
“Chiiiii?” direbbe Maurizio Mosca nel leggere la notizia: chi diavolo sono Mathias Cardacio e Tabaré Viudez? Ma si, i due uruguaiani meteore del Milan, due giovanotti che l’anno scorso aleggiavano su Milanello come incognite sempre in coppia. Uno vincolato all’altro, non si citava Cardacio senza nominare anche Viudez. Stessa nazionalità, stesso enigma: perché il Milan li ha comprati? E perché ieri ha rescisso il contratto di entrambi? Eppure la società di Via Turati un anno fa li aveva comprati, insieme come ovvio, per la bella cifra di 4,5 milioni di euro. Misteri, anche perché le referenze dei due erano buone.
Cardacio, il più grande dei due (ha 22 anni), centrocampista con un passato al Nacional, era richiesto da squadre come il Boca Juniors, il Villarreal e anche Juve e Lazio: per lui solo una manciata di minuti in campionato (14) in un Milan-Palermo del 26 aprile scorso, sostituendo David Beckham. E quasi tre quarti d’ora in Coppa Italia contro la Lazio, partita in cui il Milan perse 1-2 ai supplementari. Una presenza nella nazionale maggiore dell’Uruguay, ora è svincolato. Come Viudez, il suo gemello di due anni più piccolo: attaccante arrivato dal Defensor Sporting (scudettato).
Continua a leggere: Milan, risolti i contratti di Cardacio e Viudez

Dopo il sorteggio per i gironi di Champions League arriva anche quello dell’Europa League, la nuova Coppa Uefa. La formula prevede ben 12 gironi da 4 squadre con gare andata e ritorno e il passaggio ai sedicesimi per le prime due classificate a cui si andranno ad aggiungere le 8 terze classificate della fase a gironi di Champions. Dal mega sorteggio vengono fuori verdetti in linea con la posizione nel ranking Uefa che le nostre tre rappresentanti portano in dote.
La Roma, testa di serie, terzo miglior coefficiente Uefa dalla competizione, trova un girone con Basilea, una delle più abbordabili nella seconda fascia, il Fulham, allenato da Roy Hodgson e il CSKA Sofia. Non è un compito proibitivo per i giallorossi classificarsi fra le prime 2 con avversarie del genere. La Lazio, che partiva in seconda fascia, pesca il Villareal fra le teste di serie, i bulgari del Levski Sofia dalla terza fascia e gli austriaci del Salisburgo.
Se gli spagnoli rappresentano una squadra di ottimo livello Levski e Salisburgo sono ampiamente alla portata della Lazio di Ballardini. Il girone più complicato lo pesca il Genoa, da tanti anni fuori dalle coppe ed inevitabilmente inserita in quarta fascia. Gasperini e i suoi se la dovranno vedere con un avversario del calibro del Valencia, ma preoccupano anche le altre avversarie: i francesi del Lille e i cechi dello Slavia Praga. Non è un’impresa impossibile puntare alla qualificazione, ma certo è decisamente un test impegnativo per le ambizioni europee del grifone.
Dopo il continua tutti i gruppi così come sono stati sorteggiati dall’urna di Montecarlo.
Continua a leggere: Sorteggio Europa League: il Genoa trova il Valencia, Roma e Lazio più fortunate

