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Tutti gli articoli con tag nicola penta

Spunta una "nuova" intercettazione Bergamo - Fazi: "Speriamo che la Juve perda contro l'Inter"

pubblicato da Panda

Paolo Bergamo in aula nel processo di calciopoli

E’ stato reso noto il contenuto dell’inedita telefonata tra Paolo Bergamo e Maria Grazia Fazi di cui si vociferava nelle scorse settimane. Nel corso del programma televisivo “Forza Juventus” condotto dal giornalista tifoso juventino Marco Venditti sul canale regionale piemontese Rete 7 è intervenuto telefonicamente Nicola Penta, consulente della difesa di Moggi nel processo di Calciopoli. Martedì prossimo in aula è prevista la seconda ed ultima parte della requisitoria della difesa dell’ex direttore generale della Juventus, ed anche in questo caso verranno portate all’attenzione del tribunale tre “nuove” conversazioni scoperte sbobinando tra le oltre 171mila telefonate intercettate dai carabinieri durante l’indagine.

Proprio una di queste 3 telefonate inedite, che verranno commentate dall’avvocato Paolo Trofino per tentare di smontare nella sua requisitoria l’accusa di associazione per delinquere finalizzata alla frode sportiva a carico di Luciano Moggi, è stata letta negli studi di Rete 7 questa sera. I protagonisti sono l’ex designatore, e uomo di punta della cupola seconda i Pm, Paolo Bergamo e l’ex segretaria della Can Maria Grazia Fazi con la quale spesso Bergamo si confrontava nei momenti delicati della stagione. Per entrambi i PM di Napoli, Stefano Capuano e Giuseppe Narducci, hanno chiesto una condanna per “associazione a delinquere finalizzata alla truffa sportiva”, 5 anni per Bergamo ed 1 anno e 6 mesi per la Fazi.

Secondo la tesi dell’accusa i due collaboravano attivamente per favorire la Juventus di Luciano Moggi. Adesso collochiamo temporalmente la telefonata in questione. Si tratta di una conversazione successiva a quella tra Paolo Bergamo e l’arbitro Pasquale Rodomonti prima di Inter - Juventus 2-2 del 26 novembre 2004, divulgata il 26 settembre scorso prima della requisitoria dell’altro avvocato di Moggi, Maurilio Prioreschi. Bergamo racconta alla Fazi la telefonata appena avuta con Rodomonti nella quale si raccomanda con l’arbitro (”se hai un dubbio, pensa più a chi è dietro piuttosto che a chi è davanti, dammi retta… fa la persona intelligente“).

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Calciopoli e quelle Informative che non dicevano tutto

pubblicato da Gabriele Capasso


Parlare oggi di “Calciopoli“, almeno dal punto di vista sportivo, significa fare un tuffo in un passato che appare sempre più remoto. Sono trascorsi 4 anni da quell’estate del 2006 che cambiò totalmente il calcio italiano ed equilibri che sembravano ampiamente consolidati. Lo “tsunami”, come è stato più volte definito, rovesciò tutto e non è nostro interesse dire se fu giusto o sbagliato. Non ha alcun senso, non con un processo penale ancora in corso e lontano dalla sua conclusione.

Però, c’è un però, possiamo parlare delle indagini, di quel materiale d’indagine che è servito (ritenuto sufficiente dai media e dall’opinione pubblica) a determinare quegli eventi le cui conseguenze hanno costruito il nostro presente, la più stretta attualità. Non si tratta di essere innocentisti o colpevolisti, si tratta di avere voglia di capire quali riscontri avevano le prove presentate dal Team del Tenente Colonnello Auricchio, ora che le difese hanno avuto la possibilità di replicare, di indagare, di fornire anche le prove a discapito.

Si tratta di prove che la pubblica accusa avrebbe avuto il dovere di portare alla luce e che nella migliore delle ipotesi non fu capace a trovare. Se 4 anni fa i quotidiani sportivi erano stracolmi di paginate di informative, pubblicate integralmente ed acriticamente senza sentire il bisogno di avviare nessun contraddittorio con gli accusati, trattati come appestati senza speranza, ora tocca in genere a pochi siti internet (la gran parte di ispirazione “juventina”) cercare di dar conto, con incredibile ritardo, di quanto emerge a distanza di anni.

