
Facile deprimersi, ancor più facile esaltarsi; è quanto accaduto di questi tempi in casa Genoa che ha infilato due storiche vittorie in quattro giorni e che autorizza il caloroso popolo del Grifone a mettersi alle spalle l’avvio balbettante di stagione. Nulla per cui raddrizzare una classifica che non autorizza a far voli pindarici con la fantasia, ma dopo il faraonico mercato estivo l’esonero di Gasperini, c’era di che crucciarsi nel vedere i rossoblu arrancare, nel gioco e nei risultati. Enrico Preziosi ha cercato di porre rimedio nel mercato invernale, ha confermato la fiducia ad Eduardo (portiere discreto ma con tendenza folle a papere colossali), non ha messo sotto pressione Ballardini, insomma ha agito di testa più che di pancia e ora si gode questo momento di relativa serenità.
Togliendosi anche qualche sassolino dalla scarpa: “Sorrido nel vedere come cerchino di risalire sul carro del vincitore quelli che si erano affrettati a scendere appena le cose non sembravano andare per il verso giusto. Ed è anche divertente osservare come mi siano tornati ad arrivare tanti sms. Ma sul mio carro non c’è più posto, lo dico con grande serenità e senza rancore…“. Poi parla dei singoli: “Ero stato il primo a riconoscere che erano stati commessi degli errori e che avremmo provato a rimediare, ma c’è chi ha tratto le sue conclusioni con troppo fretta. Ed evidentemente erano conclusioni sbagliate. Visto Palacio? Se gioca nel suo ruolo è un fuoriclasse. E Paloschi? Altro che rotto… Kucka poi è già diventato un idolo dei tifosi. E ora mi aspetto che anche Veloso riesca a esprimere le sue grandi potenzialità…“.
Ma parliamo di numeri: dalla sosta natalizia ad oggi il Genoa ha perso due gare (con Udinese in casa e con Fiorentina, entrambe per topiche del suo portiere lusitano), cinque pareggi (4 per 0-0 e uno, 1-1, contro il Milan) e ha vinto tre partite contro Parma, Sampdoria e Roma. Nel 2011 sono arrivati Kucka, centrocampista di quantità e qualità, Floro Flores e Paloschi, due punteri che sanno essere velenosi, Antonelli e Konko sulle corsie. E c’è ancora da saggiare le qualità dell’attaccante argentino Boselli. Con l’epurazione dei vari Toni, Ranocchia, Kharja, Palladino, Sculli e Modesto. Una bella rivoluzione, eppure a parte la reazione entusiastica per gli ultimi palpitanti sei punti, nulla di esaltante in quanto a gioco e risultati (lo 0-0 di Bari o quello di Cesena, partite orribili).
Tant’è, il presente ora dice che il forfait di Milanetto manda nuovamente in rampa di lancio Veloso; e ancora, Antonelli è pronto a dire la sua avendo recuperato dall’infortunio; Palacio ha dato sprazzi di gran classe (che supponevamo avesse); anche Rafinha è tornato ad essere quello visto in Bundesliga. E così può essere felice anche l’indiziato numero uno della crisi rossoblu, il buon Eduardo: “Non ho più parole per descrivere queste testimonianze d’affetto nei miei riguardi. Loro mi hanno conquistato, non finirò mai di ringraziarli, in questo periodo mi hanno dato una carica pazzesca. Quando li sento lì dietro, nella Nord, mi caricano in maniera bestiale” ha detto il portiere riferendosi ai tifosi genoani. Ora doppia trasferta, a Catania e a Milano, contro l’Inter: quando vale, per davvero, questo Genoa?

Si chiude un’altra settimana di febbrili trattative in seno al calciomercato, tanto in Italia quanto, più in generale, in Europa. Oggi in particolare è stata una giornata caratterizzata da molte operazioni messe nere su bianco, con la Lazio che ha ufficializzato due nuovi giocatori: il mediano uruguaiano Alvaro Gonzalez, dopo tre settimane “di prova”, ha finalmente firmato (ex Nacional, di recente anche convocato da Tabarez con la Celeste), ma in arrivo anche il terzino spagnolo Javier Garrido (nella foto), prelevato dal Manchester City.
Intanto è ufficiale anche il passaggio di Miguel Veloso dallo Sporting Lisbona al Genoa: in Portogallo Alberto Zapater e 8 milioni di euro. Scendiamo di categoria, andiamo in Serie B dove il Torino si è assicurato le prestazioni del nigeriano Christian Obodo, 26enne centrocampista l’anno passato all’Udinese. E proprio un ex granata, l’honduregno Leon il cui cartellino era di proprietà del Parma, è andato a finire dritto in Cina: per lui avventura orientale con lo Shandon Luneng. E spostiamoci sul mercato internazionale.
