
Non si conoscono i dettagli dell’operazione, ma sia il diretto interessato che il suo agente hanno fatto intendere la fumata bianca: Guillermo Burdisso, fratello minore del ben più noto Nicolas, è un giocatore della Roma. Difensore classe 1988, ha vestito fino ad ora solo la casacca del Rosario Central; dalla prossima stagione indosserà il giallorosso della squadra capitolina: “Sono molto felice, ho sempre sperato che le società trovassero un accordo, ed ora sono pronto per questa nuova avventura in Italia. Potevo andare al San Lorenzo, un grande club. Ma avevo detto che se in caso di cessione dal Central un mio trasferimento doveva essere solo all’estero“.
Il giocatore ha poi riservato parole al miele per quella che di fatto è ormai la sua ex squadra: “Il Central è una squadra meravigliosa, anche se è scesa in B, ho già detto che l’unico posto in cui avrei giocato in Argentina sarebbe stato questo“. E’ evidentemente raggiante Burdisso jr., ma anche il suo agente Fernando Hidalgo non nasconde la soddisfazione per la buona riuscita della trattativa: “E’ fatta. Guillermo è della Roma, manca solo la firma sul contratto e ovviamente le visite mediche. E’ stata una lunga trattativa tra la Roma e il Rosario Central. Siamo contenti perchè abbiamo lottato con tutte le nostre forze. Non posso sbilanciarmi sui dettagli, manca l’ufficialità“.
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Il Bologna F.C. 1909 comunica di aver raggiunto un accordo con la FC Internazionale Milano per il trasferimento in compartecipazione del centrocampista Rene Krhin. Nato a Maribor, in Slovenia, il 21 maggio 1990, Krhin ha disputato l’ultima stagione in Serie A vestendo la maglia dell’Inter FC. Lo scorso anno ha esordito con la Nazionale Maggiore slovena, a soli 19 anni. E sempre sull’asse Bologna-Inter la società felsinea comunica di aver ceduto a titolo definitivo il giovane Lorenzo Paramatti ai nerazzurri. Infine si accasa alla soscietà rossoblu il difensore Nicolo’ Cherubin, classe 1986. Cherubin ha disputato le ultime due stagioni in Serie B vestendo la maglia del Cittadella. In precedenza ha militato anche nelle formazioni di Avellino e Reggina.
E’ ancora bloccata la faccenda che riguarda Nicolas Burdisso, in bilico tra Roma e Inter. Oggi ha parlato Daniele Pradè dal ritiro giallorosso di Riscone di Brunico: “L’unica cosa che ci dispiace è che il ragazzo stia vivendo una situazione difficile. Non volevamo ciò. Pensavamo fosse un trattativa molto più semplice, noi ce la stiamo mettendo tutta: abbiamo fatto una grande offerta all’Inter e al calciatore. Non possiamo fare di più, tra giovedì e venerdì ci vedremo con Branca visto che l’ho sentito oggi, però posso ribadire che abbiamo fatto un’offerta importante, quella che hanno scritto tutti, per un giocatore che abbiamo aiutato a ‘crescere’”.
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Il difensore argentino Nicolas Burdisso, lascia trapelare per bocca del procuratore Fernando Hidalgo tutta la sua irritazione nei confronti degli intoppi creatisi nella trattativa tra Inter e Roma per il suo passaggio definitivo in maglia giallorossa. Durissime la parole dell’agente del giocatore, che ai microfoni della stampa ha dichiarato a questo proposito:
Nico è disgustato da questa situazione. È disgustato dall’Inter, che non si è mai fatta sentire, e anche dalla Roma. Perché ci aveva promesso un’estate tranquilla e invece in tre mesi non hanno trovato il tempo per mettersi a un tavolo con l’Inter. Non è vero che io e Burdisso vogliamo parlare con Moratti. Deve essere l’Inter a decidere quello che vuole. Ma una cosa è certa: se va a Filadelfia, Burdisso lo fa per rimanerci. Non vogliamo più giochini. Hanno giocato con lui mancandogli di rispetto.
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Visto il complicarsi della trattativa tra Inter e Roma dovuto anche ai recenti screzi tra le due società dopo l’intervista nella quale il capitano giallorosso Francesco Totti accusava i rivali di aver “rubato” due scudetti alla sua squadra, la Juventus prova ad inserirsi per soffiare il difensore argentino Nicolas Burdisso ai capitolini. La chiave per l’operazione potrebbe essere il centrocampista danese Christian Poulsen, che i torinesi girerebbero al Liverpool, dando così via libera al passaggio in maglia nerazzurra di Javier Mascherano e allo stesso tempo incassando parte dei soldi necessari per l’acquisto del sudamericano.