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Nicola Penta: Al Processo di Napoli anche Moratti fra i testi della difesa

pubblicato da Gabriele Capasso

Riportiamo questa intervista realizzata da Mimmo Celsi a Nicola Penta, il consulente della difesa di Luciano Moggi che ha materialmente scovato le intercettazioni mai trascritte che coinvolgono l’Inter nella consuetudine di comunicare con designatori ed arbitri in attività. Molto interessante il punto di vista di Penta che preannuncia una seconda fase del Processo di Napoli ancora più infuocata della prima grazie agli eccellenti testimoni della difesa. Fra questi, secondo Penta, ci potrebbe essere anche Massimo Moratti.

D. Come esperto di Comunicazione oltre che di Marketing, quanto ha pesato secondo lei l’effetto mediatico su questa storia

P. ”Direi che è stata basata soprattutto su quello. Negli ultimi anni, i processi mediatici influiscono dove, non essendoci le prove, si cerca di coinvolgere emotivamente le persone attraverso i media che tengono la parte dell’accusa, condizionando le menti con gli indizi, che ricordiamolo non sono prove ma ipotesi investigative”

D. Il processo di Napoli era iniziato sotto una luce funesta sembrava che avessero in mano la verità. Ma fin da subito si è capito che qualcosa non quadrava.

P. ”Pensi che Nucini, l’arbitro spia utilizzato dal Presidente dell’Inter disse di aver ricevuto una sim nel presunto incontro segreto con Moggi a Torino.. Bene, di segreto non c’era nulla perché l’Hotel Concorde, luogo dell’incontro, era la sede del ritiro di tutte le partite casalinghe della Juventus, oltre ad essere utilizzato dagli arbitri quando giocava il Torino in casa, e la presunta scheda, disse di averla gettata dal finestrino della sua auto mentre tornava a casa..queste erano alcune delle prove che non quadravano”

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Calciopoli 2 - Se la novità fossero le dimissioni di Collina?

pubblicato da Gabriele Capasso


Pierluigi Collina, designatore unico nell’era post Calciopoli, dimissionario? Tutti aspettano l’apertura del procedimento che dovrebbe coinvolgere l’Inter, un procedimento che non potrà vedere la luce almeno fino al 20 luglio prossimo, data fissata dal Tribunale di Napoli per le trascrizioni “ufficiali” delle nuove telefonate. I maligni addirittura ipotizzano che non succederà un bel nulla alla società di Massimo Moratti, e allora chissà, potrebbero essere le dimissioni di Collina la più clamorosa scossa tellurica legata alla rivelazione delle intercettazioni scovate dal consulente Nicola Penta e dalla difesa di Luciano Moggi.

Il più celebrato arbitro della storia recente del calcio, almeno agli occhi dei più smaliziati, era apparso già pesantemente compromesso grazie alle conversazioni, rese note nel 2006, con Leonardo Meani, l’intraprendente co.co.co. che, secondo la giustizia sportiva, intrallazzava per nome e per conto del Milan senza avvertire nessuno. Un po’ come il costruttore Anemone che compra la casa all’ex ministro Scajola “a sua insaputa“, per intenderci.

Ne avevamo parlato un paio di settimane fa, tornando su un aspetto trascurato in questi anni dai media, troppo impegnati ad azzannare il boss della Cupola Luciano Moggi con la bava alla bocca. Ci sono prove, indiscutibili, di contatti diretti fra Adriano Galliani (non un intraprendente Co.co.co, ma l’amministratore delegato della società rossonera) e l’allora arbitro in attività Pierluigi Collina. Le loro conversazioni non le ascolteremo mai: pare che i due non fossero intercettati dai solerti uomini del Tenente Auricchio, avvolti come erano (e sono), da un’aurea di mistica santità.

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Moggi a Matrix: litigio con Liguori, confusione, ma anche aria nuova

pubblicato da Gabriele Capasso


Come cambiano i tempi. Luciano Moggi a Matrix ha avuto per la prima volta dopo 4 anni, almeno su una rete generalista, la possibilità di esporre la propria verità. Con ospiti il “redento” Oliviero Beha, il consulente Nicola Penta e l’avvocato Maurilio Prioreschi l’esagitato Paolo Liguori ha fatto, proprio lui, la figura del folle revisionista. Tutto alla rovescia. Alessio Vinci (lo possiamo dire, inadeguato al compito) ha faticato non poco per tenere a bada gli scontri fra l’ex direttore generale della Juventus e il direttore di TgCom.

