Durante il derby d’Italia tra Inter e Juve non è passata inosservata la presenza di Supermario Balotelli sugli spalti di San Siro: l’attaccante del Manchester City, per via del suo infortunio al ginocchio con relativo intervento, sta passando più tempo in Italia che in terra d’Albione, non lesinando comportamenti e frasi che fanno parlare di sé. Ieri appena arrivato nell’impianto meneghino, così ai microfoni di Sky: “Massimo Mauro non capisce niente di calcio e io sono qui semplicemente perché è una bella partita e non faccio il tifo per nessuno“. Ma durante la partita i tifosi nerazzurri lo hanno beccato.
E non in maniera morbida, dato che delle volte dagli spalti del Meazza si è alzato anche l’odioso coro (che costò e non poco ai supporters juventini): “Se saltelli muore Balotelli“. E lui è stato beccato dai flash dei fotografi col dito medio alzato: rivolto ai suoi ex sostenitori, o cos’altro? Mino Raiola è seccato e luquida così la situazione: “Ma quale gestaccio contro i tifosi! Mario è andato apposta alla partita Inter-Juve per stare vicino alla squadra e ai suoi ex compagni. Stava semplicemente scherzando con il magazziniere dell’Inter“. Così l’agente della punta, che poi rincara la dose.
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“Un allenatore grande ha un problema e lo risolve. Uno piccolo invece corre via dal problema” queste le parole, pronunciate qualche giorno fa, di Zlatan Ibrahimovic, rivolgendosi evidentemente a Pep Guardiola, l’allenatore del Barcellona col quale lo svedese ha avuto più di un problema nella seconda parte della stagione scorsa. Non è mai venuto fuori cosa in realtà sia successo tra il giocatore e il suo ex “mister”, c’è di fatto che le dichiarazioni rese dal neo attaccante milanista e dal suo procuratore Mino Raiola non sono mai state gentili nei confronti di Guardiola, che ha sempre incassato con signorilità. E ieri, come ai bei tempi quando si posizionava in cabina di regia al Camp Nou come al Rigamonti, ha usato la sua classe per francobollare la faccenda.
Inizia accennando al problema: “Chi deve sapere cosa è successo lo sa, io decido cosa si deve dire oppure no ma alla gente interessa che la squadra vinca, comunque tutto è partito da una questione tecnica“. Poi fa un bagno di umiltà: “Ringrazio Ibrahimovic per il suo impegno e il suo aiuto nella conquista di cinque titoli, non so se senza di lui ci saremmo riusciti. Capisco per quello che dicono sia lui che il suo procuratore, che non sono stati contenti di lavorare con me ma io sono stato bene con loro, è stato un piacere allenare Zlatan e ho imparato molto da lui. La società mi ha messo a disposizione dei grandi giocatori, con grandi personalità e io sono qui per far vincere la squadra, per tirare fuori il massimo dai giocatori, non per cambiare le loro personalità“.
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Dopo un paio di anni di depressione canaglia, il popolo milanista si riaffaccia alla vita (calcistica, s’intende), con rinnovato entusiasmo: merito di una campagna acquisti che sul filo di lana ha regalato ai rossoneri Zlatan Ibrahimovic e Robinho. Sono bastati questi due colpi, entrambi utili per il reparto offensivo, per rinfocolare i supporters del Diavolo che a fiotti stanno invadendo i botteghini per sottoscrivere gli abbonamenti, tanto per il campionato quanto per la Champions
“Entusiasmo? Lo capiamo soprattutto dalla risposta dei tifosi. Oggi abbiamo raggiunto quota 40 mila abbonati per le partite di Champions League e procediamo a una media di 5 mila tessere al giorno. Non facciamo previsioni ma di questo passo arriveremo a un vero e proprio record. E’ ritornato dopo un anno l’idillio che aveva sempre contraddistinto il rapporto di Berlusconi coi tifosi, diciamo che l’estate 2009 è dimenticata” parole e musica di Adriano Galliani.
Ma l’amministatore delegato rossonero è foriero di parole al miele per il suo popolo, ringalluzzendolo ancor di più quando accenna a Mario Balotelli: “Abbiamo fatto ottimi affari con Raiola, di Balotelli non abbiamo parlato ma non nascondo, soprattutto adesso che non è più dell’Inter, che un giorno mi piacerebbe vederlo in maglia rossonera“, un giorno che si presuppone sia lontano, visto che SuperMario ha appena firmato un contratto di cinque anni con i non poco ambiziosi sceicchi del Manchester City.
