
In attesa di succulenti notizie ufficiali (ma di fatto molte sono ufficiose come Aquilani al Milan, Giaccherini e Estigarribia alla Juve, Osvaldo alla Roma e Forlan all’Inter), il mercato degli ultimi giorni di agosto non conosce sosta o tregua che dir si voglia, con tutte le squadre molto attive a puntellare la rosa. Come la Fiorentina ad esempio che ha preso Mattia Cassani dal Palermo per 5 milioni di euro (”Ho vissuto cinque anni bellissimi a Palermo ma quando si pensa di avere avuto tanto e di aver anche dato tanto è giusto cambiare per continuare un percorso di crescita altrove. Ho scelto la Fiorentina perché quando c’è aria di rinnovamento c’è sempre entusiasmo. Sono convinto che la Fiorentina mi permetterà di lottare anche per un posto in azzurro in vista degli Europei“), o il Catania che si è assicurato l’esperienza di Nicola Legrottaglie, che era svincolato, facendogli firmare un biennale.
Jorge Martinez alla fine ha accettato di trasferirsi in prestito al Cesena nell’operazione che ha portato Giaccherini alla Juve, mentre il Bologna ha pensato bene di inserire un ulteriore tassello alla sua difesa acquistando Simone Loria. Dopo l’apparizione ieri sera al Friuli contro l’Arsenal, German Denis ha fatto i bagagli e ha mosso verso ovest: da oggi è un giocatore dell’Atalanta dove ritroverà il suo mentore Pierpaolo Marino. Buon colpo del Cagliari che ha pescato in Portogallo facendo suo il centrocampista portoghese Rui Sampaio, 24 anni, dal Beira Mar. Scambio tra Sampdoria e Chievo con Sammarco che torna a vestire la maglia dei veronesi, mentre Bentivoglio decide di trasferirsi sotto la Lanterna sponda blucerchiata. Aguirregaray, uruguagio nato in Brasile, è praticamente il sostituto di Cassani a Palermo, mentre il Tottenham ha preso per 12 milioni di euro Lassana Diarra dal Real Madrid.

Il calciomercato del Milan: ecco la rubrica del 12 giugno con tutte le notizie, notiziuole, voci, indiscrezioni e aggiornamenti sulle trattative di mercato del Milan. Tutte le notizie di oggi, con relativa fonte.
Davide Astori
Ormai Galliani ha deciso di puntare sul difensore in comproprietà col Cagliari, ma per l’ad rossonero non sarà facile riscattarlo: oltre alla ferma volontà di Cellino di trattenere il giocatore sull’isola, oggi la Gazzetta dello Sport parla di un inserimento della Roma nella trattativa. Una notizia che complica ulteriormente i desideri di Galliani.
Danilo
Ganso costa troppo? C’è un suo compagno di squadra che piace, e non poco, al club di Via Turati: si tratta dell’ala Danilo Luiz da Silva, classe ‘91, compagno di squadra di Ganso al Santos e letteralmente esploso nell’ultima Libertadores. In Brasile lo valutano circa 10 milioni di euro: le cifre paiono abbordabili ma, come indica Tuttosport, l’inghippo sarebbe nel passaporto del giocatore. E’ un extra comunitario e il Milan ad oggi ha solo un “posto” disponibile: chi lo occuperà?
Marek Hamsik
Secondo Silvano Martina, noto agente calcistico, il futuro dello slovacco è ancora incerto e non è detto che alla fine rimanga al Napoli; a tuttomercatoweb spiega: “Al Milan piace molto Hamsik e dovrebbe far di tutto per prenderlo“.
Marco Borriello
Sembra già terminata l’avventura alla Roma per Borriello che così dovrebbe tornare a Milanello, almeno a detta del Corriere dello Sport; tuttavia il Milan non intende puntare su di lui, cercando quindi una pretendente: che sia la Juve?
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L’amore vince tutto. Così si chiama il terzo libro di Nicola Legrottaglie, scritto in collaborazione con Matteo Orsucci (edizioni Piemme, 161 pagine al costo di 14 euro): il difensore da gennaio al Milan ripercorre la sua vita calcistica, non lesinando, grazie a metafore e similitudini, giudizi sugli allenatori avuti. Ne escono fuori ritratti succulenti, rapporti problematici, caratteri forti e altri più accondiscendenti. Il buon Nicola, per esempio, proprio non digerisce Fabio Capello:
“Uno dal modo di agire faraonico, proprio per quello che raccontavo in precedenza di Mosè (più li tratto male e più si daranno da fare: questo era, per sommi capi, il ragionamento del re egizio). Uno di quelli che aveva una propria visione del mondo e su quella tutto lo spogliatoio doveva conformarsi passivamente, adattandosi senza troppe domande, senza se e senza ma. L’ultima parola era la sua. Ed era insindacabile. Una volta mi sono permesso di chiedere perché non mi facesse giocare mai, e lui mi ha risposto: “Arriverà il tuo turno”. Così, secco”.
Anche con Carletto Mazzone non molta simpatia (”con lui ho avuto un rapporto problematico… un padre-padrone“), così come screzi con De Canio e Delneri. Ma ci sono anche quegli allenatori per i quali lo stopper pugliese spende parole d’elogio. Lippi ad esempio, “che rispetto a Capello ha un carattere un po’ più aperto. Con lui si può anche chiacchierare“, o Ranieri, anche se il rapporto finiva sul rettangolo verde (”quando cercavo un confronto l’ho sempre visto un poco sfuggente“). E poi il grande Zaccheroni:
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Martedì scorso, come è noto, Libor Kozak ha mandato al tappeto ben due giocatori del Milan: prima Daniele Bonera con una gomitata, quindi Nicola Legrottaglie con una ginocchiata in volto. Avrebbe potuto evitare gli impatti il lungagnone laziale? Per Ledesma l’involontarietà non si discute: “In campo anche i giocatori del Milan hanno capito che Kozak non ha fatto interventi scomposti per fare male in modo intenzionale. Ha cercato sempre di prendere la palla e difenderla. Ovvio che poi si cerca di strumentalizzare la questione visto che lui è solo un ragazzo e non è tutelato come altri. Ma deve solo pensare a stare tranquillo perché sappiamo tutti che lui non ha cercato di fare del male a nessuno“.
Dopo il grande spavento parla anche lo stesso Legrottaglie: “Ho fatto una risonanza e grazie e a Dio è tutto ok, non ci sono conseguenze drastiche per un incidente così. Più lo rivedo e più penso al grande spavento, per chi l’ha visto ma anche per me, perché ho vissuto quei cinque minuti in cui non avevo sensibilità alle braccia e alle gambe. In quei cinque minuti ho rivisto il film della mia vita. No, non me la sono presa con Kozak, non penso che l’abbia fatto volontariamente” asserisce il difensore pugliese, che dunque assolve il giovane collega. Ora l’ex juventino è pronto per tornare in pista:
“Ora, però, voglio pensare alle cose positive, perché sono venuto qua per dare una mano al Milan e ricambiare la stima della società nei miei confronti. Al Milan trovo una condizione psicologica diversa da quella di Torino. Qui c’è un ambiente più sereno, alla Juve c’erano maggiori difficoltà per i risultati che faticano ad arrivare…”

