Un lungo estratto stilato dalla Fifa sul proprio sito ufficiale descrive, con una carrellata di numeri e statistiche, le qualificazioni (appena terminate) per il mondiale sudafricano. Per alcuni aspetti è una sorta di introduzione alla fase finale della diciannovesima edizione della competizione calcistica più affascinante e ambita. Presenta, a grandi linee, alcune particolarità che riguarderanno le 32 squadre partecipanti. Ecco i numeri più interessanti:
19,3 milioni di fans, un numero record, hanno seguito le gare di qualificazione della Coppa di tutti i tempi, mentre la presenza media di 23.000 spettatori stabilisce anche un marchio di alta acqua. Il leader indiscusso in questo senso è stato il Messico, le cui partite casalinghe hanno attirato una partecipazione complessiva di quasi 735.000 fans, quasi 82.000 a partita. Campagna trionfale anche per l’Inghilterra di Fabio Capello, seguita mediamente da 80.000 tifosi a partita.



La Cronaca della partita. Lo Sfogo di Lippi. Le Foto della partita.

Alla vigilia di Sampdoria - Inter di campionato, Antonio Cassano è stato intervistato dal tg1 delle 20 e ne ha approfittato per rinnovare il suo interesse per una convocazione nella nazionale italiana. Il barese da quando ha lasciato il Real Madrid nel 2007, ha sempre cercato di essere convocato regolarmente anche se con scarso successo. All’inizio del ciclo Donadoni era riuscito ad entrare nel giro segnando anche un gol alla prima partita di qualificazione, per poi vedersi sbattere la porta in faccia per le successive. L’attuale allenatore del Napoli, decise comunque di premiare il suo campionato di alto livello nella Samp convocandolo per gli europei del 2008.
Adesso che a guidare l’Italia è tornato l’allenatore vincitore dell’ultimo mondiale e Antonio non ha avuto più occasione di tornare a vestire la maglia azzurra nonostante le sue ottime prestazioni e il maggiore equilibrio comportamentale dimostrato. Non si può certo negare che Cassano abbia decisamente cambiato il modo di comportarsi, dimostrando finalmente a tutti che la squadra in cui gioca può contare su di lui in qualsiasi momento. Ha ricevuto i complimenti anche dal suo vecchio allenatore Capello con il quale fantantonio ha condiviso momenti belli e brutti quando erano insieme alla Roma.
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Il Ct della nazionale italiana suona la carica prima delle due sfida di qualificazione contro Georgia e Bulgaria. L’obiettivo della nazionale italiana sarà quello di confermarsi l’estate prossima, per puntare a vincere il secondo mondiale consecutivo come fece l’Italia di Vittorio Pozzo che bissò in Francia nel 1938, il successo di quattro anni prima nel mondiale italiano. Non sarà facile riuscire nell’impresa. La nazionale che quasi quattro anni fa vinse il mondiale, era composta per la maggior parte da giocatori alla fine di un ciclo in azzurro e non si potrà contare su molti di loro.
“Nell’ultima partita contro la Svizzera c’erano solo 7 giocatori che hanno partecipato ai mondiali di Berlino. La verità è che stiamo facendo rinnovamento, stiamo ricostruendo una squadra. Abbiamo inserito tanti giocatori giovani e adesso dobbiamo pensare a qualificarci”
La squadra è in parte cambiata, ma Lippi è convinto che anche questa nazionale abbia tutte le carte in regola per puntare alla vittoria finale, nonostante il fatto che il ringiovanimento del gruppo non sia ancora completato: “Stiamo ricostruendo una squadra. Ai Mondiali possiamo ripeterci. E’ nel nostro Dna far bene nelle competizioni di un mese. Quando gli italiani affrontano competizioni di 30-40 giorni sanno vincere e rivincere”. La sfida è quella di confermarsi a scapito anche dei pronostici e difendere il titolo mondiale, anche perché non eravamo considerati i favoriti neanche in Germania, ma poi le cose sono andate diversamente.
