
La vittoria dell’Argentina in Colombia, partita valida per le qualificazioni ai prossimi mondiali brasiliani, è stata tanto importante per la Selecion quanto infausta per uno dei giocatori dell’albiceleste, il difensore della Roma Nicolas Burdisso. Il centrale ha subito un gravissimo infortunio al ginocchio sinistro, una torsione innaturale occorsa al minuto 32 del primo tempo nel tentativo di fermare il giocatore del Porto e della Nazionale colombiana James Rodriguez: piantatosi con il piede a terra, il suo ginocchio “si è girato” facendo saltare i legamenti crociati. Fin da subito la situazione è apparsa grave, tante sono state le grida del giocatore che poi è uscito in barella tra le lacrime.
Forse anche questo triste episodio ha dato la scossa ai giocatori di Sabella, che dopo il ko del difensore avevano anche subito il vantaggio cafetero; nella ripresa poi il ribaltamento del risultato coi gol di Messi e Aguero. Ma ritornando a Burdisso, tra l’altro anche ammonito nella circostanza in cui aveva tentato di fermare Rodriguez, si pronostica un rientro in campo non prima di 6-7 mesi, la stagione a questo punto pare praticamente compromessa; brutta tegola per Luis Enrique che con Juan e Kjaer a mezzo servizio, non può che contare su Heinze per il reparto arretrato (contro il Lecce nel posticipo di domenica sera giocherà verosimilmente insieme al danese). Dunque sosta per niente felice per i giallorossi in nazionale: Pjanic fuori dagli Europei, Stekelenburg impallinato dal laziale Klose, De Rossi e Osvaldo ko con l’Italia: al rientro a Trigoria, Enrique dovrà lavorare anche sul lato psicologico.
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Claudio Ranieri, a mente fredda dopo le dimissioni, torna nuovamente a parlare della Roma. Il tecnico testaccino appare ferito, dalle sue parole traspare una realtà chiarissima: parte dello spogliatoio l’aveva abbandonato da tempo. Gli obiettivi sono essenzialmente due, David Pizarro, il cileno sempre indisponibile con Ranieri e disposto a sacrificarsi (portando grandi benefici al centrocampo della Roma) nelle prime due gare di Montella.
David da tempo aveva problemi al ginocchio. Fin dall’estate si era allenato poco e male, non era pronto più lo difendevo dandogli il tempo di guarire più trovavo insinuazioni continue sui giornali. Siccome non sono un’idiota l’ho preso molte volte da parte: ‘hai dei problemi con me? Ti ho trattato male? Dimmelo in faccia, se ho commesso un torto non ho paura di ammetterlo sono fatto così, non da ieri.’ Risposta: ‘No mister, nessun problema’.
Scarsa chiarezza e la convinzione che Pizarro l’abbia tradito. Altro obiettivo di Ranieri è Marco Borriello, spesso protagonista di intemperanze quando veniva escluso dalla formazione titolare:
Voleva giocare sempre, ma non è che nel Milan fosse costantemente titolare. Lo faccio partire dal 1’ con il Napoli e non vede un pallone, due giorni dopo analizziamo la gara, glielo faccio notare e mi risponde: ‘Ero stanco mister, venivo da tre partite consecutive’. Allora non capisco forse sono tardo io: se sei stanco perché dovrei farti giocare anche la quarta e la quinta partita consecutiva?
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Partita che difficilmente dimenticheranno i tifosi del Genoa: oggi, 20 febbraio 2011, al Ferraris si consuma il psicodramma definitivo di una Roma che non poteva perdere e, per di più, non poteva farlo in questo modo; di contro i rossoblu hanno regalato alla propria gente un pomeriggio da estasi paradisiaca grazie a una rimonta clamorosa, dallo 0-3 al 4-3, 4 gol segnati in poco più di mezz’ora. Azioni, ritmo, agonismo, sostituzioni tattiche, il rosso a Rafinha, errori clamorosi sotto porta e ben sette reti, chi più ne ha più ne metta. Ma alla fine rimangono i tre punti per il Grifone con un super Rodrigo Palacio e un redivivo Alberto Paloschi, nera come la notte la situazione romanista sull’orlo di una brutta sindrome depressiva.
Come detto, all’inizio la Roma pareva aver imboccato la strada giusta verso un successo che serviva come oro colato: subito aggressiva la formazione di Ranieri, affamata, grazie anche a Borriello, ex di turno, e Totti, voglioso di far bene. Così gli ospiti passano già al 6°: corner tagliato del Pupone, incornata imperiosa di Mexes, per Eduardo nulla da fare. Passano dieci minuti ed è raddoppio, ancora il capitano giallorossi pennella una punizione in mezzo e questa volta incoccia la sfera Burdisso. Il Genoa sbanda, la Roma cerca di affondare il colpo, la volontà dei rossoblu impatta contro la solidità degli avversari. Che a inizio secondo tempo portano a 3 le reti di vantaggio: contropiede perfetto, da Borriello a Totti, quest’ultimo fulmina Eduardo sul primo palo.