Al Milan continua l’emergenza infortunati, anche in difesa. Contro la Lazio però sono stati i traumi e non i problemi muscolari a costringere Allegri a due cambi. Protagonista di una serie di cruenti scontri fisici, nei quali è sempre uscito illeso, è il giovane Libor Kozak. L’attaccante, non in grande evidenza negli ultimi 30 metri (complice una serata poco brillante di Hernanes e compagni) è stato costretto a difendere con le buone e le cattive i pochi palloni che ha ricevuto sempre spalle alla porta.
A farne le spese prima Bonera, colpito da un gomito alto e uscito dal campo con un evidente livido sullo zigomo e una sospetta commozione celebrale, poi Legrottaglie che era subentrato al suo posto all’inizio della ripresa. In quel caso Kozak è stato certamente imprudente non evitando né frenando la sua corsa dopo che il difensore appena arrivato dalla Juventus aveva rinviato di testa. Decisamente non il tipo di esordio che si auguravano il giocatore e i dirigenti del Milan, lesti nell’ingaggiarlo per sopperire all’assenza di Nesta e avere un’alternativa valida a Bonera e a Sokratis.
L’impatto fra il ginocchio di Kozak e la fronte di Legrottaglie è stato violentissimo, tanto che il difensore ha iniziato immediatamente a perdere sangue rimanendo a terra stordito. Il nuovo numero 66 è stato trasportato in ambulanza dopo essere stato immobilizzato e per lui c’è un sospetto trauma cervicale. Legrottaglie trascorrerà la notte in ospedale prima degli accertamenti che stabiliranno l’entità del danno.




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Una Juve incerottata all’inverosimile non riesce ad andare oltre lo 0-0 contro il Red Bull Salisburgo, un risultato che visto così potrebbe far storcere il naso ma che invece è relativamente prezioso vista l’emergenza incredibile in cui versava la squadra bianconera. Con soli 10 giocatori disponibili, con Giandonato titolare dall’inizio e una panchina dall’età media di circa 19 anni, la Vecchia Signora (si fa per dire, visto gli interpreti di stasera) ce la mette tutta per aver la meglio degli austriaci, ma alla fine la squadra di Delneri riesce nell’obiettivo minimo: non farsi male e tentare la fortuna, invano.
Il quarto pareggio in quattro gare europee, il primo senza subire reti, una partita oggettivamente brutta ma comunque generosa. Pochissime le occasioni da gol: bravi i centrali difensivi Legrottaglie e Bonucci che hanno praticamente annullato gli avanti avversari, un po’ appannato Krasic che era dato in forma e smanioso di spaccare il mondo, alla fine i tiri in porta pericolosi in tutto l’arco del match sono due. Quello di Del Piero su punizione e la botta centrale di Sissoko, parate senza patemi. Capitolo giovani: buono l’esordio di Giandonato al centro del campo, Liviero timido, Buchel potenzialmente robusto, Giannetti il più propositivo.
Le migliori foto di Juve-Salisburgo 0-0




