
Sessantatré anni e una carriera atipica: Nevio Scala è ormai evaporato dalla mente dei calciofili, eppure pare si sia stufato di godere della pensione e dopo più di un lustro di inattività è pronto per rimettersi la tuta e allenare una squadra di calcio. Ovvio che noi tutti ci ricordiamo di lui: dopo un passato da calciatore più che onorevole (ha giocato, tra le altre, con Fiorentina, Inter, Roma e Milan), ha allenato la Reggina, il Parma (pescatolo in B, lo rese grande in Italia e in Europa) e il Perugia, prima di fare le valigie per l’estero (Borussia Dortmund, Besiktas, Shakhtar Donetsk e Spartak Mosca, ultima apparizione su una panchina nel 2004). Poi la voglia di staccare la spina.
In tutti questi anni ha rilasciato qualche intervista qua e là ed è stato contattato, ma poi non se n’è fatto nulla, per qualche panchina: gli Hearts in Scozia, la stessa Nazionale scozzese, l’Albania e si fece il suo nome anche per lo Zenit San Pietroburgo che poi virò deciso su Luciano Spalletti. L’anno scorso il buon Nevio Scala è uscito allo scoperto:
“Mi è tornata la voglia di allenare e siccome ci sono delle situazioni che possono essere molto interessanti penso che dalla prossima stagione tornerò in pista (quella attuale, 2010/11 ndr). Ho avuto delle richieste dall’estero. In italia invece non mi sono proposto, perché bisogna proporsi, e io non ho voglia di mettere in apprensione i miei colleghi. Tutte le squadre sono belle e interessanti, basta che ci siano le condizioni giuste per lavorare. Il prossimo anno credo proprio che tornerò in panchina, all’estero”.
Così diceva esattamente un anno fa il tecnico padovano. Di fatto è ancora fuori dai giochi. Ma occhio, perché di lui si è tornato a parlare in questi giorni per un incredibile ritorno a Parma; a dire il vero anche quando sulla panchina dei ducali c’era Guidolin, e la squadra non andava granché bene, erano circolate voci inerenti a un avvicendamento con Scala, stessa storia ora con Marino. Che ne pensa il diretto interessato?
“Due anni fai fui contattato ma poi non riusci ad accordarmi. Ho avuto anche altre situazioni in ballo: a novembre sono stato vicinissimo ad una squadra che poi si è ripresa bene, e di cui non ho intenzione di fare il nome. Posso solo dire che io sono qua: il calcio mi manca, ma allo stesso tempo si sa chi sono e cosa ho fatto. Se qualcuno mi vuole mi cercherà”.
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Il Parma è sicuramente una delle squadre più in difficoltà in questa fase della stagione, i ducali non vincono ormai da oltre due mesi: era il 13 dicembre quando si aggiudicavano il derby emiliano disputato al Tardini contro il Bologna. La creatura di Francesco Guidolin non riesce più a ritrovarsi e si è ritrovata pericolosamente ai confini della lotta salvezza dopo aver sognato addirittura una clamorosa qualificazione per l’Europa. I punti conquistati nel 2009 dovrebbero comunque garantirgli una sufficiente tranquillità in questa seconda parte della stagione, ma i problemi ci sono e vanno risolti, sarebbe inutile far finta di non vederli.
La posizione del tecnico di Castelfranco Veneto non è più al sicuro come qualche mese fa, il tecnico sta perdendo il controllo dello spogliatoio che ora inizia a mugugnare. Ci sono ad esempio i casi di Daniele Galloppa e Davide Lanzafame: il primo non ha gradito la panchina di domenica scorsa a Cagliari, il secondo non nasconde la sua delusione per la scarsa considerazione di cui gode. Il bel Parma di inizio stagione non riesce più a esprimersi, in Sardegna gli emiliani hanno fatto vedere qualcosa nella ripresa, comunque troppo poco per impensierire la squadra di Allegri. Ecco quindi che si fanno i nomi dei sostituti di Guidolin: si è parlato di un clamoroso ritorno di Nevio Scala, così come di Gigi Cagni; sono stati inoltre fatti sondaggi per Gianluca Vialli e Antonio Conte, quest’ultimo sarebbe il preferito del direttore generale Leonardi.
