluse gravi conseguenze. Il Presidente dell’Uefa è svenuto ieri sera in un ristorante di Johannesburg. Avendo perso i sensi in un luogo pubblico, con conseguente intervento dell’ambulanza, sono fioccate incontrollate sui media le voci che parlavano di un infarto per l’ex calciatore francese. In realtà Platini sta bene, anche se resterà ricoverato in ospedale per sottoporsi agli accertamenti di rito.
La notizia di un grave attacco di cuore è stata immediatamente smentita da William Gaillard, portavoce dell’Uefa:
Michel sta bene. Ha avuto un malore proprio prima di cena, non stava bene, ha l’influenza. E’ svenuto, è vero, ed è stato trasportato subito in ospedale dove però si è subito ripreso e dove si sottoporrà agli esami del caso. Rassicuro tutti: sta bene ed è cosciente. Smentisco che abbia avuto un attacco cardiaco. Aveva i valori dello zucchero nel sangue un po’ bassi anche perché negli ultimi giorni aveva mangiato poco a causa dell’influenza, per il momento tutti i test a cui si è sottoposto hanno confermato che non c’è nulla di cui preoccuparsi. Inoltre ho parlato con una persona che era con in ospedale e mi ha confermato che Michel sta benissimo.
Il 55enne Platini non darebbe quindi alcuna preoccupazione ai medici che l’hanno in cura.
Ad ogni modo gli rivolgiamo i nostri migliori auguri di una pronta guarigione.

La stagione sportiva 2010/11 è alle porte: con la prematura eliminazione dell’Italia dai Mondiali la maggior parte dei giocatori ha già usufruito di un bel po’ di vacanze, fra non molto tutte le squadre saranno in ritiro e a luglio inoltrato potremmo assistere alle prime amichevoli estive. Anche gli arbitri sono pronti a ripartire e la prima grande novità per la prossima stagione è che Pierluigi Collina non sarà più il designatore: “Ho deciso di lasciare il mio incarico da designatore perché ho ricevuto un incarico molto importante dall’Uefa e dal presidente, Michel Platini. Sarò il Chief refereeing officer e dovrò coordinare gli arbitri in Europa. Si tratta di un impegno notevole, visto che ci sono tante competizioni, dalla Champions League all’Europa League, alle competizioni europee per nazionali” ha spiegato l’ex fischietto viareggino.
Ancora non si conosce il nome del suo sostituto, ma il presidente dell’AIA (Associazione Italiana Arbitri) Marcello Nicchi che il prossimo otto di luglio si dovrebbe arrivare alla scelta del nuovo designatore. Intanto lo stesso Nicchi ha annunciato che come per la Lega che si è scissa in una di A e una di B, anche le Can saranno due: “È giusto che le due leghe abbiano i propri arbitri” ha commentato l’ex fischietto, che ha poi comunicato i nomi dei 21 arbitri di Serie A. Questi saranno Banti, Bergonzi, Brighi, Celi, Damato, De Marco, Gava, Gervasoni, Giannoccaro, Mazzoleni, Morganti, Orsato, Peruzzo, Pierpaoli, Rizzoli, Rocchi, Romeo, Rosetti, Russo, Valeri e Tagliavento. Come si può notare mancano alcuni personaggi: Trefoloni e Saccani hanno infatti smesso, mentre a Morganti è stata concessa una deroga.

Jean-Pierre Escalettes si è dimesso oggi dal ruolo di Presidente della federazione calcistica francese (FFF - Fédération Française de Football), ne ha dato notizia la stessa federazione attraverso un comunicato sul suo sito ufficiale. La notizia non ha certo colto di sorpresa i cugini transalpini, anzi in qualche modo era attesa e puntuale è arrivata alla termine del consiglio federale che si è tenuto oggi. Queste dimissioni sono una diretta conseguenza del fallimento dei Bleus ai mondiali sudafricani, un’esperienza quella dei francesi per molti versi simili alla nostra, anche se leggermente più turbolenta.
Il Presidente uscente ha così spiegato le ragioni della sua decisione che, giunta dopo alcuni giorni di riflessione, alla fine si è dimostrata ineluttabile:
“Dopo un week end di riflessione durante il quale ho consultato gli altri membri del consiglio, i miei collaboratori e i miei familiari, ho capito che è mio dovere dimettermi dalla mia funzione di Presidente della Fédération Française de Football. Mi assumo con lucidità la mia parte di responsabilità. La mia decisione è essenzialmente dettata dalla volontà di preservare e facilitare l’evoluzione di un’istituzione che servo con passione da molti decenni.
Consegnerò le mie dimissioni al termine del consiglio federale del prossimo 2 luglio. Resterò a disposizione di tutti per analizzare senza indulgenza le ragioni del fiasco della nazionale francese in Sudafrica. Svilupperò questi diversi punti venerdì di fronte ai miei colleghi del consiglio federale. Nel frattempo, non risponderò a nessuna sollecitazione da parte dei media”.

