Se c’è una squadra, in questo inizio di calciomercato, che sta sorprendendo i propri tifosi, quella è sicuramente il Bologna: i felsinei negli ultimi giorni si sono letteralmente scatenati, con Guaraldi e Bagni che lavorano freneticamente per allestire a Bisoli una squadra competitiva per il prossimo anno. Vediamo le operazioni concluse dai rossoblu, partendo dal portiere: perso Viviano per una errata valutazione nel momento di fare l’offerta nelle buste (per buona pace del giocatore e dell’Inter), gli emiliani hanno così subito avuto pronta l’alternativa; dopo anni di Bari, Jean François Gillet è diventato il nuovo portiere del Bologna, un’operazione che ha portato nelle casse dei pugliesi 1,35 milioni di euro: per il portiere belga contratto triennale.
Dal Fc Copenhagen invece, ecco il lungo svedese Mikael Antonsson, nazionale con esperienza internazionale voluto fortemente da Bagni; rimaniamo in difesa, dove dal Chievo, via Piacenza, è arrivato il viareggino Cesare Rickler, in comproprietà coi clivensi i quali hanno però beneficiato del giovane Bassoli. E da Padova José Angel Crespo, ex di Siviglia e Racing Santander che quest’anno ha fatto cose eccellenti in Veneto (2 milioni ai biancoscudati che lo hanno ceduto a titolo definitivo). Spostiamoci dunque sulle corsie, ma sempre in difesa, dove spunta il classe ‘88 Juan Guillermo Cuadrado, prestito secco dall’Udinese per il colombiano attualmente impegnato in Coppa America con la sua Nazionale.
A centrocampo arriva Nico Pulzetti: al Livorno vanno 2 milioni più il baby Regno, in realtà il mediano di Rimini nell’ultimo anno si è diviso tra Bari e Chievo; infine l’attacco dove rimangono in piedi le ipotesi Caracciolo e Bogdani, anche se ad oggi c’è una sola certezza: sempre dal Padova è stato prelevato, in prestito, il buon Daniele Vantaggiato, lo scorso anno in doppia cifra all’Euganeo. Chiudiamo col mercato in uscita, secondo le parole di Albano Guaraldi: “Posso assicurare che Ramirez resterà, mentre solo Britos verrà ceduto, e andrà all’estero (Lione in pole, ndr)”, mentre in entrata “gli acquisti forti del nostro mercato verranno fatti nelle prossime settimane“. Alla faccia.

Il 10 luglio scorso il Bari si è riunito per dare il via alla nuova stagione sportiva: ritiro a Ridanna, convocati dal mister Giampiero Ventura 18 giocatori. Non c’erano gli illustri ceduti, da Bonucci a Ranocchia, da Kamata a Meggiorini, i volti nuovi erano quelli di Ghezzal e Pulzetti, col ds Angelozzi che aveva da trovare un paio almeno di difensori. Nel giro di due settimane sono arrivati Andrea Raggi, Michele Rinaldi e Marco Rossi (il Rossi stopper del Parma), con gli sforzi ora tutti concentrati su Sebastian Giovinco. Tra chi va e chi viene, poi, c’è un nugolo di giocatori formalmente ancora della società pugliese, ma che Ventura non ha neanche convocato per il ritiro, messi al margine.
Si tratta dei vari Langella, De Vezze, Galasso, Statella, Allegretti e altri. La necessità per Matarrese e Angelozzi è trovare una sistemazione a questi ragazzi che però stanno rifiutando molte offerte, quando per via di proposte d’ingaggio troppo basse, quando per contratti di un anno, magari in prestito e in categoria inferiore. Riccardo Allegretti forse ha risolto i suoi problemi: il Grosseto si è fatto sotto e ha offerto al talentuoso centrocampista un biennale. Lui alla fine ha detto di sì e la prossima settimana dovrebbe essere tutto nero su bianco. Ma prima di lasciare la Puglia si è lasciato andare a esternazioni amareggiate, ai microfoni di tuttomercatoweb.