Continua a leggere: Mercato: Khedira al Real, doppio colpo Lazio, Obodo al Toro
La famiglia Preziosi col fido scudiero Stefano Capozucca zitta zitta sta mettendo su una squadra capace di far sognare i propri tifosi: il Genoa, reduce da un campionato non brillantissimo, senza isterismi e con pochi proclami sta puntellando una rosa comunque competitiva assicurandosi le prestazioni di giocatori di fama internazionale. Non convinceva Marco Amelia? Poco male, hanno piazzato tra i pali il portiere titolare della Nazionale portoghese, Eduardo, reduce da un’annata super con lo Sporting Braga. Mancava la prima punta di peso? Zac, ecco Luca Toni, non più giovanissimo ma in grado di buttarla dentro sempre e comunque con regolarità (vedasi i 6 mesi alla Roma).
Poi hanno puntellato la corsia di destra con lo spagnolo Chico, quindi si sono concentrati sul centrocampo: Franco Zuculini è un giovane che in prospettiva potrà diventare davvero molto forte, accanto a lui ecco Miguel Veloso. Sirene dal Real Madrid e dal Manchester United, il centrocampista dello Sporting Lisbona alla fine ha abbracciato la causa rossoblu, come confermato da Enrico Preziosi: “Veloso? Stiamo lavorando, occorre qualche ora o qualche giorno, dovremmo riuscire a prenderlo. Manca poco per annunciarlo, quasi niente. Acquisto caro? Noi l’anno scorso abbiamo sofferto a centrocampo, non facciamo altro che rimediare a qualcosa che non è stato fatto e non vorremmo trovarci impreparati in quel ruolo. Eduardo determinante? Non è intervenuto, abbiamo parlato direttamente con il suo agente Mendez“.
Continua a leggere: Genoa, è quasi fatta per Miguel Veloso: un mercato da sogno per il Grifone
Il Genoa oggi ricomincia a sudare: oggi è tempo di ritrovarsi nel capoluogo ligure, da domani tutti in Austria per fare davvero sul serio. Il Grifone sosterà a Neustift dal 18 al 31 luglio agli ordini diligenti di mister Gian Piero Gasperini, al quinto anno sulla panchina dei rossoblu, carico e voglioso di riscattare una stagione, quella passata, con un pelino di ombre in più rispetto alle luci. Enrico Preziosi e i suoi collaboratori non hanno stravolto la rosa, ad oggi poco mercato ma ben mirato, coi soliti colpi assestati: i volti nuovi rispondono al nome di Eduardo per la porta (è stato il portiere titolare del Portogallo ai Mondiali, prelevato dallo Sporting Braga), Andrea Ranocchia e Chico (Almeria) per la difesa, Luca Toni in avanti.
“Abbiamo centrato alcuni ruoli importanti, come il portiere e l’attaccante. Poi c’è Ranocchia che ha fatto bene, in fondo non servono mille giocatori ma quelli giusti, a parte i nuovi poi ci sono giocatori come Kharja, Dainelli, Palladino. Un tassello a centrocampo? Tanti nomi ma non è facile, l’importante è non avere fretta. Boateng? Per me non è il primo nella lista. Veloso? Vedremo, per il centrocampo non c’è fretta. E poi se contiamo per quel ruolo adesso abbiamo quattro giocatori: Milanetto, Zapater, Kharja e Rossi. Quest’ultimo ha fatto molto bene nel ruolo di interno, ormai potrebbe essere la sua posizione, come vedete abbiamo gli uomini giusti. Papastathopoulos? Adesso aspettiamo Chico che dovrebbe arrivare questa sera” ha commentato Gasperini, nel suo stile pacato.
Continua a leggere: Genoa, si parte: Gasperini è soddisfatto del mercato
Gruppo G, quello meno incerto degli otto: Brasile e Portogallo dopo le precedenti due uscite giocavano solo per definire la loro posizione, chi sarebbe arrivato primo e chi secondo; ai lusitani occorreva vincere per scavalcare i cugini sudamericani, alla fine ne esce fuori un pareggio senza gol che qualifica i verdeoro in vetta al raggruppamento con sette punti e gli europei dietro con punti cinque. Secondo pari per 0-0 per Cristiano Ronaldo e compagni che confermano di avere una difesa più che buona e un cinismo, marchio di fabbrica della gestione Queiroz, che non ricordavamo appartenere a questa selezione. Il Brasile si conferma squadra solida, poca samba e molto pragmatismo.
