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La Juve perde l'ultima partita dell'anno, ko anche con la Fiorentina

pubblicato da Skalka

juve - fiorentina

La Juventus conclude la sua sciagurata stagione con l’ennesima sconfitta, nemmeno la tournée in America è servita a regalare un sorriso ai bianconeri. Dopo la clamorosa debacle contro i New York Red Bulls per 3-1, arriva anche quella con la Fiorentina che si aggiudica il derby italiano di Toronto grazie ad un gol di Stevan Jovetic nel primo tempo. Nonostante ciò i 20.000 tifosi assiepati sugli spalti del moderno impianto canadese hanno applaudito i giocatori in campo e hanno gradito lo spettacolo offerto, una particolare accoglienza è stata riservata ad Alessandro Del Piero, vero idolo per gli italo-americani.

Come dicevamo la partita è stata risolta al 17′ da Jovetic che con un tiro da venti metri ha infilato l’incolpevole Alex Manninger, in precedenza la Juve aveva sfiorato il gol con Amauri. La Fiorentina va vicina al raddoppio con Babacar che colpisce la traversa, i bianconeri pareggiano almeno il computo dei legni con un’altra traversa colpita direttamente da calcio d’angolo da Antonio Candreva. Il pubblico decide di tributare una standing ovation a Del Piero al momento della sua sostituzione, al posto entra Michele Paolucci che sfiora il gol di testa.

La gallery dell’amichevole Juventus - Fiorentina
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Juve: nel mirino anche l'altra sponda di Genova, Criscito e Palladino potrebbero tornare alla base

pubblicato da Celephais


Si fa sempre più trafficata la tratta Torino-Genova per quanto riguarda il prossimo calciomercato. I neodirigenti della Juventus, i transfughi doriani Giuseppe Marotta e Fabio Paratici, avrebbero infatti nel mirino, oltre a numerosi pezzi pregiati della loro ex squadra, anche i due giocatori in comproprietà tra i torinesi e l’altro club della citta ligure, il Genoa: il jolly difensivo Domenico Criscito e il fantasista Raffaele Palladino.

Ai due, che non erano riusciti a sfondare nella loro precedente esperienza in maglia bianconera, potrebbe essere data infatti un’altra chance, in particolare al difensore, considerato dal nuovo tecnico Gigi Del Neri una pedina ideale da inserire nel suo tradizionale 4-4-2. Sperano di avere un’altra possibilità a Torino, anche altri ex gioiellini della Primavera di Chiarenza come Davide Lanzafame e Michele Paolucci, anch’essi in comproprietà, rispettivamente con Parma e Siena.

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Juve, al via la tournee americana: tra i convocati anche Padoin e Brandao

pubblicato da vieni_127


La stagione per la Juve è ufficialmente terminata ma, a parte i giocatori convocati dalle Nazionali per il Mondiale, gran parte della truppa bianconera è ancora al lavoro in quel di Vinovo: alle porte una tournee in Nord America, la riproposizione di ciò che fu anche l’anno scorso (ma dodici mesi fa la metà fu l’Estremo Oriente) per racimolare un po’ di soldini. Venerdì prossimo, cioè fra due giorni, la partenza verso il JFK di New York, poi da domenica tutti in campo per la prima di due amichevoli.

Il 23 maggio infatti andrà in scena una inedita Juve - New York Red Bulls, poi trasferimento in Canada, nell’Ontario per la precisione, dove i bianconeri disputeranno la seconda e ultima partita di questa mini spedizione: avversaria la Fiorentina di Prandelli, teatro della gara lo stadio di Toronto. Oggi sono state diramate le convocazioni, come di consueto con alcuni elementi non juventini: quest’anno i fortunati sono Brandao del Siena, Padoin dell’Atalanta, Bardi e Bernardini del Livorno, oltre a Ekdal che comunque è a fine prestito dal Siena. Presenti anche gli epurati di Lippi, cioè Grosso e Candreva.