Il Francesco Totti che si è presentato ai microfoni quest’oggi è da copertina: da Riscone di Brunico il capitano della Roma risponde foriero di dettagli alle tante domande che gli rivolgono i giornalisti, dichiarazioni non banali che abbracciano quasi tutto lo scibile calcistico. Si parte da dove si era chiusa la scorsa stagione, finale di Coppa Italia con calcione a Mario Balotelli, gesto forte con annesse critiche al romano: “C’è stato un momento in cui ho pensato di smettere per quello che era successo però alla fine parlando con delle persone importanti mi hanno fatto cambiare idea perché quando c’è la passione è difficile andare su altre strade. Balotelli? Dopo quell’episodio non ci ho più parlato. Se gli stringerò la mano quando lo incontrerò? La mano gliel’ho già stretta dopo quella partita, prima della premiazione. Ma nessuno se n’è accorto. Quello che hanno detto lui e il suo procuratore non è vero. È lui che m’ha insultato parecchie volte. Mi sono innervosito quando ha messo in mezzo i romani. Quando metti in mezzo il popolo, quando insulti una città e gente che ama veramente questa maglia, a me dà fastidio. È una cosa che non tollero“.
E poi la delusione del campionato, un tricolore buttato al vento dopo una splendida rimonta e un secondo tempo sciagurato contro la Sampdoria: “Che cosa ci è mancato? Il rush finale, è mancato il secondo tempo con la Sampdoria. Lì abbiamo perso lo scudetto, perché se avessimo vinto dopo sarebbe stato tutto in discesa. Comunque altre squadre sono più forti e hanno anche dei piccoli privilegi. L’Inter è tutelata. Da tutti. Come ai tempi della Juve, penso sia uguale, non è cambiato tanto. I torti ci saranno sempre. Poi cerchi sempre di pensare che gli errori siano in buonafede. È difficile, però ci pensi. Ma quest’anno il campionato l’abbiamo perso noi. Anche perché poi, ripensando a quella partita con la Samp, potevamo chiuderla nel primo tempo. Poi ci sono stati due episodi che hanno cambiato la gara. Penso comunque che sia stato giusto così perché se una squadra vince tre competizioni su tre merita un plauso“.
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Trattativa arenata per il passaggio definitivo del difensore argentino Nicolas Burdisso dall’Inter alla Roma. Per il cartellino del giocatore, nella passata stagione in prestito al club capitolino, i nerazzurri avrebbero avanzato una richiesta di dieci milioni di euro, ritenuta troppo onerosa dal d.s. romanista Daniele Pradè. Per il momento la Roma non sarebbe disposta ad offrire più di quattro milioni, cifra che renderebbe molto difficile il successo dell’operazione. Burdisso avrebbe infatti già trovato un accordo per un quadriennale con i giallorossi, ma Branca non sarebbe disposto nemmeno a discutere per cifre inferiori ai sei milioni. Le due parti si incontreranno comunque nuovamente dopo il 29 luglio, giorno del rientro del calciatore dalla vacanze estive.
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Da questa sera a mezzanotte la Roma si ritroverà a Trigoria per dare il via ufficiale alla stagione sportiva 2010/2011: sarà il 17esimo ritiro dell’era Sensi, probabilmente l’ultimo, il primo per il tecnico testaccino Claudio Ranieri che l’anno scorso aveva preso la squadra in corsa, dopo 180 minuti. Tre giorni nel Lazio, con la presentazione delle maglie ufficiali martedì, quindi giovedì partenza per Riscone di Brunico dove si comincerà a fare davvero sul serio, sospinti da numeri tifosi giallorossi attesi in Trentino. Quattro i Nazionali che raggiungeranno i compagni a fine mese, più eventualmente Nicolas Burdisso che ad oggi è ancora un giocatore interista: si tratta di Alexander Doni, Juan, Julio Baptista e Daniele De Rossi.
C’è da dire che il centrocampista azzurro ha chiesto a Ranieri di potersi aggregare al gruppo sin da domani (due settimane e mezzo di vacanze fatte, in più è fresco di divorzio dalla moglie), ma l’allenatore gli ha consigliato di ricaricare ben bene le pile e di “farsi vedere” più in là. Ma vediamo nel dettaglio quali sono i convocati: per la porta quattro estremi difensori, dal titolare Julio Sergio ai rumeni Bogdan Lobont e Alex Daniel Pena, con Doni che come detto arriverà più tardi. Ad Arthur è scaduto il contratto e non gli è stato rinnovato. In difesa, oltre agli assenti giustificati Juan e (forse) Burdisso, otto calciatori, alcuni dei quali che potrebbero comunque cambiare maglia.
