
Hanno fatto le cose in grande, anzi in grandissima, in quel di Donetsk dove sabato scorso è stato inaugurato il nuovo avveniristico stadio in cui disputerà le gare casalinghe i detentori della Coppa Uefa dello Shakhtar (e che tornerà utile per i prossimi Europei, la molla che ha dato il là alla sua ultimazione). Lo stadio di per sé è una sciccheria, con tanto di cinque stelle attribuitegli dalla Uefa; ma la cosa che ha fatto strabuzzare gli occhi a una intera regione è stata la cerimonia di inaugurazione, due ore mozzafiato per gli occhi increduli di 50mila tifosi arancioneri (tanta è la capienza della Donbass Arena, nome dell’impianto)
Presenti le più alte autorità del Paese, migliaia di volontari che hanno inscenato varie situazioni con al centro il tema dell’Ucraina e del calcio (tra gli altri 50 sbandieratori italiani), un revival della storia del club (era presente anche il nostro Nevio Scala, ex allenatore della squadra) e ovviamente un sacco di risalto alla Coppa Uefa conquistata la scorsa stagione, con Lucescu e col presidente Rinat Akhmetov scatenatissimo. Tra i vari artisti, ciliegina sulla torta la presenza di Beyoncè, volata dall’America in Ucraina proprio per partecipare all’evento; ultimo assolo di Luciano Pavarotti, la cui voce è risuonata nello stadio al canto di “Caruso”.



Il Barcellona è inarrestabile e vince anche la Supercoppa Europea battendo gli ucraini dello Shakhtar Donetsk. Questo è il quinto trofeo conquistato nell’anno solare dai blaugrana e dal giovane allenatore Guardiola. I campioni d’Europa non dovranno ringraziare uno dei big del club come Messi, Ibrahimovic o Henry, ma il giovane Pedro, ventunenne attaccante proveniente dal vivaio. L’ex interista Ibrahimovic è stato autore di una prestazione opaca ed è uscito all’ottantunesimo minuto per lasciare il posto proprio al marcatore della partita Pedro. La partita si è risolta solo alla fine dei tempi supplementari dopo che i quelli regolamentari erano terminati e reti bianche. (Le Foto della partita)
La partita non è stata molto bella e raramente il Barcellona è riuscito a proporre il suo solito gioco spumeggiante. A pesare molto è stata l’assenza di Andres Iniesta e la partita sottotono di Xavi che non è riuscito quasi mai a liberarsi dalla marcatura a uomo di Hubschmann. Non riuscendo i catalani a giocare come sanno fare, gli ucraini allenati di Lucescu sono riusciti a limitare i danni nei primi 45 minuti difendendosi con un certo ordine. Solo Henry riesce a muoversi bene in avanti senza comunque essere incisivo, mentre Ibrahimovic e Messi, almeno nella prima mezzora buona, non hanno rispettato per nulla le aspettative.
Quando il tridente blaugrana si rende conto che l’assenza di Iniesta e la marcatura stretta di Xavi non riescono a rifornirli come al solito, incominciano ad accorciare di più sul centrocampo cercando procurarsi da soli i palloni giocabili che stavano mancando. Nelle tre occasioni che riescono a costruirsi non producono comunque grossi danni alla retroguardia ucraina: Ibrahimovic calcia fuori dallo specchio, Henry cerca di sorprendere il portiere avversario con un tiro cross senza fortuna e Messi, appena eletto miglior giocatore della passata edizione della Champions, si fa fermare dal portiere Pyatov.