Improvvisamente la tesi difensiva di Moggi acquisisce dignità, non si tratta più delle farneticazioni di un boss caduto in disgrazia, si parla delle intercettazioni fra Paolo Bergamo e Giacinto Facchetti (ne spunta addirittura una nuova di zecca che riguarda lo “score” con l’Inter dell’arbitro Bertini) addirittura hanno tribuna su Canale 5 gli esiti del comico controesame del Tenente Colonnello Auricchio al processo di Napoli.

Impossibile non andare con la mente alle puntate di Matrix del 2006/07, condotte da Enrico Mentana. Quelle con l’arbitro De Santis e il designatore Bergamo, quelle in cui i due si difendevano parlando di fatti (ad esempio dei frequenti rapporti telefonici con dirigenti di tutte le squadre, Inter compresa) che le informative dei carabinieri curiosamente non avevano evidenziato rendendo in automatico indecenti menzogne le parole dei due “sodali della Cupola”.

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Calciopoli - Il regalo dell'Inter al designatore Bergamo

pubblicato da Panda


Durante la trasmissione Studio Stadio di Gold TV andata in onda domenica sera, il consulente informatico della difesa di Luciano Moggi, Nicola Penta, ha fatto una nuova ed inquietante rivelazione. Tra le telefonate non trascritte dai carabinieri ce ne sarebbe una nella quale un presidente dice ad un designatore di passare a casa del maggiore azionista per ritirare un regalo. Secondo le prime indiscrezioni giornalistiche i protagonisti della vicenda sarebbero stati Giacinto Facchetti, Paolo Bergamo e Massimo Moratti.

“Sveleremo tutto martedì, in occasione del processo di Napoli: c’è un’intercettazione, sinora inedita, in cui un presidente di serie A chiede a uno dei due designatori di passare a casa dell’azionista di maggioranza del club perché ha un regalo per lui…”

La notizia è stata “confermata” dal direttore di Tuttosport Paolo De Paola che ha anche rivelato quale fosse il regalo in questione; un computer molto costoso, del valore di 5 mila euro. Sarebbe un caso simile a quello dei Rolex regalati per il Natale del 1999 dal presidente Sensi ai due designatori e agli arbitri in attività di quella stagione. In quel caso i componenti dell’Aia informarono l’associazione di aver ricevuto un regalo tanto importante e i doni vennero rispediti al mittente con una lettera di “ringraziamenti”: come si sarà comportato invece il designatore in questione? Avrà accettato il pensiero dei dirigenti interisti?

Forse solo qualche nuova intercettazione potrà rispondere a questo interrogativo.

Le Foto del Processo Calciopoli del 13 Aprile 2010

Le Foto del Processo Calciopoli del 13 Aprile 2010Le Foto del Processo Calciopoli del 13 Aprile 2010Le Foto del Processo Calciopoli del 13 Aprile 2010Le Foto del Processo Calciopoli del 13 Aprile 2010

Il video di Nicola Penta a Gold Tv


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Penta, consulente di Moggi: "Anche Pradè e Spalletti telefonavano a Bergamo"

pubblicato da Antonio D'Avanzo


Vi proponiamo un interessante intervista riportata da Quotidiano Nazionale che potrebbe favorire significativi spunti di riflessione. L’intervistato, Nicola Penta, è il consulente per la parte sportiva dei legali di Luciano Moggi. Il suo ruolo consiste nello “sbobinaggio” della miriade di intercettazioni trascurate in un primo momento, agli albori di Calciopoli, e nel confrontarle con i fatti attraverso le immagini televisive ed i dati delle partite. Penta parla di consuetudine e utilizza il termine usuale: tutti o quasi chiamavano gli organi arbitrali, compresi Luciano Spalletti (all’epoca allenatore dell’Udinese) o Daniele Pradè (all’epoca già Direttore Sportivo della Roma).