I due tecnici, a dire il vero, hanno messo in campo undici competitivi e le squadre sul terreno di gioco hanno cercato di vincere; la Seleçao con un possesso palla tanto arzigogolato quanto, in molte occasioni, sterile, il Portogallo affidandosi alla velocità di capitan Ronaldo e all’ottima verve dei vari Danny, Raul Meireles e Tiago, anche oggi positivo. Primo tempo nervoso, un sacco di cartellini gialli e occasioni vere alla spicciolata: è il Brasile la squadra più pericolosa con Nilmar (palo) e Dani Alves, mira poco precisa e comunque non tantissimo lavoro per Eduardo. Nella ripresa invece nettamente più Portogallo, con Meireles che ha avuto sui piedi la palla più ghiotta per segnare. Sul finale grande Eduardo su un tiro di Ramires deviato.

A parte i fasti degli anni ‘60 con Eusebio e una deludente apparizione in Messico nell’86, forse non tutti sanno che il Portogallo è appena alla quinta partecipazione a una fase finale dei Mondiali, la terza di fila. Negli ultimi anni questa squadra è cresciuta molto e nonostante il calcio lusitano sia segnato da un marchio inconfondibile di chilometrico possesso palla senza guizzi capaci di andare a rete, le ultime prove di questa Nazionale sono state più che soddisfacenti. A parte la finale persa agli Europei casalinghi del 2004, anche agli scorsi Mondiali tedeschi questa selezione riuscì ad arrivare fino alla semifinale, poi persa contro la bestia nera Francia, capace di eliminare il Portogallo sempre in semifinale anche agli Europei del 2000. Quest’anno l’obiettivo è fare bene, sognare in grande e sorprendere tutti come già accaduto meno di un lustro fa.
L’allenatore è un portoghese nato in Mozambico, un 57enne che dopo aver girato il mondo tra Stati Uniti, Giappone ed Emirati Arabi Uniti è diventato noto per aver guidato il Real Madrid, oltre ad aver fatto a lungo il vice di Ferguson al Manchester United; stiamo parlando ovviamente di Carlos Queiroz che si trova tra le mani una formazione piena di stelle e che ha dovuto dunque operare scelte anche difficili lasciando a casa giocatori di fama internazionale. Convocati in principio 24 giocatori, ha “silurato” il difensore del Deportivo La Coruna José Castro, ma a parte questo anche prima di presentare la lista alla Fifa aveva operato scelte discutibili: non c’è il portiere del Betis Siviglia Ricardo (forse ha pagato il campionato nella B spagnola), ma neanche altri storici componenti della Nazionale, da Moutinho a Nuno Gomes, da Postiga a Viana, fino al Trivela interista Quaresma.
Poco male, i 23 che saranno di scena in Sudafrica sono giocatori di tutto rispetto che difficilmente faranno rimpiangere gli assenti: in porta un 27enne reduce da un grandissimo anno con lo Sporting Braga, ovvero sia Eduardo; in difesa da Carvalho a Pepe, da Miguel a Ferreira tutta la retroguardia può avvalersi di giocatori di esperienza e qualità. Per non parlare del centrocampo: Miguel Veloso e Deco non hanno bisogno di grandi presentazioni, c’è anche l’ex juventino Tiago e il caldissimo Raul Meireles autore di una doppietta nella recente amichevole vinta per 3-1 dai lusitani contro il Camerun. E in attacco il potenziale è notevolissimo: Cristiano Ronaldo la stella assoluta, ma anche Danny dello Zenit e il Red Devil Nani sono giocatori che potranno rivelarsi devastanti, non dimenticando Simao e Almeida, rispettivamente dell’Atletico Madrid e del Werder. Insomma, tanta roba.
Le Foto di Tutte le Maglie del Mondiale 2010 in Sudafrica




Le foto degli stadi sudafricani che ospiteranno il mondiale




Continua a leggere: Mondiali 2010 - La scheda del Portogallo

Anno di mondiali, il mercato di gennaio diventa sempre particolare: già, perché ci sono i cosiddetti campioni, magari profeti in patria, che ricevano garanzie dai commissari tecnici, del tipo “se giochi ti convoco“. E allora a metà anno, con alle spalle decine di di panchine, decidono che è meglio darsi alla fuga, prestitino veloce e via, catapultati in una nuova realtà, club e campionato diverso. Ruud Van Nistelrooy è vicinissimo all’Amburgo, Tiago invece ha scelto l’Atletico Madrid: sono due esempi non a caso, anzi calzanti più che mai con le storie di altri due giocatori, ora a Milano ma probabilmente per niente protagonisti del derby di domani sera, che condividono aspirazioni, nazionalità e voglia di emigrare coi due sopracitati.