Partita finita? Neanche per sogno. Fanno sì che si riapra la premiata ditta Julio Sergio - Mexes, dopo neanche un giro di orologio dal triplo vantaggio; i due pasticciano in area, ne approfitta Palacio che rimette fulmineamente in gara il Grifone. Poi sale in cattedra Ballardini che opera un doppio, coraggioso cambio: fuori Milanetto e Rossi, dentro Veloso e Paloschi. Crescono i liguri, si impauriscono gli ospiti che intanto inseriscono Mexes per Simplicio. E così il 2-3 di Paloschi cambia definitivamente l’inerzia del match: Floro Flores dentro per Paloschi, stop e gol sul filo del fuorigioco. Entusiasmo a Marassi, passano sei minuti ed è pareggio; dormono Castellini e Loria (intanto entrato per Borriello, col senno di poi mossa alquanto scriteriata di Ranieri), Palacio irrompe di testa e batte Julio Sergio.
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C’è indignazione da parte dell’Inter per la decisione del giudice sportivo Giampaolo Tosel di comminare al romanista Nicolas Burdisso soltanto due giornate di squalifica. Il difensore potrà quindi essere regolarmente schierato contro i nerazzurri nel big match in programma per la quinta giornata, questo perché non sono stati ravvisati gli estremi di condotta violenta, le due giornate di stop sono quindi frutto della semplice espulsione diretta rimediata nella notte del Sant’Elia.
L’Inter decide di manifestare il suo dissenso con toni pacati, limitandosi a sottolineare la decisione del giudice sportivo e a ricordare come il regolamento, in caso di condotta violenta, avrebbe previsto di sicuro una sanzione più severa. Lo fa con una breve nota pubblicata nel pomeriggio di ieri sul proprio sito ufficiale:
” Non sono stati ravvisati gli estremi della “condotta violenta” in relazione al “fallo” di Nicolas Burdisso nei confronti di Daniele Conti.
Non sono state dunque applicate le sanzioni previste dall’art. 19, comma 4, lettere b) o c) Codice di Giustizia Sportiva, che prevedono, quale pena minima, la squalifica rispettivamente per 3 o 5 giornate.
Il Giudice Sportivo ha così inflitto la sanzione di due giornate di squalifica; il calciatore Nicolas Burdisso parteciperà all’incontro Roma-Inter valido per la 5° giornata del Campionato di Serie A”.
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Nicolas Burdisso, difensore della Roma, salterà le sfide dei giallorossi contro Bologna e Brescia, per via della squalifica di due turni inflittagli dal giudice sportivo Gianpaolo Tosel: l’argentino si era reso protagonista, sabato scorso, di un bruttissimo intervento ai danni di Daniele Conti, centrocampista del Cagliari, dal quale era scaturito rigore per i sardi ed espulsione per il giocatore. La gravità dell’accaduto era stata subito chiara in campo, per via dei lamenti del mediano e dell’estetica della ferita: uno squarcio notevole tra ginocchio e tibia, molto profondo, che ha necessitato trenta punti di sutura.
Dopo la partita avevano parlato entrambi i protagonisti della vicenda. Così Burdisso sul suo intervento quantomeno imprudente: “Ho chiesto subito scusa a Daniele e poi di nuovo negli spogliatoi, dove ho parlato anche con suo papà (Bruno Conti, ndr). Non avevo cattive intenzione, ho cercato la palla, ma ho capito subito che la mia partita era finita. Spero che lui torni a giocare prima di me, se a qualcuno fa piacere“. Purtroppo per entrambi, però, rientrerà sul terreno di gioco prima il romanista che Conti, costretto ad almeno 3 settimane di stop.
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Marco Borriello si è presentato alla stampa e ai suoi nuovi tifosi questa mattina poco prima dell’ora di pranzo, la sua conferenza stampa a Trigoria ha richiamato moltissimi giornalisti, tanto che lo stesso giocatore si è detto stupito di tutta l’attenzione a lui riservata in queste ultime ore. L’ex attaccante del Milan è apparso radioso, felice di una scelta che si può definire di vita, dopo aver speso l’intera vita in rossonero, era infatti arrivato la prima volta a Milanello all’età di 14 anni.
Tutti erano curiosi di conoscere le motivazioni che lo avevano portato a scegliere la Roma e a rifiutare la Juventus, i bianconeri nelle ultime ore di mercato avevano provato a portare la punta a Torino, alla fine però il giocatore ha prediletto la capitale. Sulla sua decisione ha influito il feeling che subito si è instaurato con la presidentessa giallorossa Rosella Sensi, a dirimere ogni dubbio residuo ci ha pensato poi Daniele De Rossi con un sms che ha colpito particolarmente Borriello:
“Se sono qui lo devo al presidente Rosella Sensi, mi ha convinto con la passione nelle sue parole, per me è stato importante, sono una persona sensibile. Poi anche De Rossi, che mi ha mandato un sms bellissimo, da pelle d’oca. Mi ha detto che sta iniziando l’avventura più bella della mia vita. E ha aggiunto “andiamo a vincere”. Mi ha colpito”.