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Juve, infortuni e incompetenza medica: e sparisce nel nulla Caceres

pubblicato da vieni_127


Avrebbe incassato quattro sberle al Craven Cottage una Juve che si fosse presentata con una difesa formata da Buffon in porta, Caceres a destra, Legrottaglie e Chiellini centrali, De Ceglie a sinistra? La risposta, con matematica certezza è: no. Anche col Bayern i bianconeri presero quattro sberle europee, mancava Chiellini. Ieri la difesa a tre formata da Grygera, Zebina e De Ceglie, con Chimenti in porta (comunque il migliore in campo), sarebbe stata difficilmente presentabile anche contro il Cittadella, il male oscuro che ha afflitto la Juve quest’anno ha un solo nome: gli infortuni.

Forse non tutti sanno che anche Paolucci e Immobile sono out per acciacchi, Legrottaglie e Giovinco idem, e poi i due portieri e Chiellini. Marchisio e Iaquinta, ieri in panca ma comunque alle prese col mal di schiena. E poi Martin Caceres. Che diavolo di fine ha fatto il Pelado? Contro il Genoa piazzò quel cross perfetto sulla testa di Amauri, poi nel riscaldamento all’Amsterdam Arena si fermò misteriosamente. E non è più tornato. L’uruguiano è out per una addominalgia da sforzo, un dolore ai muscoli addominali di difficile soluzione; per lui si è mobilitato anche il Barcellona che ne detiene il cartellino e dalla Spagna circolano voci polemiche dello staff sanitario dei blaugrana.

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Buone notizie per la Juve: Vincenzo Iaquinta è tornato, vicino al completo recupero anche Christian Poulsen

pubblicato da Skalka

vincenzo iaquinta

L’ultima partita Vincenzo Iaquinta l’ha giocata contro la Fiorentina, era il 17 ottobre e da allora sono passati quattro mesi. Poi i problemi al menisco e l’inizio di un vero e proprio calvario: l’attaccante juventino viene sottoposto ad un’operazione al menisco esterno. Si tratterebbe di un problema che potrebbe tenere fermo il giocatore per una quarantina di giorni, ma durante l’intervento i medici si accorgono che il ginocchio operato ha anche altri problemi, molto più gravi e che purtroppo allungheranno i tempi di recupero sensibilmente.

Quando si sta lontani dal campo così tanto tempo il tono muscolare ne risente e per tornare in condizione è necessario molto lavoro. Iaquinta non si spaventa e in questi mesi lavora, tanta fisioterapia e palestra, accompagnata dalla sofferenza di vedere la sua squadra piombare in una crisi senza precedenti nella secolare storia del club. Adesso questi brutti momenti sono alle spalle, l’attaccante ieri ha giocato quasi un’ora nell’amichevole programmata contro il Bra, squadra di eccellenza, e ha dato anche segnali confortanti sulle sue condizioni di salute.

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Juve - Palermo 0-2: Miccoli per il quarto posto, bianconeri di nuovo giù

pubblicato da vieni_127


Il risultato che non ti aspetti: i piccoli passi in avanti della Juve di Zaccheroni vengono cancellati in un sol colpo dalla sconfitta casalinga contro i rivali (per la corsa al quarto posto) del Palermo. Senza panchina e con un undici obbligato, i bianconeri incappano in una serataccia e Miccoli e soci riescono ad inferire con una partita accorta in difesa e micidiale nelle ripartenze. Eroe della serata il capitano rosanero: è Miccoli a sbloccare il match nella ripresa, con una perla balistica da applausi. Reazione juventina debole, gol annullato a Cannavaro e gol finale di Budan, su erroraccio di Grygera. E’ un risultato inaspettato che fa ripiombare la squadra piemontese in depressione, ora Zac avrà sette giorni per recuperare morale e giocatori; anche se, senza nazionali, non potrà lavorare come vorrebbe. Il Palermo ora è quarto, riuscirà a rimanerci? (Tabellino e Pagelle di Juve - Palermo 0-2 - Foto di Juve - Palermo 0-2)

I bianconeri, che ritrovano Cannavaro in difesa e hanno in Candreva la variabile imprevedibile al centro del campo, si affidano alla storica coppia del gol, Trezeguet e Del Piero; Delio Rossi dà fiducia a Hernandez a discapito di Cavani, per il resto formazioni tipo col solito Liverani in cabina di regia. Buon palleggio juventino, il Palermo pare controllare ripiegando con movimenti sincronizzati e provando con le giuste profondità, spesso suggerite dai guizzi di Pastore, di impensierire Manninger. E’ Nocerino l’unico che abbozza qualche tiro dalle parti del portiere della Juve, poca roba comunque; Zac invece insiste sulle fasce e gli interpreti fanno il loro: Grygera e De Ceglie salgono spesso, Candreva sovente si decentra verso destra, Sirigu non può dormire sonni tranquilli. Ma la produzione offensiva bianconera non è granché: un tiro-cross velenoso di Candreva, un tiro debole di Diego, bolide largo di Del Piero.