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“Bresciano è un calciatore della Lazio. E’ stato il calciatore stesso a chiamarmi per informarmi della sua scelta – ha detto il patron rosanero a lalaziosiamonoi.it - . Io dal canto mio gli ho fatto i complimenti per la scelta. La Lazio è una grande squadra e sono contento per lui. Sono certo che farà bene“. Manca ancora l’ufficialità, ma le parole di Maurizio Zamparini sciolgono praticamente ogni dubbio sul futuro del giocatore australiano che vestirà la maglia biancoceleste. La Lazio è attiva anche sul fronte cessioni ed è sempre apertissima la pista che porterebbe Aleksandar Kolarov al Manchester City di Mancini. Lotito vuole cedere il terzino biancoceleste per non meno di 20-21 milioni, il City è ancora fermo a 18,5.
Kolarov libererà un posto da extracomunitario così come Makinwa, destinato ai greci del Larissa. Caselle da riempire con il prosieguo del calciomercato estivo. Intanto l’Inter si è asssicurata le prestazioni di Marco Davide Faraoni, promottente e giovane difensore laziale, classe 1991, svincolatosi ieri dal club capitolino. Movimenti del giorno in casa Juventus: ufficializzato lo scambio di prestiti tra Siena e la società bianconera: Ciro Immobile e Luca Marrone giocheranno in Toscana, mentre i giovani Leonardo Spinazzola, Marcel Buchel e Niccolò Giannetti a Torino. Il Bari, con un comunicato, ufficializza gli acquisti di Pulzetti e Ghezzal:
Dal possibile sorpasso milanista all’allungo che potrebbe rivelarsi decisivo: l’Inter approfitta del passo falso del Milan in quel di Parma e porta nuovamente a quattro le lunghezze di distanza dalle inseguitrici; probabilmente la sfida di sabato prossimo contro la Roma all’Olimpico riaprirà il campionato o ne metterà definitivamente la parola fine. Contro il Livorno è apparso tutto facile: risultato rotondo, classico testacoda finito come da pronostico e tre punti messi in saccoccia senza troppi complimenti. In rete un redivivo Samuel Eto’o, finalmente in doppia cifra in Serie A, e ciliegina sulla torta per Maicon, autore di una prestazione più che sufficiente dopo varie prove opache.
Fa turn-over Mourinho che schiera una coppia difensiva quasi inedita con Materazzi e Cordoba, ridà fiducia a un Chivu munito di casco e a gran sorpresa piazza Quaresma in avanti; Cosmi se la gioca ma mette Lucarelli in panca dando una chance a Danilevicius supportato da Di Gennaro e facendo esordire l’austriaco Prutsch. Non un gran match al Meazza nelle prime battute, l’Inter è svogliata e il Livorno non pare approfittarne; Julio Cesar ha il suo da fare per sventare i ficcanti assalti ospiti, ma il brasiliano se la cava con la classe usuale che lo contraddistingue. Anche Quaresma è caldo, ma Rubinho non si lascia intimorire e risponde al portoghese con un volo sul suo palo. Poi accende la luce Thiago Motta, Eto’o è vigile e per i labronici è notte fonda.
Le Foto di Inter - Livorno 3-0
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Solo il Catania risulta particolarmente indigesto al Palermo: gli etnei sono stati gli ultimi ad uscire imbattuti dal Barbera (era il 22 novembre scorso, finì 1-1) e sempre la squadra catanese è stata l’ultima a battere i “cugini” in casa propria (lo storico 0-4 di un anno fa). Quest’anno tra le mura amiche i rosanero non hanno mai perso e con l’1-0 di oggi ai danni del Livorno sono sette le vittorie consecutive in casa (su un totale di dieci alla Favorita). Eroe del giorno, manco a dirlo, il solito Fabrizio Miccoli che dopo vari tentativi suoi e dei suoi compagni (superbo l’ex Rubinho, bella rivincita per il portiere brasiliano) è riuscito a trovare il guizzo giusto per i tre punti (Tabellino di Palermo - Livorno 1-0 - Foto di Palermo - Livorno 1-0 - Video di Palermo - Livorno 1-0).