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Alla fine Nicolas Burdisso sarà un giocatore della Roma. Il ds giallorosso Pradè è volato a Montecarlo per incontrare il suo omologo Marco Branca e chiudere la trattativa per il difensore argentino. Burdisso, per il quale la Juventus aveva già ottenuto il via libera dall’Inter, ha fatto prevalere la sua volontà e riuscirà alla fine a tornare a Trigoria da quelli che sono stati i suoi compagni nella scorsa stagione.
L’unico effetto ottenuto dai bianconeri, che hanno cercato di strapparlo alla concorrenza della Roma, è stato quello di vedere salire l’offerta dei giallorossi. Rosella Sensi dovrà rassegnarsi a spendere gli 8 milioni richiesti da Moratti per il difensore, l’offerta di 5 milioni sulla quale si puntava da diverse settimane è insufficiente, soprattutto valutando il rilancio effettuato da Marotta. L’annuncio è atteso ad ore.

Improvvisa svolta nella trattativa che ruota attorno a Nicolas Burdisso. Il difensore argentino che l’Inter vuole cedere, ma non si accontenta dei 5 mln offerti dalla Roma che si fa forte della volontà del giocatore di tornare nella Capitale dopo l’ottima stagione trascorsa in giallorosso in prestito. La Juventus, che è a caccia di un difensore, si è inserita offrendo 8 milioni, proprio la cifra che l’Inter vorrebbe ottenere.
A questo punto nelle gerarchie nerazzurre i bianconeri avrebbero superato i giallorossi, ma manca ancora l’accordo fra Burdisso e la Juventus senza contare di possibili rilanci dell’ultimo secondo da parte della Roma che vuole a tutti i costi completare la sua difesa con l’argentino. Il commento caustico di Claudio Ranieri dice tutto sulla situazione “Burdisso? Non ce lo vogliono dare. Juve e Inter fanno come i ladri di Pisa, di giorno litigano e di notte si mettono d’accordo“.
L’incontro, stando alle indiscrezioni di Sky Sport 24, fra Juventus, Inter e Burdisso ha perfezionato l’accordo fra le due società. Mancherebbe a questo punto solo la firma del giocatore, alla faccia delle telefonate fra Rosella Sensi e Massimo Moratti. Pecunia non olet.

Nicolas Burdisso sarà presto un giocatore della Roma. La trattativa che segna l’addio dell’argentino, già nella scorsa stagione in prestito alla Roma, all’Inter ha finalmente avuto l’accelerazione decisiva. C’è voluta una telefonata fra i due presidenti, Rosella Sensi e Massimo Moratti, per arrivare ad un sì che ora i due direttori sportivi si dovranno limitare a mettere nero su bianco. La Roma pagherà circa 5 milioni all’Inter per l’intero cartellino del centrale difensivo che Claudio Ranieri avrebbe voluto in campo già per la sfida di Supercoppa di stasera.
Invece al momento Burdisso è un giocatore nerazzurro, anche se non è stato nemmeno convocato per la gara, ma lo resterà ancora per poche ore. Moratti, garantitosi i 5 milioni di entrata, ha già deciso come investirli. Questi soldi serviranno per strappare al Parma la comproprietà di Luca Antonelli (valutazione globale 10 milioni) che, avendo già in rosa Gobbi e Dellafiore, sarebbe anche pronto a girare Paolo Castellini alla Roma che sistemerebbe la difesa con un “vice” Riise.
Per Castellini la Roma dovrà ancora lavorare (i giallorossi vorrebbero un prestito con diritto di riscatto fissato, gli emiliani vogliono vendere), ma si può comunque godere il definitivo approdo di Nicolas Burdisso che andrà a fare compagnia al fratello, Guillermo Burdisso, altro difensore centrale arrivato dal Rosario Central. Il club argentino aveva rallentato l’invio del transfer, ma ora tutto è sistemato.
Fernando Hidalgo, procuratore del difensore argentino Nicolas Burdisso, fa il punto sulla trattativa per il passaggio del suo assistito tra la Roma e l’Inter. Ieri l’agente ha infatti dichiarato ai microfoni di Sky Sport in merito alla questione:
L’appuntamento è stato rimandato, non so a che giorno. Siamo in attesa di vedere quando le società si metteranno d’accordo per incontrasi. Nicolas non ha cambiato idea. Lui vuole la Roma, ma in questo caso conta solo la volontà delle due società di trovare l’accordo. Non ha senso vedersi se uno non abbassa la richiesta o l’altra non la alza un po’. Le parti sono molto distanti? Credo di sì, perché sono due mesi che siamo in questa situazione. Se volevano, l’avrebbero già risolta. Il futuro? Burdisso non può determinare dove andare a giocare, decide l’Inter perché lui ha ancora un anno di contratto. Noi abbiamo già detto che il prezzo richiesto è esagerato. Non hanno senso i giochini di alzare il prezzo.
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