Le migliori foto di Juve-Palermo 0-2
Le migliori foto di Juve-Palermo 0-2Le migliori foto di Juve-Palermo 0-2Le migliori foto di Juve-Palermo 0-2Le migliori foto di Juve-Palermo 0-2

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Juve - Lazio 1-1: un punticino a testa tra due nobili decadute

pubblicato da vieni_127


Tra le due squadre più brutte del campionato non poteva che uscire fuori un pareggio: la “nuovaJuve targata Alberto Zaccheroni non riesce ad avere la meglio di una disastrata Lazio, alla fine di 90 minuti non eccelsi è pari e patta e non c’è motivo per sorridere da nessuna delle due parti. Forse il bicchiere mezzo pieno è per i capitolini, capaci di rimontare lo svantaggio grazie all’unico uomo capace di tirare verso la porta di Manninger: Stefano Mauri, che già nel primo tempo aveva impegnato il portiere austriaco, l’autore del pari. In precedenza vantaggio juventino con un rigore più che dubbio realizzato da Del Piero. Qualche sussulto per i bianconeri, ancora distanti anni luce dall’essere credibili, ma comunque un pelino più “convinti” (Il tabellino e le pagelle di Juve - Lazio 1-1 - Le foto di Juve-Lazio 1-1).

Nessuna rivoluzione tattica per il nuovo allenatore della Juve, l’undici è quello che con moltissima probabilità avrebbe scelto anche Ferrara; speculare lo schema adottato da Ballardini che in attacco da fiducia a Cruz insieme a Zarate. Bastano pochi giri d’orologio per intuire che non sarà certo uno spot per il calcio, anche Saccani rimane inoperoso. Cerca di dare una scossa alla situazione Diego con un paio di tiri ma Muslera c’è; Candreva pare in palla, anche l’ex Livorno prova un paio di conclusioni da fuori ma la mira del centrocampista non è delle migliori. Molti tiri rimpallati dalla difesa biancoceleste, gli ospiti hanno un sussulto sul finire di tempo con una staffilata da fuori di Mauri che impegna Manninger.


Le migliori foto di Juve-Lazio 1-1

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Chievo - Juve 1-0: tutto come previsto, la Juve perde

pubblicato da vieni_127


Rocky Ferrara prende un altro gancio in pieno muso, è a terra e l’arbitro conta fino a dieci: si rialzerà anche questa volta? Lo sa il factotum Jean Claude Blanc, che di certo starà passando nottate inquiete. Il Chievo vince contro la Juve, 1-0 secco per il gol nella prima frazione di Gennaro Sardo (curiosità: il laterale clivense era stato l’ultimo marcatore della sua squadra, contro la Fiorentina, prima di un lungo digiuno): a Di Carlo l’onore di battere per la prima volta nella storia degli scaligeri la Vecchia Signora del calcio italiano. Nel giorno dell’esordio in bianconero di Michele Paolucci, solito film visto e rivisto: la Juve praticamente non tira in porta, perde meritatamente, ma in fondo non fa più notizia. E’ il momento più delicato negli ultimi venti anni di questa squadra, ora quinta in classifica (Tabellino e pagelle di Chievo-Juve 1-0 - Le Foto di Chievo-Juve 1-0 - Il Video di Chievo-Juve 1-0).