Con le partite di ieri sera si è chiusa la fase degli spareggi di Europa League e non sono mancate le sorprese. La più clamorosa è l’eliminazione dello Zenit St.Pietroburgo, squadra nella quale milita l’ex granata Alessandro Rosina, che solo nel 2008 si era aggiudicato la competizione e aveva trionfato in supercoppa europea. La sfida contro il Nacional è terminata con un pareggio interno per 1-1 dopo la sconfitta per 4-3 subita in Portogallo. Altra squadra che lascia anzitempo la competizione contro i pronostici della vigilia è l’Aston Villa che non riesce a superare il Rapid Vienna, nonostante la vittoria casalinga per 2-1, a causa della sconfitta dell’andata per 1-0.
Non sono mancate le goleada in questo spareggio. La Roma ha vinto all’olimpico per 7-1 contro il Kosice (Foto), il Villareal ha battuto 6-1 gli olandese del Nac Breda dopo la vittoria per 3-1 dell’andata e il Basilea ha infierito sugli azeri del Baki con un 5-1. Passa il turno anche la Dinamo Bucarest che aveva perso a tavolino 3-0 la gara d’andata in casa a causa dei disordini dei suoi tifosi, ma è riuscita ad imporsi per 0-3 sul campo dello Slovan Liberec nei tempi regolamentari, pareggiando così il conto, e poi ha vinto ai rigori 9-8. Questa mattina alle 12:45 a Montecarlo si terra il sorteggio per comporre i gironi di Europa League.
Tutti i Risultati:
FC Shakhtar Donetsk - Sivasspor 2 - 0
FK Aktobe - Werder Bremen 0 - 2
FC Amkar Perm - Fulham FC 1 - 0
FK Qarabağ - FC Twente 0 - 0
Hapoel Tel-Aviv FC - FK Teplice 1 - 1

Ha aperto i battenti veri e propri la cuginetta povera della Champions League, la neonata Europa League figlia dell’ex Coppa Uefa e nipote dell’ormai nonna Coppa delle Fiere: chi vince si aggiudica poco più di 7 milioni di euro (sommando tutti i bonus per vittorie e passaggi del turno), praticamente meno di quanto la Fiorentina o l’Atletico Madrid incasserebbero (8 milioni) se dovessero accedere ai gironi di Champions. Ma tant’è, il fascino dell’Europa è sempre irresistibile e per le squadre piccole incontrare grandi club come Roma, Valencia o Zenit San Pietroburgo è una grandissima opportunità. Ieri si sono giocate le gare d’andata dei play-off, chi vincerà la doppia sfida accederà alla fase a gironi.
Le italiane non se la sono cavata male: la Roma ha pareggiato a Kosice per 3-3 (doppietta di Totti e Menez), la Lazio ha piegato all’Olimpico l’Elfsborg 3-0 con un grande Zarate (reti anche di Kolarov e Mauri, tutte e tre splendide realizzazioni). Bene anche il Genoa che ha battuto i danesi dell’Odense per 3-1, doppietta del redivivo Figueroa e autorete di Sørensen. Turno non difficile per le big ma, essendo moltissime partite, qualche sorpresa è venuta fuori: sconfitte Aston Villa (1-0 dal Rapid Vienna in gol dopo pochi secondi con Jelavic), Hertha (2-1 per opera del Brondby) e Zenit (4-3 in casa dei rumeni del Nacional). In gol Giuseppe Rossi nell’1-3 del Villarreal sul Nac Breda, sospesa la partita della Dinamo Bucarest per invasione di campo.

E sono 24: il Porto ieri sera ha vinto 1-0 in casa contro il Nacional e si è così assicurato il sesto titolo portoghese nelle ultime sette stagioni, un bottino niente male per quella che nel nuovo millennio può senza dubbi definirsi la squadra di club lusitana più forte. Il gol-scudetto lo ha realizzato il difensore Bruno Alves al 48° minuto di gioco, proprio lui che con lo svarione incredibile all’Old Trafford di fatto complicò non poco i piani di Jesualdo Ferreira, tecnico del Porto che puntava ad eliminare il Manchester United dalla Champions; in ogni modo ora è acqua passata e dalle parti del Dragao possono festeggiare l’ennesimo titolo degli ultimi anni.
I punti di vantaggio nei confronti dello Sporting Lisbona sono ora 6, abbastanza per avere il supporto della matematica a due giornate dal termine visto che negli scontri diretti sono in vantaggio i biancoblu; campionato non facile quello vinto da Lisandro Lopez e compagni, costretti ad inseguire nella prima parte di stagione: Nacional, Leixoes e Benfica s’erano alternate al comando nel girone d’andata, poi dalla quindicesima giornata in poi il Porto ha preso in mano le redini della classifica e non s’è più smossa dalla prima piazza. Il tutto senza un bomber principe.
Continua a leggere: Portogallo: il Porto vince il suo 24esimo scudetto