In carriera ha vinto tutto con le squadre di club, sia al Monaco che al Barcellona: Rafa Marquez è ancora relativamente giovane, 31 le sue primavere, e non vuole continuare a vedere i compagni giocare dalla panchina. Dopo sette anni in seno al club catalano, dove ha messo in bacheca anche una sfilza di trofei internazionali, vuole ritornare in pista da protagonista e per questo oggi ha rescisso il suo contratto coi blaugrana: aveva rinnovato fino al 2012, ma le garanzie di un posto da titolare Guardiola non poteva garantirglielo. Così oggi ha annunciato il suo addio alla Catalogna.
“Barcellona è stata la tappa migliore della mia carriera, ho vinto tutto il possibile, mi sono tolto parecchie soddisfazioni ma adesso ho capito che era giunto il momento di lasciare la squadra. Il motivo va ricercato nel fatto che nella passata stagione ho giocato poco. Sarei anche potuto rimanere qui ma sono sempre stato un tipo ambizioso, vorrei giocare con una certa continuità e mister Guardiola mi ha dato l’opportunità di scegliere. Non conosco ancora la mia prossima destinazione, sto valutando le proposte ricevute” ha detto il messicano, di recente anche in gol con la sua Nazionale ai Mondiali.
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Guardate bene questa foto: minuto 24 dell’amichevole tra New York Red Bulls e Tottenham, è il primo gol con la maglia degli statunitensi di Thierry Henry. Ma è anche il primo gol subito da Carlo Cudicini dopo il clamoroso ritorno al calcio giocato, dopo che nelle amichevoli precedenti con Bournemoth e San José era riuscito a tenere la porta inviolata. Trentasette anni da compiere, quel maledetto 12 novembre del 2009 volò sull’asfalto di Londra con la sua motocicletta: si temeva per la sua vita, ma aveva “solo” polsi e bacino fratturati. Lo davano per spacciato, calcisticamente parlando.
“Sono tornato perché volevo ritornare. Mi ha dato un grosso aiuto uno staff medico eccellente, quello del Tottenham, con il fisioterapista Diesel che non mi ha mollato un solo secondo in questi mesi di autentica sofferenza. Ma la voglia di ritornare in campo non mi ha mai abbandonato, il cammino è stato lungo, impossibile raccontare la preparazione fatta 24 ore su 24, ma là in fondo al tunnel intravedevo una luce che diventava sempre più abbagliante” ha spiegato l’ex estremo difensore di Milan e Chelsea. E ora è tornato a pensare da calciatore, e si vuole giocare il posto col brasiliano Gomes.




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Fatevi un salto sul sito ufficiale dei New York Red Bulls e potrete capire l’entusiasmo di questa squadra per l’acquisto di Thierry Henry: è un pullulare di foto, immagini e commenti in merito all’arrivo del fuoriclasse transalpino nella Grande Mela, il primo vero colpo di mercato di questa società da quando è stata acquisita dall’austriaca Red Bull nel 2006. Prima del 9 marzo di quell’anno, infatti, questo club si chiamava New York Metrostars e tra le sue fila avevano militato alcuni campioni del calibro di Youri Djorkaeff, Roberto Donadoni e Lothar Matthaus, senza contare gli statunitensi Tim Howard e Tony Meola.
In qualunque modo si chiamassero, comunque, questa squadra non è mai riuscita a vincere la Major League Soccer e dopo l’ingaggio di Henry, ancora relativamente giovane con 33 primavere e si dice molto motivato, la volontà è quella di provarci sul serio: per il miglior goleador della Nazionale francese ecco un contratto pluriennale. “Questo obiettivo è un nuovo capitolo della mia carriera e della mia vita. È un onore giocare per i New York Red Bulls. Sono perfettamente a conoscenza della storia del club e il mio unico obiettivo durante la mia avventura qui è aiutare la squadra a vincere il suo primo titolo” le prime parole dell’ex Arsenal.
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L’Inter vince la Coppa Campioni e la Juve prende tre sberle dai newyorkesi della Red Bulls. Tanto per dire, ovvio, però anche in questa mini tournee di fine stagione i bianconeri riescono ad uscire dal campo con un ko, nonostante le ovvie differenze tecniche in campo e l’undici scelto dal coach degli statunitensi, non proprio formato dai titolari. Insomma, grande festa a Harrison e entusiasmo per Del Piero e soci (a proposito, Pinturicchio nel 2011 potrebbe trasferirsi proprio nella Grande Mela), ma alla fine a vincere sono i padroni di casa.
Squadra stramba quella messa su da Zaccheroni nel primo tempo, eppure vivace; sarà che i vari Brandao e Padoin (in foto) ci tenevano a fare bene col bianconero juventino addosso, ma seppur con 22 gradi e un tasso di umidità molto alto la partita nella prima frazione la fanno gli italiani. Bravino Diego, traversa di Del Piero, applausi anche per Manninger su tiro di Chinn. Nella ripresa sostituzioni e capitombolo: prima Hall e poi Chinn, in 10 minuti è notte fonda. L’ex Aston Villa Angel chiude il match alla mezz’ora, inutile il gol sulla sirena di Amauri.




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La Juventus è impegnata in una mini tournée di fine stagione negli Stati Uniti nella quale affronterà i New York Red Bulls il 23 maggio e la Fiorentina il 26 prima del rompete le righe per la pausa estiva. Tra i convocati c’è naturalmente il capitano Alessandro Del Piero che ha dovuto rinunciare all’ultimo sogno Mondiale, ma che pensa già concretamente alla prossima stagione, sperando che sia quella del riscatto:
“E’ il momento di dare il benvenuto a chi inizia il suo percorso nella Juventus benvenuto al presidente, ai nuovi dirigenti e al nuovo allenatore. Ci aspetta una stagione che inizierà presto e che noi dovremo affrontare fin dall’inizio con la massima determinazione e fame di vincere, per lasciarci alle spalle le ultime delusioni. Da parte mia, un pensiero va anche a coloro che lasciano i loro incarichi, e che hanno condiviso con noi un pezzo di strada. E adesso partiamo per gli Stati Uniti, le ultime due partite prima delle vacanze. Poco più di un mese e si ricomincia. E dovrà essere davvero un nuovo inizio”.



