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Tutti gli articoli con tag ministro maroni

Tessera del tifoso: contestato Maroni a Bergamo, petardi e auto in fiamme

pubblicato da Gabriele Capasso


Mancano pochi giorni all’esordio del campionato, il primo con la famosa Tessera del Tifoso, la card nominale che diventerà l’unico strumento per poter accedere al settore ospiti con i tifosi della propria squadra in trasferta. Contestatissima dagli Ultras, che hanno le loro ragioni, nonostante i tanti anni fra annunci e rinvii continui sta ancora faticando a partire fra disorganizzazione e lungaggini burocratiche. Molti tifosi, che pure ne hanno fatto richiesta, non l’hanno ricevuta e potranno presentarsi agli ingressi degli stadi con la semplice “richiesta” della tessera.

Intanto continuano le proteste dei gruppi ultras. Quelli della Roma hanno annunciato che in occasione della prima partita, quella casalinga con il Cesena, hanno intenzione di inscenare una qualche forma di protesta. Diverse sono le ipotesi allo studio: isolare “fisicamente” quanti hanno richiesto la tessera in Curva o entrare solo per il secondo tempo. Intanto gli ultras dell’Atalanta hanno deciso di protestare in maniera decisamente meno “civile”.

Obiettivo il ministro Maroni, presente a Bergamo all’interno della festa della Lega Nord. Gli Ultras sono entrati nel luogo nel quale si svolgeva un dibattito, hanno cercato una mediazione per ottenere un dialogo con Maroni, fallita la “trattativa” con il volto coperto da sciarpe hanno lanciato petardi e bombe carte causando l’incendio di quattro auto e di alcune sterpaglie. Dopo l’intervento dei Vigili del Fuoco serafico, e accolto con applausi, il commento di Maroni di fronte alla platea di simpatizzanti della Lega:

Questi non sono tifosi, io con i violenti non parlo. Parlo con i tifosi veri. Mi sforzo di capire le loro ragioni ma francamente non le capisco.

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Maroni: "Presto toglieremo le barriere dagli stadi"

pubblicato da Antonio D'Avanzo


E’ una proposta che ciclicamente torna al centro delle discussioni che riguardano la sicurezza negli stadi. Negli obsoleti impianti italiani transenne, barriere e reti di recinzione stazionano ancora in bella vista. Un pugno nell’occhio se si pensa ad altri stadi europei, anche se forse, prima di eliminare le barriere, sarebbe opportuno rimodernare gran parte dei brutti impianti calcistici italiani. “Il mio sogno è che nei prossimi tre anni, entro la fine della legislatura, vengano tolte tutte le barriere dagli stadi. Come accade in molti luoghi del mondo sono convinto che anche qui si possa arrivare a questo“, dice il ministro dell’Interno Roberto Maroni.

Nel corso della presentazione del protocollo tra Viminale, Ferrovie e Autogrill sulla tessera del tifoso, Maroni ha dichiarato: “Oggi è una giornata importante perchè viene siglata una convenzione che rappresenta un punto di svolta su una questione portante come la tessera del tifoso, che ha destato molte polemiche, preoccupazioni e parole di troppo. Chi è contro o non ha capito o fa finta di non capire o pensa che la violenza sia una cosa lecita“.


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Maroni: "Ci vorrebbe il Daspo ai giocatori", ma contro la violenza non fa nulla

pubblicato da Gabriele Capasso


Sta suscitando scalpore l’uscita del Ministro Maroni sulle recenti violenze nel calcio, ma mai come in questi giorni appare paradossale il suo richiamo alla “tolleranza zero”.