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Sembra proprio essere arrivata all’atto conclusivo la trattativa a tre tra il Milan, Mino Raiola ed il Barcellona. Dopo aver trovato l’accordo con il procuratore dello svedese su una base di 8-9mln di euro l’anno per 4 stagioni, i dirigenti rossoneri sono riusciti ad accordarsi anche con il Barcellona che non era intenzionato a regalare il giocatore nonostante il clima teso creato ad arte da Raiola, e dallo stesso giocatore, negli ultimi giorni.
L’accordo con i blaugrana prevede che Ibrahimovic si trasferirà al Milan con un prestito camuffato che comporterà il riscatto obbligatorio del cartellino alla fine della stagione ad una cifra già prefissata. La scelta di questa formula è dovuta alla necessità di pagare il cartellino in maniera dilazionata in quattro anni anziché tre, condizione che è stata accettata dal Barcellona per non dover gestire la patata bollente di un Ibrahimovic strapagato e separato in casa con Guardiola.




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Usa un paragone da ostetrico Mino Raiola per spiegare a che punto si trova la trattativa per portare Zlatan Ibrahimovic dal Barcellona al Milan. Dopo un lungo incontro con Adriano Galliani, ormai di casa in Catalogna per definire il trasferimento dello svedese a Milano, parla di gravidanza “all’ottavo mese“.
Il bambino non è ancora nato ma siamo all’ottavo mese. E’ stato un’incotro piacevole, abbiamo parlato di tante cose. L’accordo col Milan ancora non c’è, ma la trattativa con il club non è ancora entrata nella fase calda perché in questo momento non ce n’è bisogno. Ci sono molte cose non chiare, sia tra i due club che con il giocatore. Anche se Ibra dicesse sì subito no potrebbe essere a Milano già domani.
L’agente di Ibra aveva anche incontrato in giornata i vertici della società catalana, molto irritati con lui al punto da minacciarlo attraverso il sito ufficiale di rescindere il contratto in essere, sfornando un’altra delle sue provocazioni. A chi gli chiedeva se si fosse discusso di una qualche buonuscita aveva replicato: “Non chiamatela così, chiamatela superuscita…“. Insomma, tutto sembra portare Ibrahimovic nuovamente in Italia, resta solo da capire quanto ci metteranno le due società a trovare un accordo economico possibile per entrambe le parti e soddisfacente anche per l’avido Raiola.
Il Barcellona si riserva di adire le vie legali per sciogliere il suo contratto con Mino Raiola, agente di Zlatan Ibrahimovic che, proprio per questa ragione, incassa direttamente dalla società catalana una percentuale dei 12 milioni di euro d’ingaggio annuale percepiti dal suo assistito. La ragione è nelle dichiarazioni di Raiola contro Guardiola, dichiarazioni che stanno esasperando il clima attorno al giocatore e il rapporto con l’allenatore, una circostanza che porterà con tutta probabilità la cessione al Milan.
Questo il comunicato apparso sul sito ufficiale del club in mattinata:
Di fronte a manifestazioni pubbliche che l’agente del nostro giocatore Zlatan Ibrahimovic, signor Mino Raiola, ha fatto negli ultimi giorni, che viola l’onore e l’integrità morale del nostro allenatore Josep Guardiola, il consiglio direttivo dell’FC Barcellona denuncia pubblicamente questo comportamento, che turba i rapporti professionali tra il giocatore e l’allenatore e incide sul comportamento del giocatore e sui suoi obblighi: questa è una flagrante violazione del contratto di rappresentanza che il signor Signor Raiola ha firmato con il Barcellona. Di conseguenza, l’ufficio legale del club sta valutando l’eventuale risoluzione del contratto e la cessazione della retribuzione annuale all’agenzia del signor Raiola di cui ha diritto ai sensi del presente contratto. Il risultato di questa valutazione e legata all’evoluzione degli eventi, per i quali il club si riserva di adottare le misure che ritiene appropriate.
Inutile non leggere il comunicato come l’ennesima conferma di una trattativa sempre più vicina ad una felice conclusione fra Barca e Milan per Ibrahimovic.

Ibrahimovic al Milan si può fare. Dopo il primo giorno di incontri, serratissimi, fra Adriano Galliani, Mino Raiola e il presidente del Barcellona Sandro Rosell, le parti sembrano vicine, almeno a parole. C’è l’intenzione del Milan di comprare, del giocatore di trasferirsi e del Barcellona di liberarsi di un attaccante di lusso divenuto incredibilmente un peso. L’ostacolo è la cifra, i tantissimi soldi necessari che la società rossonera non vorrebbe mettere sul piatto. Galliani parla di una “montagna di soldi da scalare“, ma anche della sua volontà di portare a termine la trattativa restando a Barcellona sino al 31 agosto se necessario.