AGGIORNAMENTO:

Intercettazione Bergamo-Spalletti

In cosa consiste il suo lavoro?
«Ascolto le intercettazioni riscontrandole con i fatti attraverso le immagini televisive e i dati delle partite sotto processo a Napoli».
La gente si chiede perchè le nuove conversazioni non siano state prese in considerazione nell’estate del 2006. Se fossero uscite allora…
«E’ chiaro che se nelle trascrizioni trasmesse dalla procura di Napoli a quella della Figc vi fossero state anche queste telefonate, la mia opinione è che il processo sportivo si sarebbe concluso diversamente. Bergamo ha sempre detto che parlava con tutti, ma lo hanno ritenuto un bugiardo. E invece il nostro lavoro sta dimostrando che diceva la verità».
Perché state rendendo pubbliche le nuove conversazioni soltanto in questi giorni?
«Non perché vi fossero vincoli, ma perchè aspettavamo che al processo di Napoli testimoniasse il colonnello Auricchio (all’epoca di Calciopoli maggiore e a capo delle indagini, ndr). Lui ha dichiarato che non c’erano telefonate con altri dirigenti, un fatto confermato anche dai pm».

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I Testi delle nuove Intercettazioni, Meani a Moggi: "ti hanno fatto un bello scherzo..."

pubblicato da Gabriele Capasso

Aggiornamento Aprile 2010 su Calciopoli 2:

Tutte le nuove intercettazioni di Calciopoli


Calciopoli 2 - Tutti gli audio delle nuove intercettazioni

Calciopoli 2 - Meani, Galliani e le telefonate con Collina mai sentite

Intercettazione Roma Pradè con Mazzini

Intercettazioni Moratti Prima Parte

Intercettazioni Moratti Seconda Parte

Calciopoli, il Pm Narducci negò l’esistenza di telefonate tra Moratti e Bergamo

Nuova intercettazione Calciopoli: Le griglie di Meani e Pairetto (testo ed audio)

Calciopoli, intercettazione Meani-Bergamo: “Quel guardalinee non lo voglio”

Calciopoli, intercettazioni Facchetti-Bergamo: “E’ una sfida che vedrai, la vinciamo insieme”

Calciopoli, intercettazioni Meani-Collina e Cellino-Bergamo

Calciopoli, Bergamo il milanista e l’ex guardalinee Coppola che confessa: “Al processo mi liquidarono perché dell’Inter non importava”

Facchetti come Moggi: conosceva in anticipo i nomi dei guardalinee

Nuove Intercettazioni: Facchetti parlava con l’arbitro De Santis

Spalletti a Bergamo: “Posso chiamare gli assistenti?”

Intercettazioni - Facchetti con Pairetto: “Hai messo in forma Trefoloni?”

Nuove Intercettazioni Bergamo-Facchetti: “Ho sofferto per l’Inter”

Le Foto del Processo Calciopoli del 13 Aprile 2010

Calciopoli 2 - L’Intercettazione: Facchetti parla di griglie con Bergamo

Come promesso, ecco la terza parte delle nuove intercettazioni di Luciano Moggi con la conversazione fra l’ex DG della Juve e Leonardo Meani, le telefonate con Aldo Spinelli, Rino Foschi, Giovanni Lombardi Stronati ed un curioso retroscena che riguarda l’acquisto di Grygera da parte della Juventus e “ridefinisce” in qualche modo il rapporto fra Alessio Secco e Moggi.

Dalle telefonate con Foschi e Spinelli Moggi da la netta impressione di lavorare perchè Flavio Briatore riesca ad acquisire una squadra di calcio. Si fa riferimento alle trattative per il Palermo e il Parma. Questo prima che Briatore acquistasse il Queens Park Rangers. (Prima parte e seconda parte)

Moggi parla con Meani

Il 31 Dicembre 2006 Giorgio Rovati, dirigente dell’Ufficio Tesseramento della Lega, che si trova nel Ristorante di Leonardo Meani…

Moggi: Lo sai chi mi ha telefonato ieri?
Rovati: Chi?
M.: Il tuo presidente!
R.: Materrese?
M.: Materrese!
R.: Pensa te, come mai? Strano!
M.: Perchè io avevo scritto sul giornale che deve star calmo! e lui eeeh…lui mi ha telefonato…ma io so dei tuoi non…evabbè insomma, e invece so’ convinto del contrario…va bene tutto…

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