Stiamo parlando ovviamente di Jan Klaas Huntelaar, il “cacciatore” milanista che ha incantato col Catania e poco altro, e di Ricardo Quaresma, er trivela dall’esterno leggendario che col nerazzurro interista addosso non ha mai convinto. Uno olandese, l’altro portoghese, come Van Nistelrooy e Tiago, entrambi con la valigia in mano e con la voglia di esserci in Sudafrica. A patto di arrivare a giugno in forma, e per arrivarci bisogna giocare. The Hunter è appetito dal West Ham, nuova proprietà e ambizioni a lungo termine: “Lui è un top player e per noi è importante acquistare un bomber prima della chiusura del mercato invernale. Siamo disposti a offrire circa 400 mila euro al mese per un breve periodo di prestito” ha detto David Gold, pronto dunque a fargli percepire più di due milioni di euro per calcare il Boylen Ground.
La Fiorentina torna in Italia con un prezioso 2-2 ottenuto in trasferta a Lisbona, molto importante in termini di risultato, ma ottenuto dopo una partita faticosa nonostante più di 30 minuti giocati in superiorità numerica a causa dell’espulsione del montenegrino Vukčević. Prandelli ha disposto la squadra in campo con il 4-2-3-1 con entrambi i nuovi acquisti Zanetti e Marchionni arrivati in estate dalla Juventus schierati dal primo minuto, e proprio il primo si è distinto molto positivamente nel nuovo centrocampo viola favorendo importanti ripartenze con passaggi precisi e lanci geometrici. (Le Foto della Partita - Video)
I padroni di casa sono partiti molto aggressivi cercando subito di sfruttare al meglio il fattore campo, ma il solito Sebastian Frey ha assicurato ai viola di non subire un gol nei primissimi minuti. Alla seconda occasione nella metà campo avversaria, al sesto minuto di gioco, Gilardino allarga a Vargas sulla sinistra che calcia in diagonale sul secondo palo insaccando il gol dello 0-1. Lo Sporting dopo lo svantaggio si getta a capofitto nella metà campo avversaria e la Fiorentina soffrendo l’inziativa portoghese, riesce comunque a resistere fino alla fine del primo tempo andando a riposo in vantaggio di un gol.
Ad inizio ripresa l’occasione buona capita sulla testa di Marchionni servito Gilardino, ma la palla colpita dall’ex-juventino sfiora solo la traversa. Al 13′ minuto del secondo tempo arriva il pareggio dei padroni di casa grazie a Vukčević che approfitta di un rimpallo fortunoso in area di rigore, che lo mette in condizione di calciare indisturbato verso la porta avversaria e battere Frey. Lo stesso calciatore autore del gol, commette il grave errore di lasciarsi trasportare eccessivamente dalla gioia, e nel festeggiare si toglie la maglia; il calciatore era già ammonito e l’arbitro ungherese Kassai non esita ad espellere il giocatore per doppia ammonizione.

Continua alacremente il lavoro del Manchester City per rinforzare la propria squadra e, al contempo, per sfoltire le parti in esubero della stessa: dopo il prestito secco di Bojinov al Parma, i Citizens hanno ceduto (questa volta a titolo definitivo) Blumer Elano ai turchi del Galatasaray. Colpo un po’ a sorpresa dei giallorossi di Istanbul che si assicurano così le prestazioni di un giocatore convocato con regolarità da Dunga nella Seleçao verdeoro tanto da venir accostato con insistenza all’Inter e alla Lazio prima e al Milan poi: appena 9,3 milioni di euro i soldi sganciati dal Galatasaray che ha fatto sottoscrivere al fantasista brasiliano ex Santos e Shakhtar un contratto di cinque anni.
Attivo anche sul mercato in entrata, il club dello sceicco Mansour ha perfezionato l’acquisto del giocatore dell’Arsenal Kolo Touré: i Gunners hanno ceduto il 28enne difensore per quasi 20 milioni di euro, un tassello comunque di valore assoluto l’ivoriano nello scacchiere del City targato Mark Hughes. Che ora sta cercando di portare alla sua corte anche Joleon Lescott, difensore dell’Everton che i Toffees non vogliono per niente perdere: rifiutata l’offerta di 21 milioni di euro, i Citizens sperano di mandare in ogni modo in porto la trattativa. Anche perché il giocatore vorrebbe andare a Manchester, ma il manager dell’Everton David Moyes non vuole si muovi da Liverpool.
Continua a leggere: Manchester City: preso Kolo Touré, Elano al Galatasaray