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Dilaga la oltremanica la “moda” dei tecnici italiani. Qualche giorno fa Nevio Scala ad ammettere l’esistenza di qualche contatto indiretto con la Federazione Scozzese:
“Io ho ricevuto qualche messaggio, però non ho avuto contatti diretti con la Federazione. Ho sempre detto che la Scozia è una Nazione che amo moltissimo, per tanti motivi. Sono stato in procinto di allenarla prima dell’avvento di Berti Vogts, eravamo in ballottaggio io e lui e poi scelsero il tedesco, forse perché era più appoggiato politicamente. Comunque questa è una cosa che mi fa un grande, grandissimo piacere. Qualche ‘vocina’ per vie traverse è arrivata, però nessun contatto ufficiale. La scuola di Coverciano è importante, poi non tutti i tecnici italiani sono bravi. Molto probabilmente il fatto che Capello stia facendo molto bene in Inghilterra e che Trapattoni sia arrivato ad un passo dal Mondiale con l’Irlanda, ha indotto la Scozia a pensare a Nevio Scala, un tecnico sulla scia degli altri due”
Ma la scuola di Coverciano non finisce di ammaliare tanto che il britannico Daily Mail ha caldeggiato la nomina di Walter Zenga, recentemente allontanato dal Palermo di Zamparini, per la panchina della Scozia. La testata inglese ha inoltre specificato che l’80% dei candidati non è di nazionalità scozzese. Zenga ne è onorato:



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Hanno fatto le cose in grande, anzi in grandissima, in quel di Donetsk dove sabato scorso è stato inaugurato il nuovo avveniristico stadio in cui disputerà le gare casalinghe i detentori della Coppa Uefa dello Shakhtar (e che tornerà utile per i prossimi Europei, la molla che ha dato il là alla sua ultimazione). Lo stadio di per sé è una sciccheria, con tanto di cinque stelle attribuitegli dalla Uefa; ma la cosa che ha fatto strabuzzare gli occhi a una intera regione è stata la cerimonia di inaugurazione, due ore mozzafiato per gli occhi increduli di 50mila tifosi arancioneri (tanta è la capienza della Donbass Arena, nome dell’impianto)
Presenti le più alte autorità del Paese, migliaia di volontari che hanno inscenato varie situazioni con al centro il tema dell’Ucraina e del calcio (tra gli altri 50 sbandieratori italiani), un revival della storia del club (era presente anche il nostro Nevio Scala, ex allenatore della squadra) e ovviamente un sacco di risalto alla Coppa Uefa conquistata la scorsa stagione, con Lucescu e col presidente Rinat Akhmetov scatenatissimo. Tra i vari artisti, ciliegina sulla torta la presenza di Beyoncè, volata dall’America in Ucraina proprio per partecipare all’evento; ultimo assolo di Luciano Pavarotti, la cui voce è risuonata nello stadio al canto di “Caruso”.




Il tira e molla è finito: da ieri Matteo Ferrari è diventato ufficialmente un giocatore del Besiktas, attuale campione in carica della Turchia. Sono stati giorni di smentite e di successive conferme, col procuratore del giocatore Gianni Corci impegnato più che mai nella riuscita dell’operazione, trattativa in realtà non difficile che tutti volevano andasse in porto: il Genoa per creare una plusvalenza importante (l’anno scorso Ferrari arrivò in rossoblu a parametro zero), lo stesso difensore che ora guadagnerà molto di più. Al club di Preziosi infatti andranno 6 milioni di euro, al giocatore contratto quadriennale da circa 2,5 milioni all’anno.
E allora dov’era l’inghippo? Come spesso accade nel calcio la compagna di Ferrari, la showgirl venezuelana Aida Yespica, era più che scettica a trasferirsi a Istanbul, un po’ come di recente accaduto alla signora Poulsen che ha fatto saltare il passaggio del danese dalla Juve al Fenerbahçe. Alla fine si sarà convinta e così il marito vestirà il bianconero del Besiktas, squadra che ha vinto 13 scudetti in Turchia e che in passato ha visto tra le sue fila il centrocampista italiano Federico Giunti: per lui un anno e mezzo sul Bosforo con uno scudetto vinto, 40 partite in campionato e un gol.
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Dopo la vittoria di venerdì sera del Parma contro il Cittadella Francesco Guidolin aveva dato appuntamento ai giornalisti nella giornata di oggi per un annuncio speciale. Finalmente l’allenatore ha svelato di cosa si tratta: la squadra, che si ritroverà per il raduno dopo le festività natalizie il 28 dicembre, effettuerà una seduta di allenamento aperta al pubblico nel parco cittadino della Cittadella. Per i tifosi ducali questa non è soltanto una simpatica iniziativa, è soprattutto un evento carico di emozione che li riporta con la memoria ai tempi del grande Parma di Nevio Scala.
Proprio sui bastioni della Cittadella, nei primi anni 90, il Parma iniziò a correre per poi diventare una delle squadre più forti d’Europa ed è da lì che vuole ricominciare Guidolin con la sua squadra ora capolista. L’allenatore ha spiegato le motivazioni di questa suo progetto che fin ora non aveva svelato a nessuno se non alla moglie:
“Io sono innamorato del Parco della Cittadella ed in generale delle città che hanno i parchi e dei parchi, logicamente. Parma, da questo punto di vista, è molto attrezzata, mi piace molto, è molto inglese, ed è un aspetto della città che mi piace. In più mi piace pensare di andare ad attingere un po’ di storia del miracolo Parma Calcio, i primi passi che hanno portato ai successi del Parma sono stati mossi lì”.
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