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Antonio Cassano ha partecipato ad un conferenza stampa alla vigilia dell’inizio del campionato, dopo un lungo periodo di silenzio. La sua Sampdoria sarà impegnata nella difficile trasferta a Catania contro la squadra del neo tecnico Atzori. Sulla panchina della Samp non c’è più Walter Mazzari, con il quale Antonio aveva un ottimo rapporto (”voglio dire grazie anche a Mazzarri, pensando a quello che ha fatto per me e per la Sampdoria nei 2 anni in cui è rimasto a Genova. Grazie mister, con tanto affetto.“), ma Gigi Del neri con il quale ha già condiviso una breve esperienza a Roma. Con l’allenatore friulano non c’era grande feeling ai tempi di Roma, ma adesso il numero 99 giura di andarci d’accordo: “Del Neri? Ci eravamo già chiariti ben prima che lui diventasse allenatore della Sampdoria, e con lui ho un buon rapporto.”
Durante il suo personale show coglie anche l’occasione di trovare qualcosa in comune anche tra Marcello Lippi e Josè Mourinho, che nei giorni scorsi hanno battibecco per il pronostico del ct della nazionale sulla Juventus campione d’Italia. Secondo Antonio quello che li accomuna è il fatto che entrambi i due allenatori non lo vogliono nella loro squadra, nonostante la disponibilità da lui dimostrata ad adattarsi a tutto pur di giocare in nazionale e la sua fede dichiarata per l’Inter, che evidentemente sperava gli valesse una considerazione maggiore agli occhi dell’allenatore lusitano.
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L’uomo del giorno è lui: Giuseppe Rossi da Teaneck, New Jersey. L’Italia si è improvvisamente ricordata di lui. Non è la prima volta. Quando nel 2007 il Manchester United lo concesse in prestito al Parma Rossi, da perfetto sconosciuto, fece impazzire anche gli appassionati di statistiche. 9 reti in 19 presenze e contributo decisivo alla salvezza degli emiliani, una salvezza che riportò sulla cresta dell’onda anche il tecnico che l’aveva richiesto: Claudio Ranieri. (La Fotogallery di Giuseppe Rossi)
Prima di allora la storia di Rossi era già una piuttosto particolare. Nato negli Stati Uniti il nostro Giuseppe era sbarcato a soli 13 anni proprio a Parma, una città che difficilmente dimenticherà, a farsi le ossa nella giovanili della squadra allora dei Tanzi. Nel 2004 Sir Alex Ferguson si innamorò di lui e lo acquistò. Rossi si fece valere, ma evidentemente non quanto basta per rimanere un Red Devils visto che il manager scozzese approfittò del suo exploit in Serie A per piazzarlo al Villareal che sborsa 11 milioni di euro per il suo cartellino.
Ieri, quando nella partita contro la nazionale che già nel 2006 l’avrebbe voluto schierare titolare con l’italo americano Bruce Arena in panchina, ha fatto due gol divenendo decisivo per la rimonta nella prima gara della Confederations Cup in molti avranno pensato di “averlo già visto da qualche parte“. Attorno a lui cresce l’interesse delle squadre italiane e il ragazzo ammette che l’obiettivo che si prefigge è tornare nella “sua” Serie A. Le ipotesi sono due, e portano entrambe a top club italiani: il Milan (che Rossi ammette di tifare) o la Juventus. I bianconeri hanno in realtà già qualcosa che “bolle in pentola” da prima che l’ultimo exploit di Giuseppe lo rimettesse sotto i riflettori. Uno scambio, più soldi, con David Trezeguet. In questi casi, si dice, il direttore sportivo della squadra che sta trattando preferisce che il suo obiettivo giochi male per qualche partita. Fosse reale l’interesse della Juventus è evidente che Rossi non ha intenzione di accontentare Alessio Secco.