Inizio shock del Chievo che dopo neanche un minuto chiama subito il rientrante Buffon a un super intervento; la Juve cerca di reagire, il tiraccio di Grosso dalla lunga (larghissimo) è quanto prodotto. Dopo un avvio promettente (circa la qualità del match), le emozioni iniziano a diradarsi e al pressing del Chievo non corrisponde una buona circolazione di palla degli avversari bianconeri, così pian pianino i clivensi prendono possesso della partita. Sulle fasce Grosso e Grygera, poi sostituito per infortunio da Zebina, soffrono la verve dei veneti che richiedono un rigore per fallo su Sardo e si vedono annullare un gol (autorete di Chiellini) per fallo di Abbruscato sul centrale della Nazionale. Poi il gol: Sardo dalla lunga, senza subire particolari pressioni dagli avversari, scaglia il destro che si insacca alle spalle di Buffon.



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Ufficiale, Paolucci in prestito dal Siena alla Juve

pubblicato da vieni_127


Tenace questo ragazzo, Michele Paolucci da Recanati: alle soglie dei 24 anni si riprende la maglia della Juve e ora starà a lui, e solo a lui, sfruttare questa incredibile chance. Per anni è stato il bomber delle giovanili della Vecchia Signora, caterve di gol e il sogno, sempre dichiarato a volte andando anche sopra le righe, di giocare col bianconero dei grandi. Iniziò con colori simili, ad Ascoli con Nedo Sonetti mentore parve esplodere, ma a Udine e Bergamo s’era un po’ sbiadito. Poi Catania, la squadra e la città che più gli son rimaste nel cuore: un’ottima stagione, nove gol (alcuni di pregevole fattura) e di nuovo futuro incerto.

Già, perché Paolucci è sempre rimasto legato con mezzi contratti alla Juve: quest’anno aveva iniziato col Siena, ma con Giampaolo non è mai andato d’accordo. Croce e delizia, con Malesani qualcosina ha combinato, è il temperamento la chiave di volta di questo ragazzo: a volte eccede, si fa espellere e non le manda a dire, altre volte però riesce a cacciar fuori una grinta e un carattere che gli fanno fare il salto di qualità. La fortuna gli ha sorriso: voleva tornare alla Juve, ma sembrava un’ipotesi irrealizzabile. Ora però si allena con Del Piero e domani sarà sul pullman che lo condurrà al Bentegodi.

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La meglio gioventù bianconera: quale futuro per i ragazzi della Juve in giro per l'Italia?

pubblicato da vieni_127


Un tesoretto non indifferente; la Juve ha mandato in giro per l’Italia fior fior di giocatori, ragazzi giovani di belle speranze: alcuni ancora in erba, altri stanno pian pianino invecchiando, tutti ancora legati alla Vecchia Signora per via di prestiti e comproprietà, nodi da sciogliere nelle prossime sessioni di mercato. Quali saranno gli eredi di Marchisio e Giovinco? Chi invece finirà nel dimenticatoio come Chiumiento o Benjamin? Difficile dirlo, certo è che si può analizzare la situazione dei giovani più “caldi“, al fine di valutare se potranno, un giorno, rientrare o meno nei piani della prima squadra bianconera.

Albin Ekdal: svedesino di bell’aspetto, l’anno scorso superbe prestazioni con la Primavera di Maddaloni e qualche apparizione coi “grandi”, con tanto di esordio nell’infuocato clima del San Paolo di Napoli. La dirigenza juventina quest’estate ha deciso di mandarlo a Siena, Giampaolo lo ha visto poco all’inizio, poi pian pianino gli ha concesso fiducia e ora, con Baroni, è titolare del centrocampo dei toscani. Visione di gioco ed eleganza, senza dimenticare quel pizzico di cattiveria scandinava; il programma era tenerlo via da Torino per due stagioni, riavendolo poi fatto e finito a 22 anni. E se tornasse già la prossima estate?

Michele Paolucci: inizia a diventare “vecchio”, 23 anni di cui gli ultimi 3-4 a cercar di dimostrare di essere uno da Juve. All’Ascoli pareva stesse per esplodere, a Catania si è più o meno consacrato, era andato a Siena per dimostrare una volta per tutte il suo valore. Giampaolo non lo ha visto, Baroni invece vuole riesumarlo e già a Genova ha timbrato il cartellino con un gol dei suoi. In comproprietà con l’Udinese, il suo futuro è nebuloso; certo è che se dovesse esplodere nell’asfittico attacco della Robur, allora qualche chance potrebbe pure averla. A meno che non torni in Friuli a titolo definitivo, magari da titolare.’

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