Vincere, vincere, fortissimamente vincere: la voglia del Palermo di conquistare era tanta, frutto anche della vittoria di ieri della Juve che aveva momentaneamente scavalcato in classifica la squadra di Delio Rossi. Nessuna comparsata, però, per Serse Cosmi e i suoi ragazzi, scesi in Sicilia col coltello tra i denti per raggiungere una salvezza sempre più complicata. E’ il giorno di Rubinho che dopo sei mesi sull’isola è tornato sulla terra ferma e vuole prendersi una piccola rivincita con i suoi ex tifosi; il brasiliano è in stato di grazia e se i labronici rimangono in pista per tanto tempo è principalmente merito suo. Certo, nel primo tempo l’assetto tattico degli ospiti è di quelli tignosi, scardinare le fitte maglie degli amaranto è un rebus che neanche ragionier Liverani o geometra Pastore riescono a risolvere.
Le migliori foto di Palermo-Livorno 1-0




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Campionato riaperto? I sei punti rosicchiati in appena tre giornate dalla Roma di Ranieri all’Inter inducevano a pensare di sì; cinque le lunghezze che dividono giallorossi e nerazzurri, potenzialmente una in meno quelle che invece distanziano il Milan all’undici di Mourinho. Numeri che fanno ben sperare l’Italia calcistica non interista. Ma oggi il famoso Giudice Sportivo Giampaolo Tosel ha confermato i timori del popolo interista e i sogni dei cuginastri e dei capitolini: la Beneamata dovrà fare a meno del suo condottiero, l’allenatore José Mourinho, per ben tre turni. Siederà sulla panchina dell’Inter lo Special Two, cioè il vice Beppe Baresi: nelle due trasferte a Udine e Catania e nell’impegno casalingo contro il Genoa.
Quarantamila euro di multa e la squalifica per tre turni così giustificati da Tosel: “Per avere, nel corso della gara contestato ripetutamente l’operato arbitrale con atteggiamenti plateali, in particolare mimando, al 35° del primo tempo ed al 10° del secondo tempo, “le manette”, con i polsi incrociati e le braccia rivolte verso il pubblico e verso le telecamere presenti ai bordi del campo; per avere inoltre, nell’intervallo, nel sottopassaggio che adduce agli spogliatoi, rivolto all’Arbitro ed agli Assistenti espressioni ingiuriose; per avere, infine, nel corso della gara, contestato ripetutamente la presenza dei collaboratori della Procura federale, collocatisi nei pressi delle panchine di entrambe le squadre; infrazioni rilevate dai collaboratori della Procura federale; con recidiva specifica reiterata“. Ma non è tutto.









Il derby perso contro l’Inter continua a pesare nella testa dei giocatori del Milan, dopo l’eliminazione in Coppa Italia la squadra di Leonardo si deve accontentare, come all’andata, di un pareggio contro il Livorno. I rossoneri si sono portati in vantaggio allo scadere del primo tempo grazie a capitan Massimo Ambrosini. I labronici nella ripresa si svegliano dal torpore e dopo pochi minuti raggiungono il pari grazie a Cristiano Lucarelli. Poi, complice la poca precisione sotto porta delle punte milaniste, il risultato non si sblocca più. Serse Cosmi è felice per il fondamentale punto in chiave salvezza su un campo non certo semplice, Leonardo un po’ meno, ora i punti di distacco dalla capolista sono otto e non c’è neanche più il “vantaggio” della partita in meno (Il Tabellino di Milan - Livorno 1-1 - Il Video di Milan - Livorno 1-1).
All’ultimo momento Leonardo deve rinunciare a Dida bloccato dal mal di schiena, Abbiati può così tornare tra i pali. Anche Pirlo è fuori gioco per affaticamento, al suo posto il francese Flamini in coppia con Ambrosini, soltanto panchina per Gattuso, dentro dall’inizio anche Seedorf. Cosmi, tornato al timone degli amaranto, schiera un solido 3-5-2 con Lucarelli e Bellucci a formare la coppia d’attacco, con il secondo preferito a Tavano. Ad orchestrare la manovra al centro del campo il danese Bergvold in sostituzione dello squalificato Mozart.