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Quella di Sofia contro la Bulgaria, potrebbe essere stata l’ultima trasferta con tifosi al seguito per la Nazionale italiana per chissà quanto tempo. In seguito ai vergognosi cori filo-fascisti da parte di un centinaio di supporter italiani infatti, il presidente della Federcalcio Abete ha tuonato: “Non chiederemo più altri biglietti per le partite dell’Italia all’Estero.”
Dopo le parole di sdegno per quanto avvenuto sabato, dove tre ultras italiani sono stati arrestati per aver bruciato una bandiera bulgara, si è passati ai provvedimenti o, quantomeno a proposte di provvedimento. Una presa di posizione forte, forse necessaria ma che cozza terribilmente con le successive dichiarazioni dello stesso Abete:
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“Lasciamoli vincere i rumeni, purché si tengano i rom!” è la risposta del ministro Roberto Calderoli alla domanda di un giornalista de La Stampa riguardo l’esito dell’incontro tra la Nazionale Italiana e quella Rumena che si sarebbe tenuto di lì a poche ore. La seconda partita del girone sappiamo poi tutti come si è conclusa: un pareggio che all’Italia sta stretto e che alla Romania invece brucia visto il rigore fallito dal loro capitano Adrian Mutu e parato da San Buffon.
Ancora una volta l’argomento calcio e la tanto criticata nazionale di Roberto Donadoni impegnata all’Europeo 2008 di Svizzera-Austria si aggirano per Montecitorio. Questa volta non è coinvolto Berlusconi, protagonista dopo la sconfitta con l’Olanda di una interrogazione parlamentare che indagava su una sua presunta telefonata pre-partita al c.t. azzurro, ma il suo Ministro per la Semplificazione Normativa, Roberto Calderoli. Il leghista non si è mai distinto per acume, diplomazia e tolleranza verso le minoranze e anche a questo giro, incalzato dalle domande a microfono chiuso di un giornalista della carta stampata, nel relax di una veranda del Parlamento, ridacchia, sbuffa fumo dalla bocca, allarga le braccia e risponde con sorriso padano:
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La Storia parla chiaro, se c’è stato un reparto che da sempre ha reso famosa, vincente, odiata e ammirata dagli avversari la Nazionale Italiana, era di certo la difesa. Catenacciari, difensivisti, blindati come un bunker antiatomico ormai sono aggettivi che non appartengono più all’Italia, qualcosa è cambiato. Era solo due anni fa che in Germania si poteva vantare una super difesa che nonostante i cambi e gli infortuni subì due reti lungo tutta la durata del torneo, di cui uno era autogol.
L’inizio del campionato europeo di Svizzera ed Austria ha messo in evidenza una situazione che in Italia non si ricorda da decenni: una retroguardia che stenta forse perché irrimediabilmente vecchia, stanca, senza nuovi efficaci ricambi e composta da attori che non sono entrati nella parte. Ovvio che, a dare un ulteriore senso di impotenza al tifoso c’è stato l’infortunio del capitano, l’unico uomo, quel Fabio Cannavaro, in grado di dirigere il reparto, non importa affiancato da chi.

Alle 22.22 il sito ufficiale del Milan ha annunciato l’acquisto di Gianluca Zambrotta, il giocatore, 31 anni, dopo due stagioni in maglia blau-grana, passa a titolo definitivo alla corte di mister Carlo Ancelotti. L’esterno è il terzo colpo di mercato della società rossonera che dopo Flamini a centrocampo e Borriello in attacco, puntella la difesa con un giocatore che può giocare sia a destra che sinistra.
Il campione del mondo, che ora è a Coverciano con la nazionale italiana, era uno dei sicuri acquisti promessi da Galliani che proprio qualche giorno fa aveva dichiarato la distanza di solo due milioni tra l’offerta del Milan e la richiesta del Barcellona. In Sardegna, dove si svolge il workshop con gli sponsor della società, l’amministratore delegato aveva assicurato un mercato chirurgico e così pare che sia, in poche settimane puntellati tre reparti.