
Nuova uscita spericolata di Renzo Bossi, il figlio del leader della Lega Nord Umberto, neo consigliere regionale lombardo. Il ragazzo, lento a finire le superiori, è rapido nello scatenare polemiche. L’ultima in ordine di tempo riguarda ancora la Nazionale. Dopo aver dichiarato di sperare in una partita fra l’Italia e la rappresentativa “Padana” si è sbilanciato nel dichiarare il suo “non tifo” in vista dei Mondiali in Sud Africa.
No, non tifo Italia. E poi bisogna intendersi su che cosa significa essere italiano. Il tricolore, per me identifica un sentimento di cinquant’anni fa, poi non conosco il meridione, non sono mai sceso a Sud di Roma.
A stretto giro la risposta di Gigi Riva, team manager della Nazionale azzurra:
Se non sta bene può anche andarsene dall’Italia, nessuno ne farà una malattia… E’ un’affermazione stupida e grave, se inizia così in politica non va molto lontano. Forse ha voluto farsi conoscere dicendo qualcosa di clamoroso, di esaltante. Ma l’Italia viene prima di lui e resterà anche dopo di lui. La Nazionale è sempre adoperata fuori luogo, ma è l’unica cosa che ancora unisce. La politica ha toccato il fondo. Nel 2006 la vittoria mondiale e il calcio hanno salvato il Paese. Hanno dato un’immagine positiva in tutto il mondo, cosa che la politica non ha dato.
L’uscita di “Trota” Bossi non meritava nemmeno una risposta.

“Forse mio figlio ha finalmente trovato la sua strada” parole di un padre felice e un pizzico orgoglioso del suo pargolo, quell’Umberto Bossi che ha dovuto svenare non poco per veder realizzare i sogni del suo “delfino“. Gli arcinoti problemi con lo scoglio maturità, un esame superato a fatica al terzo tentativo con 69/100 dopo i fiaschi precedenti e i vari ricorsi al Tar, quindi il parcheggio temporaneo quale team manager della Nazionale di calcio della Padania. Compito che al giovane e intraprendente Renzo Bossi non è mai dispiaciuto, come può notarsi anche nel servizio mandato in onda qualche tempo fa da Le Iene col solito inconfondibile graffio di Enrico Lucci (Clicca qui per il video).
Ma ora è tempo di diventare uomini e dopo un paio di cariche minori, retribuite comunque con stipendi mensili di circa 10mila euro (portaborse di Francesco Speroni, leghista, all’Europarlamento, rappresentante dell’Osservatorio sulla trasparenza e l’efficacia del sistema fieristico lombardo, l’Expo di Milano), il buon Renzo ha finalmente deciso di intraprendere la carriera politica, quella vera. Prima tornata elettorale e subito trionfo per questo enfant-prodige padano, che s’accaparra da debuttante un prestigioso posto nel Consiglio Regionale della Lombardia. Ma l’amore per il calcio non si dimentica facilmente.