Il Napoli non si ferma più e a Livorno fa 14, tanti sono i risultati utili consecutivi, l’ultima sconfitta è ormai un ricordo sbiadito e risale al 4 ottobre quando gli azzurri persero a Roma contro i giallorossi, fu l’ultima partita di Roberto Donadoni che due giorni dopo sarà sostituito da Walter Mazzarri. I campani, seppur in emergenza per alcune assenze importanti riesce a ottenere il massimo on Toscana grazie ad un gol meraviglioso di Christian Maggio e al raddoppio di Luca Cigarini. Sul risultato finale c’è però anche la firma di Morgan De Sanctis, decisivo il rigore parato a Cristiano Lucarelli quando la sua squadra ancora era avanti di un solo gol. La sconfitta ha portato in dote un grande sconvolgimento negli amaranto: a fine partita infatti Serse Cosmi ha rassegnato le sue dimissioni (Il Tabellino di Livorno - Napoli 0-2 - Il Video di Livorno - Napoli 0-2).
Senza i pezzi pregiati in attacco, sono indisponibili infatti Quagliarella e Lavezzi, il peso del reparto azzurro offensivo è sulle spalle di German Denis. Cosmi risponde con Cristiano Lucarelli affiancato dal neo arrivato Claudio Bellucci. La prima frazione di gioco non è stata molto emozionante. I padroni di casa hanno proposto come unica soluzione quella di mandare palle in avanti sperando nell’invenzione del capitano. Il Napoli versione operaia è manovriero a centrocampo e attento a non lasciare spazio agli attacchi livornesi. La svolta della partita arriva però allo scadere quando Aronica lascia partire un cross sulla sinistra, la palla arriva a Maggio che con un destro al volo indirizza la palla all’incrocio dei pali opposto. La marcatura, meravigliosa, ricorda molto quella che Marco Van Basten mise a segno nel 1988 contro la Russia, durante gli Europei che poi avrebbero visto l’Olanda trionfare.




Cronaca Livorno - Inter 0-2. Fotogallery Livorno - Inter 0-2.
Pugnalata al campionato: dopo appena 11 giornate l’Inter si porta a sette lunghezze di distanza dalle due seconde, Samp e Juve, e ai principi di novembre pare già aver messo un’ipoteca sul quinto titolo consecutivo. Certo, è ancora presto per parlare e azzardare frasi del genere, di fatto lo 0-2 di Livorno di questo pomeriggio dimostra come pare che per i nerazzurri sia sempre tutto facile, mentre le rivali si affannano in ogni partita. Due tiri, due gol, poco possesso e un mucchio di passaggi sbagliati, ma di fatto avversari volenterosi eppure sterili: troppo poco per far paura a Julio Cesar e compagni, alla fine bastano un paio di guizzi nella ripresa per assicurarsi tre pesantissimi punti. A segno Milito e Maicon; quest’ultimo al Picchi aveva già giocato due volte e per due volte era stato espulso. Oggi la rete della sicurezza, per Cosmi primo ko (Le Foto di Livorno - Inter 0-2).
Mourinho rispolvera Mancini accanto a Stankovic come supporto a Milito, esordio dal primo minuto per il giovanissimo Khrin, in difesa c’è Cordoba insieme a Lucio; nel Livorno, Tavano unica punta (squalificato Lucarelli), Pulzetti e Candreva tra le linee, in difesa all’ultimo non ce la fa Rivas, al suo posto Knezevic. Fiducia a Benussi tra i pali nonostante il ritorno di De Lucia. Sin dall’inizio si capisce che non sarà una bella partita: l’Inter è abulica e svogliata, i labronici ci provano ma gira e rigira alla fine non concludono granché. Così i primi 45 minuti scivolano via con poche emozioni, eccetto un paio di conclusioni da fuori dei padroni di casa: Candreva su punizione, Moro da fuori. Ma Julio Cesar è straordinario.
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