Dopo due giorni di partite si è concluso il terzo turno di qualificazione per la prossima edizione della Champions League, le 15 squadre che si sono aggiudicate il doppio confronto guadagnano l’accesso al turno successivo denominato “Play-off”. Non sono mancate le sorprese, la più clamorosa riguarda la squadra detentrice della Coppa Uefa, gli ucraini dello Shakhtar Donetsk guidati da Mircea Lucescu sono stati sbattuti fuori dal Timisoara, il tecnico rumeno ha subito da parte dei suoi connazionali una brutta beffa.
La formazione rumena forte del 2-2 ottenuto in trasferta nella gara d’andata ha provato a mantenere il vantaggio riuscendoci, il risultato finale è uno 0-0 storico per questa società che mai era arrivata così in alto. Incontenibile la gioia dell’allenatore, Ioan Sabau, vecchia conoscenza del calcio italiano, promette che questo è solo l’inizio. Brutta delusione anche per Praga, la capitale ceca vede eliminate entrambe le sue squadre, lo Sparta e lo Slavia si piegano infatti di fronte a Panathinaikos e Sheriff Tiraspol, compagine moldava.
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Gli ucraini dello Shakhtar Donetsk, guidati dalla vecchia conoscenza del calcio italiano Mircea Lucescu, si aggiudicano, vincendo 2-1 dopo i tempi supplementari, la trentottesima ed ultima edizione della Coppa Uefa, che il prossimo anno andrà in pensione per essere sostituita dall’Europa League. Al Sukru Saracoglu di Istambul, tana del Fenerbahce, i campioni d’Ucraina affrontano i tedeschi del Werder Brema, già giustizieri di Milan e Udinese, ma questa sera privi per squalifica del loro uomo migliore, il brasiliano Diego, in procinto di passare alla Juventus. Vista l’assenza del talentuoso fantasista, Schaaf cambia modulo, passando ad un più prudente 4-4-2, al quale il tecnico rumeno risponde con il solito 4-2-3-1, nel quale spicca il quartetto offensivo tutto brasiliano formato da Ilsinho, Jadson e Willian alle spalle di Luiz Adriano. (Foto della partita - Video della partita)
Dopo venticinque minuti di netto predominio degli arancioni, trascinati dai propri tifosi, in maggioranza sugli spalti dell’impianto turco, lo stesso attaccante carioca sfutta un’ingenuità del notoriamente allegro reparto arretrato avversario, per portare in vantaggio i suoi con un delizioso tocco sotto che beffa il portiere Wiese in uscita. Gli ucraini sembrano avere il pieno controllo dell’incontro e sfiorano il raddoppio in due occasioni, ma dieci minuti più tardi arriva l’inaspettato pari per gli uomini di Schaaf. Protagonista un altro brasiliano, il difensore centrale Naldo, che va a segno con una potente punizione sulla quale però è evidente la complicità dell’estremo difensore avversario Pyatov. Pochi minuti più tardi ancora il portiere ucraino fa tremare i suoi tifosi con un’uscita avventata, ma si va comunque al riposo sul punteggio di 1-1.

Questa sera per il Gruppo D, si affrontano le due formazioni leader del girone: lo scalcagnato Milan Campione d’Europa e gli ucraini dello Shakhtar Donetsk. Le due squadre sono appaiate a 6 punti dopo tre giornate e sono reduci dallo scontro diretto del Meazza, di quindici giorni fa quando, i rossoneri apparentemente rinati, travolsero l’undici guidato da Mircea Lucescu e Cristiano Lucarelli, con un perentorio (e persino limitativo) 4-1. (Clicca qui per la Gallery e qui per il video della partita).
Nel frattempo, in casa rossonera è cambiato ben poco: a quel successo travolgente in Europa è succeduto il secondo tonfo casalingo consecutivo in campionato, contro la Roma che ha preceduto l’esaltante 5-0 di Marassi contro la Sampdoria e lo scialbo 0-0 interno con il Torino.
In Europa fino ad ora, il trand è stato opposto, con il Milan sempre vincente tra le mura amiche e sconfitto in trasferta, nell’ormai celebre e nefasta notte di Glasgow.
Per la sfida di questa sera all’RSC Olympiyskiy Stadium, Mircea Lucescu ha promesso un atteggiamento tattico più prudente rispetto all’andata quando, gli ex-sovietici avevano permesso ai piedi buoni rossoneri, Seedorf e Kakà, di fare il bello e il cattivo tempo. E’ battagliero il tecnico che fu anche alla guida dell’Inter e assicura che, pur consapevole della forza del Milan e della difficoltà della gara, “sarà una partita difficile” anche per gli uomini di Ancelotti.
Dopo le delusioni del campionato, torna sul palcoscenico della Scala del Calcio, il Milan Campione d’Europa. Uscente, mi verrebbe da dire visto l’andazzo, ma troppe volte questa gloriosa società ci ha smentito. La partita di questa sera alle 20.45 è una di quelle sfide che, in condizioni normali, darebbe agli scommettitori la possiblità di giocarsi l’1 fisso: Milan-Shakhtar Donetsk. La squadra più titolata al mondo, in termini di trofei internazionali in bacheca, contro una formazione classificatasi al secondo posto nell’ultimo campionato ucraino. Non dovrebbe esserci storia. Invece, questo Milan deve temere chiunque, soprattutto sé stesso.
Ecco perchè Ancelotti ha comunque convocato l’acciaccato ma indispensabile Kakà, ed ecco perchè questa sera il brasiliano giocherà, anche se non in perfette condizioni. Questo Milan, non può prescindere dal suo (unico?) fuoriclasse. Non ci sarà lo squalificato Dida, al suo posto un altrettanto poco rassicurante Kalac, che sarà protetto (si spera) da Oddo a destra, dal convalescente Kaladze e da Nesta al centro, e da quel ragazzino che è Favalli, a sinistra. Scongiurata l’ipotesi di un Ambrosini centravanti, Gilardino è stato preferito ad Inzaghi come unica punta, davanti al duo Kakà-Seedorf. Il centrocampo è quello titolare.
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