All’andata la sconfitta di Cagliari fu forse il campanello d’allarme più possente di una crisi, quella della Juve, che nel corso delle partite non ha avuto margini; lo 0-2 del Sant’Elia fu anche la prima partita di una lunghissima serie in cui la Vecchia Signora ha sempre subito almeno un gol, e così dopo 19 partite di fila la difesa rimane finalmente imbattuta nell’arco dei 90 minuti (era già successo in Coppa Italia e in Europa League, ma non nel nostro campionato): indubbiamente merito di Chiellini e Buffon, al rientro entrambi dopo un periodo non lunghissimo di stop. Più che il portierone, il marchio deciso su questo match lo ha messo il tignoso difensore toscano, autore del gol vittoria e di una prestazione difensiva eccellente (Tabellino e pagelle Juve - Cagliari 1-0).
Senza Del Piero, Diego e Sissoko, ma con un 4-4-2 che boccia ancora Giovinco promuovendo De Ceglie esterno di sinistra, la squadra di Zaccheroni non appare, al solito, nella miglior giornata; la manovra è arrugginita e gli ospiti hanno una gran voglia di scrollarsi di dosso la serie negativa degli ultimi tempi. Così la prima vera occasione la confezionano proprio i sardi con Cossu, per altro alla 100esima partita nel massimo campionato: il fantasista cagliaritano colpisce in pieno la traversa con un destro scagliato dal cuore dell’area. Reagisce la Juve con un bel tiro di Camoranesi, bravissimo Marchetti, ancora Cagliari con Matri e salvataggio sulla linea di Cannavaro. Poi, all’improvviso, il gol: lungo lancio di Zebina, spizza Amauri e corregge in rete Chiellini, con un pallonetto di testa.
La Lazio conquista tre punti fondamentali a Cagliari e si porta a +4 dal terzultimo posto, concedendosi una vitale boccata d’ossigeno. Una partita autoritaria quella disputata dai biancocelesti che tornano alla vittoria dopo due sconfitte consecutive e che dimostra una migliore scioltezza nell’approccio alle gare fuori casa (è il secondo e unico successo della gestione Reja, dopo quello di Parma). Vano il tentativo di Cellino di spronare i giocatori del Cagliari con un avvertimento: aveva promesso che in caso di risultato negativo avrebbe restituito i soldi del biglietto ai tifosi del Cagliari. (Tabellino - Video)
Servono solo quattro minuti a Rocchi per sbloccare il risultato, grazie a un assist di Mauri (migliore in campo a fine partita) in area: diagonale e palla in rete. Al 12′ Kolarov spreca la palla del 2-0. Al 20′ pasticciano i difensori sardi, portiere a terra, Rocchi tenta un pallonetto, alto di poco. Al 37′ Floccari insacca il 2-0: entra in area dalla sinistra, salta due difensori e infila Marchetti. Nella ripresa la musica non cambia, con la Lazio che controlla con sicurezza i padroni di casa. Al 52′ Conti devia in angolo un tiro di Mauri destinato a insaccarsi. Al 56′ Biava ammonito, poi costretto a uscire per le conseguenze di uno scontro, viene sostituito da Diakite.
Ritorno al successo per il Cagliari dopo lo stop subito a Milano contro l’Inter e seconda sconfitta consecutiva per il Bari, dopo il ko rimediato a Bergamo la scorsa settimana. E’ l’estrema sintesi del confronto che si è disputato al Sant’Elia tra le due formazioni “sorpresa” del campionato. Il Cagliari ha decisamente meritato la vittoria e ora può permettersi di sognare in grande, con una gara da recuperare: i 35 punti finora conquistati valgono l’ottavo posto in classifica, in coabitazione con il Genoa, a due punti dal Palermo e a tre dal Napoli (anche i partenopei hanno una partita in meno che giocheranno tra poche ore, contro l’Inter).
Il Bari, invece, attraversa un periodo di leggero appannamento, ma i 32 punti fanno ancora dormire sonni tranquilli alla squadra di Ventura. Il Bari soffre la mancanza dello squalificato Barreto e si affida al trio Alvarez - Meggiorini - Allegretti. Ma l’avvio del Cagliari è veemente e al 13′ arriva la rete di Conti: grande merito va a Matri, il quale dribbla ben cinque difensori baresi e confeziona un cross corto per il centrocampista che di testa non sbaglia. Al 30esimo i rossoblu mettono in cassaforte il risultato con la punizione di Nenè che subisce una deviazione decisiva dalla barriera barese.
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