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Philippe Mexes è l’uomo del momento in casa Roma, più di capitan Totti o di qualunque altro giocatore della rosa giallorossa. I motivi sono semplici: primo, è stato colui che ha sbloccato il risultato nella complicata sfida di Champions contro il Cluj, secondo, è ancora vivida la “scenata” di Brescia con annessa squalifica, terzo (ultimo ma non ultimo), il rinnovo del contratto appare sempre più improbabile e le sirene di altre squadre stanno diventando molto più di semplici rumors. In più anche il ct della Francia Laurent Blanc si è ricordato di lui e ha anche ritrovato la Nazionale.
Partiamo dalla succitata squalifica: dopo il rosso del Rigamonti con annesse proteste un tantino “esagitate“, il giudice sportivo Gianpaolo Tosel aveva deciso di fermarlo per tre turni. Scontato il primo contro l’Inter, oggi il transalpino ha saputo che dovrà “riposare” forzatamente solo contro il Napoli, tornando a disposizione dopo la sosta: la Corte di Giustizia Federale gli ha ridotto di un turno la squalifica (da tre giornate a due), sicuramente una buona notizia per Claudio Ranieri. Ma a parte questo, a tenere davvero banco sono le voci di mercato che lo riguardano, con conferme che arrivano da più parti.
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La stagione per la Juve è ufficialmente terminata ma, a parte i giocatori convocati dalle Nazionali per il Mondiale, gran parte della truppa bianconera è ancora al lavoro in quel di Vinovo: alle porte una tournee in Nord America, la riproposizione di ciò che fu anche l’anno scorso (ma dodici mesi fa la metà fu l’Estremo Oriente) per racimolare un po’ di soldini. Venerdì prossimo, cioè fra due giorni, la partenza verso il JFK di New York, poi da domenica tutti in campo per la prima di due amichevoli.
Il 23 maggio infatti andrà in scena una inedita Juve - New York Red Bulls, poi trasferimento in Canada, nell’Ontario per la precisione, dove i bianconeri disputeranno la seconda e ultima partita di questa mini spedizione: avversaria la Fiorentina di Prandelli, teatro della gara lo stadio di Toronto. Oggi sono state diramate le convocazioni, come di consueto con alcuni elementi non juventini: quest’anno i fortunati sono Brandao del Siena, Padoin dell’Atalanta, Bardi e Bernardini del Livorno, oltre a Ekdal che comunque è a fine prestito dal Siena. Presenti anche gli epurati di Lippi, cioè Grosso e Candreva.
Continua a leggere: Juve, al via la tournee americana: tra i convocati anche Padoin e Brandao

La lista dei 30 azzurri convocati da Marcello Lippi per il mondiale sudafricano non ha presentato particolari sorprese. Mancano giocatori come Francesco Totti e Alessandro Del Piero, la loro esclusione era comunque ampiamente preventivata, soltanto il romanista aveva ancora qualche chance. Eppure un nome che si è fatto notare per la sua assenza è quello di Nicola Legrottaglie, il difensore juventino ha fatto parte del gruppo che ha disputato le qualificazioni con continuità e partecipato al recente stage alla Borghesiana, la sua presenza in Africa sembrava scontata, nonostante il campionato non brillante della Juventus.
Gli stessi tifosi della Vecchia Signora un po’ si saranno stupiti nel vedere regolarmente al loro posto Fabio Grosso, di certo non protagonista di una stagione da incorniciare, quando invece il difensore pugliese è stato messo fuori. Legrottaglie anche quest’anno non ha demeritato facendosi preferire anche a Fabio Cannavaro: la presenza del capitano non era assolutamente in discussione ma se andiamo a valutare il suo campionato non possiamo certo archiviarlo con un voto positivo. Evidentemente per Legrottaglie è stato un brutto colpo e il difensore non ne ha fatto mistero.
Diramata la lista dei trenta giocatori tra i quali il commissario tecnico degli Azzurri, Marcello Lippi, sceglierà i ventitrè che parteciperanno al prossimo Mondiale, in programma a partire dall’11 giugno in Sudafrica. Come già annunciato nei giorni scorsi dall’allenatore viareggino, nessuna sorpresa, fatta eccezione forse per l’esclusione dello juventino Nicola Legrottaglie, quasi sempre convocato negli ultimi mesi, ma comunque considerato a rischio, vista la pessima stagione della retroguardia bianconera. In attacco c’è invece per ora il bomber del Villareal Giuseppe Rossi.