Sigaro in bocca, tuta di battaglia, lingua biforcuta e ancora tanta voglia di dare calci a un pallone col solo piede che sa usare, il sinistro: Diego Armando Maradona è il ct più discusso di questi campionati del mondo, lui e la sua Argentina sperano di riportare il titolo iridato a Buenos Aires 24 anni dopo l’ultimo successo. Ma per farlo ci sono da dribblare non solo i difensori di turno, ma anche giornalisti irriverenti, ex stelle del calcio che vogliono dire la propria, un pallone con le traiettorie strane e chi più ne ha più ne metta, col Pibe de Oro che prova a fare l’allenatore (ai posteri l’ardua sentenza sulla qualità del suo operato) ma che sicuramente sa fare il comunicatore.
Pelè si azzarda a dichiarare che Maradona ha accettato l’incarico di commissario tecnico solo per soldi? “Pelé torni al museo” replica laconico il ct della Seleccion, che ha una parolina anche per il presidente della Fifa Michel Platini che interrogato sulle qualità professionali dell’ex numero 10 del Napoli se n’è uscito soltanto con un “Maradona era un grande giocatore“. L’interpellato risponde: “Platini non mi sorprende perchè io e lui siamo sempre stati molto distanti. Non siamo in grandi rapporti, hola e arrivederci, niente più. Sappiamo come sono i francesi. Platini è francese e pensa di essere meglio del resto del mondo. Io non gli ho mai dato peso“.
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Si profila un altro fallimento europeo per l’Italia calcistica dopo l’umiliante sconfitta della candidatura per gli europei del 2012, quando a battere l’Italia furono Polonia e Ucraina. Stavolta a rendere il cammino difficile per l’assegnazione degli europei del 2016 c’è la Francia, favorita assoluta secondo un rapporto Uefa. Ma le brutte figure non sembrano finire mai perché anche la Turchia, l’altra candidata, sembra possedere requisiti di gran lunga migliori dell’Italia. Quella italiana è una proposta poco convinta che paga il disinteresse del governo e delle istituzioni. Ad ogni modo l’Uefa, il 28 maggio, assegnerà ad una di queste tre nazioni l’organizzazione di Euro 2016.
“In generale - è scritto nel rapporto Uefa - il settore della candidatura italiana relativo agli stadi è professionale e di standard ragionevole, sebbene in alcune aree i requisiti non vengano soddisfatti in pieno“. L’Uefa evidenzia che “importanti investimenti a livello cittadino e specialmente a livello di stadi sarebbero necessari per ospitare” il torneo, il primo a 24 squadre. “La candidatura italiana comprende 12 stadi, di cui un esistente (Roma, proposto per la finale). Otto avrebbero bisogno di sostanziali interventi, tre sarebbero nuove costruzioni. In totale, verrebbero investiti 740 milioni di euro con fondi pubblici o privati. A questo punto -si legge- le autorità hanno garantito l’86% (640 milioni) dell’investimento totale“.
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Michel Platini ha annunciato ufficialmente la sua ricandidatura alla presidenza della Uefa per un altro mandato di quattro anni. Il presidente in carica lo ha fatto al cospetto dei 53 rappresentanti dell’organismo continentale riuniti in occasione del 34° congresso ordinario che si è tenuto ieri a Tel Aviv. Il francese ha ribadito nell’occasione quali saranno i punti cardine del suo prossimo mandato, nello specifico ha individuato quattro obiettivi da realizzare e per i quali ha lavorato già in questi primi tre anni in cui è stato alla guida del calcio europeo.
Il primo è più importante traguardo da raggiungere è l’organizzazione degli campionati europei del 2012. Come sappiamo verranno ospitati da Polonia e Ucraina, sono altrettanto note le difficoltà che stanno incontrando i due paesi, soprattutto gli ex sovietici, ma Platini ha rassicurato tutti: nonostante le numerose e reali difficoltà si è detto certo che la manifestazione prenderà il via regolarmente nel giugno del 2012.
Il secondo punto cardine del suo programma è quello che lui ama definire fair play finanziario che dovrebbe essere introdotto a breve:
“Rispettare regole chiare sulla gestione delle finanze è fondamentale per il calcio e per il futuro dei nostri club. Agiremo in quest’area perché è una questione di etica, credibilità e sopravvivenza del nostro sport. Tutte le famiglie del calcio hanno approvato il nostro concetto e i principi di fair play finanziario, saremo supportati anche dall’Unione Europea”.
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