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Nella rivelazione Uruguay, giunto dopo tempo immemore tra le prime otto squadre al Mondo, hanno giocato tutti i calciatori presenti in rosa tranne il secondo portiere, il terzo e il fluidificante difensivo (all’occorrenza centrale) Martin Caceres. Eh già, El Pelado che l’anno passatoha indossato la casacca bianconera della Juve, in 360 minuti più recupero della Celeste non ha mai visto il campo, riscaldando la panchina per tutto il tempo. Strano però, perché questo giocatore nella sua parentesi a Torino si è dimostrato un ottimo corridore, piedi buoni, freddezza quanto basta e un’età ancora, per così dire, verde.
Non a caso il Barcellona, detentrice del cartellino pagato più di 15 milioni di euro dal Villarreal, l’anno scorso lo prestò alla Vecchia Signora ma aveva fissato il diritto di riscatto a favore dei piemontesi per la bella cifra di 12 milioni. Un gol alla Lazio, qualche assist e un paio di infortuni muscolari tignosi, in Serie A ha collezionato 15 presenze, abbastanza per mostrare il suo valore e far affezionare i tifosi juventini, non però per far sì che Giuseppe Marotta esercitasse il suddetto diritto di prenderselo per intero. Dodici milioni sono troppi, o si scende un po’ o Caceres non fa più per la Juve.
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All’Ellis Park di Johannesburg match numero quattro di questi Mondiali sudafricani e la vera grande big della competizione non stecca la prima: appena 1-0 e qualche sofferenza di troppo, ma l’Argentina ha vinto e sufficientemente convinto contro la pur tignosa Nigeria. Decide un gol di Gabriel Heinze al sesto minuto del primo tempo, il difensore del Marsiglia è stato bravissimo a colpire di testa dal dischetto del calcio di rigore un pallone calciato in mezzo dalla bandierina da Veron. Partita bella e vibrante, bravissimo il portiere delle Super Aquile Enyema che ha instaurato un vero e proprio duello con Lionel Messi, vincendolo; insomma, spettacolo nella capitale sudafricana coi primi tre pesantissimi punti per la Seleccion di Diego Armando Maradona.
Il ct argentino ha optato per il portiere dell’AZ Alkmaar Romero in porta, difesa a quattro con Gutierrez sacrificato a terzino, Mascherano e Veron in mezzo al campo e tridente di supporto formato da Di Maria, Tevez e Messi col Pipita Higuain unica punta. Di contro il ct svedese della Nigeria Lars Lagerback non ha timori reverenziali di sorta e cala il suo tridente offensivo con Yakubu, l’ex interista Obinna e il giocatore dell’Hoffenhaim Obasi a cercar di impensierire la retroguardia dei sudamericani. Il primo tempo, in ogni modo, è un lungo monologo dell’albiceleste che gioca un calcio veloce e frizzante, col gol di Heinze dopo sei giri di orologio che scandisce l’andamento della gara; le occasioni per raddoppiare si sprecano ma Higuain si mangia l’impossibile, Tevez non fa meglio e Messi si riscopre vulnerabile di fronte a Vincent Enyema.

L’arrivo di Adriano è soltanto il primo tassello del mercato giallorosso. Tutto il reparto offensivo della Roma è infatti sotto la lente dell’ingrandimento e di sicuro non mancheranno le partenze, forse anche qualcuna eccellente. Ovviamente il riferimento è a Mirko Vucinic, il valore del montenegrino è indubbio, normale quindi che su di lui convergano le attenzioni di molti club. Uno di questi sembra essere il solito insaziabile Manchester City che, a quanto pare, potrebbe fare un offerta per provare a portare in Inghilterra il giocatore.
Vucinic è un vecchio pallino di Roberto Mancini, lo jesino già ai tempi dell’Inter lo aveva messo sulla sua personale lista dei desideri. Poi lo scoppio di Calciopoli e il conseguente approdo in nerazzurro di Zlatan Ibrahimovic fecero sfumare la trattativa e l’attaccante dal Lecce si trasferì alla Roma. Ora le strade dei due potrebbero finalmente incrociarsi, ma affinché ciò accada c’è bisogno che da Manchester arrivi un’offerta importante, diciamo superiore ai 30 milioni di euro. Per il momento nessun movimento ufficiale è stato registrato, nel momento in cui dall’Inghilterra si muoveranno bisognerà anche considerare le volontà del giocatore che tra poco diventerà padre e potrebbe non essere disposto ad un trasferimento dall’Italia.
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