Ho visto un giocatore esultare dopo una partita e un altro che gli dà un calcio, in mondovisione: sono esempi negativi. L’azione delle forze dell’ordine è meritoria, ma non basta le squadre di calcio devono rendersi conto che se non sanzionano questi comportamenti, non bloccano il diffondersi di esempi negativi. Molte società sono soggette a un ricatto delle tifoserie organizzate. Ricatti fatti da certi tifosi che, se non gli viene dato un certo numero di biglietti gratis, vanno allo stadio e tirano i petardi, e le società così vengono multate. Questo rapporto va modificato e le società devono intervenire. L’opera, seppur meritoriadelle forze dell’ordine non è sufficiente. Dobbiamo educare i giovani e fare di tutto per arginare una risorgente violenza. Dopo l’adozione dei Daspo, sono in aumento e questo mi preoccupa, un altro provvedimento da adottare che si può rivelare efficace in materia di sicurezza è l’affidamento degli stadi alle società di calcio.

Se il riferimento ai comportamenti tenuti da alcuni atleti, in particolare il rumeno Radu che ha sgambettato il romanista Perrotta dopo il fischio finale del Derby di Roma provocando l’orrendo parapiglia fra giocatori, è assolutamente condivisibile appare paradossale il silenzio sugli incidenti avvenuti dentro lo Stadio Olimpico (per i quali, lo ricordiamo, dovrebbero essere responsabili le società) e sulla guerriglia con auto bruciate e accoltellamenti all’esterno dell’impianto.

Lazio - Roma: Scontri sugli spalti

Lazio - Roma: Scontri sugli spaltiLazio - Roma: Scontri sugli spaltiLazio - Roma: Scontri sugli spaltiLazio - Roma: Scontri sugli spalti

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La Tessera del Tifoso: le ragioni del No degli Ultras

pubblicato da Gabriele Capasso


L’introduzione della Tessera del Tifoso, lo strumento di identificazione obbligatorio per entrare negli stadi italiani (almeno in trasferta per quello che riguarda i settori ospiti) dal prossimo Gennaio, sta scatenando una serie infinita di polemiche e continue proteste da parte del mondo Ultras. Inutile dire che personalmente, e più in generale su CalcioBlog.it, non proviamo particolare simpatia per il tifo organizzato. I suoi eccessi, la sua speciale morale, quell’etica con troppi punti di contatto con la violenza e la giustificazione di questa sono un contraltare troppo ingombrante rispetto ai valori (impossibili da non apprezzare) della passione per la propria squadra del cuore e per il calcio in generale.

Eppure su questa questione della Tessera del Tifoso non si possono negare le ragioni che stanno alla base della protesta. In sostanza dal 1 Gennaio 2010 chiunque vorrà seguire la propria squadra in trasferta dovrà esibire questa tessera, molto somigliante ad una carta di credito prepagata, con i dati e la fotografia dell’intestatario che deve essere richiesta e viene rilasciata dalla propria squadra del cuore.

Il problema è che la Tessera non verrà rilasciata a quanti abbiano subito una condanna “anche in via non definitiva” per reati commessi in occasione di manifestazioni sportive negli ultimi 5 anni. Vale a dire che un soggetto, colpito ad esempio da un DASPO, anche se lo stesso è stato completamente scontato, non potrà richiedere la tessera e quindi non avrà accesso al settore ospiti. Per assurdo lo stesso soggetto potrà recarsi in qualsiasi altro settore dello stadio, ma non fra i “suoi” tifosi.

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Abete e Maroni replicano a Lippi: "Tessera del tifoso non è una schedatura"

pubblicato da Gabriele Capasso


Nell’intervista concessa a Klaus Davi Marcello Lippi aveva definito la Tessera del Tifoso una forma di schedatura, dichiarando la sua avversione al progetto (ormai in dirittura d’arrivo). Nella stessa giornata arrivano due dichiarazioni in senso opposto, una del Presidente della Federcalcio Giancarlo Abete, l’altra dal Ministro degli Interni Roberto Maroni, grandi sostenitori della Tessera. Entrambi diventano una replica indiretta al CT che in un sol colpo, magari inconsapevolmente, è diventato il miglior alleato dei tanti che in Italia contestano la vituperata Tessera del Tifoso.