Con il Barcellona torneremo a rivederci domani alle 12. La trattativa è molto difficile e molto costosa. Preciso che da parte del Milan non sono previste contropartite tecniche, stiamo lavorando per portare al Milan un grande campione in più. Non voglio illudere nessuno, ma nemmeno dire che non faremo sicuramente l’operazione. Vediamo, è molto difficile. Proviamo, io non mi muovo da Barcellona. I rapporti con il presidente Sandro Rosell sono ottimali.
La differenza fra un calciomercato con l’arrivo di Ibrahimovic e senza l’arrivo di Ibrahimovic al Milan farebbe una differenza enorme dal punto di vista qualitativo e quantitativo, vedremo che condizioni riuscirà a spuntare Galliani.

Sembrava ormai ufficiale il passaggio di Mario Balotelli dall’Inter al Manchester City: i due club avevano trovato l’accordo e c’erano solo da limare i dettagli economici inerenti all’ingaggio del giovane attaccante italiano. All’epoca dell’ufficiosità, si parlava di 3,5 milioni di euro netti a stagione, un ingaggio sicuramente importante per un ragazzo appena 20enne; ebbene, consigliato dallo “squalo” Mino Raiola pare che Supermario abbia alzato l’asticella, insabbiando improvvisamente la trattativa. Un atteggiamento sicuramente poco propositivo e che conferma la difficoltà a intavolare qualsivoglia discorso col bizzoso centravanti.
Secondo quanto scrive il Daily Star, il giocatore e il suo procuratore hanno chiesto un contratto quinquennale da oltre cinque milioni di euro (sempre netti) all’anno, una pretesa che il quotidiano britannico ha definito “oltraggiosa“. Così i Citizens stanno pensando di cautelarsi, nel caso il banco dovesse saltare, andando a bussare alla porta dell’Atletico Madrid, obiettivo Diego Forlan. Ritornando a Balotelli, riesce sempre a far parlare di sé, in Italia, in Inghilterra e anche in Canada: l’altro ieri ha saltato l’amichevole interista di Toronto… perché non ha trovato il passaporto! E’ rimasto così negli Stati Uniti, anche se Benitez non ne avrà sentito la mancanza.

Mario Balotelli non è ancora un giocatore del Manchester City. Preso atto della disponibilità dell’Inter a cedere il suo giovane talento si entra ora nella fase teoricamente meno delicata, quella dell’accordo fra l’agente e il nuovo club. Sarebbe, dicevamo, una fase teoricamente meno delicata se l’agente in questione non fosse Mino Raiola. L’ex pizzaiolo è noto per l’essere particolarmente esigente per i suoi assistiti e il caso di Balotelli non fa eccezione.
La richiesta è di 4 milioni di euro netti per 4 stagioni, evidentemente i dirigenti del City puntano a limare questa cifra, comunque a non accontentare tutte le pretese di Balotelli e Raiola. Così oggi c’è da registrare una fase di stallo nella trattativa e un primo incontro infruttuoso fra le due controparti, che presto si ritroveranno per continuare a discutere. Non sembra comunque in ballo la chiusura dell’affare, ma i tempi potrebbero allungarsi.
José Mourinho è già totalmente immerso nell’avventura madridista: l’ex allenatore dell’Inter non solo sta conducendo con la consueta maniacalità gli allenamenti del Real Madrid durante la preparazione estiva, ma è anche foriero di consigli per la dirigenza, indicando gli gradirebbe avere con sé e chi invece è chiaramente in esubero. Di pochi giorni fa gli apprezzamenti per Felipe Melo, mentre oggi sul fronte partenze arrivano conferme di Raul allo Schalke 04 (contratto biennale a 6 milioni lordi annui); non solo Mondo Deportivo riporta anche un’altra idea dello Special One.
“Mou ha un ottimo ricordo di Ibrahimovic all’Inter ed è convinto che Zlatan si inserirebbe perfettamente nel nuovo Real che sta disegnando” riporta il quotidiano catalano, aggiungendo che le merengues sarebbero effettivamente il solo club in grado di corrispondere allo svedese l’esosissimo ingaggio che percepisce, cioè 12 milioni di euro. Pare che Mou sia poco soddisfatto di Karim Benzema, beghe legali a parte, e avrebbe poco da ridire invece sul lungagnone scandinavo che già ebbe alla dipendenze nel primo anno di nerazzurro. Poi l’affascinante proposta di offrire, come contropartita, Ricardo Kakà.
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