Oltre all’accusa di schedatura questo strumento è stato definito “liberticida” dai gruppi Ultras perché di fatto impedirebbe l’ingresso negli stadi anche ad individui che hanno scontato il periodo di interdizione dagli stadi previsto dal Daspo. Le parole di Abete, che ha confermato il lancio della Tessera del Tifoso anche per seguire le partite dell’Italia l’8 settembre prossimo a Torino, vanno naturalmente nella direzione opposta:

Avremmo preferito che le società arrivassero a una simile misura autonomamente, non per obbligo e qualche club si era già attrezzato. Non è una schedatura, altrimenti sarebbe così anche per gli abbonati. Per la Federcalcio, la tessera è uno strumento di fidelizzazione.

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Marcello Lippi a tutto campo: "Voterò alle Primarie del PD e non mi piace la tessera del tifoso"

pubblicato da Gabriele Capasso


Il CT della nazionale Marcello Lippi si sottopone al fuoco di fila delle domande di Klaus Davi nel corso di una puntata di KlausCondicio, la trasmissione sul web del celebre massmediologo, e ne vengono fuori risposte decisamente sorprendenti. Lippi, dopo essere entrato in rotta di collisione con José Mourinho per il suo pronostico sull’esito del campionato, ha evidentemente sempre meno timore a schierarsi su temi piuttosto controversi. Così scopriamo in un colpo solo due cose, la prima è che il CT è un elettore del Partito Democratico, la seconda è che non approva la Tessera del Tifoso del Ministro Maroni.

Le primarie sono un momento importante e fondamentale. Il Pd sta attraversando una fase dinamica, per cui ritengo che sia importante partecipare attivamente con il mio voto. Mi compiaccio nel vedere il partito impegnatissimo a cercare di trovare un’unità d’intenti, una compattezza, e a incrementare la propria forza. Ignazio Marino l’ho conosciuto e mi sembra una persona seria. Dario Franceschini non lo conosco. Nel Pd, poi, conosco anche Veltroni, che rimane una grande risorsa.

Quindi non solo Lippi dichiara la sua affezione al PD, ma indirettamente fa capire per quale candidato esprimerà la sua preferenza. Il selezionatore della Nazionale Italiana censura anche la Tessera del Tifoso, dal 1 gennaio prossimo obbligatoria per poter andare a seguire la propria squadra in trasferta. Secondo Lippi questo strumento “sembra una schedatura“.

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I tifosi del Pisa non saranno sulle gradinate per il derby con il Livorno

pubblicato da Skalka


L’immagine che vedete in alto ritrae la curva nord dell’Arena Garibaldi di Pisa in occasione di uno degli eventi più attesi dell’intera stagione: il derby con l’odiato, sportivamente parlando, Livorno. Questo genere di spettacolo negli anni rischia di diventare un ricordo sbiadito per colpa delle restrizioni imposte ai tifosi in trasferta. È di queste ore la notizia che anche in occasione del derby di sabato prossimo i tifosi ospiti, in questo caso i livornesi, non potranno assistere alla partita. Non solo, gli unici ammessi sugli spalti sono gli abbonati, non saranno dunque nemmeno in vendita i regolari tagliandi.

Questa decisione ha fatto scaturire una decisione clamorosa da parte dei tifosi nerazzurri che hanno deciso di boicottare l’incontro lasciando vuoto lo spicchio di spalti solitamente occupato, la curva nord. Questa soluzione è stata adottata per manifestare solidarietà ai livornesi ed è dello stesso tenore di quella dei labronici qualche mese fa in occasione della gara d’andata. I gruppi organizzati del Pisa fanno sapere che seguiranno la partita attraverso la radiocronaca allestendo uno spazio fuori dallo stadio. Ovviamente non è obbligatorio seguire la protesta, mentre è tassativo l’ordine di non intonare nessun coro contro i livornesi assenti.

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